Uday Hussein (Dominic Cooper), nonchè figlio del ben più famoso Saddam, detto anche il Principe Nero, non è sicuramente una figura pubblica esemplare: psicopatico alcolizzato, depravato, persona violenta e ossessionata dal sesso, che sperpera soldi e vive nel lusso più sfrenato. Per questi motivi, il suo stesso entourage pensa bene di trovare un sosia che possa appunto impersonarlo, al fine di scampare eventuali attentati contro di lui.
Sì, questo è un film ma è anche la storia vera di Latif Yahia (Dominic Cooper), che alla fine degli anni 80, al termine della guerra tra Iraq e Iran, era stato scelto per coprire questo ruolo. Latif è costretto ad accettare la proposta per evitare l’uccisione della sua famiglia. Davanti a sé un destino solo da accettare, una pericolosa relazione con la donna preferita di Uday e una perdita di identità.
Se dovessimo subito inquadrare il film, diremmo che è un action movie con scene da thriller e un tocco alla Scarface, con effetti speciali alla James Bond e con momenti da Nip/Tuk. Un mix di ingredienti che però non ha grande successo. Non si tratta del solito film sull’Iraq, anche se si vedono sequenze sul fronte, ma di una rivisitazione moderna di un episodio alquanto oscuro e al quale sono stati aggiunti sicuramente troppi elementi di finzione. Tanto che molte scene risultano gratuite e deprimenti proprio perchè visualmente troppo (sur)reali e violente. Ci viene quasi da dire, non adatte ad un pubblico femminile.
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Vi presentiamo oggi la prima clip di Les Bien-aimés (titolo internazionale The Beloved), ultima fatica di Christophe Honoré che chiuderà il 64. Festival di Cannes. Il film, ovviamente fuori concorso, sarà proiettato il 22 maggio dopo l’assegnazione dei premi ufficiali. Si tratta del secondo lavoro del regista ad essere presentato sulla Croisette dopo Les chansons d’amour, in concorso nel 2007.
Come possiamo vedere anche da questa clip, Les Bien-aimés è una commedia musicale (non la prima per il regista), che si sviluppa in più città del mondo e in diversi decenni dell’ultimo secolo. Si tratta quindi di un racconto corale, in cui si viaggia tra la Praga degli anni 60, la Londra degli anni 80, il mondo nel momento dell’11 settembre e la Parigi dei giorni nostri.
Il cast è ricco e variegato: è formato tra gli altri da Catherine Deneuve, Ludivine Sagnier, Chiara Mastroiani, Milos Forman e Louis Garrel. Nel filmato qui sopra la Deneuve e la Mastroianni cantano Une fille légère, scritta da Alex Beaupain, compositore abituale delle colonne sonore dei film di Honoré.

Era uno dei nomi che effettivamente mancavano nel programma del 64. Festival di Cannes, tanto da averci fatto pensare potesse essere a Venezia, ma ecco che salta fuori a poche settimane dall’inizio della rassegna. Sarà infatti l’ultimo lavoro di Christophe Honoré, la commedia romantica Les bien-aimés (The Beloved il titolo internazionale), a chiudere il festival il 22 maggio dopo l’assegnazione della Palma d’Oro e degli altri premi.
Si sa poco della trama, che comunque si sviluppa in più città del mondo e in diversi decenni dell’ultimo secolo. Si tratta quindi di un racconto corale, in cui si viaggia tra la Praga degli anni 60, la Londra degli anni 80, il mondo nel momento dell’11 settembre e la Parigi dei giorni nostri. Ad un gran numero di personaggi, segue di conseguenza un gran numero di attori, tra cui Catherine Deneuve, Ludivine Sagnier, Chiara Mastroiani, Milos Forman (!) e Louis Garrel.
La sceneggiatura è firmata dallo stesso Honoré, che torna sulla Croisette dopo aver presentato in concorso nel 2007 il suo Les chansons d’amour. I suoi ultimi due film, i discussi Non ma fille, tu n’iras pas danser e Homme Au Bain, si sono visti in Italia al Torino Film Festival.

Un altro titolo, dopo i primi annunciati settimane fa. Crime d’amour, ovvero l’ultimo film diAlain Corneau, scomparso il 30 agosto a Parigi a 67 anni, sarà al prossimo Festival Internazionale del Film di Roma, che si terrà dal 28 al 5 novembre nella Capitale.
“Un’opera importante - sottolinea la direttrice Piera Detassis, che ha visto, selezionato e confermato il film al Marché di Cannes - con due protagoniste di una bravura pazzesca come Kristin Scott Thomas e Ludivine Sagnier. E’ una storia molto dura, che racconta la competizione tra due donne in carriera che sfocia nel delitto e nell’orrore. Un film ’scorretto’ che fa emergere in Corneau una vena estrema che in qualche modo lo riscatta dall’accademia dei suoi ultimi film“.
Per Corneau sarà un ritorno, anche se in questo caso postumo, al Festival capitolino, vista l’apertura ufficiale affidata nel 2007 al deludente e ben presto dimenticato Le deuxieme Souffle, con la nostra Monica Bellucci protagonista.
Potiche (Potiche - Francia 2010) di François Ozon con Gérard Depardieu, Catherine Deneuve, Ludivine Sagnier, Cécile De France, Jérémie Rénier, Fabrice Luchini, Karin Viard.
1977. Gli operai della fabbrica gestita dal ricco Robert Pujol sono in sciopero, e l’uomo è costretto per varie disavventure a dover cedere momentaneamente a qualcuno il suo posto. L’unica persona che sembra poter reggere una tale responsabilità è proprio Suzanne, la moglie di Robert, la “bella statuina” costretta a stare sempre a casa ed a comportarsi da perfetta donna di casa…
François Ozon è un autore sorprendente. In meno di due anni è riuscito a sfornare un discusso ma coraggiosissimo “fantasy operaio”, ovvero Ricky, un film che naviga nelle tematiche centrali della filmografia del regista come il bellissimo Il rifugio, in questi giorni nelle sale, e adesso una coloratissima commedia finita in concorso al Lido, raccogliendo risate e convinti applausi.
Come per Soul Kitchen l’anno scorso c’è il rischio che un film così in un contesto del genere possa apparire come manna dal cielo, visto come è maledettamente divertente e acuto, ma ci sono molti motivi per apprezzare questo delizioso Potiche. Che innanzitutto fa bene quel che una commedia dal carattere comico e a tratti grottesco deve saper fare: utilizzare bene lo stereotipo.
Continua a leggere: Venezia 2010: Potiche - La recensione del film di François Ozon
Nemico pubblico n. 1 - L’ora della fuga (Parte 2) (L’Ennemi public n°1, Francia, Canada, 2009) di Jean-François Richet; con Vincent Cassel, Ludivine Sagnier, Gérard Lanvin, Samuel Le Bihan, Mathieu Amalric, Olivier Gourmet, Georges Wilson, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Alain Doutey, Anne Consigny, Laure Marsac, Alain Fromager.
Adrenalinico, elettrizzante, emozionante, coinvolgente, forse il miglior action movie degli ultimi anni. Parliamo di Nemico Pubblico N.1 – L’ora della fuga, seconda parte del doppio capitolo cinematografico dedicato da Jean-François Richet a Jacques Mesrine, gangstar di Francia portato sul grande schermo da un immenso Vincent Cassel.
Dopo aver già convinto con la prima parte, Richet si supera con questo secondo capitolo, diverso sia nel ritmo che nello stile rispetto al titolo che l’ha preceduto. Immeritatamente ignorato dal pubblico italiano, questo biopic di due parti merita assolutamente di essere ritrovato e rilanciato, perchè meritevole di esser visto, commentato ed applaudito…
Continua a leggere: Nemico Pubblico N.1 – L’ora della fuga – Parte 2: Recensione in Anteprima
Nemico Pubblico N.1 - L’istinto di morte (parte 1), (L’Instinct de mort, Francia, Canada, Italia, 2009) di Jean-François Richet; con Vincent Cassel, Cécile De France, Gérard Depardieu, Roy Dupuis, Elena Anaya, Gilles Lellouche, Michel Duchaussoy, Myriam Boyer, Florence Thomassin, Ludivine Sagnier, Gilbert Sicotte, Abdelhafid Metalsi.
Il criminale numero uno di Francia, tanto ricercato dalla polizia quanto amato dai connazionali. Jacques Masrine ha segnato la storia franese degli anni 60 e 70, diventando uno dei gangster più famosi al mondo. Da soldato ribelle dell’esercito francese in Algeria a spietato criminale nelle strade di Parigi. Delinquente o eroe? Assassino o icona rivoluzionaria? Chi era veramente Jacques Masrine?
Un autentico biopic kolossal. 9 mesi di riprese ininterrotte, il meglio del cinema fracese a disposizione, 18 milioni di euro incassati al box office nazionale, 10 nomination ai Cèsar, un budget hollywoodiano ed addirittura due capitoli separati, in modo da raccontare per filo e per segno la vita, la storia e la leggenda di Jacques Masrine. Ad interpretarlo uno strepitoso Vincent Cassel, in un film che però, per essere giudicato appieno, dovrà attendere l’uscita in sala della 2° ed ultima parte.
Continua a leggere: Nemico Pubblico N.1 - L'istinto di morte (parte 1): Recensione in Anteprima

Eccoci al terzo girone di qualificazione delle migliori attrici attrici europee. Ricordo che per ogni girone si qualificheranno le prime 6 attrici classificate, quindi dateci dentro con i voti anche in questa ottica.
Come avrete già notato nel post scorso, potrete ammirare la gallery con tutte le attrici partecipanti al sondaggio. Mi è sembrato doveroso, anche venendo incontro ad alcuni desideri dei lettori, corredare il post con le immagini di queste splendide donne.
Ma ora vi rimando alla pagina seguente dove potrete trovare la gallery e i 2 sondaggi. Votate, votate, votate!
Continua a leggere: La pupa e la secchiona 18. Vota l'attrice europea più bella e brava (POT-ZET)
L’innocenza del peccato (La fille coupée en deux, Francia, 2007) di Claude Chabrol; con Ludivine Sagnier, Benoît Magimel, François Berléand, Mathilda May, Caroline Sihol, Etienne Chicot, Marie Bunel, Valeria Cavalli.
Lo si definisce “Chabrol minore”, ed è facile, guardando questo La Fille coupée en deux di Claude Chabrol (traduzione: La ragazza tagliata in due), poter confermare questa definizione. La nuova fatica del grandissimo regista rimette mano alle storie d’amore morbose, all’ambiente della borghesia e ai temi che gli sono cari: e i Cahiers hanno notato che forse c’è una certa piattezza nello stile.
Se si va a guardare lo stile, non c’è nulla per cui urlare al miracolo, nonostante le indiscusse capacità del regista (che regala comunque ottime sequenze). Ma perché Chabrol avrebbe dovuto dar prova (ancora?) di saper muovere la macchina da presa? L’innocenza del peccato è lineare, sia dal punto di vista stilistico che narrativo, e nonostante questo sa coinvolgere e creare un clima sottilmente morboso. E descrive i suoi personaggi con lo stesso cinismo di sempre.
Si parla di un triangolo tra un’annunciatrice televisiva del meteo, uno scrittore ormai non più giovane e un ricco, giovane e psicolabile ragazzo -che è forse il personaggio più “macchiettistico”, ma per questo non privo di qualche sfumatura inquietante-. Nulla di nuovo sotto il sole? Probabile. Ma L’innocenza del peccato è appunto interessante, ben scritto e non privo di qualche momento indimenticabile.
Continua a leggere: L'innocenza del peccato: recensione in anteprima
Esce il 1 febbraio il thriller L’innocenza del peccato (in originale La fille coupeé en deux) diretto da Claude Chabrol con Ludivine Sagnier, François Berléand, Benoît Magimel, Mathilda May, Caroline Sihol, Etienne Chicot, Marie Bunel, Valeria Cavalli.
La trama: una giovane conduttrice televisiva viene sedotta da un maturo scrittore sposato che la trasforma in femme fatale e poi l’abbandona. La ragazza così si consola con un giovane miliardario psicologicamente instabile ma questa situazione non porterà nulla di buono.
Il film, presentato con successo a Venezia 2007, è stato pensato ispirandosi alla storia di Stanford White, un famoso architetto di Manhattan che è vissuto alla fine del diciannovesimo secolo, un celebre dongiovanni assassinato nel 1906 dal marito della sua amante dell’epoca, un’ex ballerina di Broadway che si chiamava Evelyn Nesbitt.
Dopo il salto trovate foto e trailer.
Continua a leggere: L'innocenza del peccato, il nuovo thriller di Claude Chabrol: foto e trailer