Più di due decenni dopo Ternosecco, Giancarlo Giannini torna dietro la macchina da presa per dirigere il suo secondo film da regista, le cui riprese sono in corso a Roma da ieri. Il titolo provvisorio della pellicola, ispirata a fatti realmente accaduti e scritta da Lorenzo Cairoli e Ludovica Rampoldi, è Ti ho cercata in tutti i necrologi.
Giannini sarà protagonista, accanto a F. Murray Abraham e Silvia De Santis, nei panni di un italiano rifugiatosi in Canada dopo un incidente avvenuto quando faceva il tassista. Nella sua nuova vita si occupa del trasporto dei defunti al cimitero con il suo carro funebre e cerca di sopravvivere sfidando le difficoltà. Dando un passaggio ad una misteriosa giovane donna, troverà finalmente l’amore e sarà travolto da una storia di passione assoluta.
Fonte: Cinecittà

Riportare tutto quanto è stato detto nel corso della conferenza stampa de La Doppia Ora, così come parlare troppo diffusamente dell’interessantissimo incontro di approfondimento con il regista ed il cast, sarebbe fare un torto alla pellicola di Giuseppe Capotondi. Sarebbe inevitabile, infatti, svelare alcuni particolari che non andrebbero affatto svelati, rovinando l’effetto sorpresa ed il piacere di gustarsi il film nel buio della sala. Non stupitevi quindi, se in questo post non troverete riferimenti troppo diretti alla storia raccontata ed ai suoi personaggi: li abbiamo volutamente omessi. Ci sarà occasione di parlarne dopo l’uscita del film nelle sale, distribuito da Medusa in 430 copie, a partire dal prossimo 9 ottobre.
In attesa dell’annuncio dei premi ufficiali, questa sera, ci fa piacere annunciarvi che La Doppia Ora ha già conquistato alcuni del premi collaterali: Miglior Film Italiano a Venezia, assegnato dalla giuria di Arca Cinema Giovani, “per la struttura narrativa, capace di ribaltare le convenzioni del genere viaggiando con un ritmo incalzante, su due binari paralleli. Per l’intensità dell’interpretazione che riesce a restituire le varie sfaccettature della complessità dei personaggi. Per essere un’opera prima che si distingue dal panorama “lagunare” del cinema italiano contemporaneo.” A Filippo Timi va il Premio Pasinetti dei Giornalisti SNGCI come Migliore Attore.
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