
Sarà Venere Nera il film d’apertura del Miff 2011, ovvero la 11ª edizione del Film Festival Internazionale di Milano, che si terrà quest’anno dal 4 al 14 maggio. Si tratta dell’ultima fatica di Abdel Kechiche, tra i registi più importanti degli ultimi anni, autore di film bellissimi come La schivata e Cous cous.
La trama, tratta da un’impressionante storia vera, è ambientata all’inizio del 1800. Saartjie Baartman viene portata dal Sud Africa in Europa per essere studiata da un gruppo di scienziati e poi per essere esibita nei circhi come freak. La donna infatti ha i glutei e l’apparato genitale femminile sviluppati ben sopra la media, e la cosa sembra poter offrire agli scienziati la possibilità di ribadire la supremazia bianca e far pagare il pubblico per poter vedere qualcosa di mostruoso…
Il film è stato presentato in concorso all’ultima Mostra del cinema di Venezia, dove ha fatto molto parlare di sé, tra sostenitori e detrattori, ma dove tutti erano d’accordo sulla prova di livello della non professionista Yahima Torres, protagonista assoluta della pellicola. In Italia il film sarà distribuito a giugno da Lucky Red. Qui trovate la nostra recensione.
Il Film festival internazionale di Milano (Miff), che si svolgerà dal 4 al 14 maggio, ha rilasciato la lista dei cortometraggi che si batteranno per conquistare l’ambito Cavallo di Leonardo. Eccoli, nella foto Colin Firth, protagonista con Keira Knightley del corto Steve.
• Categoria 0-15 minuti
Stanley Pickle di Vicky Mather
Los Gritones (The screamers) di Roberto Pérez Toledo
Capicua (Palindromo) di Roger Villarroya
North Atlantic di Bernardo Nascimento
Birdboy di Pedro Rivero
3 Hours di Regan Hall
14085 di Olli Koivula
Hijo de mi madre di Lucas Mireles
Victims of gravity di Vlady Oszkiel
Four of a Qind di Angelo Campanile
Socarrat di David Moreno
• Categoria 15-30 minuti
Last Rain di Tony Lopez, David Sanz
Kinderspiel di Lars Kornhoff
The Suicide tapes di William & Billy Senese
In the bed at 10 pm di Asaph Polonsky
Chalk di Martina Amati
Rachel di Leonardo Guerra Seràgnoli
Journey of No Return di Güclü Yaman
Steve di Rupert Friend
My first time di Eytan Rockaway
Lars di Manuela Rossi
• Categoria Italiana
L’ora di Alessio Bolzoni
La panchina di Massimiliano Battistella
Vivere una favola di Alice Tomassini
Shot - L’ultimo punto di Claudio Colombo
Urka Burka di Giorgio Bonecchi Borgazzi
Overbooking di Michele Mortara
Achille di Giorgia Farina
I soliti noti di Marco Toscani

Dal 5 all’11 maggio a Milano si tiene il MIFF, 10ª edizione del Film Festival Internazionale di Milano. Oggi vogliamo segnalarvi le nominations di quest’anno:
Miglior regista:
3 days in LA - Marco Capalbo
Sex Volunteer - Cho Kyeong-Duk
Zero - Pawel Borowski
Eagles in the Chicken Coop - Brent Florence
2:22 - Phillip Guzman
Miglior attore
Lovers of Hate - Chris Doubek
La Maquina De Pintar Nubes - Bingen Elorza
Amore Liquido - Stefano Fregni
Chicago Overcoat - Frank Vincent
2:22 - Mick Rossi
Miglior sceneggiatura:
Eagles in the Chicken Coop
Lovers of Hate
La Maquina De Pintar Nubes
Zero
The Be All and End All
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My One and Only è stato presentato alla Berlinale lo scorso febbraio ed al MIFF-Film Festival Internazionale di Milano in maggio, regalando a Renée Zellweger la statuetta come miglior interprete femminile ed a Marco Pontecorvo quella per la miglior fotografia. Diretto da Richard Loncraine, il film vede nel cast anche Kevin Bacon, Chris Noth, Nick Stahl e Logan Lerman. In patria il film debutterà nelle sale il prossimo 21 agosto.
L’eccentrica mamma (Zellweger) sognatrice e stravagante, trascina il piccolo George ed i suoi fratelli attraverso gli Stati Uniti, viaggiando di città in città alla ricerca di un uomo benestante che possa offrire una nuova vita a lei ed ai suoi figli. Kevin Bacon veste i panni dell’affascinante leader di una band che la donna sta cercando di dimenticare dopo la fine del loro legame, mentre Chris Noth quelli di un militare in pensione che a malapena riesce a pagare i conti. Il tutto è basato su un episodio realmente accaduto nell’infanzia dell’attore George Hamilton.
cliccate su continua per dare un’occhiata al trailer ed a due clip del dietro le quinte della pellicola.
La cerimonia di premiazione ha avuto luogo nella serata di ieri, secondo giorno di questa edizione del Festival, nel corso di una cena di gala i cui proventi verranno devuluti, in collaborazione con la Croce Rossa, ai terremotati dell’Aquila. Da oggi fino al 19 maggio, presso il cinema Arcobaleno, saranno presentati al pubblico i film vincitori del Cavallo di Leonardo (qui il calendario delle proiezioni).
The 27 Club, di Erica Dunton, ha fatto la parte del leone, aggiudicandosi i tre premi più importanti (miglior film, regia e sceneggiatura); My One and Only, diretto da Richard Loncraine, ha invece regalato a Renée Zellweger la statuetta come miglior interprete femminile ed a Marco Pontecorvo quella per la miglior fotografia. L’elenco completo dei premiati lo trovate dopo il salto.
Convince poco se non per nulla, ad essere sinceri, la formula scelta quest’anno dal MIFF (ex Milano International Film Festival, oggi MIFF Awards), inaugurato ieri l’altro nel capoluogo lombardo. Pionieristica ed assolutamente originale, ma anche poco pratica e penalizzante per tutte quelle pellicole che pur avendo ricevuto una o più candidature non sono riuscite ad aggiudicarsi almeno un premio. Ci sarebbe molto piaciuto poter vedere Lymelife, Gardens of the Night, e soprattutto Stephanie’s Image con Melissa Leo e Playground, in prima mondiale, prodotto da George Clooney e Steven Soderbergh. Quella del festival sarebbe stata una cornice prestigiosa, nonchè un pretesto, per portare sugli schermi italiani delle pellicole altrimenti destinate a restare invisibili. Peccato!
Continua a leggere: MIFF Awards 2009 - The 27 Club miglior film, Renée Zellweger miglior attrice
Lymelife è una commedia drammatica scritta dai fratelli Derick Martini e Steven Martini. Derick ne firma anche la regia, dirigendo un cast composto da Alec Baldwin, i fratelli Rory Culkin e Kieran Culkin, Timothy Hutton, Jill Hennessy ed Emma Roberts. Il film ha debuttato al Toronto Film Festival del 2008 (vincendo il premio della critica Fipresci) per poi essere presentato anche al Sundance Film Festival dello scorso gennaio. Il prossimo mese lo vedremo fra i film in competizione al MIFF Awards di Milano.
Ambientato nei tardi anni ‘70, il film è un racconto dei pericoli del Sogno Americano visto attraverso lo sguardo innocente di un ragazzo quindicenne. Uno sguardo triste e divertente allo stesso tempo, a tratti addirittura violento e drammatico, al primo amore, alla paura di contrarre la malattia di Lyme, alle dinamiche familiari e al divorzio in un momento di cambiamento per l’America.
Qui di seguito le due locandine originali della pellicola (cliccateci sopra per vederle in alta definizione) e dopo il salto vi attende il trailer.
Il MIFF-Film Festival Internazionale di Milano, giunto alla sua 9ª edizione cambia nome (come quest’anno ha fatto anche il Giffoni Film Festival) e diventa MIFF Awards. La formula scelta quest’anno dal festival, che si svolgerà nel capoluogo lombardo dall’11 al 19 maggio, è pionieristica ed assolutamente inusuale. La cerimonia di premiazione avrà luogo il 12 maggio (all’inizio e non alla fine della kermesse) e durante il festival verranno proiettati per il pubblico, dal 13 al 19 maggio presso il cinema Arcobaleno, i film vincitori del Cavallo di Leonardo .
In Giuria personalità prestigiose e premi Oscar: Morando Morandini, Martin Landau, SandraOh, Tomas Arana, Albert Brenner, Bob Boyle (scenografo di Alfred Hitchcock), Robert Forster, lo sceneggiatore di Highlander Gregory Widen, e tra gli altri Folco Quilici nella sezione Documentari.
Tra i candidati Renèe Zellweger, Melissa Leo, Rory Culkin e, come direttore della Fotografia, anche Marco Pontecorvo. La rosa dei film selezionati, quasi tutti in anteprima assoluta per l’Italia, include pellicole provenienti dal Sundance e da Berlino, come Lymelife prodotto da Martin Scorsese; Gardens of the Night (qui il trailer ed una clip) con Gillian Jacobs, Tom Arnold e John Malkovich; My one and Only di Richard Loncraine, ispirato ai ricordi d’infanzia dell’attore George Hamilton; Playground, in prima mondiale, prodotto da George Clooney e Steven Soderbergh. Candidata per il miglior montaggio anche Zoè, produzione italiana con un curioso cast composto da Francesco Baccini, Serena Grandi, Andrea G. Pinketts e Bebo Storti.
Maggiori informazioni sul Sito Ufficiale del festival.
L’amore non basta (Drammatico, Italia 2008) Regia di Stefano Chiantini, con Giovanna Mezzogiorno, Alessandro Tiberi, Alessandro Haber, Rocco Papaleo, Marit Nissen, Andrea Pietrantoni, Carlo De Ruggeri, Ivan Franek, Emanuela Scipioni.
Martina è un’assistente di volo. Un giorno, durante un turno di lavoro, si imbatte in Angelo. Uno scambio di sguardi tra il passeggero e la hostess e un diario dimenticato sembrano il preludio per la nascita di una storia d’amore. Man mano che le immagini scorrono sullo schermo e mentre Martina si emoziona e si commuove per le parole d’amore contenute nel diario, scopriamo che quell’incontro sull’aereo non è stato casuale e il diario non è stato affatto “dimenticato”: Angelo e Martina infatti, da un pezzo, hanno una storia d’amore e Angelo ha lasciato apposta i suoi scritti sull’aereo, perchè Martina li leggesse. Un rapporto, il loro, che si trascina tra alti e bassi, rotture e ricongiungimenti.
Oltre la vita dei due ragazzi e alla loro storia d’amore, che alterna momenti di grande emozione ad altri di totale incomunicabilità, seguiamo altre due storie di rapporti affettivi problematici. Quello di Angelo e suo padre Nicola e quello della madre di Martina ed il suo compagno Fernando. Persone che si amano in maniera diversa, con tutte le sfumature che la parola amore contiene, ma che nonostante questo non riescono ad incontrarsi e comprendersi pienamente. La frase di Italo Calvino utilizzata sui manifesti, esprime perfettamente lo spirito della pellicola: “…mi sembra che ormai esistano solo storie che restano in sospeso e si perdono per strada”
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Si concludono oggi, presso la sala cinematografica del centro culturale Rosetum, le proiezioni delle pellicole presentate durante quest’ottava edizione del MIFF: Milano International Film Festival. Le giurie hanno comunque annunciato già nella giornata di domenica il proprio verdetto, l’elenco dei premiati lo trovate dopo il salto.
Abbiam visto per voi “The Elevator” di Ben Hakim, piccolo capolavoro di soli 23 minuti, trionfatore nella categoria cortometraggi. Notte. Haifa. Un vecchio condominio. Due giovani bloccati in un ascensore. Per i due estranei un normale contrattempo muta in una nuova realtà.
Come il regista ed il produttore (entrambi arrivati direttamente da Tel Aviv per presentare il film) hanno giustamente detto, quando si ha per le mani una sceneggiatura forte, non servono grandi location nè moltitudini di attori. Bastano due bravi interpreti e - in questo caso - un ascensore. Non so se “The Elevator” torverà mai un distributore in Italia, ma nel caso ve ne capitasse l’occasione, correte a vederlo!
Non potevamo esimerci dal vedere anche “Vampire Diary” di Mark James & Phil O’ Shea, che ha fatto incetta di premi conquistando ben quattro Cavalli di Leonardo.
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