103 anni e non sentirli, continuando a girare film. Uscirà questo venerdì nei cinema nostrani Singolarità di una ragazza bionda, film di Manoel de Oliveira girato nel 2009, all’età di 101 anni, ma in arrivo solo oggi nelle sale italiane. Tutto questo per merito della Mediaplex Italia, per un titolo, interpretato da Ricardo Trêpa, Catarina Wallenstein, Diogo Dória, Júlia Buisel, Leonor Silveira, Luís Miguel Cintra, Glória de Matos, Filipe Vargas e Rogério Samora, che possiamo scoprire attraverso il trailer originale, in lingua portoghese. Quello in italiano, incredibile ma vero, non è stato infatti ancora diffuso.
Durante un viaggio in treno, Macario inizia a parlare della sua storia con una donna che le siedeaccanto. Tramite una serie di flashback l’uomo parla della sua storia con Luisa, la donna di cui si era innamorato, con la compagna di viaggio apparentemente molto interessata, tanto da voler sapere la fine della storia…
Primo film della sezione Un certain regard al Festival di Cannes edizione numero 63, è stato applaudito ieri O Estranho Caso De Angélica, nuovo lavoro del regista portoghese Manuel De Oliveira, 102 primavere il prossimo dicembre.
Il film, originariamente scritto da De Oliveira negli anni ‘50 e recentemente riadattato, racconta di un giovane fotografo ebreo, Isca, ospite di una pensione nella provincia portoghese di Duoro, che una notte viene convocato con urgenza da una famiglia benestante che gli commissiona una foto ritratto della giovane figlia Angelica, morta improvvisamente poco dopo il proprio matrimonio. Isac, rimane folgorato dalla bellezza della ragazza che, attraverso l’obiettivo della macchina fotografica sembra sorridergli e riprendere vita. Nel cast Ricardo Trêpa, Pilar López de Ayala e Leonor Silveira. Qui accanto (e dopo il salto in maggiore risoluzione) potete vedere la locandina.
Della vita sappiamo tutto - dice il regista - della morte nulla anche perché non ne abbiamo esperienza. Il fotografo è un artista senza terra, un ebreo errante i cui sogni appartengono, come la terra, alle cose immortali. Dall’altra parte c’è la realtà che il cinema si sforza da sempre di catturare così come il sogno e la comicità. È sempre la stessa storia, io sono nato col cinematografo ma dai tempi della fantastica triade (Lumiere, Melies, Max Linder) nulla si può aggiungere. Possiamo solo riflettere sulle visioni che quei tre ci hanno lasciato in eredità
Fonte: Il Corriere
Continua a leggere: Festival di Cannes 2010 - trama e locandina di O Estranho Caso De Angélica
Dopo l’exploit di Gomorra e Il Divo, il cinema italiano torna a Cannes con un solo film in concorso, La nostra vita di Daniele Luchetti, con Elio Germano, Isabella Ragonese e Raoul Bova protagonisti. A fare compagnia al regista di Mio Fratello è Figlio Unico e Domani Accadrà, che partecipò a Cannes nel lontano 1988, ricevendo una menzione Caméra d’or, ci sarà Sabina Guzzanti con il suo discusso ed atteso documentario Draquila - la Città che Trema. Uno sbarco in terra di Francia, per la Guzzanti, fuori Concorso, per un titolo che promette di suscitare un mare di reazioni, politiche e non solo.
Per il resto puzza di ‘già visto’ il cartellone del Festival, presentato questa mattina, con Robin Hood di Ridley Scott che aprirà la Croisette, per una Palma d’Oro che vedrà duellare Abbas Kiarostami (con Copie conformè), Takeshi Kitano ( con Outragè), Bertrand Tavernier (con La princesse de Montpensier), Alejandro Gonzalez Inarritu (con Biutiful), Mike Leigh (con Another Year), ed ovviamente il nostro Lucchetti. Fuori Concorso di livello con Woody Allen (You will meet a tall dark stranger), Stephen Frears (Tamara Drew) e Oliver Stone (Wall street 2: Money Never sleeps), per una Giuria, presieduta da Tim Burton, che sarà composta da Kate Beckinsale, la nostra Giovanna Mezzogiorno, Alberto Barbera, Emmanuel Carrere, Benicio Del Toro, Victor Erice e Shekhar Kapur.
Arrivato alla sua 63° edizione, il Festival, che renderà omaggio ad Ingmar Bergman, si terrà dal 12 al 23 maggio prossimo. Ma ora cliccate pure su continua per dare un’occhiata a tutti i film in Concorso e a quelli in corsa per Un Certain Regard, senza dimenticarvi di farci sapere le vostre prime impressioni. Vi piace come programma o vi aspettavate qualcosa di meglio?
Continua a leggere: Cannes 2010: Lucchetti in gara per la Palma d'Oro, la Guzzanti fuori concorso

Agosto è ancora lontano ma il Festival del Cinema di Locarno è già in pieno fermento, pronto per l’edizione 2010. Ecco quindi che dalle sponde svizzere del Lago Maggiore iniziano a pervenire le prime notizie su quello che si vedrà attorno alla Piazza Grande.
La notizia di oggi riguarda il premio alla carriera, il Pardo d’onore Swisscom che per la 63ma edizione del Festival sarà attribuito al regista svizzero Alain Tanner. Un premio meritato e che rimane in patria.
Nato a Ginevra nel 1929, Alain Tanner realizza il suo primo lungometraggio per il cinema nel 1969, Charles mort ou vif, premiato con il Pardo d’oro al Festival di Locarno. Due anni dopo, La salamandra (1971) è visto nella sola Parigi da 200mila spettatori. Alain Tanner emerge come uno dei principali esponenti del «nuovo cinema svizzero» portando una ventata di giovinezza e di libertà ben oltre le frontiere nazionali.
Oltre a numerosi documentari per la televisione e per il cinema, Alain Tanner ha firmato 19 lungometraggi di finzione, selezionati dai più importanti festival internazionali, tra cui Jonas che avrà vent’anni nel 2000 (1976), Dans la ville blanche (1983), Gli anni luce (1981, Grand Prix speciale della Giuria a Cannes), Une flamme dans mon cœur (1987), Fourbi (1996), e infine Paul s’en va (2004), film che segna il suo addio al mondo del cinema.
Continua a leggere: Locarno 2010 - Pardo d'onore ad Alain Tanner

Il cineasta portoghese Manoel de Oliveira compirà 101 primavere il prossimo mese di dicembre e, ben lungi dal ritirarsi dalle scene, festeggerà il prossimo compleanno tornando sul set per dirigere The Strange Case of Angelica (Lo strano caso di Angelica).
Il film, di cui è attualmente in corso il casting, può disporre di un budget di 2 milioni e mezzo di Euro, sarà basato su una sceneggiatura che lo stesso de Oliveira scrisse nel 1952 e sarà ambientato negli anni ‘50. La vicenda ha inizio con un fotografo, ospite di un hotel, bruscamente svegliato dai gestori che gli chiedono fi fare una foto della figlia, appena morta. I nostri migliori auguri di buon compleanno - e di buon lavoro - al Maestro!
Fonte: Variety

E’ uno degli ultimi veri maestri del cinema: ha attraversato tutta la storia del Novecento (anche a proprie spese) e ancora oggi non sembra abbia intenzione di appendere la cinepresa al chiodo, visto che ha in produzione un altro film: Singularidades de uma Rapariga Loira… Festeggiamolo con alcuni cenni biografici.
Manoel Candido Pinto de Oliveira è nato ad Oporto l’ 11 dicembre 1908, in Portogallo. La sua carriera inizia nel 1929, stiamo appena uscendo dall’epoca del cinema muto, con il documentario Douro, lavoro fluviale (passato più volte a Fuori Orario su Raitre). La sua produzione si assesta su lavori documentaristici fino ad Aniki Bobo (1942). Con la salita al potere di Salazar in Portogallo, De Oliveira diminuisce di molto la propria produzione cinematografica: ne approfitta per dedicarsi all’azienda viticola del padre.
Continua a leggere: Buon compleanno Manoel De Oliveira! 100 anni di cinema e non sentirli...
Fuori concorso
Tutto è musica, di Domenico Modugno
La giornata di pre-apertura del festival è stata all’insegna di Domenico Modugno. Cantautore, attore, regista, personaggio celebrato ad ottant’anni dalla nascita. Tutto è musica è una specie di biografia di Modugno, che ripercorre grazie ai testi delle sue canzoni i suoi celebri successi. In apertura lui stesso ci spiega che ogni singolo rumore e anche il silenzio sono musica, anche quella che si trova nel nostro cuore.
Visto oggi, il film risulta francamente imbarazzante, soprattutto nei primissimi minuti, tra false interviste sulla paternità e il significato un po’ spicciolo della musica che si può trovare ovunque. Composto da vari momenti apparentemente slegati, il film assume quasi il carattere di un film ad episodi costruito su tanti videoclip (non male comunque il momento de L’uomo in frack: forse perché la canzone è davvero Storia). Addirittura c’è un episodio, all’inizio anche divertente, con Franco e Ciccio. Curiosità: alla sceneggiatura ha collaborato Tonino Valerii, anche aiuto regista.
Nel blu, dipinto di blu (Volare), di Piero Tellini
Si celebra ancora Modugno con questo musicarello del 1959, sceneggiato da Scola e Zavattini tra un po’ di neorealismo e un po’ di melodramma. Ma la presenza di un formidabile Vittorio De Sica (che canta la celeberrima canzone che dà il titolo al film e grazie alla quale Modugno vinse a Sanremo) garantisce anche punte di ironia.
Continua a leggere: Venezia 65: Tutto è musica - Nel blu dipinto di blu - Do Visìvel ao Invisìvel

La partenza di George Clooney, Brad Pitt e dei fratelli Coen, ha riportato una certa tranquillità al Lido; sempre se di tranquillità si può parlare, in questi giorni di frenetica follia. Mezza intossicata dai vari (inutili) spray anti-zanzare, fra disguidi burocratici, casi di infarto al PalaLido, ritardi brevi o (più spesso) lunghi ed ore di appostamento sotto il sole per catturare con la mia Nikon le più ambite prede; sono riuscita a vedere anche qualche film. Il più grande rimpianto rimarrà quello di non aver presenziato alla proiezione di mezzanotte di Girara no gyakushû: Tôya-ko Samitto kikiippatsu, ma la stanchezza ed il sonno hanno avuto la meglio su volontà.
Mi scuso per la ripetizione, ma devo fare da eco alle parole già scritte da Gabriele, per dire che sento terribilmente la mancanza della vecchia sigla. Più allegra, più colorata, più scoppiettante… Più.
Fuori concorso
Do Visìvel ao Invisìvel, di Manoel de Oliveira
Bastano tre aggettivi per descrivere efficacemente il geniale cortometraggio di Manoel de Oliveira: originale, ironico, pungente. A riprova del fatto che a un grande regista possono bastare meno di 7 minuti per esprimere la propria arte.
Continua a leggere: Venezia 65: Do Visìvel ao Invisìvel - Burn After Reading
Porto della mia Infanzia (Porto Da Minha Infancia - Portogallo 2001) di Manoel de Oliveira con Augustina Bessa-Luis, Maria de Medeiros, Leonor Silveira, Leonor Baldaque, José Wallenstein.
Stanotte, Martedì 10 Marzo, 00.45 Raitre
Documentario sulla città di Porto, secondo centro portoghese dopo Lisbona, e città natale del regista Manoel de Oliveira, che la racconta come solo chi l’ha vissuta può fare.
Si potrebbe passare per eccessivamente nostalgici dicendo che molto del miglior cinema che si vede sugli schermi in questi anni proviene dall’ancor vivida ed originale creatività di registi non proprio di primo pelo se non, in molti casi, più che ottuagenari, come Rohmer e, naturalmente, Manoel de Oliveira. Non si vorrebbe qui sottolineare, come accade spesso, l’incredibile prolificità di questo autore portoghese, che proprio quest’anno compie cento anni, ma la qualità dei suoi lavori, che pur con inevitabili discontinuità visto la mole della sua produzione, è sempre sorprendentemente alta.
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