
Anita Ekberg, all’anagrafe Kerstin Anita Marianne Ekberg, nasce in Svezia il 29 settembre del 1931. Oggi sul Corriere appare una sua foto in prima pagina e un articolo sulla sua situazione attuale. E’ ricoverata in una clinica, nel reparto di lungodegenza appena fuori Roma per la rottura del femore. E racconta:
“Vuol sapere se mi sento un po’ sola? Sì, un po’ sì. Ma non ho rimpianti. Ho amato, pianto, sono stata pazza di felicità. Ho vinto e ho perso. Non ho un marito, non ho figli. Quella suorina che è entrata prima è diventata una mia cara amica. (…) Un anno fa, si spezzò il femore di sinistra… poi, a metà agosto, ha fatto crack il destro. L’operazione è andata bene, ora stanno cercando di rimettermi in piedi. E pensare che a Fellini piaceva moltissimo come camminavo. Dentro la Fontana di Trevi, durante le riprese, feci su e giù una notte intera, senza mai inciampare. Marcello invece aveva freddo e così vuotò una bottiglia di whisky. Cadde tre volte. E per tre volte furono costretti ad asciugarlo. Alla fine gli fecero indossare gli stivaloni da pesca sotto i pantaloni. (…) La Dolce Vita Però non era un gran film. Quel film esiste per quella scena pazzesca. E in quella scena c’eravamo io e Marcello. Più io, in verità, che lui. Ero bellissima. Lo so. (…) Fellini era un genio assoluto. Non ho mai capito quale fu il reale motivo che lo spinse a scegliermi come protagonista de “La dolce vita”. Va bene, ero stata eletta Miss Svezia, e questo forse sarebbe potuto bastare a tanti altri registi, non a lui. Lui leggeva nel cuore degli attori, e li dirigeva come fossero farfalle”.
Anita, non credo che tu ci legga ma tanti auguri. E guarisci presto.

E’ stata definita la Giuria internazionale del Concorso della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presieduta dal regista, produttore e sceneggiatore statunitense Darren Aronofsky. Ad affiancarlo, troveremo: l’artista visiva e regista finlandese Eija-Liisa Ahtila; il compositore, artista visivo e regista britannico David Byrne, leader dei Talking Heads negli anni ’70 e successivamente creatore dell’etichetta discografica di successo Luaka Bop; il regista statunitense Todd Haynes; il regista cinematografico e teatrale Mario Martone; l’attrice Alba Rohrwacher; il regista e sceneggiatore francese André Téchiné.
La Giuria assegnerà i premi ufficiali della 68. Mostra (il Leone d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento per la migliore regia, il Premio Speciale della Giuria, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente, l’Osella per il miglior contributo tecnico, l’Osella per la migliore sceneggiatura), che avrà luogo al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2011, diretta da Marco Mueller e organizzata dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta.

Avete visto Stanno Tutti Bene di Giuseppe Tornatore? Avete visto anche il remake americano Everybody’s Fine con Robert De Niro? Oggi leggiamo cosa ne pensano i critici della carta stampata di questo Stanno Tutti Bene formato 2010:
Valerio Caprara - Il Mattino: Remake del più fiacco film di Tornatore, «Stanno tutti bene» punta le sue carte su ciò che resta della cosiddetta qualità americana. Kirk Jones rifinisce una confezione migliore dell’originale distillando i temi della difficile comunicazione tra padri e figli, la solitudine dei vecchi e le ipocrisie nascoste nelle relazioni familiari. Vedovo e pensionato, Frank non obbedisce ai consigli dei medici e parte alla volta dei quattro figli sparpagliati nelle rispettive città. Purtroppo, dietro al viaggio del protagonista alla ricerca dei figli indifferenti non c’è nulla di forte, necessario o originale e la bravura di De Niro si specchia su se stessa come in un qualsiasi apologo morale. Non basta a ridargli vitalità la scontata invettiva contro il tradimento degli ideali nazionali.
Maurizio Acerbi - Il Giornale: Rilettura americana dell’omonimo film di Tornatore. De Niro è un vedovo che, dopo aver inutilmente invitato i suoi quattro figli a casa, li va a trovare, uno a uno, in giro per gli States. Scoprirà che i suoi eredi non sono così felici e realizzati come gli aveva fatto credere, per anni, la moglie; o forse, è lui ad aver preteso troppo da loro. Solo De Niro poteva avere il carisma e la bravura di rifare il personaggio di Mastroianni senza cadere nei difetti tipici dei remake. Certo, il pubblico femminile ha il fazzoletto in mano ma per i padri in platea è un bell’esame di coscienza.
Alessandra Levantesi Kezich - La Stampa: (…) Garbato e non sdolcinato, il film resta esile, tuttavia questo De Niro sommesso e inedito si conferma quello che è: un grande.
Continua a leggere: Stanno Tutti Bene: le recensioni della carta stampata
Stanno Tutti Bene (Everybody’s Fine) è il remake americano di un film italiano del 1990 diretto da Giuseppe Tornatore. Nell’originale il protagonista era interpretato da uno straordinario Marcello Mastroianni che vogliamo ricordare e celebrare in questo post. Qui trovate dei video tratti dal film, per problemi di copyright vi linkiamo qui l’inizio del film.
La storia è la stessa: un anziano padre di famiglia decide andare a trovare i suoi figli che non vede da tempo. Sono cresciuti e ognuno ha una sua vita ma come stanno? Il viaggio porterà delle scoperte dolce-amare… Nel remake americano il ruolo di Mastroianni è andato a Robert De Niro, qui il trailer italiano della loro versione.
L’avete vista? Che ne pensate?
Stanno tutti bene: foto e video dal film del 1990 di Giuseppe Tornatore con Marcello Mastroianni





Tullio Gregory, famoso intellettuale, prefatore del libro di cui diremo, e Gloria Satta, nota giornalista e critico, hanno pubblicato sul Messaggero di Roma un’ampia anticipazione di E le stelle stanno a mangiare (dal titolo di un film d’antan in cui le stelle si accontentavano di stare “ a guardare”). Si tratta di un libro scritto a quattro mani da Mimmo Cavicchia e Franca Foffo. Vi chiederete chi è Cavicchia, che viene presentato come autore di ricordi. Beh, a suo modo è stata una delle colonne della capitale ai tempi in cui Federico Fellini preparava La dolce vita, film che uscì nel febbraio del 1960 e di cui si celebra il mezzo secolo di proiezioni e leggenda.
Una colonna, anzi una cornucopia umana. Ovvero, il proprietario di uno dei ristoranti più celebri dell’epoca dello star system all’amatriciana, di cui facevano parte plotoni di golosi e affamati divi di Hollywood. Qualche nome, tanto per rinfrescarsi la memoria: Frank Sinatra, Audrey Hepburn, Mel Ferrer, Tony Curtis, Liz Taylor e un sfilata di crapuloni sempre a dieta in vista del set. I ricordi di Cavicchia, a tavola e nel piccolo innocente gossip nel suo ristorante ancora oggi tappezzato di innumerevoli fotografia con dediche estasi (di stomaco) sono da segnalare perché dimostrano che dopo cinquant’anni dalla dolce vita praticata la voglia di farli rivivere questi anni di pancia e di talento non stinge, anzi persino aumenta.
Non bisogna arricciare il naso. Le esalazioni, anzi i profumi dei piatti dei leggendari attori o cineasti (come venivano chiamati allora) si mescolano alle iniziative che continuo a tornare a Fellini, alla sua storia, all’epoca dei successi e del glamour che sorse per e intorno a Marcello Mastroianni e ad Anita Ekberg, alla realtà di quella Roma in bilico tra Via Veneto e sanguinosi fatti di cronaca nera che riempivano i giornali, specialmente quelli che uscivano la sera e che non ci sono più.
Continua a leggere: L'anno di Federico Fellini si chiude a tavola ma non solo
Oggi dedichiamo un post con galleria alle foto di Harry Benson che ha immortalato diversi attori di Hollywood e musicisti di fama mondiale. Nelle foto potete riconoscere:
- Jack Nicholson
- Alfred Hitchcock
- Mickey Rourke
- Ashton Kutcher e Demi Moore
- Woody Allen
- Roman Polanski
- Greta Garbo
- Brad Pitt
- Clint Eastwood
- Francis Ford Coppola, Al Pacino e Diane Keaton sul set de Il Padrino (1971)
- Marlon Brando e Francis Ford Coppola sul set de Il Padrino (1971)
- Mia Farrow e Frank Sinatra
- Kevin Spacey
- Marcello Mastroianni
- Michael Jackson
Hollywood secondo il fotografo Harry Benson








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La Legge, distribuito negli Stati Uniti nel 1959 con il titolo Where the Hot Wind Blows, sebbene non sia il film più rappresentativo della carriera di star come Gina Lollobrigida e Marcello Mastroianni, torna nei cinema americani con il titolo di The Law, nelle sale a partire dal 23 di giugno.
In un piccolo paese della Corsica tutti accettano senza discutere la legge imposta dal capo villaggio, il carismatico don Cesare (Pierre Brasseur). L’omo vive in una grande casa circondato da numerose donne tra cui spicca la bella e prorompente Marietta (una splendida Lollobrigida) dal carattere forte e non certo remissivo. Enrico (Marcello Mastroianni), arrivato sull’isola per lavorare al soldo di don Cesare, si innamora perdutamente di lei, ma il suo corpo ha attirato altri occhi.
Il film di non è forse il più rappresentativo esempio del cinema di Marcello Mastroianni e Gina Lollobrigida, imbrigliati nei meccanismi di una tipica forma di coproduzione italo-francese, ma il regista Jules Dassin descrive una società dove ancora domina la legge del più forte, in cui l’uomo difficilmente riesce a distaccarsi dal suo essere animale, dalla carnalità e dalla brama di potere.
A 50 anni dalla prima uscita al cinema, gli Oscilloscope Laboratories riportano allo splendore originario il film grazie a nuove stampe in 35mm dei negativi originali. Il film sarà distribuito in versione italiana con sottotitoli inglesi realizzato per l’occasione.

Sembra uno sciogli-lingua: ecco il manifesto inglese, del rifacimento americano, del film italiano Stanno Tutti Bene di Giuseppe Tornatore. La nuova locandina in questione la vedete già qui sopra, ma se la voleste visualizzare in maggiore definizione non avete che da cliccare sull’immagine o sulla thumbnail in calce al post.
Everybody’s Fine, scritto e diretto da Kirk Jones, vede protagonisti Robert De Niro, Kate Beckinsale, Drew Barrymore e Sam Rockwell. De Niro interpreta Frank (nell’originale del 1990 il personaggio si chiamava Matteo Scuro ed aveva le fattezze dell’indimenticabile Marcello Mastroianni), un pensionato che decide di andare a trovare i figli che vivono lontani e che per la prima volta non sono andati da lui per trascorrere insieme le feste. Gli avevano sempre raccontato di vite favolose e carriere da sogno, ma presto scoprirà la verità. La pellicola sarà sugli schermi americani il prossimo 4 dicembre, nel frattempo, trovate qui il trailer e qui la locandina americana.
Ieri due spot tv, oggi un fantastico nuovo trailer ed un’inedita locandina. Giornata ricca per Nine di Rob Marshall, a 2 settimane dall’uscita della pellicola nei cinema statunitesi. Protagonsita del poster e del trailer lui, Daniel Day-Lewis, nei panni del mitico Guido Contini, interpretato nell’8 1/2 di Federico Fellili, al quale il film si ispira, da un Marcello Mastroianni indimenticabile.
La pellicola, come tutti sappiamo, ruota sulla figura del regista in crisi Guido Contini e sul suo rapporto con le donne che lo circondano: la moglie Luisa (Marion Cotillard), la produttrice Liliane La Fleur (Dame Judi Dench), l’amante Carla, la musa Claudia (Nicole Kidman) e lo spirito della madre morta (Sophia Loren). Nel cast ci sono anche Kate Hudson, Stacy “Fergie” Ferguson, Ricky Tognazzi, Giuseppe Cederna, Valerio Mastandrea e Martina Stella.
Ma ora cliccate pure su continua, c’è un bellissimo trailer di Nine che vi attende.
3 nuovi poster, uno più bello dell’altro. Parliamo di Nine, musical kolossal targato Rob Marshall, in arrivo nei cinema americani il prossimo 18 dicembre.
Ispirato all’8 e 1/2 di Federico Fellini, Nine, che in Italia arriverà tardissimo, ovvero il prossimo 2 febbraio, non è altro che l’adattamento cinematografico dell’omonimo musical teatrale, a sua volta rifacimento in chiave musical di 8 1/2 di Federico Fellini. Il film è incentrato sulla figura del regista in crisi Guido Contini e sul suo rapporto con le donne che lo circondano: la moglie Luisa (Marion Cotillard), la produttrice Liliane La Fleur (Dame Judi Dench), l’amante Carla, la musa Claudia (Nicole Kidman) e lo spirito della madre morta (Sophia Loren). Nel cast ci sono anche Kate Hudson, Stacy “Fergie” Ferguson, Ricky Tognazzi, Giuseppe Cederna, Valerio Mastandrea e Martina Stella.
I panni di Contini (ruolo originato da Marcello Mastroianni), sono stati indossati sul palcoscenico di Broadway da Antonio Banderas ed avrebbero dovuto essere vestiti, nel film, da Javier Bardem, che ha però rinunciato alla parte. Daniel Day-Lewis, ovviamente, ancora ringrazia.