Hai paura del buio è il titolo della pellicola drammatica firmata da Massimo Coppola, interpretata da Gianluca Di Gennaro, Erica Fontana, Manrico Gammarota, Marcello Mazzarella, Alexandra Pirici e presentata a Venezia 2010 e di cui potete leggere una recensione qui.
Eva (Alexandra Pirici) ha 20 anni e non le hanno rinnovato il contratto di lavoro nella fabbrica di Bucarest. Decide di partire per Melfi, in Sud Italia, e qui trova ospitalità presso Anna, una ragazza che lavora alla Fiat. Eva diventa l’ombra di Anna (Erica Fontana) e inizia un gioco spietato e perverso.
Dopo il salto potete vedere una clip tratta dal film e nella galleria alcune foto, insieme alla bella locandina.
Hai paura del buio - Foto e Poster del film di Massimo Coppola




E’ bello il titolo del film: Sono Viva, scritto e diretto da Dino e Filippo Gentili ed interpretato da Giovanna Mezzogiorno, Marcello Mazzarella, Massimo De Santis, Guido Caprino, Giorgio Colangeli, Vlad Alexandru Toma.
Dopo aver visto le foto, oggi vi mostriamo il trailer e vi ricordiamo la trama:
Rocco (Massimo De Santis) lavora come guardiano di notte in una villa. Deve vegliare il corpo senza vita di Silvia, la giovane figlia del padrone di casa. Ma presto Rocco si rende conto che la morte della ragazza nasconde un mistero… Nelle sale dal 28 maggio.
E’ bello quando l’Italia si butta sui noir, è un genere che adoro. Il titolo di oggi è Sono Viva, scritto e diretto da Dino e Filippo Gentili e che vede nel cast Giovanna Mezzogiorno, Marcello Mazzarella, Massimo De Santis, Guido Caprino, Giorgio Colangeli, Vlad Alexandru Toma.
Rocco viene assunto come guardiano di notte in una villa isolata per vegliare il cadavere di Silvia, la giovane figlia del padrone di casa. Durante la notte Rocco si accorge che dietro la morte di Silvia c’è un mistero.
La nostra Simona ha già visto il film al Courmayeur Noir in Festival ed oggi vi mostriamo delle foto e l’intrigante poster. Dal 28 maggio al cinema dopo due anni di ritardo (il film è del 2008).
Foto e locandina del noir italiano Sono Viva




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Baarìa (Italia, 2009) di Giuseppe Tornatore; con Francesco Scianna, Margareth Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Gaetano Aronica, Alfio Sorbello, Luigi Lo Cascio, Enrico Lo Verso, Nino Frassica, Laura Chiatti, Michele Placido, Vincenzo Salemme, Giorgio Faletti, Corrado Fortuna, Paolo Briguglia, Tony Sperandeo, Monica Bellucci, Leo Gullotta, Franco Scaldati, Gabriele Lavia, Raoul Bova, Luigi Maria Burruano, Aldo Baglio, Elena Russo, Beppe Fiorello, Marcello Mazzarella, Donatella Finocchiaro, Sebastiano Lo Monaco.
Baarìa è la storia di una famiglia siciliana dagli anni ‘30 all’inizio degli anni ‘80, attraverso tre generazioni. E questo, lo si sapeva già. Baarìa è poi la storia epica e nostalgica che Giuseppe Tornatore ha voluto dedicare alla sua terra, e lo si poteva immaginare sin da subito. Che però il kolossal italiano più costoso ed ambizioso da anni a questa parte potesse lasciare così insoddisfatti… Ci potevano certo essere dei dubbi, ma la speranza era che Tornatore tornasse a fare cinema di ampio respiro.
E’ una commedia, Baarìa. Un grande romanzone popolare pieno di “eroi” e macchiette. Ma sappiamo che in altre occasioni Tornatore non si è trovato molto a suo agio con il lato più comico e grottesco della situazione. E Baarìa non è da meno. Tutta la prima parte è una rievocazione di un felliniano Amarcord in cui il regista mette in scena situazioni strane e gag per narrare la vitalità e le contraddizioni del suo paese, ma nell’esagerazione il film perde subito l’orientamento.
Al solito, Tornatore si dimostra fin troppo abile con la macchina da presa, e coi suoi movimenti di macchina giustifica già in buona percentuale l’alto costo della sua grande produzione: dolly, gru e carrelli non mancano mai. E’ una critica che spesso è stata mossa al regista anche nei suoi lavori più riusciti, ma sembra che questa sia diventata ormai una cifra stilistica. Poco male, ma c’è anche altro.
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Fortapàsc (id. - drammatico, Italia 2008) Regia di Marco Risi, con Libero de Rienzo, Valentina Lodovini, Michele Riondino, Massimiliano Gallo, Ernesto Mahieux, Salvatore Cantalupo, Marcello Mazzarella, Ennio Fantastichini, Gianfelice Imparato
In una sera di settembre del 1985, quattro giorni dopo il suo 26esimo compleanno, Giancarlo Siani avrebbe dovuto andare con la propria fidanzata Daniela ad un concerto di Vasco Rossi. Fu ucciso alle 20.50 sotto casa sua, con dieci colpi di pistola.
Faceva il giornalista-giornalista (e non il giornalista-impiegato, differenza sottolineata dal personaggio di Sasà in una scena del film) per Il Mattino, prima da Torre Annunziata e poi da Napoli. Era un ragazzo allegro, forse un po’ ingenuo, che amava la vita e il suo lavoro e cercava di farlo bene. Il film racconta i suoi ultimi 4 mesi fra il Vomero e l’inferno di Torre Annunziata, regno del boss Valentino Gionta. Tutto, in quel periodo, ruotava intorno agli interessi ed ai finanziamenti stanziati per la ricostruzione del dopo terremoto; fra camorristi, politicanti corrotti, magistrati pavidi e carabinieri impotenti. Siani aveva il difetto di informarsi, di verificare le notizie, di indagare sui fatti. È stato l’unico giornalista ucciso dalla camorra.

Qualcuno ha definito La siciliana ribelle come il miglior film italiano visto allo scorso festival del cinema di Roma, sicuramente è un film importante che descrive un momento fondamentale per la lotta alla mafia in Italia. In attesa dell’uscita nei cinema, il prossimo 27 febbraio, gustatevi queste belle foto oppure potete riguardavi il trailer.

La siciliana ribelle di Marco Amenta, con Veronica D’Agostino, Gerard Jugnot, Marcello Mazzarella, Lucia Sardo, Primo Reggiani.
Difficile essere in grado di comprendere un fenomeno (sociale) essendoci immerso da sempre. Senza la possibilità di uscirne, per osservalo da un punto esterno, tutto viene dato per scontato, così come è sempre stato. Anche la Mafia.
Lo dimostra la storia di Rita, una ragazzina di 17 anni, che nel novembre del 1991 si è presenta innanzi al Procuratore di Palermo con il preciso intento per vendicare l’assassinio del padre e del fratello, entrambi uccisi per volere di uno zio. Rita diventerà così uno dei primi collaboratori di giustizia ma la sua scelta non sarà semplice da compiere, anche solo da capire. C’è una differenza tra giustizia e vendetta, solo chi ha capito che la mafia non è la soluzione può comprenderne a pieno la distanza. Rita sarà così costretta a entrare nel progetto di protezione dei testimoni, accompagnato da un giudice che la tratterà da figlia più di quanto lo fece suo padre. L’aula bunker del Tribunale di Palermo sarà il luogo dove Rita finalmente capirà quale è la sua strada, ma dovrà infine scegliere un’estrema soluzione per conquistare la sua libertà.
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Lissy proncipessa alla riscossa, di Michael Herbig - Mini Noir
Seconda anteprima pomeridiana dedicata al pubblico degli under 14, Lissy proncipessa alla riscossa è una sorta di versione parodistica della ben più celebre Principessa Sissy. Lissy ed il Kaiser Franz vivono felici ed imbranati nel castello di Schongrun insieme alla imperatrice madre ed al Feldmaresciallo. Ma un giorno Lissy viene rapita da un enorme Yeti, peloso, prepotente e dai modi ben poco regali.
Il lungometraggio teutonico cavalca il filone dei cartoons dissacranti e politicamente scorretti lanciato con Shrek qualche anno fa, spingendosi ancora un po’ più in là. Nonostante storia e personaggi appartengano in apparenza al mondo infantile, i dialoghi sono abbastanza pecorecci ed infarciti di doppi sensi e battute a sfondo sessuale fin troppo esplicite per chiunque abbia più di otto anni. Lo Yeti vorrebbe emulare gesta e simpatia di Shrek, ma gli mancano le qualità necessarie anche solo per poter essere messo in paragone con l’orco verde della Dreamworks.
Il livello è comunuqe bassino, anche tecnicamente e manca quel tocco di genialità che ha reso grande il capostipite hollywoodiano della serie. La voce italiana della principessa è di Lorella Cuccarini.
Si avvia verso la conclusione la 18a edizione del Courmayeur Noir in Festival. Domani sera conosceremo il nome del vincitore del Leone Nero 2008. Fra le nevi del Monte Bianco abbiamo avuto in questi giorni il piacere di incontrare numerosi ospiti. Neil Connery, fratello dello scozzese Sean, protagonista del film O.K. Connery di Alberto de Martino, sorta di 007 all’italiana realizzato nel 1966 proprio in Val d’Aosta.
Shachar Magen, regista del documentario israeliano Strange Death; Filippo e Dino Gentili, registi di Sono Viva, accompagnati dai protagonisti del film Massino De Santis, Marcello Mazzarella e Giovanna Mezzogiorno. E ancora: Martina Stella, arrivata a Courmayeur in compagia del regista Francesco Patierno, per presentare Donne Assassine, miniserie prodotta da FoxCrime e composta da 8 storie ispirate a reali fatti di cronaca nera. Misty Upham, giovane e bravissima protagonista di Frozen River e Dario Argento, in visita amichevole, come ogni anno.
La serata di ieri ha poi visto protagonista Gabriele Salvatores che, insieme a Filippo Timi, Elio Germano, al giovane Alvaro Caleca ed al gruppo musicale dei Mokadelic (compositori ed esecutori della colonna sonora originale di Come Dio Comanda) ha dato vita a Ancora sulla Cattiva Strada; jam session di parole, immagini e musica che il regista ha voluto regalare al 18mo Courmayeur Noir in Festival partendo dalle suggestioni e dai ricordi del suo nuovo film. Data unica di uno spettacolo creato apposta per il Festival, che affonda le proprie radici nelle pagine di Niccolò Ammaniti ma anche nelle poesie di Pasolini, nelle parole di De Andrè e nei drammi di Shakespeare.
Esce il 7 novembre il film italiano drammatico Il pugile e la ballerina diretto da Francesco Suriano con Marcello Mazzarella, Enzo Mazzarella, Fabio Mattei, Peppino Mazzotta, Lena Reichmuth, Francesca Benedetti, Arturo Cirillo, Carla Cassola, Massimo Proietti, Ivan Sabetti.
Enzo (Vincenzo Mazzarella) e Fabio (Fabio Mattei) vivono insieme. Enzo è un mercante d’arte. Fabio è un pugile (quasi) fallito. Enzo è gay. Fabio è etero. Si rispettano anche se un amore a senso unico si percepisce… E poi c’è Osho (Marcello Mazzarella) e Carletto (Peppino Mazzotta): piccoli truffatori che la fanno franca fingendosi poliziotti.
E’ sempre bello vedere che il cinema italiano cerca strade nuove per proporre storie alternative ma guardando il trailer e le foto (dopo il salto) mi chiedo: la figura del ragazzo gay verrà dipinta come la solita macchietta?
Il pugile e la ballerina: le foto



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