Passato clamorosamente inosservato. Parliamo di My One and Only, presentato alla Berlinale lo scorso febbraio ed al MIFF-Film Festival Internazionale di Milano in maggio, regalando a Renée Zellweger la statuetta come miglior interprete femminile ed a Marco Pontecorvo quella per la miglior fotografia. Uscito lo scorso 21 agosto in solo 10 sale statunitensi, il film ha incassato appena 182,393 dollari, diventando così il peggior risultato di sempre della Zellweger.
Diretto da Richard Loncraine, il film, che vede nel cast anche Chris Noth, Nick Stahl, Eric McCormack e Logan Lerman, ci regala oggi ben 6 scene inedite, da vedere e commentare insieme dopo il saltino, aspettando news sull’uscita italiana.
L’eccentrica mamma (Zellweger) sognatrice e stravagante, trascina il piccolo George ed i suoi fratelli attraverso gli Stati Uniti, viaggiando di città in città alla ricerca di un uomo benestante che possa offrire una nuova vita a lei ed ai suoi figli. Kevin Bacon veste i panni dell’affascinante leader di una band che la donna sta cercando di dimenticare dopo la fine del loro legame, mentre Chris Noth quelli di un militare in pensione che a malapena riesce a pagare i conti. Il tutto è basato su un episodio realmente accaduto nell’infanzia dell’attore George Hamilton.
Continua a leggere: Torna Renee Zellweger con My One and Only, ecco 6 scene inedite

My One and Only è stato presentato alla Berlinale lo scorso febbraio ed al MIFF-Film Festival Internazionale di Milano in maggio, regalando a Renée Zellweger la statuetta come miglior interprete femminile ed a Marco Pontecorvo quella per la miglior fotografia. Diretto da Richard Loncraine, il film vede nel cast anche Kevin Bacon, Chris Noth, Nick Stahl e Logan Lerman. In patria il film debutterà nelle sale il prossimo 21 agosto.
L’eccentrica mamma (Zellweger) sognatrice e stravagante, trascina il piccolo George ed i suoi fratelli attraverso gli Stati Uniti, viaggiando di città in città alla ricerca di un uomo benestante che possa offrire una nuova vita a lei ed ai suoi figli. Kevin Bacon veste i panni dell’affascinante leader di una band che la donna sta cercando di dimenticare dopo la fine del loro legame, mentre Chris Noth quelli di un militare in pensione che a malapena riesce a pagare i conti. Il tutto è basato su un episodio realmente accaduto nell’infanzia dell’attore George Hamilton.
cliccate su continua per dare un’occhiata al trailer ed a due clip del dietro le quinte della pellicola.
Genova di Michael Winterbottom ” />
E’ ormai pronta a parire la 6° edizione del Laurafilmfestival, che si terrà a Levanto dal 15 al 19 luglio 2009. Kermesse cinematografica nata nel ricordo di Laura Morandini, tra proiezioni di cortometraggi, documentari e film italiani dell’ultima stagione, spiccheranno il convegno su Cinema e Informazione il 18 luglio e l’anteprima nazionale del film Genova di Michael Winterbottom, alla presenza dell’attore inglese protagonista Colin Firth, domenica 19 luglio alle 21:30 nella bellissima cornice di Villa Agnelli.
Altre tre importanti star italiane saranno ospiti del Laurafilmfestival: Kasia Smutniak, con il film Tutta colpa di Giuda di Davide Ferrario, che verrà presentato il 15 luglio nella sezione “rassegna italiana”; Alba Rohrwacher con il film di Gianluca Greco Vado bene o No?, che verrà presentato il 18 luglio nella sezione “sguardi sul cinema”, e infine, per il terzo anno consecutivo, Alessio Boni con il film Complici del Silenzio di Stefano Incerti che verrà presentato il 18 luglio nella sezione “rassegna italiana”.
La cerimonia di premiazione ha avuto luogo nella serata di ieri, secondo giorno di questa edizione del Festival, nel corso di una cena di gala i cui proventi verranno devuluti, in collaborazione con la Croce Rossa, ai terremotati dell’Aquila. Da oggi fino al 19 maggio, presso il cinema Arcobaleno, saranno presentati al pubblico i film vincitori del Cavallo di Leonardo (qui il calendario delle proiezioni).
The 27 Club, di Erica Dunton, ha fatto la parte del leone, aggiudicandosi i tre premi più importanti (miglior film, regia e sceneggiatura); My One and Only, diretto da Richard Loncraine, ha invece regalato a Renée Zellweger la statuetta come miglior interprete femminile ed a Marco Pontecorvo quella per la miglior fotografia. L’elenco completo dei premiati lo trovate dopo il salto.
Convince poco se non per nulla, ad essere sinceri, la formula scelta quest’anno dal MIFF (ex Milano International Film Festival, oggi MIFF Awards), inaugurato ieri l’altro nel capoluogo lombardo. Pionieristica ed assolutamente originale, ma anche poco pratica e penalizzante per tutte quelle pellicole che pur avendo ricevuto una o più candidature non sono riuscite ad aggiudicarsi almeno un premio. Ci sarebbe molto piaciuto poter vedere Lymelife, Gardens of the Night, e soprattutto Stephanie’s Image con Melissa Leo e Playground, in prima mondiale, prodotto da George Clooney e Steven Soderbergh. Quella del festival sarebbe stata una cornice prestigiosa, nonchè un pretesto, per portare sugli schermi italiani delle pellicole altrimenti destinate a restare invisibili. Peccato!
Continua a leggere: MIFF Awards 2009 - The 27 Club miglior film, Renée Zellweger miglior attrice
PA-RA-DA (Italia / Francia / Romania, 2008) di Marco Pontecorvo; con Jalil Lespert, Evita Ciri, Gabi Rauta, Patrice Juiff, Daniele Formica.
Il giovane franco-algerino Miloud Oukili arriva a Bucarest nel 1992. Da tre anni è caduta la dittatura di Ceausescu, e una delle eredità di quella dittatura si presenta subito davanti a Miloud: la città è piena di bambini e ragazzini “vagabondi”, costretti a vivere tra droga, pedofilia e prostituzione, in condizioni igieniche terribili nel sottosuolo di Bucarest.
Il ragazzo inizierà a dare una mano ad alcuni amici che mandano avanti un’associazione umanitaria in favore di questi “boskettari”, e alla fine, dopo essersi duramente guadagnato la fiducia dei ragazzini, fonderà la sua compagnia chiamata Parada… Da questa storia vera Marco Pontecorvo (dopo Uberto Pasolini, un altro italiano parente di un regista celebre, in questo caso del mitico Gillo) trae il suo primo lungometraggio.
Secondo alcuni un film commovente, secondo alcuni catechistico. PA-RA-DA punta di certo soprattutto sul lato emotivo dello spettatore, trattando in primis la storia e gli sforzi costanti che Miloud ha fatto per sostenere la sua causa fino alla fine: ma non credo che bisogna fargliene una colpa. Il centro è colpito: PA-RA-DA risulta almeno un film di certo toccante.