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Tutti gli articoli con tag Marcus Carl Franklin

L'Arte di Cavarsela: ecco il trailer e il poster italiano

pubblicato da dr. apocalypse

Uscito a giugno in una manciata di copie nei cinema americani, The Art of Getting arriverà nelle sale nostrane il prossimo 5 agosto. Diventato L’Arte di Cavarsela, il film, diretto da Gavin Wiesen, ci regala oggi il trailer in italiano. Protagonista della pellicola quel Freddie Highmore esploso con La Fabbrica di Cioccolato, visto in pochi anni in titoli come Neverland, La musica nel Cuore, La Bussola d’Oro, Spiderwick - Le cronache e la trilogia di Besson dedicata ad Arthur e al Popolo dei Minimei. Qui al suo fianco troviamo Emma Roberts, Sasha Spielberg e Marcus Carl Franklin.

Al centro della pellicola George, adolescente solitario che è arrivato al suo ultimo anno di scuola senza mai studiare un giorno, fino a quando non fa amicizia con Sally, ragazza corteggiata da molti coetanei ma complicata, che riconosce in lui uno spirito affine.

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Io non sono qui: recensione in anteprima

pubblicato da Gabriele C.

Io non sono qui (I’m not there, USA, 2007) di Todd Haynes; con Christian Bale, Heath Ledger, Cate Blanchett, Richard Gere, Marcus Carl Franklin, Ben Whishaw, Charlotte Gainsbourg, Michelle Williams, Julianne Moore.

Le varie tappe di un uomo, in una ricostruzione falsa o vera che sia che comunque ha dell’incredibile. Lungo la sua vita, una persona si evolve, cambia, assume caratteristiche che si vanno rafforzando ed accentuando. E se attraversi varie tappe storiche importanti e ti chiami Bob Dylan, la tua storia è perfetta per un biopic. Questo deve aver pensato Todd Haynes, ad oggi tra i più geniali ed originali registi americani, quando ha deciso di iniziare il progetto di questo splendido I’m not there, da noi Io non sono qui, presentato in questi giorni in concorso al Festival di Venezia.

Bob Dylan lungo tutto il film ha vari nomi come John, Jude, Woody, ed ha i volti di Christian, Heath, Cate, Marcus, Richard e Ben. E non certo perchè i sei (eccezionali) attori solamente lo intepretino in epoche e momenti differenti. Più che altro è notevole lo sforzo di Haynes, nella sceneggiatura, di rendere le varie sfaccettature del cantautore, che ha approvato il film, forse perchè lo rappresenta come nessuno lo aveva mai rappresentato prima: in tutte le sue contraddizioni, in tutto il suo essere uomo.

Si inizia con Bob da ragazzino, che fugge in cerca di fortuna, e pian piano vengono introdotti gli altri attori, in un intreccio che bada più che alla logica alle emozioni e alle sensazioni, il tutto con un ritmo impressionante. C’è spazio anche per le donne della sua vita, come Claire (in realtà è Sara, interpretata dalla Gainsbourg), Alice… e sì, anche Edie (qui si chiama Coco), interpretata da una splendida Michelle Williams, che si mangia la factory girl Sienna con pochissime inquadrature.

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I'm not there: uno sguardo alla trama

pubblicato da Gabriele C.



Torniamo volentieri a parlare di I’m not there, dopo avervi mostrato un’interessante clip e dopo aver ripercorso la bella filmografia del suo regista Todd Haynes. Tra una settimana avremo la conferma della presenza del film a Venezia 64; intanto Azzurra (che ci segnala una notizia riguardo la pellicola per la seconda volta: non sono il solo che attende con ansia questa pellicola!) ci segnala un sito in cui si parlerebbe della trama della pellicola, ma soprattutto dei ruoli che i vari attori interpreteranno.

Ricordiamo che gli attori sono sei ed interpreteranno Bob Dylan in diversi momenti della sua vita e carriera. Prima precisazione: nessuno nella pellicola si chiamerà Bob Dylan, e i vari amici non avranno i loro veri nomi.

Iniziamo da Christian Bale, che interpreta il cantante all’inizio degli anni ‘60, e ci si concentrerà sulla data del 13 Dicembre del 1963, quando Dylan ritirò il Tom Paine Award, tre settimane dopo l’assassinio di John Fitzgerald Kennedy a Dallas. Dylan accettò il premio, che veniva consegnato ad un personaggio pubblico che avesse contribuito alla causa dei movimenti civili, ma fece un discorso riguardante soprattutto Lee Harvey Oswald, l’assassino di Kennedy, che fece scandalo… Il suo personaggio, secondo Imdb, avrà due nomi: John e Jack, forse perchè dall’agosto 1962 il cantautore cambiò nome facendosi chiamare da lì in avanti proprio Bob Dylan…

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Una clip da I'm not there di Todd Haynes

pubblicato da Gabriele C.

I’m not there è uno dei film più attesi del Festival del Cinema di Venezia, e non solo perchè è un biopic fuori dalla norma e originalissimo, ma anche perchè il suo regista è a tutti gli effetti uno dei più interessanti registi americani.
Nella pellicola firmata da Todd Haynes, il grande Bob Dylan sarà interpretato da sei diversi attori, per sottolineare alcune differenze nelle diverse tappe della vita dell’amato cantautore. Chissà come Dylan ha appreso la notizia che uno degli attori che l’avrebbe interpretato… sarebbe stata Cate Blanchett! Per ora nessuna sfuriata, come fu nel caso di Factory Girl. Chissà che anche lui non abbia apprezzato l’originalità di Haynes e ne sia rimasto soddisfatto.

Ricordiamo anche gli altri cinque attori che interpreteranno il cantante: Christian Bale, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger e Ben Whishaw. Ma nel cast sono presenti altri attori notevoli come Michelle Williams, Charlotte Gainsbourg e Bruce Greenwood, e non poteva mancare la musa del regista, Julianne Moore, qui alla sua terza collaborazione con Haynes.

La nostra lettrice Azzurra ci segnala una clip dal film in cui possiamo notare come la Blanchett si sia calata nei panni di Bob Dylan, mentre noi vi regaliamo anche alcune immagini scovate su KillerFilms. Trovate tutto su continua.

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Todd Haynes: dalla sperimentazione a Bob Dylan

pubblicato da Gabriele C.



E Bob Dylan si fece in sei. Non siamo diventati matti d’un colpo, ma è la rilettura che il regista americano Todd Haynes vuole fare nel suo nuovo I’m not there, che forse sarà presentato a Venezia 64. In sostanza, non un normale biopic, anzi: Bob sarà interpretato da sei attori diversi in sei diversi momenti della sua vita. A calarsi nei suoi panni saranno Christian Bale, Marcus Carl Franklin, Richard Gere, Heath Ledger, Ben Whishaw e… Cate Blanchett! Se pensate che Haynes sia un po’ pazzo, non avete tutti i torti: basta riguardare la sua filmografia, che certo non è vastissima (cinque film, compreso l’ultimo, in sedici anni, esclusi i lavori per la tv e qualche corto prima del suo primo lungometraggio), ma di certo interessante.

Se pensiamo che Poison, il bel primo film del regista (inedito in Italia, ma lo potete recuperare ad esempio su dvd.it) è un film che si divide in tre, raccontando tre diverse storie con tre stili differenti, allora abbiamo già chiaro di chi stiamo parlando. Lavoro estremamente sperimentale e originale, Poison mette le carte in tavola sin da subito su quali saranno gli elementi della filmografia di Haynes: l’omosessualità, la società per bene che cade a pezzi, lo spettro delle malattie (AIDS su tutte), un repertorio tutt’altro che banale nelle citazioni, e una cura per la messinscena che, anche se questo è un film indipendente a bassissimo budget, è già evidente.

Bollato subito come un film a tematica omosessuale, persino un queer horror, il film è come abbiamo detto diviso in tre (Hero, Horror, Homo), con stile, in ordine, documentaristico-televisivo il primo, in bianco e nero ad omaggiare la sci-fi Fifties il secondo, colorato ma cupo e intervallato da flash-back il terzo. Di orrore, nel senso del genere, ce n’è poco: ma ci sono gli “orrori”, appunto, quale la malattia contagiosa del secondo episodio come spettro dell’AIDS, il perbenismo della società sempre del secondo episodio ma anche nel primo, l’omosessualità repressa e che deve in qualche modo esprimersi nel terzo.
Elementi che si ritrovano tutti nei seguenti film: Safe, Velvet Goldmine e Lontano dal paradiso.

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