Giovanni Cioni, Bruno Oliviero, Gianluca Iodice, Diego Liguori, Roberta Serretiello, Luca Martusciello, Nicolangelo Gelormini, Guido Lombardi, Mariano Lamberti, Andrej Longo, Stefano Martone, Mario Martone (II), Luigi Carrino, Fabio Mollo, Mario Spada, Pietro Marcello, Andrea Canova, Lorenzo Cioffi, Massimiliano Pacifico, Marcello Sannino, Francesca Cutolo, Federico Mazzi, Vincenzo Cavallo, Gianluca Loffredo, Daria D’Antonio, Ugo Capolupo e Paolo Sorrentino, sono i 24 autori che inquadrano Napoli 24.
Ventiquattro punti di vista e micrometraggi di 3 o 4 minuti, tradotti in una pluralità di sguardi sulla città partenopea, una singolare opera collettiva che guarda la Napule è di Pino Daniele, fatta di mille culture, vicoli, paure e calure, borbonica e camorrista, regina di contrasti e paradossi, superstizione e cosmopolitismo, tradizione e avanguardia, sogni e bisogni.
Il documentario prodotto da Ananas, Indigo film, Skydancers, Teatri Uniti in collaborazione con Rai Cinema, distribuito da Cinecittà Luce e presentato al 28° Torino Film Festival, arriva in sala venerdì 11 Maggio 2012. Oggi diamo uno sguardo al trailer, alla locandina, qualche foto, note di produzione e la biografia dei suoi 24 autori.
Continua a leggere: Napoli 24: trailer, locandina, foto, note di regia e biografia dei 24 autori

E’ stata definita la Giuria internazionale del Concorso della 68. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, presieduta dal regista, produttore e sceneggiatore statunitense Darren Aronofsky. Ad affiancarlo, troveremo: l’artista visiva e regista finlandese Eija-Liisa Ahtila; il compositore, artista visivo e regista britannico David Byrne, leader dei Talking Heads negli anni ’70 e successivamente creatore dell’etichetta discografica di successo Luaka Bop; il regista statunitense Todd Haynes; il regista cinematografico e teatrale Mario Martone; l’attrice Alba Rohrwacher; il regista e sceneggiatore francese André Téchiné.
La Giuria assegnerà i premi ufficiali della 68. Mostra (il Leone d’Oro per il miglior film, il Leone d’Argento per la migliore regia, il Premio Speciale della Giuria, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, il Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente, l’Osella per il miglior contributo tecnico, l’Osella per la migliore sceneggiatura), che avrà luogo al Lido dal 31 agosto al 10 settembre 2011, diretta da Marco Mueller e organizzata dalla Biennale di Venezia, presieduta da Paolo Baratta.
Sono stati assegnati i Premi David di Donatello per il 2011. Ecco tutta la lista dei vincitori. Che ne pensate? Qualche premio “esagerato” secondo voi?
E se volete scatenarvi maggiormente nella discussione ecco la lista delle nominations.

Per adesso solo un film controverso, Noi credevamo di Mario Martone di cui abbiamo parlato dalla Mostra del cinema veneziana, ha voluto ricordare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Stanno cominciando a circolare timidamente dei documentari che per ora viaggiano riservati tra i piccoli festival sparsa nella penisola.
Il fatto è che il cinema rivive su vecchie pellicole sul Risorgimento realizzati anni e anni addietro: 1860 di Alessandro Blasetti (1934), Camicie rosse di Goffredo Alessandrini (1952), Viva l’Italiadi Roberto Rossellini (1961). Vengono presentati, insieme a vecchi reperti del muto al Museo del cinema di Torino, nella Cineteca di Bologna e in quella di Roma. Che cosa aspetta il cinema a svegliarsi e a tornare, magari insistendo, sul tema dell’Unità che ogni presenta tanti segni di Disunità?
A dominare, almeno in prospettiva, sarà la rievocazione televisiva , anche in questo in vecchi filmati, frutto di un cinema che si stava mettendo a servizio del piccolo schermo spesso mantenendo la qualità del grande schermo.
Non c’è alcun dubbio, piaccia o meno, che Noi credevamo sia uno dei film più importanti dell’anno. A Venezia 2010, dov’era in concorso, ha fatto molto parlare di sé, e per qualcuno si tratta di uno dei pochi capolavori italiani degli ultimi anni. Si può essere d’accordo o meno, ma diamo a Mario Martone quel che è di Martone: un grande coraggio tutto da ammirare.
Con Noi credevamo, dopo il discutibile L’odore del sangue, il regista napoletano tocca il tema del Risorgimento e lo fa in maniera intellettualmente stimolante. Gettando un ponte tra la nascita d’Italia e quello che l’Italia è oggi, Martone segue la storia di Domenico, Angelo e Salvatore, che da giovani entrano a far parte della Giovine Italia e partecipano attivamente anche alle “trasferte” parigine, tra le quali c’è quella destinata ad uccidere Napoleone III. Noi credevamo è il racconto del periodo che va dal 1830 al 1860 circa, ripercorrendo la nascita della nostra nazione e narrando le storie dei tre ragazzi.
Interpretato da un grande e convincente cast, in cui appaiono Luigi Lo Cascio, Francesca Inaudi, Toni Servillo nel ruolo di Mazzini, Luca Zingaretti nel ruolo di Crispi e molti altri, Noi credevamo arriva al cinema nella versione-fiume vista al Lido il 12 novembre, per poi passare in tv a puntate. In attesa di poterlo vedere, e ridiscuterlo, dopo il salto potete vedere il trailer. Qui trovate la nostra recensione.
Continua a leggere: Noi credevamo: il trailer del nuovo film di Mario Martone sul Risorgimento
Noi credevamo (Italia 2010 - Storico) di Mario Martone con Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco, Francesca Inaudi, Andrea Bosca, Edoardo Natoli, Luigi Pisani, Andrea Renzi, Renato Carpentieri, Guido Caprino, Ivan Franek, Stefano Cassetti.
Domenico, Angelo e Salvatore sin da giovani entrano a far parte della Giovine Italia, e partecipano attivamente anche alle “trasferte” parigine, tra le quali c’è quella destinata ad uccidere Napoleone III. Noi credevamo è il racconto del periodo che va dal 1830 al 1860 circa, ripercorrendo la nascita della nostra nazione e narrando le storie dei tre ragazzi…
Noi credevamo era senza ombra di dubbio il titolo italiano più atteso della 67. Mostra del Cinema di Venezia. Basta prendere un bravo regista, una grande ed importante fetta della nostra Storia, un nutrito gruppo di bravi attori ed, in seguito, una lunghissima lavorazione soprattutto per quel che riguarda la post-produzione per creare l’attesa.
Il nuovo film di Martone arriva al Lido in una versione di 204 minuti, mentre in tv sarà diviso in più puntate. Chiariamo subito che Noi credevamo è un’opera importante e coraggiosa: su questo non credo ci possano essere dubbi. E’ ancora più coraggiosa ed interessante per le tesi che avanza e che tutti, da chi ha gradito il film a chi l’ha gradito un po’ meno, hanno riscontrato.
Continua a leggere: Venezia 2010: Noi Credevamo - La recensione del film di Mario Martone

Noi credevamo di Mario Martone in concorso con il suo che esce a pochi mesi dal 2011, a mezzo secolo e mezzo dall’Unità del nostro paese. Strano paese l’Italia. Gli anniversari servono per mettere in moto un po’ tutto, compresi cinema e soprattutto tv. Si spera nella Olimpiadi per il 2020, poco fa si è sperato negli Europei che ci sono stati portati via, si continua a sperare nella Expo di Milano, in vista del prossimo Giubileo lontano ancora anche se gli sguardi sono già puntati. Le iniziative per ricordare e celebrare l’Unità, nate tra polemiche e tagli finanziari (dimissionario l’ex presidente Ciampi che era capo del comitato), vanno avanti.
Martone, napoletano, regista di teatro e cinema, e direttore dello Stabile di Torino, è riuscito a passare indenne tra gli scogli e ha portato al Lido un filmone di 204’ con volti poco conosciuti ma anche con Toni Servillo (nel ruolo di Giuseppe Mazzini), Luca Zingaretti, Luigi Lo Cascio e tanti altri, un cast di tutto rispetto.
A cinquantun anni, il regista di tanta avanguardia scenica e di opere, si è ispirato a un libro di Anna Banti, e ha deciso di puntare su racconto imperniato su Mazzini, i carbonari, i repubblicani, quindi gli antimonarchici, i Savoia; giovani che nel Sud coltivavano una inattesa unitaria contro i Borboni e che si recavano a Parigi per intraprendere alleanze e avere finanziamenti (con lo scopo di assassinare Napoleone III per mano di Orsini poi preso e ghigliottinato).

Si è concluso da pochi giorni il 60° Festival di Berlino, ma è già tempo di previsioni per Cannes, che si terrà dal 12 al 23 maggio 2010. I nomi in ballo sono davvero tanti, e noi vi proponiamo una selezioni di film papabili (o meno: i festival sorprendono anche per quei titoli che nessuno si sarebbe mai sognato avrebbero potuto accaparrarsi) per la selezione. Ribadiamo, o meglio ribadisco: è una selezione personale e non si tratta di titoli sicuri per il concorso o altre categorie!
Stati Uniti
Ovviamente i titoli in ballo sono davvero molti, anche se l’anno scorso in concorso ci finirono solo due titoli (Tarantino e Ang Lee con Motel Woodstock). L’America potrebbe ruggire sin da subito con Robin Hood di Ridley Scott, in uscita negli Usa il 14 maggio, e quindi vicino alla data d’apertura del festival: papabile film d’apertura? Gli eleventi speciali potrebbero essere tanti: per maggio saranno già pronti Shrek e vissero felici e contenti di Mike Mitchell (21 maggio), Prince of Persia: Le sabbie del tempo di Mike Newell (28 maggio, ma in Francia dal 19) e Sex and the City 2 di Michael Patrick King (28 maggio), di cui però il primo capitolo alla fine non fu selezionato per l’edizione di due anni fa.
Attenzione poi a Toy Story 3 di Lee Unkrich (18 giugno), ricordando la scorsa apertura che fu data ad Up, The Twilight Saga: Eclipse di David Slade (30 giugno) che attirerebbe orde di giovani fan, e Predators di Nimród Antal (7 luglio) prodotto da Robert Rodriguez. Per il concorso si vola altissimo con Inception di Christopher Nolan (16 luglio), di cui però un’anteprima di due mesi rispetto alla data d’uscita svelerebbe forse troppi misteri sul progetto. Papabile anche The Expendables di e con Sylvester Stallone (13 agosto) con un gruppo di guerriglieri da panico (Jason Statham, Jet Li, Dolph Lundgren, Mickey Rourke, Bruce Willis, Arnold Schwarzenegger, Danny Trejo…).
Mario Martone torna in sala e lo fa con Noi credevamo, una pellicola sul Risorgimento che vedrà attori importanti in ruoli celebri come quelli di Giuseppe Mazzini e Francesco Crispi. La sceneggiatura è firmata dallo stesso regista e da Giancarlo De Cataldo, autore di Romanzo criminale, mentre direttore della fotografia è Renato Berta.
Le riprese, divise tra Piemonte, la provincia di Foggia e Cinecittà, sono iniziate a metà febbraio, e il cast come divevamo è interessante. Le due figure di spicco prima citate verranno interpretate da Toni Servillo e Luca Zingaretti, ma il cast è formato anche da Luigi Lo Cascio, Valerio Binasco e Francesca Inaudi.
Il regista napoletano, cresciuto fra teatro e cinema, torna in sala a cinque anni di distanza da L’odore del sangue, che ha deluso la maggior parte della critica. Ma resta un autore notevole, capace di far discutere con film come Morte di un matematico napoletano ma anche di mettere d’accordo tutti con un film bellissimo quale L’amore molesto. L’uscita prevista di Noi credevamo è per aprile del 2010.
Writing and developing adaptations - 22, 23, 24 gennaio 2008. Condotto da Stephen Cleary con la partecipazione di Mario Martone.
Le forme dell’adattamento indagate da un punto di vista tecnico e creativo in un seminario esclusivo per addetti ai lavori e appassionati di cinema, letteratura, narrazione.
Organizzazione a cura di Vivalibri Centro Studi e Storyfinders.
in collaborazione con Sonar Film Festival e Sonar Script Festival, ente promotore del premio omonimo dedicato alla sceneggiatura.
Di seguito tutte le informazioni per partecipare ed il programma…
Continua a leggere: Work shop sull'adattamento cinematografico