A 10 anni dalla scomparsa di Vittorio Gassman, la Biennale di Venezia e la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica rendono omaggio a una delle più straordinarie personalità del cinema italiano con un programma speciale che prevede la proiezione in prima mondiale il 1° settembre (giorno della nascita di Gassman) di Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore, film-confessione di Vittorio Gassman ricchissimo d’inediti; oltre alla proiezione (all’Arena di Campo San Polo il 31 agosto) della versione restaurata di Profumo di donna di Dino Risi.
Vittorio racconta Gassman, una vita da Mattatore, ideato da Alessandro Gassman insieme a Giancarlo Scarchilli, che firma la regia del film, è un originalissimo lungometraggio che ricostruisce il percorso professionale e umano del Mattatore attraverso materiali inediti, di repertorio, filmini di famiglia e, soprattutto, dalla voce di Vittorio Gassman stesso e di suo figlio Alessandro, con la “partecipazione straordinaria” di importanti colleghi ed amici. A partire dalle esperienze teatrali di Vittorio Gassman, dall’Amleto del 1952 e accompagnato dalla voce narrante di Alessandro Gassman, il film prende per mano gli spettatori per portarli - attraverso diversi piani temporali e narrativi - nei luoghi e nei ricordi amati dal grande Vittorio. Documenti inediti, interviste, brani di pellicole popolarissime o dimenticate, spezzoni di repertorio dalle Teche Rai (come lo storico Mattatore del 1959, o i rari materiali ritrovati, riguardanti l’autobiografia di Vittorio Gassman): sono solo alcuni degli elementi che compongono il film. Una quarantina i personaggi del mondo dello spettacolo chiamati a inedite testimonianze-tributo, fra i quali: Agostina Belli, Sergio Castellitto, Dino De Laurentiis, Giancarlo Giannini, Roberto Herlitzka, Mario Monicelli, Ornella Muti, Jacques Perrin, Anna Proclemer, Gigi Proietti, Francesco Rosi, Ettore Scola, Jean-Louis Trintignant, Carlo Verdone, Paolo Virzì.
“Un film che intende sfatare molti luoghi comuni su mio padre” ha dichiarato Alessandro Gassman “come il fatto che fosse l’ultimo degli attori classici, quando fu sopra tutto il primo degli innovatori“.
Fonte: Comunicato La Biennale

Mario Monicelli da poco compiuto 95 anni ma nei suoi occhi c’è ancora un guizzo acuto e tagliente, che a quanto pare fa ancora paura a qualcuno. Durante in incontro con gli studenti della scuola statale di cinema e tv dedicata a Roberto Rossellini, il regista parla dei tagli alla cultura e sprona i ragazzi a usare la forza per per protestare e sovvertire. Apriti cielo!
Il ministro poeta Bondi replica con sdegno dichiarando che le parole del maestro sono gravissime. Dopotutto sappiamo che la posizione di Bondi non è molto aperta nei confronti di chi manifesta apertamente il dissenso (basti pensare alla mancata presenza a Cannes per protestare contro Draquila di Sabina Guzzanti, scelta che si è rivelata un autogol per il ministro).
Bondi ha inveito contro Monicelli sostenendo che intellettuali come lui non si rendono conto della gravità e delle conseguenze delle loro parole. Bondi infatti cita le parole di Giampaolo Pansa, esattamente l’autore de Il Sangue dei vinti, che prevede l’arrivo di un clima di odio che in Italia ha già prodotto una lunga stagione di violenza politica.
Le parole di Monicelli sono state inserite nei titoli di un documentario sull’Armata Brancaleone presentato per l’occasione (ma che era solo un pretesto per pubblicare questo pensiero) “Spingere con la forza e non tacere. Dovete usare la vostra forza per sovvertire, protestare. Fatelo voi che siete giovani. Io non ho più l’età. Succederà che questo schermo rimarrà nero, senza immagini, senza parole. Succederà che i lavoratori di domani di cinema e televisione non avranno un futuro. Perché si sta tagliando il loro presente, si stanno negando i loro diritti di studenti. Succederà che l’unica scuola di cinema e televisione pubblica in Italia perderà materie fondamentali. E succederà anche che non sarà l’unica. Ragionieri, geometri, agrari,educatori, ricercatori tutti nella stessa barca, anzi, tutti parte di una nuova armata Brancaleone“.
Cineblog oggi bacia 95 volte Mario Monicelli, mostro sacro del cinema italiano, regista e sceneggiatore nato il 15 maggio 1915 a Viareggio. Scegliere i titoli per il gioco 5 film da vedere di è particolarmente dura oggi:
- I soliti ignoti (1958)
- La grande guerra (1959)
- L’armata Brancaleone (1966)
- Amici miei (1975)
- Un borghese piccolo piccolo (1977)
Ora sfidiamo voi: tra la vastissima filmografia di Mario, quali 5 film avreste scelto?

Se n’era tanto (negativamente) parlato all’inizio del 2009. Erano nati gruppi di protesta su Facebook e Mario Monicelli si era dichiarato contrario in prima persona. Dopo un anno di silenzio speravamo sinceramente che la malsana idea di portare al cinema un prequel di Amici Miei fosse stata archiviata e dimenticata. Invece, ahinoi, ci giunge notizia che la lavorazione di Amici miei - Come tutto ebbe inizio (prodotto da Aurelio e Luigi De Laurentiis ed in arrivo nelle sale il prossimo anno sotto l’egida di Filmauro) ha preso il via oggi.
Neri Parenti dirige il cast di ‘amici’, formato da Christian De Sica, Michele Placido, Giorgio Panariello, Paolo Hendel, Massimo Ghini, Massimo Ceccherini e Alessandro Benvenuti. Le riprese si svolgeranno in Toscana per 10 settimane, e la vicenda - sceneggiata da Fausto Brizzi e Marco Martani - sarà ambientata nella Firenze di fine ‘400, alla corte di Lorenzo de’ Medici.
…a voi i commenti…

Per chi non lo sapesse, il Fus è il Fondo unico per lo spettacolo e quest’anno i finanziamenti verso le opere artistiche (cinema, teatro, danza, musica) sono stati drasticamente ridotti (di 130 milioni di euro).
Ora, già il cinema italiano non impazzisce di gioia e ci sono tante cose che non vanno… e ci si mette pure il governo Berlusconi che taglia i finanziamenti statali? Ieri a Roma attori e registi (tra i tanti presenti c’erano Mario Monicelli, Carlo Verdone, Luca Zingaretti, Ascanio Celestini, Mariangela Melato, Giuliano Montaldo, Massimo Ghini, Nanni Moretti) hanno protestato davanti al Parlamento con tanti palloncini neri e cartelloni dalle scritte indignate… ma noi spettatori… cosa ne pensiamo? Fate sentire la vostra voce…
Foto: Panorama

Prima di Baaria ci sarà La Grande Guerra. Incomincia così a scaldare i motori la Mostra di Venezia numero 66, che presenterà in anteprima la versione restaurata del capolavoro di Mario Monicelli. Per la serata di preapertura infatti è prevista la proiezione del film Leone d’Oro nel 1959, esattamente 50′anni fa, restaurato con la supervisione del direttore della fotografia Giuseppe Rotunno.
Un’occasione per poter vedere soprattutto il gran lavoro fatto appunto sulla fotografia e sull’uso della luce. Ma un’occasione anche per poter tornare a ridere, piangere e pensare con i soldati Busacca e Jacovacci. Uno milanese, l’altro romano. Due magnifici attori quali Vittorio Gassman e Alberto Sordi per un film tecnicamente perfetto, tra uso del cinemascope e profondità di campo.
La preapertura così diventa a suo modo un “augurio” per Giuseppe Tornatore, a cui spetta il difficile compito di aprire non solo le danze del concorso, ma quelle di aprire ufficialmente l’intero festival. Che il suo Baaria possa tornare a farci ridere, piangere e pensare almeno come la metà de La Grande Guerra e dei grandi capolavori della nostra cinematografia. E’ quello che chiedono un po’ tutti ormai, insistentemente.
I Mostri Oggi (Ita, 2009) diEnrico Oldoini; con Diego Abatantuono, Sabrina Ferilli, Claudio Bisio, Carlo Buccirosso, Angela Finocchiaro, Giorgio Panariello.
“Aridatece i Vanzina“. Un urlo tanto disperato quando impensabile nasce spontaneo dopo la visione de I Mostri Oggi, terzo folle capitolo di una saga ad episodi nata 46 anni fa per mano di Dino Risi e continuata nel 1977 con I nuovi Mostri. A tentare l’impossibile Enrico Oldoini, suo La fidanzata di Papà con Massimo Boldi e Simona Ventura, capace di realizzare forse una delle “commedie all’italiana” più brutte, inutili e meno divertenti degli ultimi 10 anni.
Se 46 anni fa Risi raccontava con occhio cinico ed una satira amara l’Italia del boom economico, portando in sala vizi e contraddizioni dell’italiano medio, Oldoini tenta di attualizzare il tutto, riuscendo nell’impresa di realizzare ben 16 episodi capaci di non far ridere nemmeno una volta… se non è un record, poco ci manca!
I Mostri Oggi, dicono gli autori, è da considerarsi come un ideale terzo capitolo degli illustri precedenti I Mostri, diretto nel 1963 Dino Risi e I Nuovi Mostri , diretto a sei mani da Dino Risi, Mario Monicelli ed Ettore Scola nel 1977. Anche in questa nuova pellicola, diretta da Enrico Oldoini, in sedici episodi al vetriolo vengono parodiati tutti i vizi, le debolezze e le paure dell’Italia contemporanea.
Interpreti dei vari episodi - di durata e struttura diverse (alcuni hanno la durata e la struttura di uno sketch, altri presentano invece le costruzioni più elaborate di un racconto) - Diego Abatantuono, Giorgio Panariello e Claudio Bisio, Sabrina Ferilli, Angela Finocchiaro, Carlo Buccirosso e molti altri ancora.
La pellicola arriverà sugli schermi venerdì 27 marzo. Nel frattempo, dopo il salto trovate il trailer. Maggiori info sul sito ufficiale. Che ne pensate: pollice alzato o pollice verso?
Sull’onda del clamore suscitato dal gruppo fondato su Facebook da Franco Bagnasco Giù le mani da Amici Miei: fermiamo De Sica e il suo annunciato prequel e conta attualmente 43.223 membri, svariati quotidiani ed organi di informazione hanno in questi giorni preso contatto con il Maestro Mario Monicelli, per conoscere la sua opinione. Fra questi Il Corriere Fiorentino ed EcoRadio hanno realizzato due belle interviste al regista (qui l’audio completo dell’intervista radiofonica).
“Non voglio interferire con il lavoro degli altri colleghi, non voglio giudicare, ma mi dispiace che ci sia la tendenza, da parte di imprenditori come De Laurentiis, a ripetere film gia’ fatti, trasportandoli in contesti che non c’entrano per niente con quelli in cui e’ nato il film”.
Continua a leggere: Mario Monicelli dice la sua sul prequel di Amici Miei
Fuori concorso:
Vicino al Colosseo c’è Monti, di Mario Monicelli
Monicelli ha ancora voglia di raccontare e raccontarsi, nonostante tutto. E in questo documentario di 22 minuti vuole far conoscere più da vicino una realtà che ben conosce: il suo rione.
Lo fa in modo veloce, passando dalla presentazione di alcune persone a lui amiche a posti curiosi, a stranezze, a tradizioni del luogo. Si potrà anche discutere sul senso di un’operazione del genere e della sua realizzazione (non sempre chiaro il sonoro), ma è sincero e curioso. Ci basta.
35 rhums, di Claire Denis
Quello di Claire Denis non è un cinema per tutti. Esempio lampante: non mi verrebbe da consigliare a tutti Cannibal Love, anzi. Però è un cinema da continuare a difendere, e la conferma arriva con questo riuscito 35 rhums, che a molti potrà far schiacciare un bel pisolino, ma è davvero interessante e non banale, nei contenuti e nella forma.
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