Una pioggia di spot tv, come vuole tradizione, per l’evento sportivo più seguito d’America. Nella notte si è giocato il Super Bowl, riuscito a catalizzare l’attenzione mediatica del mondo, vendendo a peso d’oro i soliti 30 secondi che le più ricche major hanno acquistato a suon di dollari. Primo della fila, immancabile, John Carter, kolossal da 300 milioni firmato Disney. Protagonisti della pellicola, attesa in sala il prossimo 9 marzo e diretta dal due volte premio Oscar Andrew Stanton, Taylor Kitsch, Lynn Collins, Samantha Morton, Mark Strong, Ciaran Hinds, Dominic West, James Purefoy, Daryl Sabara, Polly Walker, Thomas Hayden Church, Willem Dafoe e Bryan Cranston.
John Carter è un soldato della guerra civile che, dopo la fine della guerra, si trova senza soldi e senza un lavoro, visto che i soldi confederati non hanno più valore, avendo il sud perso la guerra. Lui e un suo compagno vanno in Arizona per cercare una miniera d’oro, ma dopo che l’amico viene ucciso dagli indiani si rifugia in una caverna vicina. La caverna spaventa gli indiani che sono al suo inseguimento e quando Carter emerge dalla caverna ha una esperienza extra corporea, tanto da guardare il suo corpo disteso al suolo. Carter osserva Marte nel cielo e gli sembra di esserne attratto. L’uomo viene teletrasportato sul pianeta per diventare Marte il Dio della guerra. Qui trova un pianeta abitato dagli Uomini Verdi, giganti verdi alti 12 metri. Finito prigioniero delle creature aliene, Carter riesce a scappare per salvare la principessa Dejah Thoris, con gli eventi lo legheranno alla guerra tra le razze che popolano il pianeta…

Due nuove locandine per il mercato italiano, per un titolo che uscirà nei nostri cinema il prossimo 9 marzo del 2012. Prosegue senza sosta la campagna di lancio di John Carter, kolossal Disney diretto dal due volte premio Oscar® Andrew Stanton.
Protagonisti della pellicola, costata uno sproposito, Taylor Kitsch, Lynn Collins, Samantha Morton, Mark Strong, Ciaran Hinds, Dominic West, James Purefoy, Daryl Sabara, Polly Walker, Thomas Hayden Church, Willem Dafoe e Bryan Cranston.
John Carter è un soldato della guerra civile che, dopo la fine della guerra, si trova senza soldi e senza un lavoro, visto che i soldi confederati non hanno più valore, avendo il sud perso la guerra. Lui e un suo compagno vanno in Arizona per cercare una miniera d’oro, ma dopo che l’amico viene ucciso dagli indiani si rifugia in una caverna vicina. La caverna spaventa gli indiani che sono al suo inseguimento e quando Carter emerge dalla caverna ha una esperienza extra corporea, tanto da guardare il suo corpo disteso al suolo. Carter osserva Marte nel cielo e gli sembra di esserne attratto. L’uomo viene teletrasportato sul pianeta per diventare Marte il Dio della guerra. Qui trova un pianeta abitato dagli Uomini Verdi, giganti verdi alti 12 metri. Finito prigioniero delle creature aliene, Carter riesce a scappare per salvare la principessa Dejah Thoris, con gli eventi lo legheranno alla guerra tra le razze che popolano il pianeta…
Due spot tv inediti e ricchi di scene inedite. John Carter torna a regalarci succose novità, dopo i poster visti pochi giorni fa. Costato 300 milioni di dollari, diretto da Andrew Stanton, padre del magnifico Wall-E, e con Taylor Kitsch, Lynn Collins, Samantha Morton, Mark Strong, Ciaran Hinds, Dominic West, James Purefoy, Daryl Sabara, Polly Walker, Thomas Hayden Church, Willem Dafoe e Bryan Cranston, John Carter uscirà il 9 marzo del 2012 in tutto il mondo, Italia compresa.
John Carter è un soldato della guerra civile che, dopo la fine della guerra, si trova senza soldi e senza un lavoro, visto che i soldi confederati non hanno più valore, avendo il sud perso la guerra. Lui e un suo compagno vanno in Arizona per cercare una miniera d’oro, ma dopo che l’amico viene ucciso dagli indiani si rifugia in una caverna vicina. La caverna spaventa gli indiani che sono al suo inseguimento e quando Carter emerge dalla caverna ha una esperienza extra corporea, tanto da guardare il suo corpo disteso al suolo. Carter osserva Marte nel cielo e gli sembra di esserne attratto. L’uomo viene teletrasportato sul pianeta per diventare Marte il Dio della guerra. Qui trova un pianeta abitato dagli Uomini Verdi, giganti verdi alti 12 metri. Finito prigioniero delle creature aliene, Carter riesce a scappare per salvare la principessa Dejah Thoris, con gli eventi lo legheranno alla guerra tra le razze che popolano il pianeta…
Fonte: Slash
Entrare in mondi oramai sommersi e farsi travolgere dalla loro forza: questa è sempre stata l’aspirazione di Jean-Jacques Annaud. Che si tratti dell’Africa all’epoca della Prima Guerra Mondiale (Bianco e nero a colori), di un’Abbazia benedettina nel Medioevo (Il nome della rosa), oppure ancora di un grizzly nelle zone montuose del Canada di fine ‘800 (L’orso), il comune denominatore che lega la maggior parte delle sue opere è il tentativo di immergere in un contesto.
Il Principe del Deserto non esula da tali premesse. Tratto da un romanzo di Hans Ruesch, Paese delle ombre corte, il film si svolge a cavallo tra gli anni ‘20 e ‘30 del secolo scorso. Siamo in un’Arabia ancora divisa tra molte fazioni. Due, in particolare, quella di Nesib (emiro di Hobeika) e quella di Amar (sultano di Salmaah), si contendono la cosiddetta Striscia Gialla. Zona di confine e terra di nessuno, più che di una contesa è bene parlare di differenti vedute.
Per colmare questo gap, appianando ogni incomprensione, l’accordo raggiunto dai due sovrani è il seguente: Amar (Mark Strong) consegna i propri figli in custodia permanente a Nesib (Antonio Banderas). Quest’ultimo, in cambio, s’impegna a non fare guerra per l’appropriazione di questa sconfinata distesa di terra. I due crescono senza alcun problema, ognuno assecondando la propria indole. Saleeh anela alla vita da guerriero, mentre il fratello più piccolo, Auda, coltiva velleità da studioso. Finché la loro gabbia dorata non muta in ciò che è realmente: una prigione politica.
Continua a leggere: Il Principe del Deserto: recensione in anteprima del film di Jean-Jacques Annaud
Un nuovo poster, rosso fuoco e dai toni fantascientifici, più nuovi scatti, dopo quello visto la scorsa settimana, per uno dei kolossal del 2012. News in arrivo da John Carter, fanta-movie da quasi 300 milioni di dollari made in Disney. Diretto da Andrew Stanton, regista di Wall-E, John Carter, atteso in sala per il 9 marzo del 2012, vede sul set Taylor Kitsch, Lynn Collins, Samantha Morton, Mark Strong, Ciaran Hinds, Dominic West, James Purefoy, Daryl Sabara, Polly Walker, Bryan Cranston, with Thomas Hayden Church e Willem Dafoe.
Ingente, per non dire quasi ’suicida’, la produzione, per un titolo chiamato a sbancare i botteghini di mezzo per iniziare a fare cassa. Riuscirà Stanton nell’impresa?
John Carter è un soldato della guerra civile che, dopo la fine della guerra, si trova senza soldi e senza un lavoro, visto che i soldi confederati non hanno più valore, avendo il sud perso la guerra. Lui e un suo compagno vanno in Arizona per cercare una miniera d’oro, ma dopo che l’amico viene ucciso dagli indiani si rifugia in una caverna vicina. La caverna spaventa gli indiani che sono al suo inseguimento e quando Carter emerge dalla caverna ha una esperienza extra corporea, tanto da guardare il suo corpo disteso al suolo. Carter osserva Marte nel cielo e gli sembra di esserne attratto. L’uomo viene teletrasportato sul pianeta per diventare Marte il Dio della guerra. Qui trova un pianeta abitato dagli Uomini Verdi, giganti verdi alti 12 metri. Finito prigioniero delle creature aliene, Carter riesce a scappare per salvare la principessa Dejah Thoris, con gli eventi lo legheranno alla guerra tra le razze che popolano il pianeta…
Quattro anni dopo Sa Majesté Minor, Jean-Jacques Annaud torna finalmente in sala con Black Gold, diventato per i cinema nostrani Il Principe del Deserto. A distribuire la pellicola, nelle nostre sale a partire dal prossimo 23 dicembre, la Eagle Pictures, con il primo trailer nella nostra lingua quest’oggi finalmente disponibile.
Interpretato da Tahar Rahim, Antonio Banderas, Mark Strong e Freida Pinto, Il Principe del Deserto ci conduce all’inizio del ventesimo secolo, in Arabia. Qui, sotto il sole spietato del deserto, due sultani si incontrano faccia a faccia. Tutto attorno, sul campo di battaglia, i corpi dei loro combattenti. Il vincitore Nesib, emiro di Hobeika (Antonio Banderas), detta le condizioni di pace al suo rivale Amar, sultano di Salmaah (Mark Strong). Nessuno potrà mai più reclamare i diritti della cosiddetta terra di nessuno, denominata “La Striscia Gialla”. Secondo il costume tribale Nesib “tiene in ostaggio”, adottandoli, i due figli maschi di Amar, Saleeh (Akin Gazi) e Auda (Tahar Rahim) a garanzia del trattato. Diversi anni dopo: Saleeh è un guerriero ansioso di fuggire dalla gabbia dorata e tornare nella terra del padre, mentre ad Auda interessano solo i libri e la ricerca della conoscenza. Un giorno il padre adottivo, Nesib, riceve la visita di un petroliere texano (Corey Johnson), che lo informa: il suo territorio è benedetto dal petrolio.
Nesib sogna già un regno con strade, scuole ed ospedali, tutto pagato dall’oro nero che è sotto l’arida sabbia. Ma c’è un problema: il petrolio si trova nella zona de “La Striscia Gialla”.
Il pubblico italiano dovrà attendere ancora fino al 20 gennaio 2012 per vedere sul grande schermo La Talpa. Diretto da Tomas Alfredson (regista del bellissimo Lasciami entrare) e da noi già recensito in anteprima dal Festival di Venezia (qui le foto del red carpet), Tinker, Tailor, Solider, Spy è un’adattamento dell’omonimo best seller di John Le Carré pubblicato nel 1974, nonchè primo episodio della così detta ‘trilogia di Smiley‘ o ‘trilogia di Karla‘.
Scritto da Peter Straughan e Bridget O’Connor, La Talpa è un thriller incentrato sulla figura di un agente segreto inglese, George Smiley, prossimo al pensionamento, alle prese con il mondo della Guerra Fredda. Il suo ultimo compito è quello di scovare una talpa sovietica nel Circus, il più alto grado del British Intelligence Services…
Interessantissimo il cast, capitanato da Gary Oldman e composto, fra gli altri, da Colin Firth, Tom Hardy, Benedict Cumberbatch, Ciaran Hinds, Mark Strong, Toby Jones, John Hurt, Svetlana Khodchenhova, Stephen Graham, Roger Lloyd-Pack e David Dencik. Cliccate sulle immagini qui di seguito per visualizzare le locandine internazionali ed i character poster in maggiore risoluzione; poi seguiteci dopo il saltino per guardare le clip estratte dal film.
La Talpa - Tinker Tailor Soldier Spy: locandine, character poster e qualche clip
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Ritorno dietro la macchina da presa per il regista Jean-Jacques Annaud, arriverà nei cinema italiani il 23 dicembre Black Gold (qui il trailer). La pellicola, sceneggiata da Menno Meyjes – e tratta dal romanzo La sete nera pubblicato nel 1957 dallo scrittore svizzero Hans Ruesch – vede protagonisti Antonio Banderas, Freida Pinto, Mark Strong, Riz Ahmed, Liya Kebede e Tahar Rahim, attore rivelazione ne Un Prophète di Jacques Audiard.
Inizio del ventesimo secolo - Arabia. Sotto il sole spietato del deserto, due sultani si incontrano faccia a faccia. Tutto attorno, sul campo di battaglia, i corpi dei loro combattenti. Il vincitore Nesib, emiro di Hobeika, detta le condizioni di pace al suo rivale Amar, sultano di Salmaah. Nessuno potrà mai più reclamare i diritti della cosiddetta terra di nessuno, denominata “La Striscia Gialla”. Secondo il costume tribale Nesib “tiene in ostaggio”, adottandoli, i due figli maschi di Amar, Saleeh e Auda a garanzia del trattato. Diversi anni dopo: Saleeh è un guerriero ansioso di fuggire dalla gabbia dorata e tornare nella terra del padre, mentre ad Auda interessano solo i libri e la ricerca della conoscenza. Un giorno il padre adottivo, Nesib, riceve la visita di un petroliere texano, che lo informa: il suo territorio è benedetto dal petrolio. Nesib sogna già un regno con strade, scuole ed ospedali, tutto pagato dall’oro nero che è sotto l’arida sabbia. Ma c’è un problema: il petrolio si trova nella zona di “La Striscia Gialla”. Mentre Saleeh viene ucciso durante un tentativo di fuga per tornare dal padre, tutto il peso del trattato ricade sul giovane Auda. Nesib orchestra il matrimonio di sua figlia, la principessa Leyla con Auda, per opportunismo politico, ma per i due giovani il matrimonio è simbolo di un nuovo inizio. Il loro è un amore nato quando erano bambini e ora vogliono cambiare il mondo. Ma quando incontra il suo vero padre, scopre un nuovo senso della vita basato su devozione, pietà ed umiltà. Il padre gli affida un incarico che sembra impossibile: attraversare Il Deserto di Allah, il deserto proibito. Nel corso dell’avventura, costellata di battaglie spettacolari, oltre a liberare la bella e giovane schiava Aicha, Auda si trasforma da timido ragazzo di biblioteca in leader carismatico. Lo scenario ora è pronto per lo scontro epico che porterà al controllo della “Striscia Gialla” , dei due regni e del futuro.
Basto sul bestseller The Great Thirst (La grande sete, traduzione letterale) di Hans Reusch, arriva nei cinema americani Black Gold con Antonio Banderas, Mark Strong e Freida Pinto. Qui sopra possiamo vedere il primo trailer.
Stati arabi, anni 30. Inizia il boom dell’estrazione di petrolio. Un gioane principe arabo (Tahar Rahim) si ribella al padre dall’animo conservatore (Strong) e preferisce seguire le idee moderne e liberali del suocero (Banderas).
Il film è diretto dal francese Jean-Jacques Annaud (quello di Sette anni in Tibet) ed è stato scritto da Menno Meyjes (autore di Indiana Jones e l’ultima Crociata). Per ora sembra certa una distribuzione europea del film (non ancora le date), mentre non ci sono notizie per quella sul suolo americano.
Ennesima pellicola vergognosamente penalizzata da un titolo italiano fuorviante ed incomprensibile (e da una locandina francamente imbarazzante), The Guard è un film decisamente originale, mescola elementi di commedia, western e di noir virato al grottesco, con un retrogusto profondamante drammatico; non si prende mai troppo sul serio e non disdegna di dispensare qualche risata (ma, come il suo protagonista, è molto meno stupido di quando non voglia sembrare). Rubando le parole allo sceneggiatore e regista John Michael McDonagh, possiamo definire The Guard come “un film su un grande uomo dalle grandi risate e dal grande cuore“.
Incoronato Miglior Film d’Esordio alla Berlinale, premiato al Sundance con il Gran Premio della Giuria, in concorso al Tribeca ed al Los Angeles Film Festival (su Rotten Tomatoes ha raccolto 109 giudizi positivi su 115 totali); qui in Italia rischia di passare completamente inosservato o essere scambiato per un demenziale cinepanettone d’oltremanica. SIC!
Siamo nei dintorni di Galway, a Connemara, sulla costa occidentale Irlandese. Il Sergente Gerry Boyle è un annoiato agente di polizia in una piccola cittadina. Ha qualche problema a riconoscere l’autorità dei propri superiori, è cinico, apparentemente non prende nulla sul serio, non disdegna una pinta di Guinnes per affogare i dispiaceri (anche quando è ancora in servizio), ogni tanto sperimenta gli stupefacenti che sequestra e non conosce il termine ‘politicamente corretto’. In poche parole: sembra godere nel rendersi sistematicamente antipatico a tutti, nell’irritare deliberatamente le persone, nell’innalzare un muro che lo separi dagli altri. Le uniche presenze nella sua vita sono la mamma malata e morente; e le squillo di cui cerca spesso la compagnia. Tutto sta nel capire se sia incredibilmente stupido o incredibilmente furbo.
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