Questo post farà felici i redattori e i lettori di Petsblog. Giacomo ci manda una serie di foto che ritraggono attori ed attrici insieme ai loro amici mici. Non so voi ma alcune immagini mi hanno commosso: quella di Marlon Brando su tutte.
Era il 1975 e John Belushi si sottoponeva al provino per lo show Saturday Night Live. Occhio dal minuto 2.00 quando imita Marlon Brando ne Il padrino. Ci manchi così tanto John!
Ho trovato un sito che pubblica foto rare e vecchie dal mondo dello spettacolo. Ho raccolto alcune di cinema e ve le posto qui. Riconoscete tutti?
Foto rare da Hollywood: riconoscete tutti?
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Karl Malden, una carriera cinematografica lunga sette decadi, si è spento serenamente ieri sera nella sua abitazione di Brentwood - Hollywood, alla invidiabile età di 97 anni. Ciao Karl, Cineblog ti abbraccia!
L’attore vinse l’Oscar come miglior interprete non protagonista per Un tram chiamato desiderio di Elia Kazan, nel 1952. Tornò successivamente a lavorare al fianco di Marlon Brando in Fronte del Porto (che fruttò a Malden una seconda nomination all’Oscar) e in I due volti della vendetta.
Per il pubblico del piccolo schermo Malden era famoso soprattutto per il suo ruolo nella serie televisiva degli anni ‘70 Le strade di San Francisco, che lo vedeva protagonista accanto ad un giovanissimo Michael Douglas. Per il personaggio del tenente Mike Stone ottenne una nomination agli Emmy Award, premio che si aggiudicò nel 1985 per la sua interpretazione di Fatal Vision.
Sul numero di Vanity Fair del mese di luglio, (dopo il salto le foto a corredo dell’intervista), Johnny Depp racconta della propria vita privata sull’isola caraibica che ha comprato, dove si dedica al relax ed alle attività che maggiormente ama, come la musica, la lettura e la pittura. “Amo dipingere i volti delle persone” spiega, “sapete, i loro occhi. Perchè se si vuole catturare una particolare emozione, bisogna scoprire cosa succede dietro i loro occhi“.
Lo splendido attore 45enne confessa di aver dato dei nomi alle differenti spiagge della sua isola, dedicandole a sua moglie Vanessa Paradis, ai suoi figli Jack e Lily Rose, ai suoi genitori ed al suo mentore Marlon Brando. Due angoli del paradiso tropicale privato di Depp portano i nomi di Gonzo, in onore di Hunter S. Thompson, arredato con tavoli di vetro con il volto dello scrittore inciso nel centro; e Heath’s Place, in onore dell’amico scomparso Heath Ledger. Qui Johnny e famiglia si dedicano a nuotare fra i barracuda e i coloratissimi pesci dei caraibi, oltre che ad accudire dei piccoli di squalo.
“I soldi non comprano la felicità“, dice l’attore, “ma ti permettono di comprare uno yacht abbastanza grande per navigare fino a raggiungerla“. A proposito di yacht: quello di Johnny è lungo 156 piedi, è alimentato a vapore e porta il nome di Vajoliroja (Vanessa, Johnny, Lily Rose e Jack). Neanche a dirlo, sul pennone sventola la bandiera nera dei pirati! Io lo amo quest’uomo!!
Johnny Depp su Vanity Fair di Luglio
Fonte: VanityFair e BumpShack

Ho raccolto un po’ di curiosità sul tema attori e attrici ed Oscar. Eccovele in ordine sparso. George Arliss è l’unico attore ad essere stato candidato, nello stesso anno - era il 1930 -, all’Oscar come attore protagonista con due film diversi: Disraeli e The Green Goddess.
Kathrine Hepburn, in una carriera durata sessant’anni, ha vinto quattro premi Oscar - sempre come migliore attrice protagonista - su 12 nomination, record finora ineguagliato. In campo maschile nessun attore ha vinto l’oscar più di due volte: l’elenco dei bivincitori comprende Spencer Tracy, Gary Cooper, Friedric March, Marlon Brando, Dustin Hoffman e Tom Hanks .
Il primo e l’ultimo della lista hanno anche in comune il fatto di aver vinto le statuette in due anni consecutivi. Spencer Tracy è anche l’attore ad aver ricevuto più nomination - nove -, seguito da Marlon Brando con sette.
Solo due attori non si sono presentati per ricevere il prestigioso riconoscimento. Quasi tutti si ricordano di Marlon Brando: nel 1973 inviò una squaw indiana - in realtà era un’attrice - che lanciò un proclama contro Hollywood. Meno conosciuto l’altro episodio: George Campbell Scott rifiutò l’Oscar per la sua interpretazione del generale Patton. La sera della cerimonia era a casa, davanti alla televisione, a vedere una partita di hockey.

Il loro nome ufficiale - Academy Award of Merit - è sconosciuto ai più, mentre il nome Oscar - ora ovviamente è un marchio registrato - che li ha resi noti nel mondo sembra essere venuto da una frase attribuita a Margaret Herrick, un’impiegata all’Academy of Motion Picture Arts and Sciences: “Assomiglia a mio zio Oscar!”.
Sono nati nel 1929, due anni dopo la creazione dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, grazie all’opera di Louis B. Mayer, il capo della Metro-Goldwyn-Mayer. Il loro aspetto dipende dal direttore artistico della MGM, Cedric Gibbons, e da chi le ha scolpite la prima volta - un’artista di Los Angeles che si chiamava George Stanley.
La prima volta sono stati consegnati nella Blossom Room dell’Hollywood Roosevelt Hotel di Los Angeles - era il 16 maggio -, e i nomi dei vincitori erano stati annunciati tre mesi prima. Da allora ne sono stati consegnati ben 2.701. Alla loro base viene inciso un numero di serie ed una placca avverte che “la statuetta non può essere venduta, trasmessa o trasferita (…) senza essere prima offerta all’Accademia”.
Continua a leggere: Aspettando la notte degli Oscar: qualche curiosità sul premio
Empire ha stilato la classifica dei 100 personaggi più grandi della storia del cinema. Prendendo spunto dalla lista (che trovate qui) vi trascriviamo i primi 10 e vi chiediamo di votare il vostro preferito.
10. Don Vito Corleone (Marlon Brando - Il Padrino)
9. Ellen Ripley (Sigourney Weaver - Alien)
8. Jack Sparrow (Johnny Depp - I pirati dei Caraibi)
7. Drugo (Jeff Bridges - Il grande Lebowski)
6. Indiana Jones (Harrison Ford - Indiana Jones)
5. Il Dottor Hannibal Lecter (Anthony Hopkins - Il silenzio degli innocenti)
4. Han Solo (Harrison Ford - Guerre Stellari)
3. Il Joker (Heath Ledger - Il Cavaliere Oscuro)
2. Darth Vader (David Prowse / con la voce di James Earl Jones - Guerre Stellari)
1. Tyler Durden (Brad Pitt - Fight Club)
E vi aspettiamo nei commenti!
La linea di demarcazione fra la genialità e la pura follia è molto labile ed è pressochè impossibile capire da quale parte della linea stia Vincent Gallo. L’attore e regista americano ha incontrato ieri sera il suo pubblico presso il Teatro dal Verme, nell’ambito del Milano Film Festival, che si avvia ormai verso la sua conclusione.
Di fronte ad un affollatissimo auditorium, Gallo ha parlato e si è raccontato senza censure per più di due ore, spiegando molte delle idee registiche alla base di Buffalo 66 e The Brown Bunny, condividendo aneddoti ed episodi particolari della sua carriera, intervallando il flusso delle parole ed il suo costante movimento sul palco con alcune clip tratte dai suoi film.
Dopo il saltino vi aspettano alcune immagini rubate durante la serata e qualche estratto della lunga chiacchierata.
Vincent Gallo incontra il pubblico al Milano Film Festival
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Apocalypse Now - Redux (Apocalypse Now Redux, USA, 1979 / 2001) di Francis Ford Coppola; con Marlon Brando, Martin Sheen, Robert Duvall, Frederic Forrest, Dennis Hopper, Sam Bottoms.
Stasera, 20.30, RaiTre
Più che tornare a parlare di qualità ben note di un capolavoro assoluto del cinema di guerra e del cinema tutto, si può parlare di Apocalypse Now e Apocalypse Now - Redux. E quindi: quale versione preferire? Per i puristi, gli aficionados e i nostalgici non ci sono dubbi: il film del 1979 resta intoccabile, ineguagliabile e un punto di non ritorno. Di bellezza e di importanza. Per gli altri, probabilmente, quasi un film nuovo e di altre bellezza e importanza.
La scena della tavola rubata, la scena delle conigliette, la lettura del Times Magazine, il bombardamento finale allungato e tutti gli altri momenti recuperati che vanno a formare i 47 minuti aggiuntivi sono poi così fondamentali? Evidentemente no: Apocalypse Now era già potentissimo e veloce come una scheggia nella sua versione originale, e gli intenti (ben al di là di una semplice storia antimilitarista) erano raggiunti in modo splendido.
Ma quelle sequenze rendono il capolavoro di Francis Ford Coppola un vero monumento, un’opera fiume con la quale continuare a confrontarsi. Dilatando fino a tre ore e passa un racconto che si butta nel cuore della giungla, nelle tenebre e nella guerra con la quale molti registi si confronteranno, Apocalypse Now - Redux è la versione che, tra le due, si deve preferire quando si vuole capire il lavoro dell’immenso regista che recupera una delle sue vette e la ritrasforma, regalandoci ancora una volta un lavoro collettivo (scritto da John Milius) che è grande cinema e immensa descrizione dell’orrore.