
Avete letto questa intervista a Woody Allen? Alla domanda Di quali film è soddisfatto? il regista risponde:
La rosa purpurea del Cairo era un buon film. Poi Mariti e mogli, Match Point, Vicky Cristina Barcelona, Pallottole su Broadway; Zelig era interessante. Gli altri… Sì, a posto, ma niente di brillante. Niente da ricordare.
Non posso crederci, ne mancano tantissimi che io personalmente amo. Adoro il vecchio Woody di Prendi i soldi e scappa ad esempio, o Io e Annie, dei nuovi mi sono divertita ed emozionata con Basta che funzioni (per dirne uno…): ma quelli che cita lui sono veramente troppo pochi.
A questo punto dobbiamo fare due cose:
1. scegliere nel sondaggio il nostro preferito tra quelli elencati da Woody
2. dire nei commenti quale veramente amiamo tra tutta la sua filmografia
Ci state? Dai. Giochiamo.

Alleniani, sull’attenti! Oggi per voi in anteprima un estratto dell’intervista al regista Woody Allen per IoDonna e riguardante il suo ultimo film Midnight in Paris (nelle sale dal 2 dicembre 2011).
Appunti privati?
Sono temi che mi hanno sempre affascinato. Da ragazzino ero un discreto illusionista: conoscevo molti trucchi ed ero attratto da qualunque cosa avesse a che fare con la magia. Forse perché speravo che ci fosse magia nel mondo: l’ho sempre cercata, ma non l’ho mai trovata. Sarebbe bello se qualcosa di magico potesse salvarci. Ma questo qualcosa non esiste.
Quando ha capito che non c’è?
Man mano che cresci e sperimenti la vita: la realtà è piuttosto fosca.
Che illusioni aveva, da ragazzo?
Pensavo che essere una movie star mi avrebbe reso felice. Che mi sarebbe piaciuto andare a Hollywood e vivere tra attori e attrici bellissime. Ma con il tempo (e neanche tanto) mi sono reso conto che a Hollywood non ci volevo andare. Che quella vita non sarebbe stata la risposta a niente. La mia era una sciocca illusione infantile.
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Sogni e delitti (Cassandra’s Dream, Gran Bretagna / USA, 2007) di Woody Allen; con Ewan McGregor, Colin Farrell, Sally Hawkins, Tom Wilkinson.
Woody Allen dice addio a Londra; prossima destinazione: Barcellona. Dopo un thriller elegante, cattivo e drammatico come Match Point, e dopo una piccola ed ironica commedia come Scoop, il maestro ritorna al genere del thriller per seguire le vicende che ruotano attorno attorno a due fratelli con problemi di soldi.
Ian fa il furbetto tutto il giorno: sogna di fuggire dal ristorante del padre, dove lavoricchia di tanto in tanto, e si fa vedere per quello che non è, vestendosi bene e facendosi prestare le bellissime macchine dei clienti del fratello Terry, un meccanico che assieme alla fidanzata sta cercando casa. Tutta la vicenda inizia quando i due decidono assieme di comprare una vecchia barca a vela, che chiameranno Cassandra’s Dream…
Dostoevskij continua a riecheggiare in una trama che non offre grandi spunti di originalità. Per la terza volta di seguito, e non a caso questa è a tutti gli effetti una trilogia che, attraverso i generi, esplora una città ed un tema, si parla di omicidio, ma l’effetto che Sogni e delitti (pessima “traduzione” dell’originale Cassandra’s Dream) regala allo spettatore è di essere un film in realtà davvero semplice e poco coinvolgente.