L’ultimo ultras è il titolo del film drammatico firmato da Stefano Calvagna ed interpretato da Stefano Calvagna, Francesca Antonelli, Giancarlo Lombardi, Mauro Meconi, Rossella Infanti, Giulia Elettra Gorietti, Mattia Sbragia, Andriy Shevchenko.
Giovanni è latitante dopo aver ucciso un giovane allo stadio, durante uno scontro. Giovanni, tifoso accanito e scommettitore, conosce diversi personaggi che, in un modo o nell’altro, gli cambieranno la vita: Sergio, un capo tifoseria di una squadra locale, Lucrezia, una giovane prostituta, Marina, cassiera ad un ufficio scommesse, di cui si innamora, e Alice, una violinista…
Dopo il salto trovate il breve trailer, nelle nostre sale dal 4 settembre. Stefano Calvagna aveva già diretto Il peso dell’aria.
Sangue Pazzo, il film di Marco Tullio Giordana, sarà presente al Festival di Cannes 2008, Fuori Concorso.
La pellicola racconta la storia di Luisa Ferida e Osvaldo Valenti, due noti attori italinai nell’era fascista. I due erano amanti ed insieme aderirono alla Repubblica di Salò. Dopo la liberazione un destino comune li attese: arresto e fucilazione.
Nella parte della coppia ci sono Monica Bellucci e Luca Zingaretti, attorniati da Alessio Boni, Maurizio Donadoni, Giovanni Visentin, Luigi Diberti, Paolo Bonanni, Mattia Sbragia, Alessandro Di Natale, Tresy Taddei.
Italo Moscati ha raccontato questa storia nel libro-romanzo “Gioco perverso - La vera storia di Osvaldo Valenti e Luisa Ferida, tra Cinecittà e guerra civile”. Dopo il salto un video sul set ed il trailer.
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La passione di Cristo (The Passion of the Christ- USA/Italia 2004)) di Mel Gibson. Con Jim Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci, Rosalinda Celentano, Claudia Gerini, Sergio Rubini, Mattia Sbragia, Hristo Shopov, Luca Lionello, Christo Jivkov, Sabrina Impacciatore, Francesco De Vito, Toni Bertorelli, Fabio Sartor, Giacinto Ferro, Olek Mincer, Adel Ben Ayed, Luca De Dominicis, Pedro Sarubbi, Chokri Ben Zagdan, Roberto Bestazzoni, Francesco Cabras, Giovanni Capalbio.
Stasera, domenica 23 marzo, ore 21.30 su RaiUno.
Martirio e resurrezione di Cristo, raccontati dal conservatore Mel Gibson.
Si è detto talmente tanto su questo film che, per non creare altra confusione, e parlando da spettatore distratto piuttosto che da appassionato, andrò direttamente a ciò che mi interessa: quale è l’utilità di quest’opera?
La necessità di trovare nuovi proseliti non è un fatto che la chiesa cattolica tende a nascondere visto quanto spesso si lamenta, attraverso i propri rappresentanti, della diminuizione dei matrimoni oppure del numero, sempre decrescente, dei giovani che decidono di indossare l’abito talare. Lo stesso Mel Gibson, pare (del dibattito si che sono stato uno spettatore distratto) ha affermato di aver voluto realizzare questo racconto sulla figura di Cristo allo scopo di scuotere le coscienze, per risvegliare la fede nei troppi cuori sordi al richiamo della bibbia e, in fin dei conti, al fine d’ingrossare le file dell’esercito di Dio.
Premetto che la pellicola del regista statunitense mi è sembrata, dal punto di vista formale, di cattivo gusto, povera di idee, semplicistica come quegli affreschi che, dalle pareti delle chiese, avevano lo scopo di educare e spaventare i fedeli analfabeti e timorati, educati al culto di un dio iracondo e vendicativo. Sono stato infastidito soprattutto dal Male identificato iconograficamente ancora una volta con il brutto, con lo storpio, con il deforme, e mi è sembrato più pericoloso questo aspetto che tante polemiche, forse superflue (per non dire strumentali) relative ad un sentimento antigiudaico che il film avrebbe più o meno espresso.
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