Il cinema proveniente dalla Danimarca possiede un ingrediente che (forse) non si trova in nessun altra cinematografia al mondo. Difficile descrivere a parole il sapore che produce sui palati cinefili, potrebbe essere definito come qualcosa a cavallo tra il cinismo, la cattiveria e la perfidia. Lo sa bene Lars Von Trier, capostipite di questa corrente cinematografica, ma pare averlo ben capito anche Mikkel Nøgaard, autore della commedia nera Klown, prodotta da Drafthouse Films, di cui vediamo oggi il primo trailer red band. ATTENZIONE, contiene immagini piuttosto forti!
Il film, che uscirà nelle sale americane il 27 di Luglio, è basato su un popolare show televisivo danese in cui due fratelli viaggiano nelle campagne della Danimarca cercando di mettere alla berlina i tabù e i pregiudizi sociali con uno spirito che sarebbe poco definire irriverente. Klown ha già vinto il premio come Best Picture (Comedy) al Fantastic Fest e il Miglior Film al Festival Fantasia.

La Top 10 del 2011 secondo i Cahiers du cinéma ha fatto il giro della rete e ha fatto molto discutere. La prestigiosa rivista cinematografica francese ha deciso di aprire un sondaggio tra i propri lettori per far uscire fuori la loro Top 10. Vediamo i risultati, che sicuramente saranno messi a paragone con quelli dei critici della rivista.
Sette film su dieci corrispondono, non per forza in ordine cronologico, ma almeno per presenza. Al primo posto troviamo Melancholia di Lars Von Trier (sesto per i critici), mentre Habemus Papam del Nanni nazionale scivola dalla prima alla seconda posizione: ma chapeau. I film che erano in seconda posizione per la critica, ovvero Lo strano caso di Angelica di de Oliveira e The Tree of Life di Malick, finiscono rispettivamente in decima e terza posizione.
Primo “inedito” è Drive di Refn (4), seguito da Il cigno nero di Aronofsky (5). Confermate le presenze di Essential Killing, L’Apollonide (molto più amato in patria che all’estero) e Super 8, mentre l’ultimo inedito è Una separazione, in ottava posizione. Fuori, quindi, Hors Satan di Dumont, Un été brûlant di Garrel e purtroppo Meek’s Cutoff della Reichardt. Ecco la classifica:
1. Melancholia - Lars von Trier
2. Habemus Papam - Nanni Moretti
3. The Tree of Life - Terrence Malick
4. Drive - Nicolas Winding Refn
5. Il Cigno Nero - Darren Aronofsky
6. Essential Killing - Jerzy Skolimowski
7. L’Apollonide - Bertrand Bonello
8. Una Separazione - Asghar Farhadi
9. Super 8 - J.J. Abrams
10. Lo strano caso di Angelica - Manoel de Oliveira
Che ve ne pare? Meglio la Top 10 dei Cahiers o dei lettori?

Il sito FlavorWire si è divertito a stilare la classifica di The Year in Film: 2011′s Best Performances. Vediamo cosa hanno scelto (le frasi tra virgolette sono del sito), alcuni film non sono ancora usciti da noi quindi ho evitato gli Spoiler:
- Elizabeth Olsen in Martha Marcy May Marlene (La fuga di Martha): “E’ una prestazione tranquilla e molto del suo genio si trova nel modo in cui ascolta, vede e sente”. Elizabeth è la sorella minore delle gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen.
- Gary Oldman in Tinker Tailor Soldier Spy (La Spia): “In piedi, perfettamente immobile, al centro del film c’è il grande Gary Oldman in quello che potrebbe essere la sua interpretazione più bella fino ad oggi. (…) Lavora bene in questa parte ritirata, con grazia e una vibrante vita interiore. Come per la Olsen, Gary trova il suo personaggio nelle pause piuttosto che nei grandi discorsi…”
- Kirsten Dunst in Melancholia: “Da quando Kirsten Dunst aveva fatto la sua scomparsa dallo schermo dopo il 2007 di Spiderman 3, le sue scelte erano diventate sempre più erratiche e le sue performance stavano scendendo. Beh, non siamo sicuri che tipo di batteria o ricarica rituale abbia usato nel suo periodo sabbatico ma qualunque cosa fosse, ha funzionato, e la sua interpretazione di Justine in Melancholia è semplicemente meravigliosa. Dunst ha vinto il premio Migliore Attrice a Cannes e un premio Oscar sarebbe bello per noi”.
- George Clooney in The Descendants (Paradiso Amaro): “Un magnifico lavoro ben orchestrato da un regista che sa quando spingere e chiudere e quando sa aprire lo spazio al suo attore”.
- Charlize Theron in Young Adult: “E’ un film devastante e memorabile grazie alla magistrale sceneggiatura di Diablo Cody, la regia sottile di Jason Reitman e la performance ispirata di Charlize Theron. Theron capisce la parte, si immerge nel buio del suo personaggio e noi facciamo il tifo per la sua redenzione”.
- Keira Knightley in A Dangerous Method & Last Night: “La Knightley è sempre stata un’attrice che poteva fare le cose bene ma in teoria niente di speciale. L’opinione è cambiata bruscamente di fronte a due performance incredibili quest’anno. Nel dramma Last Night è semplicemente fantastica. Si tratta di una performance davvero sexy. Poi è arrivato il suo sorprendente lavoro in David Cronenberg con A Dangerous Method”.
- Michael Fassbender in A Dangerous Method & Shame: “Nel film di Cronenberg dà una performance misurata e meravigliosa. Nel film di Steve McQueen lascia lo spettatore senza fiato”.
- Michelle Williams in My Week with Marilyn: “Michelle Williams fa un lavoro emozionante e rifiuta di essere intimidita dalla notevole iconografia. Ma appena diventa lei, e dal momento in cui la vediamo, la accettiamo come tale. Si tratta di una performance completamente convincente ed è in grado di scandagliare nella considerevole profondità del personaggio con abilità e precisione”.
- Ryan Gosling in Drive: “Quando Ryan viene catapultato in azione siamo in sintonia con lui, e il modo in cui questo attore incredibilmente talentuoso interpreta il personaggio - e il film - è stupefacente”.
- Leila Hatami in Una Separazione: “E’ un ruolo di supporto (il suo tempo sullo schermo è limitato), ma la sua presenza si fa sentire in ogni scena - la sua forza di carattere, la sua intelligenza, e, nelle scene più tardi, la sua disperazione”.
- Tilda Swinton in We Need to Talk About Kevin (E ora parliamo di Kevin): “La Swinton è diventata una delle attrici più intriganti del cinema attuale - imprevedibile, anticonformista e brillante”.
- L’intero cast di Margin Call: “Non c’è un anello debole (no, nemmeno Demi Moore). C’è Stanley Tucci, Paul Bettany, Zachary Quinto, Simon Baker e Kevin Spacey. E, soprattutto, c’è Jeremy Irons, il ghiaccio nelle vene che spiega freddamente e con calma esattamente come sopravvivere. Il regista Chandor getta gli attori in una pentola a pressione e li porta a bollire. Il quadro potrebbe essere terribilmente noioso ma la regia tesa e la sceneggiatura intelligente danno a questi attori tutto quello di cui hanno bisogno”.
Ora non vediamo l’ora di guardare i film (e le interpretazioni) che mancano.

Dicembre, tempo di classifiche. Anche i Cahiers Du Cinéma hanno stilato la propria Top 10 del 2011, scegliendo quali sono stati i dieci film migliori dell’anno, secondo il loro parere. Una classifica che sta ovviamente facendo discutere, ma che regala una grande soddisfazione all’Italia (ma la Francia, si sa, adora Moretti):
01. Habemus Papam - Nanni Moretti
02. Lo strano caso di Angelica - Manoel de Oliveira / The Tree of Life - Terrence Malick
04. Hors Satan - Bruno Dumont / Essential Killing - Jerzy Skolimowski
06. Melancholia - Lars Von Trier / Un été brûlant - Philippe Garrel
08. Super 8 - J.J. Abrams / L’Apollonide - Bertand Bonello / Meek’s Cutoff - Kelly Reichardt
Senza alcun ex-aequo la scelta tutta italiana del primo classificato. Tra scelte autoriali e molto cinefile, c’è qualche sorpresa. Il prodotto più mainstream è Super 8. Stupisce, ma in realtà non tanto, l’inclusione di Un été brûlant: ma già a Venezia, mentre tutti ululavano contro Philippe Garrel, la Francia lo aveva ben protetto. Ci fa piacere invece la presenza di Meek’s Cutoff, grande film di Kelly Reichardt ancora inedito in Italia, nonostante fosse nel listino Archibald.
Voi che dite? C’è qualche film “da Cahiers” che vi sareste aspettati e che invece non c’è? Su Facebook qualcuno si chiede come mai non ci siano, ad esempio, Drive, Il cigno nero, Pater, La Guerre est Déclarée. Ma sempre di una classifica con solo 10 posti si tratta…
E alla fine ne sono rimasti sei. Avete nominato i vostri migliori film del 2011 ed ora è il giorno per decidere chi sarà il film più bello dell’anno. Potete scegliere tra:
- Faust
- The Tree of Life
- 127 Ore
- Il Cigno Nero
- Melancholia
- Rango
Votate votate votate! Click click click! Mentre scrivo, come potete vedere, c’è in testa Il Cigno nero di Darren Aronofsky.

Il riscatto di Lars Von Trier? Probabilmente sì. La querelle tra il regista e il Festival di Cannes sembra ormai passata del tutto, se a trionfare alla 24. edizione degli European Film Awards è stato proprio Melancholia, che partiva con 8 nomination. Fa piacere, al di là del risultato o meno del film, vedere che certe polemiche stiano al di fuori del giudizio sul film stesso. A Cannes dopotutto era successo qualcosa di simile, con la premiazione di Kirsten Dunst.
Melancholia vince quindi come Miglior film europeo del 2011 e si porta a casa complessivamente 3 premi (anche fotografia e scenografia). “Perdono” The Artist, In un mondo migliore, Miracolo a Le Havre, Il ragazzo con la bicicletta e soprattutto l’Oscar Il discorso del re. Che però si porta a casa il premio per il miglior attore per Firth, il premio per il miglior montaggio e il premio del pubblico. Un’altra danese toglie invece lo scettro a Von Trier come Miglior regista europeo dell’anno, ed è Susanne Bier per il suo In un mondo migliore.
Tilda Swinton è la miglior attrice europea dell’anno, mentre i Dardenne si portano a casa il premio per la miglior sceneggiatura. The Artist vince per la miglior colonna sonora. Pina di Wenders è il miglior documentario, Chico & Rita è il miglior film d’animazione, mentre Gilliam per il suo The Wholly Family vince per il miglior corto. A bocca asciutta purtroppo Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki: un gran peccato.
Dopo il salto trovate tutti i vincitori, in grassetto rispetto agli altri concorrenti nelle rispettive nomination.
Continua a leggere: European Film Awards 2011: vince Melancholia di Lars Von Trier
E dopo le vostre nominations sono rimaste… in 4! Ecco le 4 donne che si sfidano per il premio Miglior Attrice del 2011:
Kirsten Dunst - Melancholia
Natalie Portman - Il Cigno Nero
Nicole Kidman - Rabbit Hole
Kate Winslet - Carnage
Mentre scrivo Natalie Portman è in testa con il suo ruolo di Nina Sayers in Il Cigno Nero (Black Swan) mentre Nicole Kidman (Rabbit Hole) è addirittura a ZERO voti. Al secondo posto si trova Kate Winslet mentre in terza posizione (sempre mentre scrivo) c’è Kirsten Dunst. Volete cambiare le carte in tavola? Votate qui! E passate la voce ai vostri amici di Facebook!
Intanto potete votare:
- Il film più atteso del 2012
- Il miglior attore del 2011
E proporci:
- Il film più brutto visto quest’anno

Sono state annunciate le nomination della 24. edizione degli European Film Awards, i premi che segnalano ogni anno il meglio della produzione cinematografica europea. Dopo l’ultima edizione, con il dominio de L’uomo nell’ombra di Roman Polanski, che guardava tutti dall’alto delle sue sette nomination (e che poi ha vinto come Miglior film), quest’anno tocca a Lars von Trier e il suo discusso Melancholia guardare tutti dall’alto con le sue 8 nomination. Incluse quelle per miglior film e regia, ma anche per le due attrici protagoniste, Kirsten Dunst e Charlotte Gainsbourg.
Seguono a pari merito, ben distanziati, altri cinque film con 4 nomination, e sono tutti i titoli che completano la sestina in corsa per il titolo di Miglior film europeo 2011: The Artist, Il discorso del re, In un mondo migliore, Miracolo a Le Havre e Il ragazzo con la bicicletta. Nota bene: quattro dei sei film in corsa per il premio maggiore erano in concorso all’ultimo Festival di Cannes, mentre gli altri due hanno vinto l’Oscar. I cinque registi in corsa per il titolo di Miglior regista dell’anno, accanto a von Trier, sono Susanne Bier, i fratelli Dardenne, Aki Kaurismäki e Béla Tarr per il suo The Turin Horse, annunciato come ultimo film del grande autore ungherese e Orso d’Argento della Giuria a Berlino.
C’è anche l’Italia grazie ad Habemus Papam di Nanni Moretti, che riceve due nomination: una per il suo meraviglioso interprete, Michel Piccoli, e una per Paola Bizzarri come miglior scenografa. Gli European Film Awards verranno consegnati durante la cerimonia di premiazione che si terrà a Berlino il 3 dicembre.
In attesa di sapere i vincitori, di seguito vi aspettano tutte le nomination.
Continua a leggere: European Film Awards 2011: nelle nomination domina Melancholia

Premiato a Cannes e qui da noi recensito, Melancholia di Lars Von Trier è finalmente uscito nei cinema nostrani. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Vi ha convinto l’esordio nel mondo dei ‘disaster movie’ da parte del regista danese? Credete che Kirsten Dunst abbia effettivamente meritato il premio di Migliore Attrice vinto in Francia? Il film può puntare agli Oscar? E se sì, in quali categorie? Pregi e difetti principali? Dovendo ‘dividere’ la pellicola in due parti, quale avete preferito, la prima o la seconda? Insomma, a voi voti e commenti. Melancholia è da ora nelle vostre mani.
Approdato ieri nelle nostre sale cinematografiche, Melancholia si mostra nuovamente in due clip tratte dal film (la seconda la trovate dopo il salto). Per quanto ci riguarda, la nostra recensione in anteprima è già disponibile da maggio, periodo in cui il film è stato presentato a Cannes. Diretto da Lars Von Trier, nel cast troviamo Kirsten Dunst (premiata come Miglior Attrice), Charlotte Gainsbourg, Kiefer Sutherland, Charlotte Rampling, Alexander Skarsgård, Stellan Skarsgård, Udo Kier, John Hurt e Brady Corbet.
Melancholia è la storia di un intreccio tra eventi, che dal particolare passa al generale. Justine e Michael stanno infatti per sposarsi all’interno di una cornice sfarzosa. Lei è una bellissima donna, di successo e apparentemente felice. Nello stesso tempo, ben lontano da lì, uno strano pianeta, Melancholia, sta per schiantarsi inesorabilmente sulla Terra. E’ la fine. Cosa comporterà tutto ciò nelle ore che precedono questo inevitabile e catastrofico avvenimento?
Continua a leggere: Melancholia torna a mostrarsi in due nuove clip tratte dal film