
Oltre 600 copie per provare a sbancare il box office nazionale, a 10 anni di distanza dal secondo e fino ad oggi ultimo capitolo. Men in Black 3 è finalmente diventato realtà, ma voi, l’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Vi ha convinto il ritorno in sala di Barry Sonnenfeld, regista dei primi due ‘episodi’? Dovendo fare un paragone con i predecessori, in che posizione classifichereste questo MIB 3? Vi ha soddisfatto il tanto atteso ritorno al cinema di Will Smith? E la new entry Josh Brolin, chiamato a vestire i panni di un giovane Tommy Lee Jones? Pregi e difetti della pellicola? L’enorme budget (oltre 200 milioni di dollari) trova effettivo riscontro al buio della sala? E gli alieni di Rick Baker, invece, vi hanno conquistato? Vorreste vedere un ulteriore capitolo? E infine, 3D giustificato oppure no? Ricordandovi la nostra recensione in anteprima, a voi voti e commenti.

Ed ecco la nostra rituale rubrica del week-end. Vediamo i titoli in uscita da oggi, 25 maggio, nei cinema.
Voi cosa andrete a vedere?
Men in Black 3: Tornano i Men in Black con le loro mitiche pistole “sparaflashanti” e orde di creature spaziali al seguito (stavolta alieni usciti dai B-movie di fantascienza degli anni ‘60). Questo il mio omaggio un po’ “magrittiano” al terzo capitolo dei due agenti K e J. E anche se non pioveranno numerosi come gli uomini con la bombetta speriamo almeno che ci facciano divertire come nel primo, e ancora oggi insuperato, episodio.

Quasi 700 sale per sbancare il botteghino tricolore. Men in Black 3 (uscito mercoledì in Italia) prepara l’assalto ai cinema di mezzo mondo. Oltre 4000 gli schermi americani che proietteranno la pellicola di Barry Sonnenfeld, 10 anni dopo i 52,148,751 dollari incassati all’esordio dal secondo capitolo. Il primo, nel 1997, si era fermato a quota 51,068,455. Molto più distanti le cifre con i due totali finali. 250,690,539 di dollari per l’originale, 190,418,803 per il sequel. Will Smith, lo ricordiamo, non batte cassa dal 2008. 62,603,879 dollari all’esordio con Hancock; ’solo’ 14,851,136 con Seven Pounds.
Tutt’altra musica in Italia. Men in Black 2, nel 2002, arrivò infatti ai 6.889.922 euro d’incasso, facendo poco meglio del primo capitolo, che 5 anni prima toccò quota 6.193.454 euro. Riuscirà Men in Black 3 a battere i due predecessori, grazie anche al sovrapprezzo della terza dimensione? Aspettando i primi dati, a voi i pronostici, con il sottoscritto che prova a giocare, prevedendo… 2 milioni di euro in Italia, 67 negli Usa.

Era il 3 ottobre del 1997 quando in Italia usciva Men in Black con la regia di Barry Sonnenfeld e Tommy Lee Jones e Will Smith nei panni, rispettivamente, degli agenti K e J. Nel 2002 usciva Men in Black 2 e oggi, 23 maggio, uscirà Men in Black 3 (Mib III, ecco la nostra recensione). Per l’occasione vi regaliamo un video con gli errori del primo film e alcune curiosità.
1. A Chris O’Donnell è stato offerto il ruolo di J, ma rifiutò perché pensava che fosse un altro ruolo come “recluta”, come era successo per nei Robin del film Batman Forever (1995).
2. A Clint Eastwood era stato offerto il ruolo di K ma rifiutò.
3. A Quentin Tarantino era stato inizialmente offerta la regia ma rifiutò.
4. Nel film ci sono diversi alieni famosi: Danny DeVito, il regista Barry Sonnenfeld, Sylvester Stallone, Dionne Warwick, George Lucas e il produttore esecutivo Steven Spielberg.
5. A John Turturro è stato offerto il ruolo di Edgar, ma ha dovuto rifiutare a causa di altri impegni. La parte è andata a Vincent D’Onofrio.
Continua a leggere: Men in Black: bloopers e 15 curiosità sul film di Barry Sonnenfeld del 1997
Sono passati dieci anni da Men in Black 2 ed ora abbiamo abbastanza elementi per pronunciarci. Di questo iter, la proiezione del terzo capitolo della saga non è stata che l’ultima delle tappe. Certamente la più importante ma non per questo unica. Tante, troppe perplessità in capo a Men in Black 3, progetto che ha avuto una gestazione piuttosto travagliata e che già nel corso della lunga vigilia è riuscito a far storcere il naso a chi in certe tempistiche non ci crede. Specie in questo caso.
Tra conferme di varia natura, sia in positivo che in negativo, l’agente J (Will Smith) e l’agente K (Tommy Lee Jones) non sono del tutto passati di moda, e per darne prova si è optato per un intreccio temporale. Temporale in tutti i sensi, ossia perché ambientato in un passato che è anche prequel di ciò che abbiamo visto nel primo, fortunato film. Per certi aspetti Men in Black III chiude un cerchio, magari non nel migliore dei modi ma certamente in maniera interessante.
Nè lo fa in via definitiva. Ora che conosciamo certi retroscena potremmo pure dirci soddisfatti, eppure nessuno ci vieta di pensare che fra altri dieci anni qualcuno possa rimettere mano alla saga. Tornando a noi, però, l’escamotage del salto temporale ha un suo perché. Se da un lato appare indice di una mancata freschezza, dall’altro riesce a dare adito a quegli episodi e a quelle battute che in fondo reggono l’intera impalcatura. Poco o molto che sia, ci pare difficile contraddire tale evidenza.
Anticipando di due giorni l’uscita americana del 25 maggio, J e K (Will Smith e Tommy Lee Jones) a caccia degli alieni nascosti tra noi, mercoledì 23 maggio tornano in sala con il Men in Black 3 diretto da Barry Sonnenfeld.
Al corredo di indiscrezioni elargite dalla Columbia Pictures oggi aggiungiamo la Clip “Chi sei e cosa sai” con J (Will Smith) arrivato nel 1969 che tenta di convincere il giovane Agente K (Josh Brolin) dell’importanza della sua missione. Nella featurette sottotitolata (dopo il salto), potete anche sbirciare le scene di backstage con gli interventi di Barry Sonnenfeld e della troupe, che mostrano la realizzazione della sede dei Men in Black, le armi ed i veicoli utilizzati nel film.
Domani arriva su Cineblog anche lo speciale contributo dell’estro visionario di Andrea Lupo, ma se li avete persi potete approfittare da subito di:
- Due spot tv in italiano, nuove locandine e alcune curiosità sugli alieni
- Nuove clip
- Nuove foto, ecco gli alieni!
- Il trailer italiano

Dalla Bel Air televisiva alla vetta dell’Olimpo. In poco più di 10 anni Will Smith ha fatto sua Hollywood, diventando il Re Mida del box office a stelle e strisce. L’attore di colore più potente e celebrato di sempre, fino al clamoroso ed inatteso ‘abbandono’ del 2008. Perché una volta incassati 624 milioni di dollari con Hancock, Smith decide di staccare la spina. Per uno, due, tre, quattro anni. Un’eternità nel mondo del Cinema, che ora si ritrova a bocca aperta, nell’attesa che Men in Black 3 sbarchi nelle sale del Pianeta, a caccia di quel successo perso volutamente per strada. Anzi, potremmo dire letteralmente ‘abbandonato’. Ma andiamo con ordine. Appena dodicenne Will Smith fonda un gruppo rap con Jeff Thomas. In pochi anni vince due Grammy Awards, ovvero gli Oscar per la musica, diventa ricco e famoso, fino alla bancarotta del 1989. Ed è qui che entra in gioco la prima trasformazione. Perché Will diventa attore, grazie al produttore Benny Medina, che firma per lui una delle sit com più viste ed amate degli anni 90: Willy, il Principe di Bel Air. E’ nata una stella. Portate avanti le sei stagioni in tv, Smith affianca Whoopy Goldberg in Made in America. E’ il 1993, la pellicola incassa 104 milioni di dollari. Archiviato in fretta e furia Sei gradi di Separazione, con poco più di 6 milioni di dollari raccolti sul suolo americano, è il 1995 l’anno della svolta. Perché Michael Bay vuole Smith nel suo Bad Boys. Gli affianca Martin Lawrence e il successo è immediato. 141 milioni di dollari incassati in tutto il mondo.
Ma siamo solo all’inizio. 12 mesi dopo scocca l’ora di Indipendence Day, disaster movie firmato Roland Emmerich. I milioni di dollari incassati diventano addirittura 817, trasformando Will Smith nell’attore più ricercato di Hollywood. In 2 anni arrivano Men in Black e Nemico Pubblico, con altri 840 milioni di dollari raccolti complessivamente, a cui seguono i primi due veri flop dell’attore. Wild Wild West e La Leggenda di Bagger Vance. Rifiutato il ruolo di Neo in Matrix, Smith affonda insieme al western fantascientifico diretto da Barry Sonnenfeld. Costata 170 milioni, la pellicola ne incassa ’solo’ 220 worldwide. La musica non cambia con il titolo di Robert Redford, riuscito ad incassare 39 milioni di dollari, dopo esserne costati 80. Che la Smith Era sia già finita? Anche no. Con Alì di Michael Mann l’attore conquista persino la critica. L’Academy lo nomina all’Oscar come Miglior Attore Protagonista, il film incassa 87 milioni di dollari, dopo esserne costati 107, e Will ricomincia a macinare blockbuster.
Scocca infatti l’ora dei sequel. Con Men in Black 2 arrivano 440 milioni di dollari, mentre con Bad Boys 2 sono 273 i milioni di dollari portati a casa. Nel 2004 si proietta nel futuro con I, Robot, capace d’incassare 347 milioni di dollari, presta la sua voce al pesce Oscar in Shark Tale, fino alla commedia romantica Hitch, che sbanca per l’ennesima volta i botteghini, incassando 370 milioni di dollari. Il 2006 è l’anno dell’incrocio con il nostro Gabriele Muccino. E’ amore a prima vista. La ricerca della Felicità incassa 307 milioni di dollari, dopo esserne costati solo 55, regalando a Smith la 2° nomination all’Oscar come Miglior Attore Protagonista. Fino all’arrivo del 2008, suo ultimo anno da ‘Re Mida’ di Hollywood. Con 3 film in poco più di 12 mesi Smith sbanca i box office. Io sono Leggenda incassa 585 milioni di dollari, Seven Pounds 168, Hancock, come detto, 624. 15 film da protagonista in 13 anni, 10 capaci di superare la soglia casalinga dei 100 milioni di dollari, 4 quella dei 200 e uno quella dei 300. 5 miliardi e 736 milioni di dollari. Tanto hanno incassato i film ‘con Will Smith’ al box office internazionale, per un titolo, Men in Black 3, chiamato a ‘risvegliare’ una carriera finita forzatamente in letargo. Ma sarà davvero così facile riuscire nell’impresa?

Un fine settimana povero di nuove uscite e oggettivamente povero negli incassi. Siamo solo a fine maggio ma i cinema italiani sembrerebbero esser già partiti per le vacanze estive, tanto da far prevedere un mese di giugno ‘difficile’, se non addirittura ‘preoccupante’. A far suo il botteghino per il secondo weekend consecutivo Tim Burton, con il suo Dark Shadows. La pellicola della Warner si avvicina prepotentemente ai 4 milioni e mezzo di euro, recuperando terreno grazie all’uggiosa domenica, tanto da ‘ambire’ ai 6/7 milioni finali, tutt’altro che impossibili da raggiungere. Distrutte, invece, le new entry. Dopo il boom americano e le ottime critiche, Quella casa nel Bosco si è dovuto accontentare di 463.635,22 euro (250 copie), con solo 66.441 ticket staccati. Peggio è andata a La Fredda luce del Giorno (200 copie), incapace di andare oltre i 306.389,45 euro, con 56.070 spettatori paganti, a Il Pescatore di Sogni (150 copie), arrivato ai 228.818,29 euro, con 35.353 biglietti venduti, e a Margin Call (100 schermi), a cui son finiti in tasca 159.323,00 euro, con 24.004 spettatori.
Il resto della Top10 ha visto The Avengers arrivare ai 17 milioni di euro, American Pie: Ancora Insieme ai 5 milioni e mezzo, e To Rome With Love ai 7.684.820,51 euro. Delusioni confermate per Hunger Games, ancora sotto i 3 milioni, e Chronicle, riuscito ad incassare poco più di 700,000 euro in 10 giorni. Settimana ricchissima quella in arrivo, grazie a Men in Black 3 e Molto forte Incredibilmente vicino, in uscita mercoledì, e all’atteso Cosmopolis, in arrivo venerdì.

Record, record e ancora record. The Avengers continua a macinare incassi negli States, tanto da frantumare avversari, new entry e nuovi record (sono diventati 27 quelli conquistati). Grazie ai 55 milioni di dollari incassati nelle ultime 72 ore (’solo’ -46.6% sugli incassi), il film della Marvel è infatti arrivato ai 457,078,415 milioni di dollari casalinghi. Mai, nessun film, era riuscito in tale impresa in così poco tempo. Il Cavaliere Oscuro, primatista fino ad oggi di questa speciale classifica, abbatté il muro dei 450 milioni dopo 27 giorni di programmazione. Avatar ce ne mise 28. Titanic addirittura 81. I Vendicatori, incredibile ma vero, ce ne ha messi 17. Il titolo Marvel è così diventato il sesto film più visto di tutti i tempi negli States (inflazione esclusa), superando Shrek 2 e arrivando a pochi milioni di distanza da Star Wars, fermatosi a quota 461 milioni di dollari nel lontano 1977. The Dark Knight, terzo a quota 533 milioni di dollari, dovrebbe essere raggiunto e superato entro domenica prossima. Worldwide la pellicola ha incassato 1,180,378,000 dollari, diventando il quarto miglior incasso di sempre (sempre inflazione esclusa). Davanti ai Vendicatori troviamo ormai solo l’ultimo Harry Potter (a quota 1,328,111,219 dollari), Titanic (2,183,473,840 dollari, dopo l’aggiornamento degli incassi legati al 3D), ed ovviamente Avatar (2,782,275,172 dollari). Il film Marvel dovrebbe superare gli incassi del maghetto, facendo sua l’ambita medaglia di bronzo dietro i due Cameron.
Ad uscire con le ossa rotte dal confronto diretto con The Avengers è stato invece Battleship. Incassati 215 milioni di dollari con i mercati esteri, il kolossal della Universal, costato 209 milioni di dollari, ne ha raccolti solo 25 al suo esordio. Peggio di John Carter, peggio di G.I. Joe, peggio di Prince of Persia. Per Peter Berg e il suo giocattolone un risultato innegabilmente disastroso. Doveva raccoglierne ‘circa’ 180/200 sul suolo americano per iniziare a far cassa, ma se il buongiorno si vede dal mattino per Battleship sarà dura raggiungere persino il traguardo dei 75 milioni casalinghi. L’idea di un franchise legato a Battleship è stata quindi colpita e decisamente affondata. Altro esordio particolarmente atteso in casa Paramount con Il Dittatore. Uscito mercoledì, il film si è fermato ai 24 milioni di dollari incassati in 5 giorni. Per il trasformista Sacha Baron Cohen si tratta della peggior partenza in sala, dopo il boom di Borat e i discreti risultati ottenuti da Bruno. Costato 65 milioni di dollari, The Dictator si ‘aggrappa’ così alla benevolenza dei mercati esteri. Chi crolla, confermando la delusione americana, è Dark Shadows di Tim Burton. Misteriosamente costato 150 milioni di dollari, il film della Warner è calato di un pesantissimo 57% sugli incassi al secondo weekend di sfruttamento, arrivando ai 51 milioni di dollari. Pochi, troppo pochi per un regista che solo due anni fa ne incassava 334 con il tanto contestato Alice in Wonderland.
Ultima new entry di grido con What to Expect When You’re Expecting, solo 5° e tutt’altro che esaltante con i suoi 10 milioni e mezzo di dollari, mentre Hunger Games arriva ai 391 milioni di dollari, frantumando l’ultimo Harry Potter e avvicinandosi sempre più all’impensabile traguardo dei 400 milioni. A chiudere la Top10 troviamo invece Think Like a Man, con 86 milioni di dollari, The Lucky One, con 57 milioni, e Pirati! Briganti da Strapazzo, con 25 milioni di dollari in cassa. Continua intanto la scalata di Marigold Hotel, addirittura sesto e riuscito ad incassare altri 3 milioni di dollari, anche se con solo 354 sale a disposizione, tanto da superare gli 8 totali. Fine settimana ‘a due’ il prossimo, grazie alle uscite di Chernobyl Diaries e Men in Black 3. Riuscirà Will Smith a far nuovamente suo il botteghino, dopo un quasi lustro d’assenza dal grande schermo?