
Ecco cosa succederà, più o meno. Per rendervene conto partite da voi. Non guardate all’esterno, né cercate “conforto” in recensioni o quant’altro. Prestatevi a Cosmopolis uno di questi giorni ed andate dentro voi stessi. Episodi, parole, gesti, tutto ciò che vi riguarda e che riuscite ad associare a questo film può mostrarsi rivelatore. Non guardatevi attorno, perché attorno a voi scorgerete la medesima incertezza che presumibilmente vi avrà appena avvolto. Non sarà per tutti così, ma per la maggior parte senza dubbio.
Qualora invece spasimaste di conoscere qualche reazione altrui, di ricevere un braccio teso quasi foste in preda ad un gorgo che vi risucchia senza possibilità di scampo, date una letta superficiale alla stragrande maggioranza delle recensioni che trovate sparse per la rete. Se c’è un termine che più di ogni altro le accomuna tutte, beh… quel termine è disorientamento. Sia chiaro, nessuna critica malevola. Chi vi scrive è giunto alla seguente analisi partendo dal medesimo smarrimento, peraltro non ancora del tutto rientrato.
Ho scomodato un mostro sacro come Metropolis non tanto per lanciarmi in paragoni, almeno per ora, difficili da digerire. Una certa qualità di pensiero cercherà di rendere l’accostamento del film di Lang a quello di Cronenberg come una sorta di allegro peana, in cui a uscirne decisamente gonfiato è il film del regista canadese e non viceversa. Nonostante ciò, corro il rischio assicurandovi che non è questa l’intenzione. Certi spunti, tuttavia, legano le due pellicole con un sottilissimo fil rouge, tanto incerto quanto innegabile. Ed è ciò che spero in qualche modo di dimostrare.
Continua a leggere: Dalla Metropoli(s) di Lang alla Cosmopoli(s) di Cronenberg

Leggo su Ciak di marzo 2011 un curioso trafiletto intitolato Il peggio della fantascienza (a detta della Nasa). In pratica la Nasa ha stilato una mini classifica dei film più credibili e più assurdi dal punto di vista scientifico. Eccoli:
I più credibili:
- Gattaca La porta dell’universo (1997) di Andrew Niccol
- Contact (1997) di Robert Zemeckis
- Metropolis (1927) di Fritz Lang (ed eravamo nel 27!)
I più assurdi:
- 2012 (2009) di Roland Emmerich
- The Core (2003) di Jon Amiel
- Armageddon Giudizio finale (1998) di Michael Bay
- Vulcano Los Angeles 1997 (1997) di Mick Jackson
- Reazione a catena (1996) di Andrew Davis
Commenti? Reazioni? Sorpresi per qualche posizione?
Lo spettacolo si chiama Ladies of Sci-Fi Burlesque e mette in scena spogliarelli con un tocco di cinema in più: le ragazze infatti reinventano i loro numeri presentandosi nei panni di eroine di film famosi. Daisy Meadows è Pris di Blade Runner, Kitty Cadillac è Aeon Flux, Olivia Bellafontaine è Ripley dai film di Alien, Audrey Deluxe è Barbarella mentre Lux Lacroix è Maria di Metropolis. Le foto della galleria sono di Erin Broadley.
Via: LaWeekly
Ora il Burlesque si ispira al cinema: spogliarelli con Metropolis, Barbarella, Blade Runner, Aeon Flux e Alien




Impavidi nonostante la neve, i cinefili presenti a Berlino hanno affollato Pariser Platz per assistere alla proiezione di una versione originale di Metropolis di Fritz Lang, completamente restaurata e con circa 22 minuti di scene inedite, ritrovate di recente. Per l’occasione un grande schermo cinematografico è stato montato sulla Porta di Brandeburgo. Sicuramente molto scenografico e di grande impatto visivo, ma…brrr che freddo!!!
Sul red carpet della Berlinale hanno invece sfilato gli attori di Bollywood Shah Rukh Khan e Kajol Devgan, che in compagnia del regista Karan Johar hanno presenziato alla proiezione di My Name is Khan. I registi Robert Epstein e Jeffrey Friedmann, insieme alla produttrice Elizabeth Redleaf ed all’attore James Franco, hanno invece accompagnato al Festival Howl, pellicola incentrata sulla storia di Allen Ginsberg. Laura ce ne ha parlato qui.
Clliccate su continua per dare un’occhiata alla galleria fotografica…buona visione!
Fonte: Zimbio

Lo si aspetta da dicembre 2008, ma finalmente sta arrivando. Yona Yona Penguin di Rintaro sarà presentato in anteprima a Venezia 66 nella sezione fuori concorso. Dopo aver visto l’altr’anno Ponyo sulla scogliera di Miyazaki, un prodotto interamente disegnato a mano, quest’anno tocca ad un lavoro intermante fatto al computer rappresentare l’animazione giapponese.
Infatti questo sarà il primo lavoro interamente realizzato in 3D CGI dalla Madhouse (con la co-produzione della Dynamo Pictures). La casa di produzione ha definito però Yona Yona Penguin una pellicola che porta la sensibilità e il tipo di disegno tipici degli anime in un mondo in tre dimensioni. L’effetto, da quel che si vede, non è per nulla enfatizzato: si voleva infatti tenere la sensazione di un film d’animazione tradizionale, pur fatto interamente a computer.
Costato 12 milioni di dollari, scritto da Tomoko Konparu, il film narra le magiche vicende di una bambina che si ritrova in un mondo fantastico, popolato da creature strane e goblin che credono che la loro salvezza sia legata proprio ad un pinguino. I deliziosi personaggi sono stati creati da Katsuya Terada (che negli ultimi anni ha collaborato a Hellboy e Yattaman), ma starà a Rintaro riuscire a portare lo spettatore nel mondo di Yona Yona Penguin. Ma dall’autore di Capitan Harlock e dell’affascinante Metropolis, ci si può attendere questo ed altro.
Guardiamo, in attesa di vederlo al Lido, una gallery d’immagini e soprattutto il trailer originale del film, che trovate dopo il salto.
Festival di Venezia 2009: Yona Yona Penguin di Rintaro - Trailer e gallery d’immagini



Da Guerre Stellari a Wall-e passando da Corto Circuito e Terminator più i classici di fantascienza come Metropolis, Il pianeta proibito e Ultimatum alla terra. Qual è il vostro robot del cuore? Giocate qui.

E’ stata ritrovata in Aprile e sarà mostrata ai giornalisti giovedì, una copia integra del capolavoro di Fritz Lang, Metropolis; si tratterebbe infatti della versione lunga di tre ore e mezza, con il montaggio deciso dallo stesso Fritz Lang che in pochi fino ad ora (e nessuno dei contemporanei) hanno potuto vedere.
Il film è stato ritrovato negli archivi del museo di Buenos Aires dopo che un cinefilo rispondente al nome di Fernando Pena ha implorato il museo di controllare la presenza di quella pellicola per circa una ventina di anni, la perseveranza ha pagato.
Questa versione “estesa” del film era scomparsa velocemente dalla circolazione perchè i distributori dell’epoca (1927) preferirono far circolare una versione più accessibile di un’ora e mezza.
Speriamo di vedere (e di riscoprire) questo capolavoro che tanto ha dato alla storia del cinema al più presto e anche se leggendo in giro non ci è riuscito di capire di che tipo di pellicola si tratta (positivo, negativo, ecc) e in che condizioni di salute stiano le immagini è senza dubbio una bella cosa ritrovare un film che (nella sua interezza) si credeva perduto per sempre.
Fonte: The Associated Press

Bentornati su Cine Contest!
Come potevo non realizzare una puntata sui robots!!!
Passo importantissimo per la definitiva consacrazione del robot è il film Metropolis del tedesco Fritz Lang. Con la sua Robotrix al limite dell’umano.
Come non citare il fatto che un Terminator d’origine austriaca, ex mister universo è diventato governatore della California! Insomma robot, automi, androidi…più o meno buoni, per anni hanno letteralmente invaso il cinema fantascientifico mondiale.

Spero non ci sia bisogno di presentare Metropolis, il film di protofantascienza del 1927 firmato dalla regia di Fritz Lang. Il produttore Thomas Schuehly (Alexander) ha infatti acquistato i diritti per un remake del grande capolavoro tedesco.
Variety ha anche annunciato che il produttore sta prendendo contatti con grandi registi e si saprà a chi sarà affidato questo oneroso compito solo nei prossimi mesi.
Solitamente non c’è molto da fidarsi in questo tipo di operazioni, ma almeno sembra ci sia la volontà di affidare a qualcuno di capace il compito di riportare sullo schermo uno dei film più importanti di tutta la storia del cinema.
Dopo il salto trovate anche 3 minuti dal film.
Fonte: IESB
Come vi abbiamo già annunciato un po’ di tempo fa, inizia oggi, lunedì 12 novembre, la settima edizione del Science+Fiction, che si terrà a Trieste nel multisala Cinecity fino a domenica 18. Un po’ di cosette ve le abbiamo già dette in anteprima, qualcuna ve la diciamo adesso.
Iniziamo dal film d’apertura, all’insegna del cinema puro e della fantascienza classica. Sarà il capolavoro assoluto Metropolis di Fritz Lang ad aprire questa rassegna all’insegna di un genere bellissimo, che anche oggi si dimostra vitale e pieno di risorse. Come viene detto nella cartella stampa, Metropolis “sarà presentato in collaborazione con la Fondazione Cineteca Italiana di Milano, in un’edizione integrale restaurata nel 2001 con le più avanzate tecnologie digitali, accompagnata dal vivo al pianoforte da Francesca e Federica Badalini e introdotta da un intervento del critico cinematografico Kevin Brownlow (Photoplay).
Il restauro, per il quale sono stati utilizzati anche frammenti della copia nitrato d’epoca conservata dalla Cineteca Italiana, è durato tre anni ed è stato basato sull’unico negativo originale esistente: il risultato, diversamente dalla versione americana, rimaneggiata e accorciata, che solitamente passa sugli schermi, è quanto più fedele possibile alle intenzioni del regista. Un accurato lavoro è stato operato sulle didascalie, riprodotte nella grafia originale, e sulla musica, ricavata dallo spartito originale composto per orchestra da Gottfried Huppertz, e adattata per pianoforte ed eseguita dal vivo a quattro mani”. Appuntamento, per chi sarà presente, stasera alle 21.00 al Cinema Ariston, viale Romolo Gessi 14.