Diamo oggi un’occhiata al primo trailer di Dark Horse, l’ultimo film di Todd Solondz presentato in concorso all’ultima Mostra di Venezia. Una pellicola che ha abbastanza diviso il Lido, visto che si tratta quasi di un’opera “inedita” nella filmografia del cinico regista indipendente americano. C’è chi lo ha considerato troppo soft rispetto ai precedenti, e c’è chi è rimasto sorpreso da una certa dolcezza di fondo, che nasconde comunque le solite tematiche di Solondz.
Questa la trama del film. Abe (Jordan Gelber) e Miranda (Selma Blair) sono due “perdenti” che si incontrano ad una festa di matrimonio. Lui ha all’incirca 30 anni, vive ancora con i genitori, lavora per il padre e colleziona avidamente giochi. Il “bamboccione” trova la sua anima gemella in questa ragazza continuamente depressa, e se ne innamora. Al loro primo appuntamento, Abe le chiede di sposarlo…
Interpretato anche da Christopher Walken, Mia Farrow, Justin Bartha, Donna Murphy e Zachary Booth, dopo aver fatto il giro per diversi festival Dark Horse arriva finalmente negli States (limited, of course) l’8 giugno. Da noi… mah, probabilmente mai. Nell’attesa vi lasciamo con il trailer, e vi ricordiamo inoltre di leggere la nostra recensione in anteprima e di guardare la prima clip e le foto del film. Piccola curiosità finale: il personaggio di Miranda si chiamava in precedenza Vi. Chi di voi ha visto Storytelling avrà forse capito…

Il 9 febbraio del 1945 nasceva a Los Angeles Mia Farrow. La festeggiamo con un post-curiosità.
- Nome di nascita: Maria de Lourdes Villiers-Farrow
- Altezza: 1,63 m
- Figlia del regista australiano John Farrow e dell’attrice irlandese Maureen O’Sullivan.
- Sua madre è di origine irlandese.
- Ha contratto la polio quando aveva 9 anni. Ha vissuto un anno in un polmone d’acciaio.
- Da piccola ha partecipato al film propagandistico Duck and Cover (1951) dove veniva spiegato ai bambini cosa fare durante una bomba nucleare (trovate il video dopo il salto).
- Il suo primo ruolo da protagonista è stato l’horror Rosemary’s Baby (1968)
- Mia e la sua famiglia vivono a New York accanto al palazzo Dakota, la leggendaria casa di Rosemary’s Baby. Davanti a quell’edificio è stato ucciso John Lennon.
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C’è voluto oltre un anno ma alla fine ce l’abbiamo fatta. La trilogia ‘menimea’ di Luc Besson giunge alla sua ‘attesa’ conclusione grazie al terzo ed ultimo capitolo, in arrivo nei cinema italiani con colpevole ed incredibile ritardo. Perché se il secondo ‘episodio’ era sbarcato nelle sale nostrane nel dicembre del 2009, il suo seguito ha sbancato le sale francesi nell’ottobre dello scorso anno. Tenuto in ‘cantina’ dalla Moviemax per 14 mesi, Arthur e la guerra dei due Mondi vede ora finalmente la luce. Stupendo in positivo.
Perché dopo un discreto capitolo uno, Arthur e il popolo dei Minimei, Luc Besson sembrava essere totalmente deragliato con il capitolo due, Arthur e la vendetta di Maltazard, monotono, noioso e troppo infantile per esser vero, fino all’arrivo di questo capitolo tre, decisamente ‘inatteso’. Perché il celebre regista francese, padre dei Minimei in tutto e per tutto, è tornato a volare grazie ad un titolo che è un concentrato di action, sprizzando fantasia da ogni singola scena, conquistando i più piccoli ma affascinando anche i più grandi, grazie ad un chiaro e voluto omaggio al cinema ‘horror’ degli anni 50 e 60, tra api e formiche giganti, per chiudere poi in bellezza con Darth Vader ed un giovane George Lucas, strappando così risate e sinceri applausi.
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Tra i titoli più attesi del concorso della 68. Mostra del cinema di Venezia, oggi Dark Horse si rivela grazie ad alcune immagini e ad una breve clip. Settimo lungometraggio del geniale Todd Solondz, tra le figure chiave del cinema indipendente americano contemporaneo, Dark Horse è interpretato da Jordan Gelber, Selma Blair (già in Storytelling), Christopher Walken, Mia Farrow, Justin Bartha, Zachary Booth, Aasif Mandvi e Donna Murphy.
Dark Horse è incentrato sulla storia d’amore che scoppia tra due “perdenti” per definizione: lui ha all’incirca 30′anni, vive ancora con i genitori, lavora per il padre e colleziona avidamente giochi. Il “bamboccione” trova la sua anima gemella in una ragazza che cerca di liberarsi dall’etichetta di “ronzino” (il cavallo cattivo, da cui il titolo originale) affibiatagli dalla famiglia.
Gelber e la Blair saranno i protagonisti, Walken e la Farrow i genitori di lui, Bartha e Booth rispettivamente il fratello e il cugino, Mandvi sarà l’ex di lei, e la Murphy sarà la segretaria di Walken. In attesa di vedere forse altre clip e soprattutto un trailer di Dark Horse, gustatevi le immagini nella nostra galleria e la prima, breve clip.
Fonti: indieWIRE e Live For Films
Il prossimo 29 aprile 2011 approderà sugli schermi italiani grazie a Moviemax Arthur 3: La guerra dei due mondi (Arthur 3 La guerre des deux mondes), capitolo conclusivo della saga fantastica creata da Luc Besson (che nella versione cinematografica è una trilogia, mentre i romanzi sono 4: Arthur e il popolo dei Minimei, Arthur e la città proibita, Arthur e la vendetta di Maltazard, Arthur e la guerra dei due mondi). La sceneggiatura, così come i libri ed i precedenti capitoli arrivati sul grande schermo, porta la firma del regista e produttore francese, che ha sviluppato ed ampliato un’idea di Céline Garcia. La pellicola ha debuttato in patria lo scorso 13 ottobre. Qui di seguito e dopo il salto vi regaliamo alcuni wallpapers e sei clip della versione francese.
Maltazard è ormai alto 2 metri e 10, e vuole dominare il mondo. Solo Arthur e i suoi amici Sélénia e Bétamèche, tutti e tre in versione Minimei, possono fermarlo. Dall’ “alto” dei loro 2 millimetri di altezza dovranno fare ricorso a tutta la loro immaginazione ed ingegno per contrastare i machiavellici piani di Maltazard e ristabilire l’armonia tra i due mondi. Qui trovate il trailer e la locandina.
Arthur 3: La guerra dei due mondi - wallpapers e e qualche clip della versione francese

Annunciato qualche tempo fa il suo ritorno dietro la macchina da presa, ecco che ci sono delle belle novità per il geniale Todd Solondz e la sua nuova fatica, ovvero Dark Horse. Un dramma in cui ci sarà meno provocazione “sfacciata” rispetto allo standard del regista, ma non meno personalità rispetto agli altri film.
A rivelare la trama è l’Hollywood Reporter: protagonista è un trentenne bamboccione che vive con i genitori, lavora per il padre e colleziona avidamente giochi. Cercherà un suo analogo al femminile per lasciarsi alle spalle lo status di “ronzino” (il cavallo cattivo, da cui il titolo originale) a lui riservato in famiglia e per realizzare finalmente qualcosa.
Jordan Gelber sarà il protagonista del film; i suoi genitori avranno i volti di Christopher Walken e Mia Farrow, mentre la ragazza di cui Gelber s’innamorerà sarà interpretata da Selma Blair. Le riprese sono in corso a New York, tra Westchester County e Long Island. Nel cast ci sono anche Justin Bartha, Zachary Booth, Donna Murphy e Aasif Mandvi.
Fonte: Adnkronos
Si dice che Leonardo DiCaprio, Tobey Maguire ed Amanda Seyfried siano in trattative per ricoprire i ruoli di Jay Gatsby, Nick Carraway e Daisy Buchanan in un nuovo adattamento del capolavoro di F. Scott Fitzgerald, Il Grande Gatsby.
Lo riporta Production Weekly, senza però menzionare il nome di chi dirigerà il progetto. I diritti cinematografici del romanzo erano stati acquisiti, alla fine del 2008, da Baz Luhrmann, che aveva annunciato di volersi subito mettere al lavoro sul nuovo adattamento dell’opera letteraria di Fitzgerald. A conti fatti, dunque, salvo stravolgimenti di cui non siamo a conoscenza, il regista australiano dovrebbe essere ancora al timone del progetto. Restiamo in attesa di conferme ed eventuali maggiori dettagli.
Da The Great Gatsby sono già state tratte tre versioni cinematografiche: una versione muta nel 1926; una versione del 1949 diretta da Elliott Nuget, con Alan Ladd; e la più recente nel 1974 per la regia di Jack Clayton e la sceneggiatura di Francis Ford Coppola, con Robert Redford e Mia Farrow protagonisti.
Uscirà il 13 ottobre nei cinema francesi Arthur e la guerra dei due mondi, terzo ed ultimo capitolo della saga fantasy per famiglie ideata da Luc Besson. Dopo i 113 milioni di dollari incassati in tutto il mondo con Arthur e il popolo dei Minimei e i 108 di Arthur e la vendetta di Maltazard, Arthur e la guerra dei due mondi porrà fine alla trilogia, ripartendo esattamente da dove si era bruscamente interrotto il secondo capitolo.
Una saga, obiettivamente deludente dal punto di vista del botteghino, merchandising a parte, che oggi ci regala il primo poster e un breve teaser trailer, con il temibile Maltazard finito nel nostro mondo, tanto da dar vita ad una vera e propria guerra tra umani e Minimei. Sarà riuscito Besson a chiudere dignitosamente questa sua ‘fantastica’ avventura? Aspettando risposte, cliccate pure su continua, c’è la locandina del film che vi attende.
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Questa galleria di foto vi è piaciuta talmente tanto che molti lettori ci hanno mandato il loro contributo personale con immagini prese dalla rete. Oggi vi regaliamo le foto scelte e spediteci da Luk, che naturalmente ringraziamo. Nella galleria potrete vedere:
Due foto di John Travolta, Arnold Schwarzenegger con una bambola (!), Alain Delon al Festival di Cannes del 1961, Alfred Hitchcock nel 1939, Audrey Hepburn per Bazaar magazine (1959), due foto di Elizabeth Taylor, Brooke Shields insieme a Robert Downey Jr., Christian Slater con Michael Bolton, Danny DeVito con Christopher Reeves (che coppia!), Sean Connery che dorme in mezzo alla birra, Francis Ford Coppola e la figlia Sofia ad un Festival di Cannes, un’imbarazzante istantanea di Harrison Ford, Jack Nicholson e Anjelica Huston, Jane Fonda, Cher, Sean Penn, Jeremy Irons con la moglie Sinead, una giovanissima Jodie Foster, John Belushi con Steve Martin, Katharine Hepburn, Michael Caine con i genitori, Sophia Loren alle prese con un pretzel gigante, un piccolo e tenero Leonardo DiCaprio, Marlon Brando con i genitori, due curiose foto di Marilyn Monroe, Michael Jackson insieme a Francis Ford Coppola e George Lucas, Mia Farrow con la madre Maureen O’Sullivan, Judy Garland al primo giorno alla MGM, Brigitte Bardot, Diana con John Travolta, il fotografo Richard Avedon con la modella Sophia Loren, Stanley Kubrick, un tamarro Sylvester Stallone, Steve McQueen e Barbara Streisand.
Vecchie e curiose foto da Hollywood - Parte 2




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Arthur e la vendetta di Maltazard (Arthur et la vengeance de Maltazard) Regia di Luc Besson, con le voci di Freddie Highmore, Mia Farrow, Ron Crawford, Robert Stanton, Penny Balfour, Matthew Gonder.
Il piccolo Arthur torna a Villa Granny, la grande casa di campagna, dove dieci lune prima aveva fatto conoscenza con Selenia e il minuscolo popolo dei Minimei. Quando un ragno gli consegna un granello di riso con una richiesta di aiuto, Arthur non si pone domande, è certamente Selenia che gli comunica di essere in pericolo. Il giovane eroe si precipita nel regno dei Minimei, ma dovrà vedersela con le terribili truppe di Krob, il nuovo tiranno dei Sette Regni, combatterà contro i malvagi topi, le perfide rane e i disgustosi ragni pelosi. Ma una volta raggiunto il villaggio scopre che nessuno gli ha inviato alcun messaggio. Si tratta, forse, di un tranello del cattivissimo Maltazard, che vuole vendicarsi del passato.
Non c’è che dire, Luc Besson si è proprio innamorato dei sui piccoli esseri che vivono tra i fili d’erba del giardino dietro casa. La vicenda raccontata dal secondo episodio cinematografico (a sua volta ispirato da un romanzo dello stesso Besson) prende luogo circa dieci mesi dopo le vicende raccontate dal primo film. Il piccolo popolo dei Minimei non è cambiato ma Arthur è cresciuto e ha preso maggior consapevolezza di se stesso, delle sue capacità e dei suoi sentimenti. Il messaggio per il pubblico più giovane è sempre lo stesso: la fantasia, la passione e la crescita sono gli elementi fondamentali per lo sviluppo di un preadolescente, ma questo è il significato più ovvio e scontato.
Dal punto di vista tecnico nulla da eccepire. Besson gioca nuovamente la carta del doppio registro cinematografico, con il classico incipit con attori in carne e ossa, per poi trasformare il mondo in miniatura in una proiezione digitale in chiave fortemente fantasy, visivamente affascinante soprattutto per un forte impatto dell’impianto scenografico, quasi al limite del iper-realismo fotografico. Il character design dei personaggi dalle fattezze (quasi) umane si conferma come un elemento critico per il cinema di animazione computerizzata. I Minimei ancora soffrono di rigidità articolare, di ispessimento della cute facciale e di continue variazioni del peso corporeo (quasi smaterializzandosi nelle scene più frenetiche), sindromi tipiche che affliggono i corpi virtuali dei “cartoni animati”.
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