
Archiviata anche la 65a edizione del Festival, a bocce ferme (qui tutti i premiati di quest’anno) vi regaliamo una gallery fotografica dei vincitori, in attesa di settembre e delle abituali gallerie di immagini dal Festival di Venezia. Cliccate su continua, ci sono anche le foto del red carpet della serata conclulsiva e quelle di Audrey Tautou, Gilles Lellouche ed Anaïs Demoustier al photocall di Thérèse Desqueyroux.
Cannes 2012 - le foto dei vincitori della 65a edizione del Festival
Foto: TMnews
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Piove anche sulla Croisette. Le condizioni metereologiche non sono state clementi nemmeno con gli ospiti illustri del Festival di Cannes.
Durante le giornate di ieri e di oggi si sono avvicendati sul red carpet del Palais du Festival e nello spazio riservato ai photocall registi del calibro di Abbas Kiarostami (oggi in concorso il suo Like Someone In Love) ed Alain Resnais (che presenta Vous n’avez encore rien vu, anch’esso presentato in concorso quest’oggi), accompagnati dai protagonisti dei rispettivi film. E ancora: Sylvie Verheyde con Lily Cole e Pete Doherty, protagonisti di Confession of a Child of the Century, passato ieri nella sezione Un Certain Regard; Michael Haneke, ieri in competizione con Amour, interpretato da Isabelle Huppert e Jean-Louis Trintignant.
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Foto: TMnews
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Dopo la Palma d’oro vinta nel 2009 con Il nastro bianco, Michael Haneke torna a Cannes con il suo ultimo film, Amour. Interpretato da Emanuelle Riva, Jean-Louis Trintignant, Alexandre Tharaud ed Isabelle Huppert, la prossima pellicola del regista austriaco si mostra per la prima volta su queste pagine con il trailer francese.
Amour racconta la storia di due ottantenni colti, Georges e Anne, professori di musica in pensione. La figlia, anche lei musicista, vive all’estero con la sua famiglia. Un giorno Anne resta vittima di un piccolo ictus, da cui ne esce parzialmente paralizzata. Questo incidente metterà alla prova l’amore che unisce la coppia.
Si è spenta all’età di 79 anni l’attrice francese Annie Girardot, volto amatissimo del cinema d’oltralpe che all’Italia deve molto della sua fortuna. La Girardot, da anni sofferente di Alzheimer, ha lavorato per oltre un centinaio di film e in Italia ha lavorato con Luchino Visconti per il suo splendido Rocco e i suoi fratelli. Proprio sul set di Visconti conobbe Renato Salvatori è poi diventato suo marito, con il quale ha avuto una figlia.
In Italia la Giradot ha lavorato con Mario Monicelli ne I Compagni del 1963 e con Marco Ferreri ne La donna scimmia del 1964. I suoi film recenti più noti sono quelli firmati da Michael Haneke, La pianista (2001) e Niente da nascondere (2005). Se ne va una grande attrice e una grande donna, Cineblog la saluta con una clip proprio da Rocco e i suoi fratelli.
I maligni diranno che sarà un risarcimento per la Palma d’Oro ricevuta quando l’attrice era Presidentessa di Giuria a Cannes 2009 per Il nastro bianco, ma non ci interessa: il grande Michael Haneke ritrova la sua Musa, Isabelle Huppert, e torna a girare un film con lei, dopo i discussi La pianista e Il tempo dei lupi.
In Ces deux (su Imdb conosciuto come Amour: quale sarà il titolo definitivo?), il regista austriaco ritorna a Parigi per raccontare una storia con temi ancora una volta complessi ed inquietanti, nel particolare l’umiliazione e la degradazione fisica dovuti alla vecchiaia, e la morte. La Huppert interpreterà la figlia di due vecchi coniugi, interpretati da Emmanuelle Riva e da Jean-Louis Trintignant.
Trintignant, da una settimana ottantenne, è da anni che non torna sul grande schermo a causa dei problemi di salute che non gli hanno permesso di svolgere il suo lavoro. Torna con un film in cui le tematiche quasi si intrecciano in modo inquieto ai suoi ultimi anni di vita: da lui e da Haneke ci possiamo aspettare di tutto. Le riprese sono previste per l’inizio del 2011.
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Dopo i Golden Globes, ed aspettando gli Oscar, è toccato ai Bafta, ovvero gli Orange British Academy Film Awards, annunciare le candidature per l’edizione del 2010. A guardare tutti dall’alto, anche in questo caso, James Cameron con il suo Avatar, candidato a 8 Bafta, insieme a The Hurt Locker e An Education. A seguire l’ottimo District 9, con ben 7 nomination, davanti a Bastardi Senza Gloria e Tra le Nuvole, appagliati a quota 6.
Sorprendente la candidatura di Neill Blomkamp come Miglior Regista, insieme a Lone Scherfig, James Cameron, Kathryn Bigelow e Quentin Tarantino, con Andy Serkis pronto a contendere il Bafta di Migliore Attore, grazie a Sex & Drugs & Rock & Roll, a George Clooney, Colin Firth e Jeff Bidges. Esclusa, a sorpresa, Sandra Bullock, mentre risulta incredibile il risalto dato al mediocre Coco Before Chanel, che si porta a casa ben 4 nomination. Ovviamente, anche in questo caso, escluso Baaria tra i Migliori film non in lingua inglese. Ma cliccate su continua per vedere tutte le candidature, senza dimenticarci di dirci cosa ne pensate…
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Il nastro bianco (Das Weiße Band) Regia di Michael Haneke. Con Christian Friedel, Leonie Benesch, Ulrich Tukur, Ursina Lardi, Burghart Klaußner, Steffi Kühnert, Josef Bierbichler, Rainer Bock, Susanne Lothar, Branko Samarovski, Detlev Buck, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Jadea Mercedes Diaz, Sebastian Hülk, Michael Schenk, Leonard Proxauf, Theo Trebs, Fion Mutert, Michael Kranz, Maria-Victoria Dragus, Levin Henning, Johanna Busse, Yuma Amecke.
1913. Un paesino di campagna del nord della Germania viene turbato da alcuni strani eventi. In un primo momento sembra si tratti di incidenti fortuiti, presto appare evidente che qualcuno è responsabile di ciò che sta accadendo. Un cavo teso tra due alberi provoca il disarcionamento del medico, un fienile prende improvvisamente fuoco, due ragazzini vengono rapiti e torturati. Nella piccola comunità cominciano a sorgere i primi sospetti, sono in tanti a essere convinti di avere motivi fondati per credere di sapere chi sia il responsabile, ma questo non viene alla luce cominciano a per far inciampare il cavallo del medico, un fienile viene incendiato, due bambini rapiti e torturati. Il maestro del villaggio ha una sua teoria ma il resto degli abitanti del villaggio non sono disposti nemmeno a prenderla in considerazione. Una terribile verità si cela sotto il silenzio di una comunità complice dei delitti.
Haneke, dopo aver tentato la via americana con il remake di Funny Games, torna nel vecchio continente per girare un film profondamente europeo. Il ritorno sui suoi passi, corrisponde per Haneke al racconto di alcuni piccoli episodi ambientati in un villaggio contadino che possono essere letti come una durissima metafora di quello che sarebbe successo nei decenni successivi in Germania. Una volta ancora le immagini del film sono una lucida e spietata analisi di un microcosmo e delle relazioni umane che vengono intessute nel suo interno.
Continua a leggere: Il nastro bianco - La recensione in anteprima
Il bianco, come voi tutti sapete, è il colore dell’innocenza. Si conclude così il trailer italiano de Il nastro bianco, l’ultima fatica di Michael Haneke, presentato in concorso a Cannes, dove ha trionfato portandosi a casa l’ambita Palma d’Oro. Scelta che ha fatto storcere il naso a molti, vista la presenza della Huppert come Presidente di Giuria: ma al di là di tutto, l’attesa è grande, dato il nome del regista.
Siamo nel 1913, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, in un villaggio protestante della Germania del Nord. Haneke ci racconta dei bambini e degli adolescenti di un coro diretto dal maestro del villaggio, e delle loro famiglie: il barone, l’intendente, il pastore, il medico, la levatrice, i contadini. Si verificano strani avvenimenti che prendono un poco alla volta l’aspetto di un rituale punitivo. Cosa si nasconde dietro tutto ciò?
Inquietante e glaciale, questo è per ora Il nastro bianco: dal 30 ottobre finalmente potremo giudicare anche noi l’ultimo lavoro di uno dei registi più interessanti, studiati e discussi del panorama cinematografico contemporaneo. In attesa, dopo il salto trovate il trailer italiano.
Continua a leggere: Il nastro bianco: trailer italiano del film di Michael Haneke

Siamo nel 1913, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, in un villaggio protestante della Germania del Nord. Il nastro bianco, la nuova fatica di Michael Haneke, ci narra la storia dei bambini e degli adolescenti di un coro diretto dal maestro del villaggio, e delle loro famiglie: il barone, l’intendente, il pastore, il medico, la levatrice, i contadini. Si verificano strani avvenimenti che prendono un poco alla volta l’aspetto di un rituale punitivo. Cosa si nasconde dietro tutto ciò?
Premiato con la Palma d’Oro all’ultimo Festival di Cannes, Il nastro bianco (in originale Das Weisse Band) è l’atteso ritorno al cinema del maestro Haneke dopo il discusso auto-remake di Funny Games. Il nastro bianco si presenta, con un glaciale e stupendo bianco e nero, come un film “alla Bergman”, ma che sembra richiamare comunque tutto il cinema intellettuale e glaciale (in senso positivo) di Haneke.
Valuteremo il film a partire dal 30 ottobre, data in cui la Lucky Red distribuirà la pellicola nelle nostre sale. Nell’attesa, godiamoci il trailer originale - lo trovate dopo il salto - e una gallery d’immagini.
Il nastro bianco - di Michael Haneke: gallery d’immagini del film Palma d’Oro a Cannes




Direttamente dal tappeto rosso della Croisette, arriva anche quest’anno nelle sale milanesi una qualificata selezione dei film presentati all’ultimo Festival Internazionale di Cannes e soprattutto alla Quinzaine des Réalisateurs. Da ieri, 10 giugno, fino a martedì 16, Cannes e dintorni proporrà circa 30 film per un’abbuffata di cinema di qualità. L’iniziativa è promossa dal Settore cultura della Provincia di Milano e dall’Agis lombarda.
Giunta con successo alla propria 14esima edizione, la rassenga parte in quarta con l’auspicio di trasformare Cannes e dintorni in un festival del cinema d’essai, che sia d’aiuto ai numerosi film d’autore che faticano a trovare una normale distribuzione, specie da quando le sale del centro sono state costrette a chiudere, sostituite da le immense multisale della periferia e della provincia.
Si comincia con la proiezione della Palma d’Oro, Il nastro bianco di Michael Haneke e si prosegue con il bellissimo Un prophète di Jacques Audiard e Les Herbes folles di Alain Resnais. Chiude la rassegna, martedì 16 giugno, il molto applaudito film di Ken Loach, Looking for Eric. Un’ottima occasione, per i cinefili, di vedere molti titoli in anteprima. L’abbonamento per la visione di tutti i film costa 30 euro. Singoli biglietti 7 euro intero, 5 euro ridotto. Cliccate qui per scaricare il programma completo e qui per leggere le sinossi di ciascuna pellicola.