Sotto gli occhi del Prete, la sua chiesa viene semi-distrutta. Una notte arrivano delle persone. Sono decine e decine, una moltitudine: clandestini in fuga che si rifugiano all’interno della chiesa e cominciano a rifugiarsi. Ma restano clandestini, e prima o poi chi deve far rispettare la legge li troverà: ci sarà qualcuno disposto ad aiutarli?
80 compiuti da poco, il 24 luglio, tanti quanti circa i suoi lavori, tra lungometraggi, corti, documentari, lavori per la tv. Una Palma d’Oro per il capolavoro L’albero degli zoccoli, “qualche” David di Donatello, un Pardo d’Onore, un Leone d’Argento per Lunga vita alla signora! e un Leone d’Oro per La leggenda del santo bevitore. Si sente vecchio per il concorso, Ermanno Olmi, e quindi ha rinunciato a concorrere, lasciando lo spazio ai più giovani: il premio maggiore al Lido lo ha già vinto. E tre anni fa Müller gli ha consegnato anche il Leone d’Oro alla carriera.
Nel 2007 con Centochiodi, discussa parabola umanista in cui un professore di storia delle religioni abbandona tutto per rifugiarsi sulle rive del Po, Olmi annunciava di volersi ritirare definitivamente dalla fiction per dedicarsi soltanto al documentario. Quindi, perché Il villaggio di cartone? Molto più “scontato” di quel che si può credere: per due mesi il regista si è trovato immobilizzato a letto per colpa di una caduta, e per non “andar fuori di testa” ha pensato ad un film, cosa naturale per un autore. Chi cercava chissà quali risposte intellettuali e complesse si è ritrovato davanti Olmi e la sua disarmante semplicità.
E’ nella sezione Fuori Concorso il film drammatico Il Villaggio di Cartone di Ermanno Olmi con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Massimo De Francovich, Alessandro Haber, John Geroson, El Hadji Ibrahima Faye, Samuels Leon Delroy, Irma Pino Viney, Fatima Alì. Vi copio la trama ufficiale:
Come un mucchio di stracci buttato là, sui gradini dell’altare. È il vecchio Prete, per tanti anni parroco in quella chiesa che ora non serve più e viene dismessa. Gli operai staccano dalle pareti i quadri dei santi e gli oggetti sacri più preziosi. Un lungo braccio meccanico stacca il grande Crocefisso a grandezza d’uomo appeso alla cuspide per calarlo a terra come uno sconfitto. È inutile opporsi: nulla potrà fermare il corso degli eventi che l’incalzare delle nuove realtà impone alla storia. Tuttavia, di fronte allo scempio della sua chiesa, il Prete avverte l’insorgere di una percezione nuova che lo sostiene. Gli pare che solo ora quei muri messi a nudo rivelino una sacralità che prima non appariva. Da questo momento di sconforto avrà inizio una resurrezione in spirito nuovo della missione sacerdotale. Non più la chiesa delle cerimonie liturgiche, degli altari dorati, bensì la Casa di Dio dove trovano rifugio e conforto i miseri e i derelitti. Saranno costoro i veri ornamenti del Tempio di Dio. E pure la vita del vecchio Prete troverà nuove vie della carità, della fratellanza e persino del coraggio di compiere quegli atti d’amore che chiedono anche il sacrificio estremo, quale alto significato della consacrazione sacerdotale. Ha inizio un tempo in cui il mondo ha bisogno di uomini nuovi e giusti per smascherare l’ambiguità delle parole con l’oggettività degli atti.
Il Villaggio di Cartone sarà nelle sale italiane dal 7 ottobre 2011. Qui sopra il trailer, nella galleria trovate foto e locandina.
Il villaggio di cartone - foto e trailer del nuovo film di Ermanno Olmi




A Cannes ormai iniziato, e mentre si litiga ancora tra Lido e Roma, Venezia ha iniziato a fare il suo lavoro anche nel campo della selezione dei film italiani. Come avevamo previsto, la 68. Mostra del cinema di Venezia vorrebbe avere in programma l’ultima fatica di Ermanno Olmi, ovvero Il villaggio di cartone. Lo ha annunciato il regista stesso all’Accademia dei Lincei di Roma. Queste le sue parole:
A Venezia vorrebbero il mio nuovo film, Il villaggio di cartone, ma deciderò solo quando lo vedrò finito. Comunque se andasse al Festival non sarà in concorso, alla mia età cosa volete che mi metta a correre.
La possibilità però di un eventuale fuori concorso pare nasca anche da altre convinzioni di Olmi, riguardanti il panorama generale odierno dei festival cinematografici. Secondo l’autore de L’albero degli zoccoli bisogna rivedere la loro formula, perché sono troppo spesso sovrastati dal concorso, che resta poi elitario. Al di là di ciò, Il villaggio di cartone (con Michael Lonsdale, Rutger Hauer, Massimo De Francovich e Alessandro Haber), che racconta le ondate migratorie degli ultimi decenni, si avvicina sempre di più al Lido.
Uomini di Dio (Des hommes et des dieux) Regia di Xavier Beauvois. Con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach, Jacques Herlin, Loïc Pichon, Xavier Maly, Jean-Marie Frin, Sabrina Ouazani, Adel Bencherif, Abdelhafid Metalsi, Abdellah Moundy, Farid Larbi, Benhaïssa Ahouari, Idriss Karimi, Abdellah Chakiri, Farid Bouslam, Maria Bouslam, Soukaïna Bouslam
Sulle montagne dell’Atlante, tra Marocco e Algeria, un piccolo convento ospita un pugno di monaci benedettini che seguendo scrupolosamente la regola dell’Ora et Labora, cercano di portare aiuto alla povera gente che vive nei dintorni. Siamo a metà degli anni 90 e l’Algeria è funestata dalla violenza di gruppi terroristi che si rifanno alla Jamal Islamia. Nonostante le differenze culturali e religiose, i monaci sono rispettati anche grazie al servizio di assistenza medica che prestano alla popolazione locale, senza insistere sull’indottrinamento e sulla fede, vissuta dai monaci in modo profondo e personale.
La minaccia del terrorismo però diventa sempre più vicina, anche al piccolo monastero e ai suoi religiosi. La difesa dell’esercito viene rifiutata da padre Christian, l’abate eletto dalla comunità, scelta presa all’unanimità dai confratelli. Una notte alcuni terroristi fanno irruzione nel convento pretendendo soccorso per due feriti. Da quel momento i monaci realizzano che la missione potrebbe costare loro la vita.
Continua a leggere: Uomini di Dio: la recensione in anteprima
Visto da 2 milioni di francesi in patria, Uomini di Dio, Gran Premio della Giuria all’ultimo Festival di Cannes e candidato ufficiale del Cinema francese per gli Oscar 2011, arriverà in Italia grazie alla Lucky Red il prossimo 22 ottobre. Oggi, a meno di una settimana dall’approdo in sala, ecco arrivare il convincente trailer italiano, da vedere e commentare insieme a noi.
Diretto da Xavier Beauvois, e con Lambert Wilson, Michael Lonsdale, Olivier Rabourdin, Philippe Laudenbach e Jacques Herlin protagonisti, il film è liberamente ispirato alla tragedia di Tibhirine (1996), in cui sette monaci francesi di un monastero algerino furono rapiti da un gruppo del GIA (Gruppo Islamico Armato) e assassinati. Uomini di Dio esamina gli ultimi mesi vissuti da una piccola comunità di monaci cristiani in “terra musulmana”, testimonindo il reale impegno dei monaci e la forza del messaggio di pace che desideravano attestare restando in mezzo ai loro fratelli musulmani: la possibilità di trovare un comune terreno di fraternità e spiritualità tra cristianità e islam.
Agora (id. - drammatico, storico - Spagna 2009) Regia di Alejandro Amenábar, con Rachel Weisz, Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans, Homayoun Ershadi, Richard Durden, Sami Samir, Manuel Cauchi, Oshri Cohen, Harry Borg, Charles Thake
4° secolo D.C. Alessandria d’Egitto all’epoca dell’Impero Romano. Convivono nella capitale (o, più spesso, combattono fra loro) i seguaci di tre religioni: il culto di Serapide, divinità greco-egizia introdotta nella terra dei Faraoni in epoca Tolemaica; ebraismo e cristianesimo. Le violente sollevazioni religiose dilagano per le strade di Alessandria e si diffondono fin dentro la famosa biblioteca della città. Intrappolata dentro le sue mura, la filosofa-matematica-astronoma Ipazia, ultima erede della cultura antica e forse, in quanto donna, massima espressione di una lunga evoluzione civile e di una libertà di pensiero che non si rivedrà più fino all’epoca moderna, viene travolta dalla crisi e cerca con i suoi discepoli di salvare il sapere del mondo antico. Tra di loro, due uomini sperano di conquistare il cuore di Ipazia: l’arguto e benestante Oreste, futuro Prefetto del’Impero; e Davus, giovane schiavo lacerato tra il suo amore segreto per Ipazia e la libertà che gli viene promessa dalla frangia fanatica dei ’soldati di Cristo’, i monaci parabalani.
Presentato al Festival di Cannes nel maggio dello scorso anno, approda finalmente nei cinema italiani il tanto discusso nuovo film di Alejandro Amenábar. Ha sollevato polemiche, negli scorsi mesi, la presunta censura da parte del Vaticano che secondo alcuni avrebbe voluto impedire la distribuzione della pellicola nel nostro Paese. Si levano grida di sdegno - alla luce degli ultimi fatti di cronaca che vedono alti prelati cattolici coinvolti in abusi su minori e casi di pedofilia - che accusano Agora di essere ‘il classico film anti-cattolico e di cavalcare l’onda dell’anticristianesimo che va tanto di moda’ (?). E mentre tutti discutono (il mio consiglio, come sempre, è di vedere il film prima di giudicarlo solo sulla base di un trailer, di una buona critica o, viceversa, di una stroncatura) dove sta la verità? Il film rappresenta davvero un attacco alla cristianità?

Il regista Alejandro Amenabar incontra il pubblico oggi 20 aprile alle ore 18 alla Sala delle Colonne della Banca Popolare di Milano (Via San Paolo 12) per chiacchierare del suo film Agora. Con lui Umberto Eco, il teologo Vito Mancuso, la studiosa di diritto romano Eva Cantarella, la medievalista Mariateresa Fumagalli Beonio Brocchieri e il direttore della rivista Reset, Giancarlo Bosetti. Ingresso libero.
Agora uscirà nelle sale italiane il 23 aprile, qui trovate il trailer italiano. Qui invece trovate alcune nostre riflessioni con diversi vostri commenti. Nella foto Rachel Weisz e Alejandro Amenábar sul set del film. Recensione in anteprima qui.
Dopo non aver fatto faville a Cannes lo scorso anno, aver vinto 7 Goya e deluso al botteghino (costato la bellezza di 73 milioni di dollari, ne ha incassati 30 in Spagna, per poi raccogliere le briciole all’estero. Negli Usa, ad esempio, ancora non è uscto) l’atteso Agora di Alejandro Amenábar ha trovato finalmente un distributore ed un’uscita ufficiale per il mercato italiano. A portarlo nei nostri cinema, il prossimo 30 aprile, sarà infatti la Mikako, che ci regala quest’oggi il teaser trailer in italiano.
Ambientato ad Alessandria d’Egitto nel quarto secolo d.c., ripercorre la storia di Hypatia di Alessandria, leggendaria astronoma e filosofa inventrice del planisfero e dell’astrolabio, che cerca il segreto per poter conservare tutti i saperi della sua civiltà. La sua vita è strettamente legata a quella dello schiavo Davus, da sempre innamorato di lei che ora, però, è costretto a scegliere se restarle vicino, oppure conquistare la libertà, convertendosi al cristianesimo.
A dare vita alla storia di Hypatia (il nome greco si pronuncia Ipàzia), barbaramente uccisa nel marzo del 415, c’è il premio Oscar Rachel Weisz, accompagnata da Max Minghella, Oscar Isaac, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale, Rupert Evans e Homayoun Ershadi.
Agora, epopea storica diretta da Alejandro Amenábar (seconda pellicola realizzata in lingua inglese dall’apprezzato regista spagnolo) è pronta a debuttare fra pochi giorni nella sezione Fuori Concorso del Festival di Cannes.
Rachel Weisz veste i panni di Hypatia di Alessandria, leggendaria astrologa e filosofa; mentre Max Minghella indossa quelli del suo schiavo Davus, che si troverà a dover scegliere tra la fedeltà alla sua padrona e la possibilità di affrancarsi convertendosi alla nuova religione. Completano il cast Homayoun Ershadi, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale e Rupert Evans.
Agora uscirà nei cinema spagnoli il 2 settembre e negli Stati Uniti il 18 dicembre. Dopo il salto vi attende la suggestiva locandina del film (qui il teaser trailer). Vi piace?

Girato la scorsa primavera sull’isola di Malta, dove l’Egitto del quarto secolo dopo Cristo è stato ricreato con scenografie molto impegnative, Agora, il nuovo film scritto e diretto da Alejandro Amenábar, debutterà sugli schermi spagnoli il prossimo settembre. Oggi possiamo dare un primo sguardo a qualche immagine, grazie ad un teaser trailer affiorato in rete nella giornata di ieri.
Rachel Weisz veste i panni di Hypatia di Alessandria, leggendaria astrologa e filosofa; mentre Max Minghella indossa quelli del suo schiavo Davus, che si troverà a dover scegliere tra la fedeltà alla sua padrona e la possibilità di affrancarsi convertendosi alla nuova religione. Completano il cast Homayoun Ershadi, Ashraf Barhom, Michael Lonsdale e Rupert Evans.
Possiamo sperare in un’anteprima veneziana? In passato la Mostra ha portato fortuna tanto a The Others quanto a Mare dentro. Non c’è il due, senza il tre. Cliccate su continua per vedere il trailer e diteci: cosa ve ne pare?