
Ryan Thomas Gosling nasce in Canada nel 1980 e comincia a farsi conoscere nel mondo dello spettacolo partecipando alla serie televisiva americana ‘Young Hercules’. Ad Hollywood arriva nel 2000 quando recita nel film Il sapore della vittoria di Boaz Yachin.
Ma è il secondo film, The Believer, a farlo conoscere al pubblico ed alla critica; qui interpreta la difficile parte di un ebreo nazista ed il suo look è difficile da dimenticare. Con questa interpretazione vinse come migliore attore al Sundance Film Festival.
Nel 2002 recita in Formula per un delitto a fianco di Sandra Bullock e Michael Pitt, nella parte di un ragazzino omicida. Del 2006 è Half Nelson con cui viene candidato all’Oscar come attore protagonista. Ora stanno per uscire il film drammatico Il Caso Thomas Crawford (Fracture) dove reciterà niente meno che a fianco di Sir Anthony Hopkins e la pellicola surreale Lars and the Real Girl dove si innamora di una bambola gonfiabile. Ah, e sta girando Amabili Resti diretto da Peter Jackson.
La rivista GQ gli dedica la copertina ed un servizio fotografico che vi riportiamo nella gallery che segue… (la foto che ho scelto per il post, là in alto, ricorda tantissimo il dipinto Night Hawks di Edward Hopper… non trovate?)
Metto subito le mani avanti perchè so di star facendo una cosa ai limiti della follia. Credo di essere l’unico in redazione che ha apprezzato il penultimo film di Gus Van Sant, un regista molto discusso anche fra noi del CineBlog. Non ho mai nascosto la mia predilizione per questo regista, e in qualche modo ho tentato di spiegare perchè Last Days, un film difficilissimo per quanto riguarda proprio la sua visione, è un film valido. La sua messa in onda su RaiTre -ovviamente grazie a Fuori Orario- mi dà la possibilità di poterne parlare ancora.
Partiamo da una piccola considerazione: Van Sant è un regista che, se coi suoi film indipendenti non ti prende subito, o lo accantoni in un angolino o tenti di studiarlo. Van Sant è uno dei pochi indipendenti americani, “venduto” ad Hollywood qualche volta con risultati discutibili, che riesce ancora a mantenere vivo uno stile e un discorso personalissimi. Inutile ritornare allo splendido esordio di Mala noche o al capolavoro Drugstore Cowboy, basta restare in tempi recenti. La trilogia del silenzio o del pedinamento, come viene chiamata nei giornali e nei siti specializzati, non è nata per intellettualismo spicciolo, e non viene a caso: con due grossi progetti alle spalle, che hanno permesso al regista di fare soldi, Van Sant è riuscito a ritornare a rischiare (basta ricordarsi il flop di Cowgirls) e a fare film suoi. Non è poco. S’inizia con Gerry, bellissimo ma inedito da noi, e si continua con la Palma d’Oro di Elephant, di cui è stato già detto tutto. Last Days è, in confronto a questi due “capitoli”, ancora più radicale e asciutto nello stile.
Attenzione comunque a una cosa: il film non è un biopic su Kurt Cobain. Ciò che interessa a Gus Van Sant è appunto quello di continuare il suo discorso, più che pessimista direi realista, sulla gioventù, sui “suoi” ragazzi e sulla disarmante solitudine che li avvolge, e Kurt era il personaggio migliore, per le vicende anche misteriose sulla sua morte, da cui estrapolare i fantasmi per proiettarli su Blake, interpretato molto bene da Michael Pitt.
Bisogna armarsi di pazienza, perchè i silenzi, i piani fissi o i movimenti lenti (ce n’è uno molto odiato, ed è il reverse-zoom che parte dalla finestra) e l’azione nulla possono portare a due diversi risultati: o il tedio assoluto o l’angoscia. Sembra un film bello che pronto a far irritare tutto e tutti, ma invece è lucidissimo e da comprendere.
Stanotte, 03.40, RaiTre
E si continua…
Continua a leggere: CineBlog consiglia: Last Days e The Addiction
Silk (Seta)
Regia: Francois Girard
Tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro Baricco.
Il film di Francois Girard, con Michael Pitt, Keira Knightley e Alfred Molina, sarà presentato nella sezione Premiere alla Festa del Cinema di Roma.
La proiezione ufficiale sarà il 21 ottobre alle 22e30 nella Sala Santa Cecilia, mentre il 22/23 e 24 ottobre saranno proiettate le repliche.
Già Carla aveva dedicato un post a questo attesissimo film.
Ma andiamo ad approfondire la trama, anche perché, a quanto sembra, ci sono delle differenze significative dal libro.

Torniamo subito, dopo la locandina postata dal dottore subito qui sotto, a parlare di Funny Games, il remake diretto dallo stesso Michael Haneke, che dieci anni fa girò lo splendido film originale. Un film terribile, cattivissimo, che si è guadagnato un piccolo spazio nella memoria dei cinefili. E’ forse soprattutto per questo che fa storcere il naso vedere lo stesso Haneke, che coi suoi film ha sempre provocato e fatto discutere con intelligenza, buttarsi in un progetto all’apparenza così inutile e banale. Ecco quindi che sono andato ad informarmi sul perchè il regista abbia voluto dirigere il rifacimento di un suo stesso film, anche perchè in redazione non ci si capacitava di una tale scelta (se non per soldi).
Ecco cosa dice il produttore Chris Coen:
“All’inizio, cercai Michael per chiedergli quale regista fosse adatto per dirigere il remake della pellicola, e lui mi rispose che l’avrebbe diretto lui stesso, a patto che prendessimo Naomi Watts per il ruolo principale. Non avrei mai pensato che avrebbe voluto rifarlo, sinceramente. Ma Michael ha detto che questo è, fra i suoi film, quello che non lascerebbe a nessun altro.”
Insomma: senza Naomi Watts Funny Games non avrebbe mai avuto un remake, evidentemente. O forse l’avrebbe avuto, ma senza il consenso di Haneke. Anche perchè, da quello che si dice, la Watts dà un’interpretazione eccellente, un mix di sofferenza e sensualità, diversa da quella di Susanne Lothar, Anna nell’originale.
Che forse, a questo punto, sia meglio così? Il trailer è molto bello, certo, ma chi ha visto l’originale sarà rimasto a bocca aperta: ambientazioni, situazioni e inquadrature sembrano proprio identici. Ma la produzione promette che il remake, in superficie uguale al primo, sarà anche ben differente: perchè saranno diversi l’atmosfera, le interpretazioni e il risultato finale.
Continua a leggere: Ecco perchè Haneke ha rifatto Funny Games

Prima locandina in arrivo per Funny Games, remake di Haneke di un suo stesso film!
Interpretato da Naomi Watts, Michael Pitt, Tim Roth, Brady Corbet, Boyd Gaines, Siobhan Fallon e Devon Gearhart, la pellicola, pronta per l’uscita in sala dal 17 aprile del 2008, sarà fedele all’originale, girato dallo stesso regista.
Il sottoscritto sinceramente trova assurdo, e più che altro sensa senso, che un regista rifaccia un suo stesso film, tra l’altro bellissimo, rimanendo anche fedele all’originale!
Probabilmente ad Haneke l’avranno convinto con qualcosa di verde, di carta, con un bel faccione disegnato sopra, magari in gran quantità.
Fatto sta che a più di un anno dall’uscita in sala arriva la primissima locandina, con un primo piano strettissimo della bella e brava Watts, in lacrime… cliccate su continua per vederla.
Avevamo già parlato del remake di Funny Games da parte di Michael “palma d’oro per la regia” Haneke in persona, che non contento di aver fatto uno strepitoso film nel ‘97 ha deciso di rifarlo lui stesso, e a quanto sembra in maniera fedele.
Se non avete mai visto Funny Games fate una corsa a recuperarlo, perchè se amate le cose forti e che fanno stare male non ne rimarrete certamente delusi.
In questo film tuttavia (il remake) risalta un cast che l’originale non si poteva certamente permettere, per il resto sembra davvero una copia fedele.
Naomi Watts, Tim Roth, Michael Pitt, Brady Corbet, Boyd Gaines, Siobhan Fallon, Devon Gearhart risultano essere i presenti.
Su continua il trailer.
Fonte: Coomingsoon

Vi ricordate del post? Silk (Seta) è la versione cinematografica del romanzo omonimo di Alessandro Baricco. Il film racconta una storia d’amore diretta da François Girard e sceneggiata da Michael Golding. Nel cast la bella Keira Knightley, Michael Pitt, Alfred Molina, Koji Yakusho, Mark Rendall e Sei Ashina.
Il film è ambientato in Francia, nel 1861, l’amore è tra Hervé Herve Joncour, un allevatore di bachi da seta, e una misteriosa donna (Keira). Lui, innamoratissimo, lascia la moglie Helen e inizia a viaggiare per il mondo all’eterna ricerca della donna amata…
Su continua trovate alcune foto.