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Tutti gli articoli con tag Michelangelo Antonioni

Quale film di Michelangelo Antonioni vi piace di più?

pubblicato da Carla Cigognini

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Oggi Cineblog regala un post-sondaggio su Michelangelo Antonioni, nato a Ferrara il 29 settembre del 1912 e morto a Roma il 30 luglio 2007. In occasione del suo compleanno Cineblog vi invita a votare il vostro film preferito.

Regista, sceneggiatore, montatore e scrittore italiano, Antonioni ha girato anche 3 film con la Metro-Goldwyn-Mayer negli Stati Uniti: Blow Up (1966), Zabriskie Point (1970) e Professione: reporter (1975). Dopo il terzo decide di tornare in Italia e farà il suo ritorno al cinema solo 5 anni dopo con Il mistero di Oberwald (1980). Nei film lo stile di Antonioni è severo e si concentra sull’analisi psicologica, usa i ricchi come critica sociale; le loro feste nascondono l’assenza di emozioni. Un altro tema spesso utilizzato dal regista è incomunicabilità e i poveri come personaggi senza meta. Ma ora lascio la parola a voi e al vostro mouse. Votate il suo film che vi piace di più.

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Fughe e approdi - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

fughe e approdiFughe e approdi Regia di Giovanna Taviani Con Francesco D’Ambra

Giovanna Taviani, figlia di Vittorio, era la bambina che, con madre e sorelle, veleggiava a bordo di una tartana dalla vela rossa attraverso il Mediterraneo con destinazione Malta, con la speranza di raggiungere il padre in fuga dalle persecuzioni dei Borboni. Il set era quello del film Kaos, firmato da padre e zio, meglio noti come i fratelli Taviani.

Alla guida della tartanta c’era un lupo di mare di nome Figliodoro, pescatore solidamente ancorato alla dura roccia delle sue Eolie, A distanza di oltre venticinque anni, Giovanna decide di solcare nuovamente quei mari sempre accompagnata da quell’uomo che ha fatto parte della sua infanzia, grazie al quale ha scoperto la bellezza dell’arcipelago delle Eolie nuotando nel mare più blu e scivolando sulle candide e soffici discese ricoperte di polvere di pomice. Il ritorno di Giovanna è seguito da una piccola troupe di documentaristi che attraverso questo viaggio cercano di raccontare nuovamente la realtà di un luogo ricco di storia, ma anche in ogni suo angolo trasuda anche storia del cinema e come uno scrigno racchiude tante storie, piccole ma significative, che chiedono solo di essere raccontate.

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Fughe e approdi, il trailer

pubblicato da carloprevosti

Fughe e approdi è Un documentario, o quasi, sul presente e il passato delle isole Eolie. Uno straordinario scenario ricco di fascino ma anche traboccante di storia e di echi cinematografici, qui furono girati capolavori come L’Avventura di Michelangelo Antonioni, Stromboli di Roberto Rossellini e anche Kaos dei fratelli Taviani.

Giovanna Taviani, figlia di entrambe i fratelli (almeno artisticamente, come dice lei stessa nel film), racconta le isole a bordo della piccola barca dalla vela rossa che fu protagonista proprio del film Kaos attraverso un periplo dell’arcipelago che da una cava di pietra pomice ci porta a scoprire i luoghi della memoria (sua e collettiva). Qui sopra potete vedere il trailer.

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I 10 film che hanno turbato Wes Craven

pubblicato da Carla Cigognini

I 10 film che hanno turbato Wes Craven

Anche Wes Craven vede i film e ha i brividi. Il regista, specializzato in film horror, ha rilasciato la sua lista delle 10 pellicole che lo hanno turbato di più. Eccole. Che ne pensate?

- Blow Up di Michelangelo Antonioni: Thomas (David Hemmings), un fotografo di moda, crede di aver scoperto un omicidio.
- La fontana della vergine di Ingmar Bergman: una storia di violenza e di vendetta.
- Psycho di Alfred Hitchcock: vi devo forse spiegare la trama di Psyco?
- Repulsion di Roman Polanski: il viaggio nella follia di Carol (Catherine Deneuve), malata di mente e sessuofoba.
- La bella e la bestia (1946) di Jean Cocteau: lui è una Bestia, lei è la Bella. Sarà amore?
- La guerra dei mondi (1953) di Byron Haskin: gli alieni invadono la Terra e non sono assolutamente pacifici.
- Frankenstein (1931) di James Whale: la Creatura (Boris Karloff) per eccellenza.
- Nosferatu (1922) di F.W. Murnau: quando i vampiri erano crudeli vampiri succhiasangue.
- Il giglio nero (1956) di Mervyn LeRoy: la piccola Rhoda è una spietata assassina…
- A Venezia… un dicembre rosso shocking (1973) di Nicolas Roeg: marito e moglie perdono una figlia, annegata. La donna cade in depressione finché incontra una signora dai poteri medianici.

I 10 film che hanno turbato Wes Craven
I 10 film che hanno turbato Wes CravenI 10 film che hanno turbato Wes CravenI 10 film che hanno turbato Wes CravenI 10 film che hanno turbato Wes CravenI 10 film che hanno turbato Wes Craven

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BAFF: dal 5 al 12 aprile a Busto Arsizio

pubblicato da Carla Cigognini

baff festival logo

Si apre all’insegna della migliore tradizione del cinema italiano la sesta edizione del BAFF in programma dal 5 al 12 aprile a Busto Arsizio. La cittadina ospiterà infatti il primo omaggio internazionale a Michelangelo Antonioni, che proprio al BAFF 2006 fece l’ultima uscita pubblica. Al grande Maestro saranno dedicate la cerimonia e la serata di apertura a Busto, le serate di domenica e mercoledì a Gallarate, oltre alla maratona di giovedì al Cinema Fratello Sole di Busto. Eccellenti i nomi che accompagneranno il ricordo del Maestro a partire da Maria Schneider.

Integreranno l’omaggio la proiezione di un video con interviste e testimonianze di grandi figure del mondo del cinema che hanno lavorato col Maestro e la presentazione del volume “Michelangelo Antonioni. Lo sguardo estatico”. Sia il video che il volume sono stati realizzati appositamente per il Festival: il primo a cura della BA Film Factory e dell’ACT (Accademia del Cinema e della Televisione), il secondo scritto da Vittorio Giacci ed edito dalla BA Film Factory con il Centro Sperimentale di Cinematografia.

Altri due omaggi avranno come protagonisti Carlo Lizzani con la proiezione della versione restaurata de L’oro di Roma e il premio Oscar Vittorio Storaro, che presenterà in anteprima il film Caravaggio, diretto da Angelo Longoni.

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I migliori piano-sequenza della storia del cinema

pubblicato da Fabio della Sala

Una delle tecniche di ripresa più affascinanti del cinema è il piano-sequenza. Per notazioni più precise su questo modo di costruire una scena rimando al post di Carla nella rubrica Cine-dizionario.

Sicuramente è interessante notare quanto un regista può produrre senso ed in modo molto originale senza aver bisogno di staccare la macchina da presa dall’oggetto di ripresa e costruendo un “montaggio” interno alla scena stessa. Gli effetti prodotti da questa tecnica di ripresa sono svariati. L’uso che se ne faceva in passato, ovvero quello di usarlo solamente per sequenze importanti e “solenni”, viene via via affiancato da un uso più giocoso e decostruttivo (il primissimo Godard) o addirittura fuorviante (Tarantino).

Gli unici effetti collaterali di questo modo di concepire una scena possono essere quelli di diventare un’esercizio di stile accademico e/o gratuito (ad es. alcuni movimenti di macchina di De Palma per intenderci) oppure di ricercare una fissità fin troppo esasperata e poco fotogenica (maestri in questo senso sono il lituano Sharunas Bartas o il portoghese Joao Cesar Monteiro). Nella pagina seguente un elenco sicuramente incompleto dei piano sequenza più belli e importanti… mi piacerebbe avere vostri suggerimenti per completare la lista!

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Si completa il programma di Venezia 64

pubblicato da Gabriele C.

Tre giorni fa altri due titoli si sono aggiungi al vasto programma del Festival di Venezia edizione 64.
Fuori concorso, nella sezione Maestri, potremo vedere anche il nuovo film del maestro israeliano Amos Gitai, a due anni da Free Zone. Si tratta di Disengagement (Disimpegno), una coproduzione europea tra Germania, Italia, Israele e Francia, e vede come protagonista Juliette Binoche, Coppa Volpi per Tre colori - Film blu. La storia, ambientata nel 2005, l’anno in cui Israele lasciò la striscia di Gaza, è quella di Ana, donna francese di origini israeliane che decide, dopo la morte del padre, di cercare in Israele la figlia abbandonata venti anni prima. Partirà assieme al fratellastro Uli, trovando una situazione ovviamente drammatica… Nel film ci sono altri attori di rilievo come Jeanne Moreau e Liron Levo.

Col secondo titolo si conferma l’idea di un’edizione della Mostra decisamente “musicale”. Nella categoria Orizzonti Doc, dove c’è già Berlin di Schnabel su Lou Reed, sarà presente Callas assoluta (versione estrema del titolo di zeffirelliana memoria?) di Philippe Kohly. Più che un vero documentario, una sorta di “storia” che presenterà allo spettatore le quattro fasi principali (a New York, Atene, Italia e Parigi) della vita della cantante lirica.

Si continua poi con un obbligatorio e necessario omaggio a Michelangelo Antonioni con la presentazione di tre cortometraggi del grande regista (N.U. - Nettezza urbana, Vertigine e Lo sguardo di Michelangelo); l’ultima opera di Alberto Grifi (Autoritratto Auschwitz/L’occhio è per così dire l’evoluzione biologica di una lagrima), scomparso il 22 aprile scorso, e la versione restaurata di Carlo Goldoni Venezian del ‘57 e diretto da Leonardo Autera e Alberto Caldana.

Su continua vi regaliamo, per l’occasione, N.U. di Antonioni, gioiellino del corto documentario.

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Michelangelo Antonioni, addio...

pubblicato da Carla Cigognini

Tempo di lutti questo fine luglio. Se ne è andato ieri sera verso le otto il grande regista Michelangelo Antonioni. Se ne è andato mentre era seduto in poltrona, serenamente.

Domani 1 agosto in Campidoglio si svolgerà la camera ardente. I funerali si dovrebbero svolgere il 2 agosto a Ferrara, suo paese natio.

Come ricordare Antonioni? Nasce a Ferrara il 29 settembre 1912, si laurea in economia e commercio a Bologna. Frequenta il Centro Sperimentale di Cinematografia e nel 1942 collabora alla sceneggiatura di Un pilota ritorna di Roberto Rossellini. Diventa aiuto regista di Marcel Carné e nel 1943 inizia il suo primo cortometraggio, Gente del Po.

Ricordiamo i suoi lungometraggi: Cronaca di un amore, restaurato poi nel 2004, La signora senza camelie; Le amiche, tratto da una raccolta di racconti di Cesare Pavese; Il grido, L’avventura, La notte, L’eclisse e Il deserto rosso. E ancora: Blow-up, Zabriskie point, Professione: reporter.

Nel 1985 viene colpito da un forte ictus cerebrale che lo paralizza del lato destro e lo lascia senza l’uso della parola; decide di dirigere ’solo’ qualche documentario e il videoclip di Gianna Nannini ‘Fotoromanza’.

Nel 1995 torna dietro la macchina da presa con l’aiuto di Wim Wenders e realizza Al di là delle nuvole mentre a 92 anni, instancabile, dirige Il filo pericoloso delle cose, inserito nel film Eros dove racconta l’erotismo insieme a Steven Soderbergh e Wong Kar-Wai.

Su continua un estratto da Blow-Up e i premi vinti da Antonioni, non che i premi siano importanti ma vogliamo ricordarli insieme a lui…

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Cult de sac, episode 3: A occhio nudo

pubblicato da Carla Cigognini

Continuiamo con la rassegna italiana di Donne Senza Gonne della rubrica Star Trash e Cult De Sac

Per certi versi, il cinema italiano ha anche cercato di riflettere su come venivano rappresentate le donne in quegli anni… Insomma l’uso del nudo di donna poteva essere fatto con altre finalità e con altre metodiche senza dover avere la scusa del buco della serratura o della doccia… E i film chiamati in causa allora sono quelli di fior di registi, come ad esempio Michelangelo Antonioni e Federico Fellini, che cercavano di analizzare meglio il rapporto tra la vita e la sua rappresentazione.

Blow up di Michelangelo Antonioni, 1966.
Antonioni ci parla di un fotografo che lavora principalmente in un atelier di moda… Ma la domanda che viene da porci per tutta la durata del film è: che cosa fotografa realmente? Un interrogativo che nasce spontaneo non solo nella sequenza della famosa partita a tennis senza pallina, ma anche quando il protagonista David Hemmings fotografa le varie modelle più o meno vestite nel proprio studio…

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Auguri Harrison Ford!

pubblicato da dr. apocalypse


Ragazzi toglietevi il cappello, fate un minuto di raccoglimento, chiudete gli occhi, riapriteli, deglutite, asciugatevi il sudore dalla fronte e scandite queste semplici parole… Auguri Harrison!

E’ si avete capito proprio bene, l’uomo dalle saghe storiche, uno degli attori più influenti dal punto di vista del boxoffice degli ultimi 25 anni, 13,8 miliardi miliardi di dollari incassati dalle “sue” 27 pellicole, colui che proprio in questi giorni sta tornando a impugnare frusta e pistola dopo un decennio di pausa, compie proprio oggi, 13 luglio, 65 anni… parlo ovviamente di Harrison Ford!

Nato a Chicago nel 1942, Ford diventa attore grazie alla sua arte come… carpentiere!
E’ talmente bravo che lo chiamano ad Hollywood per rifare qualche casa, tra queste gli capita sotto mano quella di George Lucas… Lucas è fulminato da Harrison, tanto da proporgli un provino per Star Wars, che sarà il trampolino di lancio della sua immensa e incalcolabile carriera.

Il provino va a meraviglia e gli procura una parte in American Graffiti, sempre di Lucas, qui lo vede Coppola, che gli propone La Conversazione, ma è proprio nel 1977, con Guerre Stellari, che Ford fa Jackpot!
Arrivano di fila tutta la trilogia di Star Wars, Blade Runner, Apocalypse Now, la triologia di Indiana Jones, Witness, Il Fuggitivo, Sotto il segno del Pericolo, Air Force One, Presunto Innocente, Giochi di Potere, Frantic, Le verità Nascoste, ovvero tutti film che sbancano i botteghini di mezzo mondo entrando, chi in un modo chi nell’altro, nell’immaginario collettivo.

Scoperto dal nostro mitico Antonioni, con Zabriskie Point, che portò Ford comunque a mollare la carriera d’attore per quella di carpentiere, Harrison cerca di tornare sulla cresta del successo, a 65 anni suonati, con l’attesissimo quarto capitolo di Indiana Jones, ormai prossimo.
Noi che lo amiamo non possiamo che aspettare con ansia di rivederlo con cappello in testa, faccia da schiaffi e frusta in mano, accompagnato dalla musichetta di John Williams… e nell’attesa gli facciamo i più sinceri auguri, a quello che è obiettivamente un vero mito del cinema contemporaneo, alla facciaccia dell’unica nominations all’Oscar ottenuta in carriera con Witness… ma d’altronde si sa, l’Academy è l’Academy.

Come regalo di compleanno vi regaliamo una gustosissima chicca… il video dell’audizione di Ford per Star Wars, che troverete cliccando su continua.
Auguri Harrison da tutto Cineblog

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