Il general manager della squadra di baseball degli Oakland Athletics, Billy Beane, è costretto a far fronte alla situazione critica in cui versa il team dopo che i giocatori migliori se ne sono andati attirati da contratti più vantaggiosi. Durante un incontro con i Cleveland Indians, conosce Peter Brand, un giovane laureato in economia a Yale che ha idee innovative su come valutare la qualità dei giocatori. Nonostante le opposizioni, le teorie di Peter, appoggiate da Billy, portano a risultati insperati rivoluzionando le vite di tutti…
Esordire alla regia con un film “importante” ed essere subito nominato agli Oscar. Era il 2005 quando Bennett Miller portava sul grande schermo il primo biopic su Truman Capote, bruciando sul tempo il successivo Infamous di Douglas McGrath, guadagnandosi 5 nomination e regalando il primo Oscar a Philip Seymour Hoffman. Con un pedigree del genere la carriera di Miller avrebbe dovuto essere subito lanciata, eppure il regista c’ha messo un bel po’ per tornare dietro la macchina da presa.
C’è da dire che a suo modo, almeno all’inizio, sembrava che salire al timone di Moneyball non fosse una scelta poi tanto “sicura” per il regista. Il progetto, infatti, risale almeno a sette anni fa ed è andato incontro a tanti cambiamenti. Scritto prima da Stan Chervin, poi da Steve Zaillian, e passato prima dalle mani di David Frankel e poi di Steven Soderbergh, il progetto è finito poi nelle mani di Miller con una sceneggiatura (ri)scritta da Aaron Sorkin, intanto premiatissimo ed acclamato per The Social Network.
Moneyball uscirà il 27 gennaio 2012 con il titolo L’Arte di Vincere. Il film (candidato agli Oscar?) è diretto da Bennett Miller e vede nel cast (e che cast!) Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt. Trama:
Il film racconta la storia del manager degli Oakland A, Billy Bean (Brad Pitt), che, dopo aver perso i suoi migliori giocatori, riuscì a costruire la sua squadra di baseball utilizzando un budget limitato e un’analisi statistica generata dal computer…
Non stupitevi dell’insolito titolo italiano: il film è tratto dal libro Moneyball, sottotitolato The Art of Winning an Unfair Game, scritto da Michael Lewis.
Tre anni ancora per vincere l’agognato Oscar. Brad Pitt ha deciso di stupire fan e critica, intervenendo alla trasmissione australiana 60 Minutes. In giro per il mondo per il lancio di Moneyball, film che potrebbe tranquillamente portarlo all’ambita nomination, Brad ha annunciato che si ritirerà dal set all’età di 50 anni. Ovvero tra 3 anni.
Possibile? Possibile, almeno secondo quanto annunciato da Pitt, pronto a rimanere all’interno del mondo del Cinema ma con indosso un’altra veste.
“Mi piace molto l’aspetto produttivo, gli sviluppi delle storie e mettere insieme questi pezzi”.
Queste le sue parole, per una notizia che mette ‘fretta’ tanto all’Academy quanto ai suoi ammiratori, chiamati a godersi questi ultimi 36 mesi di Pitt al cinema, con 4 film in arrivo: Moneyball - L’arte di vincere; Cogan’s Trade di Andrew Dominik; World War Z di Marc Forster; e infine Twelve Years a Slave di Steve McQueen. Poi sarà il buio, almeno in sala.

È stato finalmente presentato il programma del 29. Torino Film Festival, che inizierà il 25 novembre con L’arte di vincere (Moneyball) e si chiuderà il 3 dicembre. Durante la conferenza stampa, che si è tenuta questa mattina a Roma e che si replicherà questo pomeriggio proprio a Torino, è stato anche annunciato che la madrina sarà Laura Morante. Che dire sul programma? Che c’è solo da fare i salti di gioia. Al solito, iniziamo dal concorso ufficiale, che al solito vede 16 opere prime, seconde e massimo terze. C’è chi si lamentava della mancanza dell’Italia nella sezione competitiva, nonostante qualche eccezione (vedi La bocca del lupo, Henry): quest’anno ce ne sono due. Si tratta de I Più Grandi di Tutti, opera seconda di Carlo Virzì con Claudia Pandolfi, e Ulidi Piccola Mia, esordio nel lungometraggio di Mateo Zoni.
Dalla Francia arriva 17 filles di Delphine Coulin e Muriel Coulin, visto e applaudito a Cannes. Dagli States arrivano l’acclamato 50/50, opera terza del bravo Jonathan Levine con Joseph Gordon-Levitt e Seth Rogen, il piccolo A little closer di Matthew Petock, e Mosse vincenti (Win Win), opera terza di Thomas McCarthy dopo gli acclamati The Station Agent e L’ospite inatteso. Dall’Inghilterra arrivano la sorpresa Attack the Block di Joe Cornish, e il thriller Ghosted di Craig Viveiros. Versante orientale: ci sono l’horror A Confession di Park Su-min (Corea del sud), e l’adrenalinico The Raid di Gareth Evans (Indonesia). E ancora Islanda, Iran, Russia, Emirati Arabi, Canada, Germania, per un concorso a prima vista sorprendente.
E vediamo cosa ci offrirà Festa Mobile, il fuori concorso del TFF che aveva già messo in saccoccia alcuni attesi titoli come The Descendants, Terri e Albert Nobbs. Qui c’è davvero di tutto. Oltre alla proiezione, non in certo anteprima - esce il 25 in sala - ma “doverosa” visto il Gran Premio Torino al suo regista, di Miracolo a Le Havre di Aki Kaurismäki, troviamo tanto cinema indipendente americano (tra gli altri, The Catechism Cataclysm, Condition, The Dynamiter, A Good Old Fashioned Orgy, Jess + Moss) e grandi anteprime. Tra queste anche Intruders di Juan Carlos Fresnadillo con Clive Owen e Midnight in Paris di Woody Allen. Tanto cinema d’autore, fra cui segnaliamo Les bien-aimes di Christophe Honoré, il candidato agli Oscar francese La guerre est déclarée di Valérie Donzelli, Pater di Alain Cavalier, Sangue do Meu Sangue di João Canijo, premio FIPRESCI a San Sebastián, e il film d’animazione di Eric Khoo Tatsumi.
L’Italia è anche fuori concorso con Sette opere di misericordia di Gianluca De Serio e Massimiliano De Serio, applaudito a Locarno, L’era legale di Enrico Caria, Il giorno in più di Massimo Venier con Fabio Volo. E, gioiamo!, non manca l’horror grazie a Mientras duermes di Jaume Balagueró, Bereavement di Stevan Mena (sequel di Malevolence), Dernière séance di Laurent Achard, e il folle The Oregonian di Calvin Lee Reeder. Tra i documentari, da non perdere George Harrison: Living in the Material World di Martin Scorsese, The Ballad of Genesis and Lady Jaye di Marie Losier (Teddy Award a Berlino), Into the Abyss di Werner Herzog. In Onde segnaliamo Hanezu No Tsuki di Naomi Kawase, e i nuovi Jonas Mekas e James Benning. Nella retrospettiva su Sion Sono ci sarà infine anche Guilty of Romance, il film che il regista ha girato quest’anno prima di Himizu e visto a Cannes.
Qui il programma completo. Come sempre noi saremo al TFF per seguirlo. Stay tuned.

Una news inaspettata, a pochi giorni dall’inizio del Festival di Roma, ma oggi il Torino Film Festival 2011 ha deciso di lanciare una grande carta: quella del film d’apertura. Che sarà uno dei film più attesi dei prossimi mesi, per molti uno di quelli che faranno la differenza ai premi che contano. Presentato a Toronto ed acclamato dalla critica, Moneyball (tradotto da noi come L’arte di vincere) è diretto da Bennett Miller (Truman Capote - A sangue freddo), scritto da Steven Zaillian e soprattutto Aaron Sorkin, ed interpretato da Brad Pitt, Jonah Hill, Robin Wright e Philip Seymour Hoffman.
Tratto da una storia vera, raccontata nel bestseller Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game di Michael Lewis, L’arte di vincere narra le vicende di Billy Beane, general manager dell’Oakland A che riuscì a mettere insieme una squadra di baseball con un budget bassissimo. Questo grazie all’impiego di un sofisticato software in grado di analizzare le caratteristiche dei giocatori… Il film uscirà in Italia a gennaio 2012, dopo che la Warner aveva annunciato una distribuzione italiana entro l’anno.
Il Torino Film Festival 29 partirà il 25 novembre con l’anteprima de L’arte di vincere al Teatro Regio, per poi concludersi il 3 dicembre (il film di chiusura dev’essere ancora annunciato). Ieri vi abbiamo già anticipato qualche titolo del programma. Scopriremo tutto comunque il 10 novembre. Le premesse, tuttavia, non possono essere che positive.

Primato doveva essere e primato è stato. Real Steel ha conquistato il box office Usa. Il film della Disney è infatti balzato immediatamente in vetta alla chart, incassando 27 milioni di dollari in 72 ore, ovvero come indovinato dal 22% di voi al FantaBoxOffice. Costata 110 milioni, la pellicola dovrà macinare e non poco con i mercati esteri, provando ad abbattere il muro dei 250 milioni, in modo da poter pianificare anche un ipotetico sequel. Altra new entry e secondo posto per Le idi di Marzo di George Clooney. Costato ’solo’ 15 milioni di dollari, il thriller della Sony / Columbia ne ha raccolti poco meno di 11 in questi primi 3 giorni di programmazione. E’ il secondo miglior esordio al botteghino per il Clooney regista, dopo i quasi 13 milioni di dollari incassati tre anni fa da Leatherheads. Ma in quel caso il film ne costò 58, tanto da tramutarsi in una cocente delusione a fine corsa. Scivola così in terza posizione (-34.2%) dopo l’inattesa vetta di 7 giorni fa, Dolphin Tale, arrivato ad un passo dai 50 milioni, con Moneyball della Sony quarto e più che soddisfatto dei suoi 49 milioni di dollari raccolti fino ad oggi. Ne è costati 50.
Quinta piazza per 50/50, commedia R-Rated della Summit Entertainment, arrivato ai 17 milioni di dollari, dopo esserne costati solo 8, seguito da Courageous, calato di un pesante 50% e arrivato ai 16 milioni di dollari, dopo esserne costati appena 2. Chi sembra arrivato a fine corsa è Il Re Leone 3D, autentico caso di quest’ultimo mese, clamorosamente arrivato agli 86 milioni di dollari, che diventano 414,503,776 da quando 17 anni fa è usci’ al cinema. A quota 415 milioni c’è Toy Story 3. Si conferma invece un’inattesa delusione Dream House. L’horror della Universal, costato ben 50 milioni, è infatti arrivato ai 15, con l’addio alla Top10 sempre più prossimo e una brusca leggenda metropolitana che pian piano si sta tramutando sempre più in pericolosa verità. Daniel Craig, tolti i panni di James Bond, equivale troppo spesso a ‘flop’. Negli ultimi anni e’ già successo con il recente Cowboys & Aliens, La Bussola d’Oro e The Invasion.
Altra commedia R-Rated e altro risultato insoddisfacente con What’s Your Number?, già nono e con solo 11 milioni di dollari in tasca, dopo esserne costati il doppio, mentre si appresta ad abbandonare la chart Abduction, e con ’solo’ 24 milioni di dollari. Ne è costati 35, ma grazie ai mercati esteri è quasi arrivato ai 50. 18 infine le copie a disposizione per The Human Centipede 2: Full Sequence, riuscito ad incassare 54,000 dollari in 72 ore, con una media per sala di 3000 dollari. Tanta baldoria per nulla, si potrebbe dire, per una saga horror che fa molto più rumore in rete che al botteghino (il primo capitolo si fermò a quota 181,467 dollari). Fine settimana interessante il prossimo, grazie all’arrivo di The Big Year, ritorno in sala del regista de Il Diavolo Veste Prada con protagonisti tre mattatori comici come Jack Black, Steve Martin e Owen Wilson, e due titoli tanto attesi quanto temuti: il remake di Footloose e soprattutto il prequel de La Cosa. Chi riuscirà a spodestare i robottoni picchiatori di Shawn Levy dal trono del botteghino?

Un altro fine settimana a sorpresa. Perché nessuna delle 4 new entry del weekend è riuscito a balzare in testa al botteghino statunitense, tanto da lasciare lo scettro a Dolphin Tale, uscito 10 giorni fa. Al film della Warner sono invece bastati ’solo’ 14 milioni di dollari per far suo il primato, arrivando così ad un totale di 37 milioni di dollari. Ne è costati 37, dovrebbe abbattere il muro dei 50. Un discreto risultato, grazie anche al sovrapprezzo della terza dimensione. Chi resiste in seconda posizione, perdendo pochissimo, è invece Moneyball. Poco meno di 13 i milioni di dollari incassati dal titolo della Sony, arrivato ad un passo dai 40 milioni. Ne è costati 50, e dovrebbe facilmente far cassa anche con i mercati esteri, grazie ad un Brad Pitt a quanto pare superlativo. Dopo due sorprendenti weekend passati in testa al boxoffice, Il Re Leone 3D scivola invece in 3° posizione. Considerato lo straordinario successo di pubblico in casa Disney hanno prolungato la permanenza in sala della pellicola, inizialmente prevista per solo 14 giorni, con altri 11 milioni di dollari raccolti nelle ultime 72 ore. Il totale aggiornato ha così toccato quota 80 milioni. Un’enormità, per un film ‘nato’ 17 anni fa e già campione d’incassi a suo tempo. Potenza del 3D? No, più che altro della nostalgia nei confronti di uno splendido classico animato, capace di abbattere il muro dei 408 milioni di dollari raccolti solo sul suolo americano, diventando così il 10° titolo di questa speciale classifica, dopo aver spodestato Spider-Man.
Sono così rimasti tutti fuori dal podio i 4 film ‘inediti’ del fine settimana, usciti quasi tutti con le ossa rotte dal riscontro con il pubblico. Quarta piazza per 50/50, commedia R-Rated della Summit Entertainment incapace di raggiungere i 9 milioni di dollari. Stupisce invece in positivo Courageous, sequel di quel Fireproof capace nel 2008 di incassare la bellezza di 33 milioni di dollari, dopo esserne costati appena 500,000. Scritto e diretto dal pastore battista Alex Kendrick, il film è riuscito ancora una volta a far leva sulle associazioni ultra-cattoliche d’America, incassando quasi 9 milioni di dollari (7,580 dollari la media per sala), dopo esserne costati poco meno di 2. Battuto l’esordio di Fireproof, grazie anche ad un maggior numero di sale a disposizione, per un titolo che punta con forza ai 30/35 milioni finali, confermando il ‘fenomeno cattolico’ cinematografico di Kendrick. In sesta posizione troviamo invece Dream House. Esordio ‘horror’ per il film della Morgan Creek/Universal, con poco più di 8 milioni di dollari raccolti in 72 ore (3,085 dollari la media per sala). Considerando il cast, ovvero il 6 volte candidato all’Oscar Jim Sheridan in cabina di regia e i due protagonisti Daniel Craig e Rachel Weisz, c’era da attendersi tutt’altro risultato.
Altra nuova entrata, altra commedia R-Rated e altro risultato deludente con What’s Your Number?. Costato 20 milioni di dollari, il film della Fox si è fermato a quota 5 milioni e mezzo, con la disastrosa media per sala di 1,865 dollari. Calo importante (-48.3%) e 19 milioni di dollari incassati fino ad oggi da. Abduction, dopo esserne costati 35, con Contagion arrivato ai 64 e Killer Elite ai 17, dopo essere crollato di un pesante -48.1%. Weekend meno affollato il prossimo, grazie alle uscite de Le idi di Marzo, di e con George Clooney, e soprattutto di Real Steel. Riusciranno i robottoni picchiatori di Jackman a rivitalizzare un botteghino apparso agonizzante in questi ultimi 3 giorni?

Dopo la sorpresa del weekend passato la conferma in questi ultimi 3 giorni. Il Re Leone 3D continua a dominare il box office americano, sorprendendo analisti e dirigenti Disney. Perché nessuno si sarebbe aspettato un boom simile, per un film tanto amato da riuscire nell’impresa di riportare al cinema migliaia di spettatori, 17 anni dopo l’uscita originale. Il cartoon ha infatti incassato altri 22 milioni di dollari, perdendo appena il 26% degli incassi, con tanto di sbalorditiva media per sala, pari a 9,498 dollari. Un risultato strepitoso, pari a 61 milioni di dollari raccolti in 10 giorni, che potrebbe portare la ‘riconversione’in 3D’ a sognare l’impensabile traguardo dei 100 milioni casalinghi (ad oggi, a box office aggiornato, siamo a quota 858,117,776 milioni worldwide). Esordisce invece in seconda posizione Moneyball. Accolto trionfalmente dalla critica americana, che in alcuni casi l’ha già definito il miglior titolo sullo sport mai realizzato, il film della Sony / Columbia ha incassato ben 20 milioni di dollari, dopo esserne costati 50, con un’ottima media per sala, pari a 6,883 dollari. Parte così con largo anticipo la corsa di un acclamato Brad Pitt verso gli Oscar, con un Leonardo DiCaprio da battere a suon di dollari e consensi, raccolti tanto in sala quanto sui giornali. E pensare che il film ha avuto una lavorazione travagliatissima, con Steven Soderbergh inizialmente coinvolto e solo a fine corsa sostituito da Bennett Miller, assente dal grande schermo dai trionfi in casa Academy di Capote.
Terza posizione per un’altra new entry, ovvero Dolphin Tale. Promosso a sorpresa dalla critica americana, il film per famiglie della Warner. ha incassato circa 20 milioni, dopo esserne costati 37, stracciando l’altra nuova entrata forte del fine settimana, ovvero Abduction. Massacrato dalla stampa di casa, con un misero 3% di recensioni positive su Rotten, e una media voto di 3.1, l’action thriller della Lionsgate non è riuscito ad andare oltre gli 11 milioni di dollari (3,592 dollari la media per sala). Costato 37 milioni, il film era l’atteso banco di prova per Taylor Lautner, chiamato a ripetersi dopo il boom di Twilight. Un banco evidentemente saltato, per una pellicola chiamata ora a far cassa con i mercati esteri. La presunta ’stella’ di Lautner, ovviamente, inizia ad incrinarsi.
Altra new entry e quinta posizione per Killer Elite. Cast ricchissimo e budget importante (70 milioni) per l’action della Open Road Films, fermatosi poco sotto i 10 milioni di dollari, con una media per sala di 3,182 dollari. Poco, pochissimo, considerando i nomi dei protagonisti, che vanno da Robert De Niro a Jason Statham e Clive Owen. Sono invece 57 i milioni di dollari incassati da Contagion, seguito dall’acclamato Drive, calato di un importante -49.1% e arrivato ai 21 milioni di dollari, dopo esserne costati 15. Se The Help arriva ai 154 milioni, Straw Dogs crolla del 59% sugli incassi, arrivando appena ai 9 milioni, con Ma Come fa a far Tutto? (-53.4%) flop confermato, essendo ad un passo dall’abbandonare la Top10, con appena 8 milioni di dollari in cassa, dopo esserne costati 24. Weekend variegato e combattuto il prossimo, grazie agli arrivi di 50/50, commedia R-Rated della Summit Entertainment con Joseph Gordon-Levitt protagonista, il dramma Courageous, il thriller della Universal Dream House, con Daniel Craig, Naomi Watts e Rachel Weisz protagonisti, e soprattutto What’s Your Number?, commedia R-Rated della Fox con Anna Faris e Chris Evans mattatori. Che il Re Leone sia pronto a passare lo scettro?
Un nuovo trailer, di stampo britannico, per l’atteso Moneyball, film che segnerà il ritorno in sala di Brad Pitt. Diretto da Bennett Miller (Capote), che ha sostituito Steven Soderbergh in cabina di regia, e interpretato da Kathryn Morris, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman e Robin Wright, oltre al già nominato Pitt, il film uscirà nei cinema americani il prossimo 23 settembre.
Inizialmente sceneggiato da Steve Zaillian e Steven Soderbergh, il film ha dovuto subire un brusco stop per le lamentele della Colombia, scontenta del lavoro fatto e per questo ‘costretta’ ad un clamoroso cambio in corsa, che ha visto protagonisti Aaron Sorkin e Bennett Miller. Al centro della trama Billy Beane, general manager dell’Oakland A che riuscì a mettere insieme una squadra di baseball con un budget bassissimo grazie all’impiego di un sofisticato software in grado di analizzare le caratteristiche dei giocatori.
Un secondo trailer di Moneyball è stato rilasciato in rete. Il film, tratto da una storia vera - raccontata nel bestseller Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game , e diretto da Bennett Miller (che ha sostituito Steven Soderbergh in cabina di regia) verrà presentato al Toronto Film Festival prima di approdare nelle sale cinematografiche statunitensi il prossimo 23 settembre. L’adattamento del libro per il grande schermo è firmato da Aaron Sorkin e dallo stesso Miller, (una prima versione della sceneggiatura, scritta da Steve Zaillian e Soderbergh è stata bocciata dalla Columbia. Ricordate?).
Al centro della trama Billy Beane, general manager dell’Oakland A che riuscì a mettere insieme una squadra di baseball con un budget bassissimo grazie all’impiego di un sofisticato software in grado di analizzare le caratteristiche dei giocatori. Nel cast Brad Pitt, Jonah Hill, Robin Wright e Philip Seymour Hoffman.
Nuovo trailer e poster per Moneyball, con Brad Pitt e Jonah Hill