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Tutti gli articoli con tag Mulholland Drive

50 curiosità che forse non sapevate su David Lynch

pubblicato da Carla Cigognini

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Oggi, 20 gennaio 2012, David Keith Lynch compie 66 anni. Che dire? Cineblog adora David e siamo orgogliosi di dedicargli un post e di augurargli buon compleanno.

    - Suo padre Donald era un ricercatore del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti e la mamma Sunny era un tutor di lingua inglese. Ha due fratelli di nome John e Margaret.

    - Sua nonna era tedesca, suo nonno era finlandese.

    - Da piccolo entra negli scout e diventa Eagle Scout (il massimo grado nello scoutismo in America) e partecipa come maschera alla cerimonia di investitura del presidente John F. Kennedy.

    - Da piccolo voleva diventare psichiatra.

    - Durante le superiori frequenta alcuni corsi alla Corcoran School of Art di Washington. Si iscrive poi per un anno alla School of the Museum of Fine Arts di Boston ed intanto lavora in un negozio di cornici. Viene licenziato perché spesso in ritardo.

    - Decide di partire per l’Europa e studiare il pittore espressionista Oskar Kokoschka. L’idea era di restare tre anni ma torna a casa dopo soli 15 giorni.

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Il Divo e La Meglio Gioventù nei migliori film del decennio

pubblicato da Carla Cigognini

il divo - la meglio gioventù

La notizia è di qualche giorno fa ma saremmo stupidi a non darla perché ne siamo molto orgogliosi. Il Divo e La Meglio Gioventù sono stati inseriti dalla Los Angeles Film Critics Association (LAFCA), nella lista dei 189 migliori titoli degli ultimi dieci anni. Cineblog ringrazia di cuore Paolo Sorrentino e Marco Tullio Giordana per questi due capolavori. Secondo voi la Lafca avrebbe dovuto inserire altri titoli italiani?

Grazie a madkid per la segnalazione.

Update 20 gennaio: la lista intera la trovate qui, al primo posto Mulholland Drive di David Lynch.

CineBlog consiglia: Mulholland Drive

pubblicato da Gabriele C.

Mulholland DriveMulholland Drive (Mulholland Drive, USA, 2001) di David Lynch; con Laura Elena Harring, Naomi Watts, Justin Theroux, Ann Miller, Dan Hedaya.

Stasera, 23.30, Rete 4

Rita ha perso la memoria dopo un incidente sulla Mulholland Drive; Betty, aspirante attrice, l’aiuta nella ricerca della sua identità. Nello stesso tempo un regista viene costretto da un gruppo di mafiosi a prendere una ragazza per il suo film. Rita e Betty si innamorano, finché un giorno Rita non trova una scatola cubica blu: prova a inserire la chiave che ha avuto sempre con sé e la scatola si apre…

Da questo momento la m.d.p. di Lynch entra letteralmente nel buio della scatola, e nulla sarà mai più come prima. I ruoli si scambiano, il buio prende il sopravvento, e il delirio inizia a fare davvero paura. Mulholland Drive è un altro tassello nel percorso del grande regista verso la scoperta delle inquietudini e delle possibilità del sogno e del cinema, dopo Strade perdute e prima di INLAND EMPIRE.

Per chi scrive, si tratta del suo miglior film, e di un capolavoro assoluto, tra i più belli degli ultimi anni (e non solo). Le luci, i suoni, le musiche (di Badalamenti, sempre bravo) avvolgono lo spettatore in un incubo incomprensibile alla prima visione, ma di grande lucidità alla seconda. Consiglio per chi lo vedrà la prima volta: le inquietudini che Mulholland Drive regala nei suoi 145 minuti sono tante, lasciatevi affascinare. Le teorie sulla trama (che c’è, e in fondo paradossalmente non è proprio complicata) ve le farete dopo e le delucidazioni arriveranno. Sognate con Naomi Watts, e percorrete con lei il suo folle percorso. Ma mi raccomando, fatelo in silencio.

David Lynch - Mulholland Drive: il libro di Luca Malavasi

pubblicato da Gabriele C.

David Lynch - Mulholland Drive - Luca MalavasiRicordo ancora la prima visione di Mulholland Drive. Lo interpretai come un insieme di sogni senza senso: dopotutto la materia dei sogni è quella dei ricordi, di piccole rimembranze, che messe assieme non hanno un significato. E poi c’erano alcune recensioni che dicevano di vivere il film e di non cercare un senso. Stolto io a perseverare nel crederci, perché la prima visione, per un novellino che voglia vivere un’esperienza, sarà sicuramente quella di restare basito, ma il senso c’è e, col senno di poi, manco così difficile. Forse.

Mulholland Drive è per chi scrive il film più importante (e bello) degli ultimi anni. E pare ormai già materia affrontata, già analizzata, pronta ad essere spiegata a chi non l’avesse (ancora) compreso. E invece pare di no. Il docente e critico Luca Malavasi commenta così le mille analisi che sono piovute dopo l’uscita del film:

Il destino critico di Mulholland Drive possiede qualcosa di sottilmente ironico: a quella specie di avvertimento o consiglio su cui si chiude il film – Silencio – ha infatti risposto il rumore a dir poco assordante di un fiume di parole […] che lo hanno a poco a poco circondato, fino a soffocarlo, di una fitta coltre di commenti e interpretazioni ormai inseparabili dal film stesso. A rispettarne il silenzio – fedele a un codice di comportamento ormai abituale – è stato soltanto il regista…

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