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Tutti gli articoli con tag Nino Manfredi

I comici italiani più amati? Totò superstar

pubblicato da Carla Cigognini

totòQuali sono i comici italiani più amati? La risposta viene da un’indagine del giornale online quinews che ha intervistato un campione di 1.000 individui con diverse età (under 18, over 20, 30, 40, 50, 60 e 70) sesso e collocazione geografica (Nord, Centro, Sud e Isole). Ecco i risultati:

1. Totò: 50,5%
2. Alberto Sordi: 21,5%
3. Massimo Troisi: 10%
4. Roberto Benigni: 5%
5. Aldo Fabrizi: 4%
6. Nino Manfredi e Peppino De Filippo: 3%
7. Walter Chiari, Carlo Verdone e Franco Franchi: 1%

Che ne dite? Siete d’accordo? Avreste aggiunto o tolto qualcuno?

CineBlog consiglia: Io la conoscevo bene

pubblicato da Gabriele C.

Io la conoscevo beneIo la conoscevo bene (Italia, 1965) di Antonio Pietrangeli; con Stefania Sandrelli, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Enrico Maria Salerno.

Stanotte, 01.55, RaiTre

Il capolavoro di Antonio Pietrangeli è uno dei film simbolo della cinematografia italiana, e non solo degli anni ‘60. Spietato ritratto dell’Italia di quell’epoca, Io la conoscevo bene continua la galleria di volti femminili che Pietrangeli descrive sin da Il sole negli occhi, e raggiunge una vetta di analisi lucidissima.

Adriana (interpretata magnificamente da Stefania Sandrelli, scelta dal regista perché non era conosciuta: una scelta che andava contro tutto e tutti, ovviamente vincente) è specchio della società in cui vive e che sogna di scalare. Annoiata, moscia, senza una vera passione e senza grinta, idee e voglia di fare: la descrizione che le fa lo scrittore è terribile per quanto vera.

Costruito come un insieme di episodi quasi intercambiabili in cui Adriana si presenta vestita e pettinata in modo diverso, Io la conoscevo bene raggiunge il suo epilogo con una grande forza: merito della sapiente sceneggiatura e del lavoro degli attori (grandissimo il cameo di Tognazzi). Ma anche grazie alla sua regia: basta ricordare il drammatico finale, risolto con un bellissimo movimento di macchina.

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Morti dal ridere 6. Gli attori comici più divertenti della storia del cinema. Anni 60

pubblicato da Fabio della Sala

Alberto Sordi gestaccio

Continua la grande sfida riservata agli attori comici più divertenti della storia del cinema. Sarà un lungo percorso, ma ciò ci permetterà di eleggere il più grande di tutti. Per il calendario della manifestazione vi rimando al post introduttivo.

I partecipanti di questo primo girone di comici sono: Alberto Sordi, Jerry Lewis, Louis De Funes, Franco e Ciccio, Jack Lemmon, Nino Manfredi, Vittorio Gassman, Peter Sellers, Ugo Tognazzi. Di questo secondo girone se ne qualificano quattro.

Per partecipare alla sfida vi rimando al gioco che opporrà tutti i partecipanti come in un virtuale campionato di comici. Ma ora non vi resta che votare i migliori comici degli anni 60! clicca su gioca!

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TV, posto di polizia: tra cinema, fiction e realtà

pubblicato da Carla Cigognini

Cineblog è lieto di segnalarvi TV, posto di polizia con testi e regia di Italo Moscati. Vediamo di cosa si tratta:

I gialli, i libri, il cinema, la televisione. Agata Christie, George Simenon, Dashiell Hammet, Raymond Chandler, Alfred Hitchcock. Montalbano ma anche Maigret, il tenente Sheridan e il tenente Colombo, Sherlock Holmes e l’ispettore Derrick. Ma anche il prefetto Achille Serra, il “poliziotto senza pistola”, come si autodefinisce nel libro in cui rievoca la sua lunga vicenda al servizio della giustizia; e con lui altri investigatori veri,noti e meno noti.

Un programma che fa un bilancio di cinquant’anni e oltre della tv italiana che ha sempre avuto un’attenzione speciale per i misteri da chiarire e i casi da risolvere. Tanto da suggerire il titolo: “Tv, posto di polizia”; ovvero, il piccolo schermo che si è trasformato e si trasforma in luogo dove si cerca e si riflette sul crimine, in tanti modi diversi: dal dramma alla commedia, in tutte le possibilità di versioni, compresi il divertimento, l’ironia, la satira. “Tv, posto di polizia” racconta una doppia storia. La storia del “giallo” e degli investigatori più popolari fin dall’inizio delle trasmissioni della Rai. E la storia vera,vicina, della criminalità e della cronaca nera nel racconto degli investigatori di professione, polizia di stato e carabinieri.

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Cineblog consiglia: Brutti sporchi e cattivi

pubblicato da andrea

Brutti sporchi e cattivi. Regia: Ettore Scola. Con: Nino Manfredi, Marella Michelangeli, Marcella Battisti, Francesco Crescimone, Silvia Ferluga, Zoe Incrocci, Adriana Russo, Franco Marino. Commedia, col. 115′. Italia 1976.

In una comunità di baraccati alla periferia di Roma si assiste alle vicende tragiche e cupe di una famiglia capeggiata dal cinico e crudele capofamiglia, interpretato da Manfredi. Anche gli altri, però, non sono da meno…

Pasolini non abita più qui. La roma dei baraccati (qui capeggiati da un enorme Manfredi, pugliese emigrato), ultimo rifugio dei custodi ingenui e incosapevoli di virtù dimenticate nelle civiltà metropolitana, non è questa. Qui serpeggia il tradimento, la volontà di migliorare la propria condizione sociale a tutti i posti e soprattutto una meschinità che avrebbe dell’animalesco, se non fosse così tipicamente umana. Scola non è certo il primo a parlare di questo lato oscuro della povertà (ne aveva già parlato Bunuel nel bellissimo I figli della violenza, ma anche in Viridiana), ma di certo il suo film è un’eccezionalità nell’Italia di quel periodo, così intrisa di retorica pasoliniana, da ricercare quasi a forza, nella miseria di quelle vite, delle qualità che forse non potevano abitare tra quei tuguri, in mezzo a quelle vite disperate si, ma non senza colpa. Per trovare un corrispettivo, solo un decennio prima, bisognerebbe ricercare i bei documentari sull’infanzia nelle città e delle periferie, di Comencini, autore troppo spesso tacciato senza motivo di buonismo, ma dallo sguardo lucido, e capace di analisi dure.

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Cineblog consiglia: Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l'amico misteriosamente scomparso in Africa?

pubblicato da andrea

Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa? Di Ettore Scola. Con: Alberto Sordi, Bernard Blier, Nino Manfredi. Italia, 1968, Comm.: 128′

Un editore romano, espressione tipica degli arroganti personaggi spesso interpretati da Sordi, intraprende una spedizione in Africa, con al seguito il suo ragioniere succube, del cognato misteriosamente scomparso da due anni.

Come “L’armata Brancaleone” riprendeva, in parte, certe atmosfere di un medioevo disneyano creato dagli autori della scuola italiana (sicuramente la parlata così tipica del film è mutuata da alcuni giochi lingustici dell’autore Guido Martina), così il film di Scola ha sicuramente molti debiti con il “Pippotarzan” creato dal disegnatore Romano Scarpa. Le due storie hanno sicuramente toni ed intenti diversi, ma per quel che riguarda esclusivamente il plot, ed in particolare guardando le sequenze che chiudono le due opere, quasi identiche nel rifiuto dello scomparso della civiltà a favore di un brusco ritorno alla vita selvaggia, si può dire che molte idee sono mutuate (per non dire copiate) dal divertente episodio che vede protagonisti Pippo ed un suo strano cugino. Il pedagogo Antonio Faeti parlerebbe di “circolazione mondiale dell’immaginario”, e di certo esiste tutto un complesso e variegato filone letterario che sviluppa il tema dei tarzanidi, ma in questo caso particolare verrebbe da parlare quasi di un plagio.

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Star trash, episode 3: Nuda alla meta

pubblicato da Fabio della Sala

Per la rubrica Star Trash e Cult de Sac vi presentiamo Donne Senza Gonne!

Il nudo femminile è stato lo spunto di mille gag e di mille film della commedia all’italiana, anzi, per certi versi, la visione sessista tipicamente italica è stato uno dei motivi del successo di questo genere. Franca Faldini e Goffredo Fofi scrissero, difatti, di Quel gran pezzo della Ubalda tutta nuda e tutta calda, che «fu un film che incassò un pozzo di quattrini anche perché in quel periodo quel genere andava. Era l’Italia che guardava dal buco della serratura, era l’Italia che cominciava a voler sbirciare le donne nude, le cosce, i seni, e noi le offrivamo visioni che fino ad allora si erano covate nella fantasia, dandole nel contempo una storia divertente».

Ecco 5 titoli italici imprescindibili, in cui dominano scene di nudo divertenti e pepate…

Il merlo maschio di Pasquale Festa Campanile, 1971.
Uno dei più divertenti e surreali film che parlano della mercificazione del corpo femminile… Campanile affronta il tema della pornografia e lo fa citando Man Ray… Indimenticabile il corpo della Antonelli equiparato a “le violon d’Ingres”…

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