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Tutti gli articoli con tag Nuovomondo

Al via il premio che celebra l'arte di chi lavora dietro le quinte

pubblicato da Agata A.


Chi lavora nel cinema o semplicemente lo ama, sa che un film non è solo il lavoro del regista o degli attori. Dietro un’opera cinematografica ci sta anche la creatività di acconciatori, truccatori, scenografi, arredatori e costumisti.
Il Premio “Cinearti Chioma di Berenice” giunto oramai alla sua decima edizione, intende celebrare proprio il lavoro di questi creativi che solo raramente emergono dall’ombra.
“In altri paesi la parte piu’ creativa, dai costumi agli effetti speciali, non e’ considerata meno importante rispetto al lavoro di attori e registi. Questo premio intende supplire a questa mancanza”. Lo afferma Leo Gullotta, presidente della giuria.
”Non un premio ‘minuettato’ e nemmeno ‘paludato’ -assicura Gullotta- perche’ e’ assegnato internamente dagli appartenenti alla categoria”.

Nella fase iniziale del Premio, infatti, attraverso un sistema di votazioni interne, sono stati gli stessi professionisti (truccatori, parrucchieri, costumisti, scenografi e arredatori) a votare per i colleghi piu’ meritevoli.
Poi le oltre cento candidature sono state sottoposte al filtro della giuria, dal quale sono fuoriusciti i 22 vincitori che saranno premiati nella serata del prossimo 22 ottobre al Teatro Valle di Roma.

Tra questi vi sono, per le produzioni internazionali, Desiree’ Corridoni, premiata per le acconciature del film Marie Antoinette di Sofia Coppola, e Vittorio Sodano insieme ad Aldo Signoretti, impostisi per il trucco e gli effetti speciali nel film Apocalypto di Mel Gibson; per le produzioni nazionali, ha vinto invece Stefano Ceccarelli autore delle acconciature in Nuovo Mondo di Emanuele Crialese.

Fonte: Adnkronos

su continua alcune immagini dei 3 film premiati:

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Tarantino ci ripensa sul cinema italiano, anzi no

pubblicato da Gabriele C.

Chissà cos’avranno da dire adesso tutti quelli che hanno dato del cafone o dello stronzo a Tarantino, dopo le sue pesanti dichiarazioni sullo stato del nostro cinema.
Dopo le polemiche di Cannes, dopo le risposte italiane, tutte assolutamente contro il regista di Death Proof esclusa quella di Muccino, La Repubblica ci fa leggere un’intervista in cui Tarantino prova a chiarire le sue posizioni:

“Mi dispiace, sono stato frainteso. Non conosco il cinema italiano di oggi, non si vede a Los Angeles, gli ultimi successi in sala sono Il postino e La vita è bella. Qualche titolo esce, ma non ha la risonanza che un tempo avevano i film italiani: colpivano, scandalizzavano, facevano storia. A Cannes ero a una tavola rotonda e un giornalista italiano ha detto “non è triste la situazione dell’industria italiana?”. “Sì, è triste”, ho risposto. Non volevo mancare di rispetto a nessuno, non ho visto gli ultimi film di Olmi e Bellocchio, non conosco l’ultimo Monicelli o Romanzo criminale, non posso giudicare il vostro cinema”.

Un tempo il nostro cinema spaziava alla grande fra i generi e gli autori. Lo aveva già chiarito Eli Roth, oggi Quentin ci ha dato la conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, di ciò che intendeva al momento del rilascio di quelle frasi che hanno fatto scattare molte code di paglia. Se da una parte è bello sapere che il bellissimo Nuovomondo fa il suo incasso pur uscendo in una misera quantità di sale americane, dall’altra cade una lacrimuccia nel pensare che quel cinema popolare, di generi appunto, che comprende il western, il thriller, l’horror e il poliziottesco non tornerà. E dubito che saranno La Terza Madre o Il nascondiglio -di cui ci si aspetta comunque con speranza dei buoni risultati- a farlo risorgere.

Un'impresa da Dio in testa al boxoffice Usa ma con una pessima partenza!

pubblicato da dr. apocalypse


Costato la folle cifra di 175 milioni di dollari, Un’impresa da Dio esordisce in testa al boxoffice americano, incassando però molto ma molto meno di quanto si potesse pensare.

Il sequel di Una settimana da Dio, con Steve Carrell chiamato a dover sostituire Jim Carrey, incassa 32,112,000 dollari, con una media per sala pari a 8,910 dollari, ovvero meno della metà del capitolo precedente, che al suo esordio sbancò il boxoffice con 85 milioni di dollari, diventati poi negli states 242 a fine corsa.
A questo punto già è tanto se questo secondo episodio riuscirà a toccare quota 100, a meno di clamorosi positivi passaparola che rivitalizzino il film. Certamente una bella ridimensionata anche per Carrell, fino ad oggi quasi sempre mattatore al boxoffice americano.

Al secondo posto si piazza l’horror 1408, che incassa benino, con 20 milioni di dollari e una media per sala pari a 7,533 dollari, mentre crollano al 3°posto, perdendo oltre il 65% degli incassi, I fantastici 4 e Silver Surfer, che sfiorano i 100 milioni di dollari, fermandosi ai 97. Anche in questo caso il secondo capitolo è in debito con il primo di circa 3 milioni di dollari.
Tocca quota 91 milioni Ocean’s Thirteen, mentre continua a volare Knocked Up, che raggiunge i 108,982,000 dollari.

Arrivano ai 287 milioni di dollari I pirati dei Caraibi, crollati nelle ultime settimane, ai 47 Surf’s Up, ai 308 Shrek Terzo, sparisce Hostel 2. che si arena ai 17 milioni, mentre esordisce maluccio A mighty Heart, con Angelina Jolie, con appena 4 milioni di dollari incassati, e una media per sala pari a 2,956 dollari.
Da sottolineare il 26° posto del nostro Crialese, con Nuovomondo, che tocca i 377,000 dollari incassati, e l’ottima performance de La via en Rose, che arriva ai 3,881,000 dollari dopo 3 settimane di programmazione.

In conclusione un boxoffice in debito d’ossigeno, il più basso delle ultime sei settimane, dopo la scorpacciata pazzesca di blockbuster fatta registrare, anche se nessuno di questi è riuscito a fare meglio dei capitolo che l’aveva preceduto.
Ma non c’è tempo per rilassarsi in america, la prossima settimana torna John McLane con Die Hard 4 e ci si aggiunge anche il cartoon pixar Ratatouille, per un’estate davvero infinita!

David di Donatello: trionfa La sconosciuta

pubblicato da Gabriele C.

A trionfare ai David di Donatello, andati in onda in diretta questo pomeriggio su RaiDue, è il bellissimo La sconosciuta di Giuseppe Tornatore. Che si porta a casa le statuette come Miglior Film, Miglior regia, Miglior attrice protagonista, musicista e fotografia.
Tornatore sbaraglia gli altri concorrenti, ossia Emanuele Crialese col suo Nuovomondo, Kim Rossi Stuart e il suo Anche libero va bene, Ermanno Olmi con Centochiodi, Daniele Luchetti col suo Mio fratello è figlio unico e Marco Bellocchio con Il regista di matrimoni.

Vediamo comunque assieme tutti i vincitori con ordine:

Miglior film: La sconosciuta
Miglior regista: Giuseppe Tornatore
Miglior attore protagonista: Elio Germano (Mio fratello è figlio unico)
Miglior attrice protagonista: Kseniya Rappoport (La sconosciuta)
Miglior attore non protagonista: Giorgio Colangeli (L’aria salata)
Miglior attrice non protagonista: ex aequo Ambra Angiolini (Saturno contro) e Angela Finocchiaro (Mio fratello è figlio unico)
Miglior regista esordiente: Kim Rossi Stuart (Anche libero va bene)
Miglior sceneggiatura: Sandro Petraglia, Stefano Rulli, Daniele Luchetti (Mio fratello è figlio unico)
Miglior produttore: Donatella Botti per Bianca Film e Rai cinema (L’aria salata)
Miglior direttore della fotografia: Fabio Zamarion (La sconosciuta)
Miglior musicista: Ennio Morricone (La sconosciuta)
Miglior canzone originale: “La paranza” e “Mi persi” di Daniele Silvestri (Notturno Bus)
Miglior scenografo: Carlos Conti (Nuovomondo)
Miglior costumista: Mariano Tufano (Nuovomondo)
Miglior montatore: Mirco Garrone (Mio fratello è figlio unico)
Miglior fonico di presa diretta: Bruno Pupparo (Mio fratello è figlio unico)
Migliori effetti speciali visivi: L’etude et la supervision des trucages (Nuovomondo)
Miglior film dell’Unione Europea: Le vite degli altri di Florian Henckel von Donnersmarck
Miglior film straniero: Babel di Alejandro González Iñárritu
Miglior documentario di lungometraggio: Il mio paese di Daniele Vicari
Miglior cortometraggio: Meridionali Senza Filtro di Michela Bia
David giovani: Cristiano Bortone (Rosso come il cielo)
Premio dei critici: Centochiodi di Ermanno Olmi.