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Tutti gli articoli con tag Palma d'oro

Pulp Fiction rimontato in ordine cronologico

pubblicato da carloprevosti

Quando nel 1994 Pulp Fiction ha fatto vincere a Quentin Tarantino la Palma d’Oro a Cannes e il premio Oscar per la Migliore Sceneggiatura, è apparso subito a molti che quello non era solo un film di genere ottimamente congegnato, ma un vero e proprio punto di svolta nel cinema post moderno.

Un passaggio da cui è impossibile tornare indietro, la rottura definitiva del cinema con la necessità di costruire una narrazione cronologica. Pulp Fiction ha fornito materiale e idee che sono serviti per molotissimi altri film che hanno contribuito a distruggere il concetto di timeline cronologica.

Ma cosa sarebbe stato il film di Tarantino se fosse stato girato come un film della Golden Age di Hollywwod, con una costruzione temporale tradizionale? Qualcuno si è divertito a rimontare il film (tutto) secondo il suo asse cronologico.

Cannes 2011 - le foto dei premiati ed una carrellata di immagini dal red carpet della serata conclusiva

pubblicato da Simona

Cannes 2011 - le foto dei premiati ed una carrellata di immagini dal red carpet della serata conclusiva

Si sono spenti i riflettori sulla Croisette e si sono subito accese numerose polemiche in merito a vincitori e vinti. Ma non è nostra intenzione affrontare l’argomento in questo post. Altri colleghi ne hanno già parlato e ne parleranno. Per ora limitiamoci a guardare le ultime foto in arrivo dal tappeto rosso e dal photocall dei premiati della kermesse cinematografica più celebre d’Europa e dedichiamoci a commenti più leggeri e gossipari. A Festival concluso vi chiedo: quale abito da sera visto in questi giorni sul red carpet ci è piaciuto di più? Chi la star più elegante?

Cannes 2011 - le foto dei premiati ed una carrellata di immagini dal red carpet della serata conclusiva

Cannes 2011 - le foto dei premiati ed una carrellata di immagini dal red carpet della serata conclusivaCannes 2011 - le foto dei premiati ed una carrellata di immagini dal red carpet della serata conclusivaCannes 2011 - le foto dei premiati ed una carrellata di immagini dal red carpet della serata conclusivaCannes 2011 - le foto dei premiati ed una carrellata di immagini dal red carpet della serata conclusiva

Fonte: Zimbio

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Cineblog Consiglia - La classe operaia va in paradiso

pubblicato da carloprevosti

La classe operaia va in paradiso

La classe operaia va in paradiso, in onda su Iris questa sera (8 febbraio) alle ore 23

Lulù Massa, l’ operaio milanese con l’ulcera, è una delle figure più belle che il cinema italiano possa annoverare nei suoi annali. Un personaggio a tutto tondo, magistralmente costruito da un camaleontico Gianmaria Volonté, capace di immergersi in un ruolo complesso e giustificare una trasformazione radicale da uno stacanovista del lavoro a cottimo a capo della contestazione operaia, nonostante due famiglie da mantere.

Lulù lavora per due persone, per questo il padrone lo ama ma i compagni di catena di montaggio lo destestano. Dopo aver perso il lavoro si trova abbandonato da tutti, amici, colleghi e amante. ma grazie a una vittoria del sindacato, viene riassunto.

Elio Petri è il padre del cinema politico italiano, il suo sguardo caustico e satirico illustra un ritratto della impietoso della condizione operaia e della sua alienazione, con tutto quello che di positivo (e di negativo) si può dire a proposito. Il cinema entra con Petri per la prima volta nel mondo della fabbrica scavando nei temi che ancora oggi (purtroppo) sono di estrema attualtià, come il rapporto tra operai e macchine, le sfide politiche tra la sinistra e la destra, i pregi e i difetti dei sindacati, la repressione dei padroni e il progresso tecnologico.

Paradossalmente fu un film che provocò molte polemiche, in particolare dalla sinistra italiana, in compenso vinse niente meno che una Palma d’oro a Cannes, a ex aequo con Il caso Mattei.

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Cineblog Consiglia - Il pianista

pubblicato da carloprevosti

Il pianistaIl pianista di Roman Polanski, con Adrien Brody, Thomas Kretschmann, Frank Finlay, Emilia Fox.

In onda su Rete 4, questa sera (26 gennaio) alle ore 21.10

Il 27 gennaio è il Giorno della Memoria, una ricorrenza istituita nel 2000 dal Parlamento italiano che ha voluto dedicare questa giornata alla commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati.

Rete 4 anticipa la concorrenza (chissà poi perché) proponendo una serata intera dedicata alla Shoa con Il pianista, capolavoro (in parte autobiografico) di Roman Polanski che visse in prima persona la terribile esperienza della guerra e del rischio di essere deportato nella Germania nazista.

Il film, che valse a Polanski la Palma d’Oro a Cannes nel 2002 a tre premio Oscar, racconta la vera storia del pianista ebreo Władysław Szpilman e la sua epopea che lo vide sopravvivere all’invasione della Polonia da parte delle truppe tedesche, l’occupazione di Varsavia, la creazione del ghetto, la vita e la sopravvivenza nel ghetto e la sua fuga e sopravvivenza fuori dal ghetto, fino alla liberazione della città da parte dell’Armata Rossa.

Nei panni del protagonista uno straordinario Adrien Brody, qui alla sua consacrazione (anche se poi si è perso un po’ via), capace di lavorare sul suo corpo e di scavarlo per dimostrare quanto la sofferenza della lunga segregazione abbia segnato l’anima e il fisico dei sopravvissuti. Władysław non è un eroe e nella sua fuga si riduce a regredire da essere umano a topo nascosto nella sua tana. La vita è l’unico bene che può essere salvaguardato.

Lo scopo della giornata della memoria è quello di non dimenticare, anche il cinema da questo punto di vista può fare la sua parte. Per questo vi segnalo il Cult de sac su questo tema, pubblicato in questi giorni lo scorso anno.

Il nastro bianco - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Il nastro biancoIl nastro bianco (Das Weiße Band) Regia di Michael Haneke. Con Christian Friedel, Leonie Benesch, Ulrich Tukur, Ursina Lardi, Burghart Klaußner, Steffi Kühnert, Josef Bierbichler, Rainer Bock, Susanne Lothar, Branko Samarovski, Detlev Buck, Marisa Growaldt, Janina Fautz, Jadea Mercedes Diaz, Sebastian Hülk, Michael Schenk, Leonard Proxauf, Theo Trebs, Fion Mutert, Michael Kranz, Maria-Victoria Dragus, Levin Henning, Johanna Busse, Yuma Amecke.

1913. Un paesino di campagna del nord della Germania viene turbato da alcuni strani eventi. In un primo momento sembra si tratti di incidenti fortuiti, presto appare evidente che qualcuno è responsabile di ciò che sta accadendo. Un cavo teso tra due alberi provoca il disarcionamento del medico, un fienile prende improvvisamente fuoco, due ragazzini vengono rapiti e torturati. Nella piccola comunità cominciano a sorgere i primi sospetti, sono in tanti a essere convinti di avere motivi fondati per credere di sapere chi sia il responsabile, ma questo non viene alla luce cominciano a per far inciampare il cavallo del medico, un fienile viene incendiato, due bambini rapiti e torturati. Il maestro del villaggio ha una sua teoria ma il resto degli abitanti del villaggio non sono disposti nemmeno a prenderla in considerazione. Una terribile verità si cela sotto il silenzio di una comunità complice dei delitti.

Haneke, dopo aver tentato la via americana con il remake di Funny Games, torna nel vecchio continente per girare un film profondamente europeo. Il ritorno sui suoi passi, corrisponde per Haneke al racconto di alcuni piccoli episodi ambientati in un villaggio contadino che possono essere letti come una durissima metafora di quello che sarebbe successo nei decenni successivi in Germania. Una volta ancora le immagini del film sono una lucida e spietata analisi di un microcosmo e delle relazioni umane che vengono intessute nel suo interno.

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