Dobbiamo fare un corto o qualcos’altro, qualcosa di veramente crudo e realistico. Farei QUALSIASI COSA con te come regista. Gliel’ho detto a Gus [Van Sant] e ha riso (mi chiedo cosa gli sia passato per la testa) […] Sono appena tornato da San Francisco, dove ho vissuto per le strade. Wow, è pazzesco, specialmente stare per strada. Ho dato via il culo a Castro. Mi sono fatto di lsd, ecstasy, metanfetamina […]
Sono alcuni passi di una mail che Gabe Nevins, classe 1991, inviò al regista indie Harmony Korine sul finire del 2010. Ma andiamo con ordine. Come forse ricorderete, Nevins è stato il protagonista di Paranoid Park, bellissimo film di Gus Van Sant uscito nel 2007, dove interpretava Alex, un giovane skater di Portland alle prese coi sensi di colpa dovuti ad un omicidio involontario. Dopo il successo di quel film, Nevins ha avuto qualche altro piccolo ruolo, e poi di lui non si è saputo più nulla. Che fine ha fatto?
Il ragazzo sparì subito dopo aver compiuto 18 anni. Se ne andò a San Francisco, dove continuò ad avere contatti con il fotografo Nick Haymes, che gli aveva già scattato qualche foto all’epoca di Paranoid Park. Haymes lo ha aiutato più volte, e nel frattempo ha “registrato” in diretta la vita da senzatetto del ragazzo, tra vita di strada, uso di droga, crisi d’identità, psoriasi e prigione. Queste foto sono finite in un libro intitolato semplicemente Gabe, a metà strada tra il concetto di vita che imita l’arte (quanto si avvicina la vicenda del giovane a quelle dei protagonisti di alcuni film di Van Sant?) ed exploitation.
Si tratta comunque di fotografie di cui Nevins era a conoscenza, ma lo stesso autore si è fatto tante domande sull’identità di quegli scatti:
Continua dopo il salto.

Il post è PIENO ZEPPO DI SPOILER. Non leggete se non avete visto L’amore che resta; sconsigliata la lettura anche a chi non ha visto Paranoid Park.
Quasi tutti i film di Gus Van Sant hanno a che fare con la morte. Che la critica ci dica che è con Restless (scusate, ma mi è impossibile chiamarlo L’amore che resta) che il regista americano fa i conti con un tema così complicato, fa quasi arrossire. La morte permeava già non poco i fotogrammi dei film d’esordio, in cui marchettari, drogati e “ragazzi di vita” vivevano alla giornata, fino ovviamente all’ultimo Milk.
I ragazzi di Gus Van Sant sono sempre stati problematici. Lo si continua a sottolineare sempre, ed è giusto: su questo si basano molte delle storie che l’autore ha portato al cinema. Ma i loro problemi nascono guarda caso innanzitutto dalla necessità di sopravvivere. In fondo, i film di Van Sant sono quasi dei survival movie in senso lato: in cui però spesso sai già in partenza che i protagonisti moriranno. Perciò conta altro: la morte ineluttabile è la base su cui il regista lavora per costruire intreccio e personaggi.
Intrappolati da cause di forza maggiore, i vari Mike, Gerry e Blake combattono o si lasciano semplicemente guidare e scombussolare dagli eventi, attraverso deserti, camere, strade vuote. E attraverso Portland. La città fa da sfondo anche alle vicende di Restless. Qui c’è un ragazzo, Enoch, che si aggira spaesato per la città che ha fatto da sfondo alle vicende di altri ragazzi spaesati come lui. Prende l’autobus (non ha la macchina), poi s’infiltra ai funerali. Di persone che non ha mai incontrato.

L’attenzione per quanto riguarda Gus Van Sant e il suo lavoro è tutta incentrata su Milk, la nuova pellicola del grande regista che probabilmente sarà presentata al Festival di Venezia. Ma il 21 maggio uscirà nelle videoteche e nei negozi il dvd di Paranoid Park, l’ultimo film del regista visto in sala, vincitore della Premio del 60° anniversario a Cannes 60.
Le edizioni del dvd saranno due, entrambe a disco singolo. Il formato video è 1.78:1 (16/9); le tracce audio sono due, italiano e inglese, entrambe presentate in Dolby Digital 5.1. I sottotitoli sono solo in italiano e in italiano per non udenti. E i contenuti extra? Ovviamente per iniziare c’è il trailer. Tuttavia fanno gola il Making of di 27 minuti, e soprattutto un documentario sugli ultimi film di Van Sant, da Gerry fino ovviamente a Paranoid Park. La durata è di 50 minuti.
E la seconda edizione, sempre a disco singolo? Tutto uguale a prima, solo con un “piccolo dettaglio” in più: un libro. Contente la sceneggiatura del film e vari appunti critici su Gus Van Sant. Sapete già su quale edizione buttarvi.

Ormai da due mesetti ci siamo lasciati il 2007 alle spalle, ed un nuovo anno (cinematografico) è iniziato, con grandi film del calibro di Into the Wild, Cous cous, Il petroliere e Non è un paese per vecchi. Noi abbiamo detto la nostra, con le classifiche della redazione dei migliori dell’anno e dei peggiori, e anche voi vi siete espressi.
E’ il momento, anche per dare la possibilità a chi si è perso qualche pellicola e magari vorrebbe recuperarla, di andare a vedere la classifica dei blogger cinefili di Cinebloggers Connection (tra cui c’è il nostro Infamous), che hanno votato i film lungo l’anno e li hanno recensiti nei loro personali blog. Visto che ne abbiamo la possibilità, le precedenti sei posizioni, dall’11 al 16, alla top ten vedono INLAND EMPIRE, Hot Fuzz, Breakfast on Pluto, Soffio, L’arte del sogno e Grindhouse - A prova di morte.
Iniziamo dalle prime tre posizioni; dopo il salto potrete leggere gli altri sette nomi:
1. Ratatouille di Brad Bird
2. Io non sono qui di Todd Haynes
3. Lettere da Iwo Jima di Clint Eastwood
Continua a leggere: Cinebloggers Connection: il meglio del 2007
E anche questo 2007 è finito. Chiudiamo l’anno con la nostra personale classifica dei migliori film visti al cinema. Ne abbiamo scelti 5 a testa (anche meno a volte) con una mini recensione che spiega la nostra motivazione. Domani pubblicheremo i nostri peggiori e come vedrete anche noi della redazione abbiamo pareri discordanti.
Film che sono stati amati da qualcuno ed inseriti qui sono anche nella lista dei peggiori per qualcun altro. Come si dice allora? Anche al cinema i gusti non si discutono.
Vi ricordiamo che avete ancora tempo per mandare i vostri pareri su questo anno cinematografico. Cliccate qui per sapere come. Il 2 gennaio pubblicheremo le vostre classifiche. Non mancate.
Continua a leggere: I migliori film del 2007 secondo Cineblog
Se dovessi pensare alla colonna sonora che più mi ha colpito in questo 2007 direi senza dubbio quella de L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford. Se poi dovessi pensare a quale continuo ripetutamente ad ascoltare, senza annoiarmi mai, direi quella di Grindhouse - A prova di morte, magari intervallata da qualche brano di Planet Terror, soprattutto il suo Main Titles (in realtà anche il vero tema principale dell’intero progetto Grindhouse).
Per quanto riguarda le musiche dei film, il 2007 è un anno tutto da ascoltare e riscoprire. Non basterà certo un nostro post per riassumere tutte le soundtrack più belle dell’anno, però è uno spunto, una libera visione per ripercorrere l’anno cinematografico dal punto di vista delle note. Quelle che leggerete subito qui sotto sono le scelte di una persona sola, non di tutta la redazione, e non sono per questo oggettivamente le più rappresentative del 2007: anche perché molti film non li ho visti e alcune colonne sonore non le ho sentite. Ecco quindi le 15 colonne sonore da non perdere.
L’assassinio di Jesse James per mano del codardo Robert Ford di Andrew Dominik - Musiche di Nick Cave e Warren Ellis
La soundtrack più emozionante dell’anno. Nel bel film di Dominik, la parte tecnica è inattaccabile. La cosa migliore, comunque, resta la musica: provare per credere con il brano Song for Jesse, sospeso quasi in un limbo onirico, o Rather Lovely Thing, la prima traccia del cd. Ma il momento più alto resta What Must Be Done, che conquista chi ha visto il film, chi l’ha amato, chi l’ha odiato e chi non sapeva della sua esistenza. Non manca qualche brano più energico, ma il clima resta quello della malinconia.
Continua a leggere: Le colonne sonore del 2007 da non perdere
Paranoid Park (Paranoid Park, USA, 2007) di Gus Van Sant; con Gabe Nevins, Jake Miller, Daniel Liu, Taylor Momsen, Winfield Jackson.
Un ragazzo entra in doccia. Apre il rubinetto, l’acqua scende. Gli bagna i capelli, e man mano che l’acqua inizia a scorrergli addosso il ragazzo si porta le mani al viso. Per coprirsi, rendendosi conto di ciò che ha fatto e di ciò che potrebbe essere. E’ forse la scena più bella di Paranoid Park, il nuovo film di Gus Van Sant per cui il regista ha vinto il Premio del 60° anniversario a Cannes 60. Ma non solo: quella è sicuramente una delle scene del 2007, e ci sono pochi dubbi che d’ora in poi Van Sant verrà ricordato anche per questo momento, che rivela ancora una volta la poesia di un narratore controcorrente ma lucido più di quanto non si possa credere.
Non scende a compromessi Van Sant, che quando fa il suo cinema, che è studiato ma sincero, sa già che incontrerà il parere favorevole di alcuni e verrà tuttavia osteggiato da molti. Paranoid Park è il corollario perfetto della trilogia del silenzio, iniziata con Gerry e proseguita con Elephant e Last Days; ma è anche una piccola summa di un percorso che non lascia nulla al caso. Se il puzzle psicologico dei suoi ragazzi si va allargando e si compone sempre di più, con Paranoid Park Van Sant raggiunge uno dei punti tecnici più alti della carriera. Senza esagerare, questo è il suo film più bello da vedere e godere.
Non solo la fotografia (ci credo, Christopher Doyle non è il primo direttore della fotografia pescato per caso), non solo la scelta “stonata”, cinefila e ipnotica delle canzoni (da Rota a Beethoven), ma anche una coscienza cinematografica che si ricorda di ieri (Mala noche e Belli e dannati, con la super8 a seguire le gesta degli skater) e non abbandona le analisi recenti (i pedinamenti di Elephant, i silenzi estremi di Last Days).
“Non so se mi sento pronto per Paranoid Park”. “Nessuno è mai pronto per Paranoid Park”. E invece noi sì che siamo pronti per Paranoid Park: era ora che arrivasse in sala. Ovviamente il sottoscritto ringrazia la Lucky Red (che tra l’altro compie vent’anni: auguri!) per avere sempre l’occhio lungo e saper regalare alle sale pellicole di nicchia e di qualità (ma anche successi d’autore e, recentemente, horror come Halloween: the beginning). Il film più acclamato a Cannes 60 (questo dice il trailer, ma vista l’accoglienza della pellicola ci crediamo davvero) arriva nelle nostre sale: speriamo comunque con qualche copia in più rispetto a film che nascono per non distruggere il box-office…
Il piatto della settimana comunque è ricco per tutti: da commedie inglesi si passa a trasposizioni cinematografiche di videogame, dal lucido sarcasmo francese si va alla parodia dei classici Disney…
I film in uscita da questo venerdì sono sette: scegliete ciò che più vi garba!
Come d’incanto: la principessa Giselle, da un mondo a cartoni animati dove vive “felice e contenta” nel regno di Andalasia col principe Edward, verrà spedita dalla perfida regina Narissa a New York, dove ad aiutarla ci sarà un avvocato divorzista… Per la prima volta la Disney decide di parodiare, con un film con attori in carne ed ossa, le protagoniste “principesse” dei suoi classici d’animazione. Una folla parodia diretta da Kevin Lima, regista di In viaggio con Pippo e Tarzan. Con Amy Adams, Patrick Dempsey, James Marsden e Susan Sarandon. Presentato alla seconda Festa di Roma. Qui la nostra recensione.
Finalmente arriva anche nelle nostre sale, a partire dal 7 dicembre, il “Delitto e castigo ambientato al liceo”, come è stato definito, di Gus Van Sant. Presentato ed acclamato all’ultimo Festival di Cannes, dove ha vinto il Premio del 60° anniversario, Paranoid Park continua dopo la trilogia del silenzio (o del pedinamento, a seconda del punto di vista) l’analisi personale del regista sul mondo dei ragazzi.
In sintesi vi ripetiamo la trama, tratta dal romanzo omonimo di Blake Nelson: Alex, un giovane skateboarder, uccide accidentalmente un vigile e deve convivere col senso di colpa, nasconendo la terribile verità, mentre il Detective Richard Lu tenta di far luce sul caso. Ad interpretare il protagonista c’è l’esordiente Gabe Nevins, scelto come gli altri attori attraverso un casting on-line.
La pellicola è distribuita dalla Lucky Red, e aprendo il suo sito la prima immagine che si trova è proprio quella della locandina di Paranoid Park. C’è anche un minisito del film, dove però trovate solo una brevissima sintesi della trama, la locandina e il trailer. Dopo il salto troverete il trailer in italiano, che da un po’ di giorni si può vedere anche in televisione.
Continua a leggere: Paranoid Park di Gus Van Sant: il trailer italiano
Ci siamo decisamente persi nella nebbia ma vorremmo rimediare segnalandovi che su OutdoorBlog si tiene una rassegna tematica di film che parlano di sport estremi. Potrete infatti leggere di pellicole come Vertical Limit, Paranoid Park di Van Sant, Open Water, Cliffhanger con Stallone, The Abyss, Riverwild con Meryl Streep e molti altri. Per accedere alle schede basta cliccare qui.
E se avete film di sport estremi da segnalare al blog fatevi sotto!
-Grazie Carlo per la segnalazione!-