A Locarno per ricevere il riconoscimento per la sua lunga carriera, il regista Abel Ferrara ha avuto modo di incontrare e confrontarsi con il pubblico festivaliero che non ha esitato a porre anche domande scomode a un artista che della provocazione e dei temi forti a fatto la sua bandiera, in tanti anni di lavoro.
Ferrara si è dimostrato un personaggio vero e schietto, uno di quelli che non vanno proprio per il sottile. Come nei suoi film l’estetica e l’apparenza per Ferrara conta decisamente poco, quello che interessa è la sostanza. Cineblog ha partecipato a questo incontro molto acceso e ne abbiamo raccolto alcuni tra i passaggi più interessanti.
Che cosa ne pensa del cinema Hollywoodiano?
Detesto il cinema commerciale e cerco di tenermi alla larga da chi lo prende esclusivamente come un modo per fare soldi e ottenere la fama, odio anche vivere a Los Angelse. Mi sembra una “company city”, dove tutti lavorano per il cinema e non c’è alternativa.
Foto | Carlo Prevosti
Per imparare a fare cinema basterebbe guardare con attenzione i film di Alfred Hitchcock. Ha esordito così William Friedkin al Festival di Locarno durante l’incontro per la consegna del Pardo d’onore, dedicato alla sua quarantennale esperienza dietro la regia. Anche se i suoi film non assomigliano a Psycho, tutto parte dal Bates Motel dove William ha girato per Alfred Hitchcock’s Hours una delle ultime puntate della serie e sul cui set ha incontrato il grande maestro.
“Mi venne incontro circondato da uno stuolo di produttore della major in abito nero, mi guardò e con aria di rimprovero mi disse che i registi indossano sempre la cravatta” ricorda Friedkin “non feci in tempo a pensare a una scusa che se ne era già andato e non ebbi più modo di parlarli per oltre quattro anni”. “Successe poi quando fui invitato a ritirare un premio che lo vidi tra il pubblico. Dopo la premiazione, con il mio papillone (di quelli con l’elastico) andai da Hitchcock e indicando il cravattino gli chiesi se così poteva andare bene. Sicuramente mi prese per matto, non si sarebbe certo ricordato di quell’episodio, ma io mi sono preso una bella soddisfazione!”. Questo aneddoto racconta meglio di mille parole che personaggio vulcanico si è rivelato Friedkin.
Lui è l’autore di L’esorcista, uno fra i film horror più acclamati della storia, ma guai a definirlo un regista dell’orrore. Anzi, come ha sottolineato, la storia scritta da Blatty è il resoconto di uno dei pochissimi episodi di possessione demoniaca accettati come veri dalla Chiesa Cattolica. Non ha pensato ai canoni del genere per quel film, anzi lo reputa un film sul mistero della fede. E’ una persona così Fridekin, senza mezze misure e che non accetta compromessi.
Per questo motivo si deve la sua fama di regista duro sul set. Nella sua testa un film è già finito prima di iniziarlo. Solo così può mettersi dietro la macchina da presa. Friedkin però ama anche conoscere le opinioni e le idee delle persone che lavorano con lui, perchè non è mai detto che non possa uscire qualche buona intuizione. Ma, come ha sottolineato fermamente, così facendo senza avere il film interamente in testa rischierebbe di finire in balia di questi commenti.
Il Pardo d’onore è stato consegnato da Frédéric Maire a William Friedkin nella serata della Piazza Grande di Locarno, stipata per l’occasione di pubblico che poi ha avuto modo di rigustare la proiezione di To Live and Die in L.A.
Foto | Carlo Prevosti
William Friedkin




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Nuove notizie sul prossimo Festival Internazionale del cinema di Locarno. Il Pardo d’onore della 62a edizione del Festival sarà attribuito al regista americano William Friedkin. La Piazza Grande gli renderà omaggio con il film Vivere e morire a Los Angeles (To Live and Die in L.A., 1985) con William L. Petersen e Willem Dafoe.
William Friedkin, nato a Chicago nel 1935, esordisce al cinema nel 1967 con Good Times, film musicale con Sonny & Cher. Quattro anni dopo, il suo primo successo commerciale, Il braccio violento della legge (1971), vince cinque premi Oscar, tra cui il premio come Miglior regista e Miglior film. Friedkin fa il bis con L’esorcista (1973), campione da record d’incassi tuttora considerato da molti uno dei film più terrificanti nella storia del cinema. Il film ottiene dieci nomination agli Oscar, e vale a Friedkin il Golden Globe come Miglior regista.
Tra i 18 lungometraggi realizzati finora da William Friedkin, spiccano Il salario della paura (Sorcerer, 1977) con Roy Scheider, Cruising (1981) con Al Pacino, The Hunted – La preda (2003) con Tommy Lee Jones e Benicio del Toro, e il recente Bug – La paranoia è contagiosa (2006) con Ashley Judd, presentato alla Quinzaine des réalisateurs di Cannes.
Dal 1998 Friedkin ha allestito una decina di opere in tutto il mondo e attualmente sta preparando La Fanciulla del West di Puccini per l’Opéra di Parigi.
Frédéric Maire, Direttore artistico del Festival, dichiara: «Dall’azione all’horror, dal giallo al film fantastico, William Friedkin ha rivoluzionato il cinema di genere dal cuore stesso del sistema hollywoodiano. Dopo 40 anni di carriera, questo regista virtuoso e perfezionista conquista ancora il pubblico grazie al suo linguaggio spettacolare e fortemente ancorato alla realtà, e al suo universo cupo, specchio dei mali della nostra società».