Aspettando La Torre Nera, la cui realizzazione è stata purtroppo rimandata, Ron Howard si starebbe giustamente guardando attorno. All’ex Richie Cunningham di Happy Days è stata infatti proposta la regia di Rush, biopic sul campione di Formula 1 Niki Lauda. Ad annunciare la notizia Variety, per un film sceneggiato da Peter Morgan, già dietro lo script dell’ottimo Frost/Nixon, sempre firmato Howard.
Al centro della trama l’epico duello tra Lauda e l’inglese James Hunt, culminato nel Gran Premio di Germania del primo agosto 1976. Quel giorno, infatti, un indimenticato incidente per poco non ammazzò il campione austriaco della Ferrari, rimasto intrappolato nella propria vettura in fiamme. Costretto a saltare i successivi Gran Premi per circa 40 giorni, Lauda diede ovviamente la possibilità al rivale della McLaren di recuperare lo svantaggio precedentemente accumulato, fino a vincere il mondiale all’ultima corsa.
Una corsa, quella alla regia, che vedrebbe Howard ‘in gara’ solo con Paul Greengrass, altro regista interessato al progetto. Aspettando ulteriori news, a voi il video originale del tragico e spettacolare incidente del 1971, con Niki Lauda arrivato a un passo dalla morte.

Perso James Cameron, Cleopatra potrebbe passare di mano a Paul Greengrass. A parlare del regista britannico, padre di due Bourne e di Green Zone, il produttore Scott Rudin. Se Cameron è ufficialmente saltato fuori dal progetto, dentro c’è rimasta Angelina Jolie, possibile Cleopatra moderna, per volontà dello stesso Rudin assai diversa da quella di Joseph L. Mankiewicz vista in sala nel 1963. Il film, a quanto pare costosissimo e in 3D, si baserà sulla biografia scritta da Stacy Schiff, adattata da Bran Helgeland, per una regina egizia che tornerà a vestire i panni che effettivamente indossò tra il 69 e il 30 a.C., ovvero quelli di stratega politica, guerriera.
Il Cleopatra originale è entrato nella storia del cinema, per aver quasi mandato in fallimento la 20th Century Fox. Inizialmente il costo stimato era attorno ai 2 milioni di dollari, ma la sua realizzazione ne richiese ben 44 milioni, equivalenti a più di 300 milioni di dollari attuali. Una follia per l’epoca, per una pellicola che vide un cambio di regia in corsa, con Mankiewicz chiamato a sostituire Rouben Mamoulian, e due attori, Peter Finch e Stephen Boyd, fuggiti su altri set. Licenziato durante la produzione, Mankiewicz venne riassunto perché nessun altro regista voleva assumersi la responsabilità di portare a termine un film simile. Elizabeth Taylor intascò un ingaggio record, pari a circa 45 milioni di dollari odierni, rischiando la vita per una polmonite, che la costrinse ad un ricovero in ospedale, con tanto di tracheotomia d’urgenza per salvarla dalla morte. 194.800 dollari dell’epoca vennero spesi solo per i suoi vestiti, mentre delle 6 ore originali ne arrivarono in sala ’solo’ 3, con Mankiewicz che perse la sua battaglia con gli Studios per dividere il film in due parti, anticipando di una cinquantina d’anni Harry Potter ed Eclipse. Candidato a 9 Premi Oscar ne vinse 4, decisamente minori, per la scenografia, gli effetti speciali, i costumi e la fotografia, diventando con il tempo un autentico classico.
Fonte: DeadLine

Problemi sul fronte biopic incentrato su Jimi Hendrix. Il regista Paul Greengrass, a quanto pare, si trova a fronteggiare quello che potrebbe costituire un ostacolo insormontabile, ossia la famiglia del celeberrimo cantante e chitarrista. La società che detiene i diritti su tutto ciò che riguarda James Marshall (in arte Jimi), la Experience Hendrix, è infatti rappresentata dai suoi familiari, che sembrano non voler cedere all’idea di un film che ne tratti la vita.
In un primo momento la Legendary Pictures ritenne di dover operare diversamente da quanto fatto in precedenza, prospettando alla famiglia qualcosa di più consistente di una semplice richiesta più o meno formale. Si decise allora di ingaggiare un regista, qualcuno che si occupasse della sceneggiatura e qualche attore, così da fare breccia in questa apparentemente infrangibile barriera. Superfluo dire che non funzionò.
Legendary ha proceduto senza il nostro permesso, la nostra direzione o il nostro coinvolgimento. Non è “andato in frantumi”, semplicemente perché non c’è mai stato (il film, ndr.). Quando faremo un film incentrato sulla vita di Jimi Hendrix saremo coinvolti e ne avremo il controllo sin dall’inizio.
Questo è quanto dichiarato da Janie Hendrix. Prima di lasciarvi, non ci resta che menzionare il nome sui cui era caduta la scelta di Greengrass per il ruolo di protagonista, ossia Anthony Mackie.
Tony Gilroy - sceneggiatore dei primi tre capitoli cinematografici della saga di Jason Bourne - è in trattative per dirigere la quarta avventura del personaggio creato dallo scrittore Robert Ludlum, attualmente intitolata The Bourne Legacy, di cui ha anche firmato lo script.
Una volta ufficializzata l’uscita di scena del regista del secondo e del terzo capitolo, Paul Greengrass, il posto in cabina di regia è rimasto vacante per alcuni mesi, principalmente a causa di quanto dichiarato dal protagonista della saga Matt Damon, che sembra non avere intenzione di indossare nuovamente i panni di Bourne senza Greengrass dietro la macchina da presa. Deadline riporta quest’oggi che a casa Universal hanno deciso di andare avanti comunque con la lavorazione del film, con o senza Matt Damon. Il franchise cinematografico di Bourne è troppo redditizio per abbandonarlo, anche se portarlo avanti dovesse significare dover dare un nuovo volto al protagonista.
La release della pellicola era inizialmente prevista per il 2012, ma attualmente non è stata fissata nessuna data ufficiale. Con Duplicity e, soprattutto, Michael Clayton nel proprio curriculum artistico, Tony Gilroy sembra essere un’ottima scelta per dirigere il film. Speriamo che Damon ci ripensi….
Jason Bourne torna nel 2012, ma forse senza Matt Damon nei suoi panni. Conferme e nubi sul futuro di The Bourne Legacy, 4° capitolo dell’ormai mitica saga (945 milioni di dollari incassati worldwide) che verrà nuovamente sceneggiato da Tony Gilroy, già autore dei 3 script precedenti. Anche se il titolo del film corrisponde al libro di Eric Lustbader (il primo post-Robert Ludlum), l’adattamento della trama sarà interamente di Gilroy. A ufficializzare oggi il suo ritorno, andando così a sostituire George Nolfi, che era già stato messo sotto contratto per scrivere la storia, la Universal.
Peccato che la pellicola rischi di perdere il suo indiscusso protagonista. Senza Paul Greengrass in cabina di regia, Matt Damon avrebbe già detto no ad un 4° Bourne. La palla passa così ai produttori, Frank Marshall, Pat Crowley, Jeffrey Weiner e Ben Smith, a cui spetta il compito di convincere Damon (e Paul Greengrass).
La conferma di Gilroy potrebbe essere un buon punto di partenza, ma basterà? E soprattutto… avrebbe senso tornare in sala con Jason Bourne senza Matt Damon nei suoi panni?

Due thriller tanto diversi quanto appassionanti. Da 48 ore anche i cinema italiani sono stati invasi da L’uomo nell’Ombra e Green Zone, filmoni di Roman Polanski e Paul Greengrass. Li avete visti? E se sì, vi sono piaciuti? Vi hanno deluso o stupito, entusiasmato o annoiato? Vi ha convinto il ritorno della coppia Damon/Greengrass? E di Polanski, capace di finire il suo gioiello addirittura dal carcere, vogliamo parlarne? Promossi o bocciati? A voi la parola…
Praticamente snobbato. Si è rivelato un pesantissimo flop al box office Usa Green Zone, film di guerra costato 100 milioni di dollari ma incapace di andare oltre i 30 milioni di dollari di incasso. A 20 giorni dall’uscita nei cinema italiani, datata 23 aprile, ed aspettando la nostra recensione in anteprima, torniamo a parlarvi del film grazie al primo spot tv in italiano.
Basato sul libro Imperial Life in the Emerald City: Inside Iraq’s Green Zone, scritto dal giornalista Rajiv Chandrasekaran, e riadattato da Brian Helgeland, sceneggiatore del recente Robin Hood di Scott, Pelham 1 2 3, Man on Fire, Mystic River e L.A. Confidential, il film, diretto da Paul Greengrass, regista di Bloody Sunday, The Bourne Supremacy, The Bourne Ultimatum e United 93, ruota attorno a Matt Damon, assoluto protagonista con Jason Isaacs, Greg Kinnear e Amy Ryan al suo fianco.
Siamo nel 2003, durante la prima fase dell’occupazione americana dell’Iraq, l’ufficiale Roy Miller e la sua squadra vengono incaricati di rintracciare le armi di distruzione di massa che si pensa siano nascosti nel deserto. Peccato che invece di scovare i micidiali ordigni si ritroveranno immischiati in una serie di losche operazioni organizzate dai servizi segreti che finiranno per cambiare completamente l’obiettivo della loro missione.
Sale l’attesa per Green Zone il nuovo film di Paul Greengrass, che dopo il successo della saga di Jason Bourne torna a lavorare con Matt Damon per un film di grande azione. Le prime impressioni sul film ne parlano come una pellicola di sicuro interesse. In attesa di poterlo vedere in anteprima ecco una nuova featurette in italiano che ci racconta qualcosa sul dietro le quinte.
Ricordiamo che il film era previsto in sala per il 23 di aprile, ma è stato anticipato al 9.
Aspettando la nostra recensione in anteprima, torniamo a parlarvi dell’action Green Zone grazie al primo adrenalinico trailer in italiano del film, da vedere e commentare insieme a noi. Basato sul libro Imperial Life in the Emerald City: Inside Iraq’s Green Zone, scritto dal giornalista Rajiv Chandrasekaran, e riadattato da Brian Helgeland, sceneggiatore del recente Robin Hood di Scott, Pelham 1 2 3, Man on Fire, Mystic River e L.A. Confidential, il film, diretto da Paul Greengrass, regista di Bloody Sunday, The Bourne Supremacy, The Bourne Ultimatum e United 93, ruota attorno a Matt Damon, assoluto protagonista con Jason Isaacs, Greg Kinnear e Amy Ryan al suo fianco.
Siamo nel 2003, durante la prima fase dell’occupazione americana dell’Iraq, l’ufficiale Roy Miller e la sua squadra vengono incaricati di rintracciare le armi di distruzione di massa che si pensa siano nascosti nel deserto. Peccato che invece di scovare i micidiali ordigni si ritroveranno immischiati in una serie di losche operazioni organizzate dai servizi segreti che finiranno per cambiare completamente l’obiettivo della loro missione. Quando lo vedremo nei nostri cinema? Il prossimo 23 aprile.
Arrivano dall’oriente le due nuove locandine di Green Zone che vi offriamo oggi in calce al post. Il thriller, ambientato in Iraq, vede riunita la coppia vincente della saga di Jason Bourne - Matt Damon e Paul Greengrass.
Di Green Zone, in arrivo nei cinema italiani il prossimo 9 aprile 23 aprile, abbiamo già avuto modo di vedere il primo trailer ed il successivo trailer internazionale.
Protagonisti sono una coppia di agenti della CIA, che si mettono a caccia di un commerciante di armi di distruzione di massa per poterlo fermare. Matt Damon interpreta l’agente dell’esercito Roy Miller, prestato all’agenzia, che si batte contro l’estremizzazioni delle operazioni di guerra. Il tutto, è basato sul libro Imperial Life in the Emerald City: Inside Iraq’s Green Zone, scritto dal giornalista Rajiv Chandrasekaran.
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