Atteso a Cannes, dove è in Concorso, e in arrivo in Italia a novembre, La pelle in cui vivo - La piel que habito di Pedro Almodovar torna a far sua la nostra attenzione grazie ad una serie di scatti inediti, che ci mostrano il celebre regista spagnolo direttamente sul set della sua 18° fatica cinematografica.
Tratto da un romanzo del francese Thierry Jonquet, Tarantola, La piel que habito, girato in 10 settimane e costato 10 milioni di euro, segna il ritorno di Antonio Banderas, ex attore feticcio di Almodovar, tornato ad incrociare il set con il suo mentore 22 anni dopo Legami. Banderas andrà a vestire i panni di Legard, chirurgo plastico di successo e all’avanguardia nella ricerca cellulare, ma anche esecutore di una morbosa vendetta sull’uomo che ha violentato la figlia sedicenne, rendendola pazza incurabile. Ad interpretare la moglie del chirurgo, tenuta prigioniera nella villa di famiglia, troviamo Elena Anaya.

Dopo le nostre puntuali speculazioni circa i film che verranno presentati durante la 64a edizione del Festival di Cannes, oggi è finalmente il gran giorno. E’ di queste ore, infatti, l’annuncio ufficiale dei film presenti all’attesissima manifestazione. Sorprese? Conferme? Certe valutazioni le lasciamo ben volentieri a voi lettori. Ciò a cui però non intendiamo venir meno è un pizzico di sano campanilismo - che non guasta mai.
In concorso per la Palma D’oro troviamo infatti ben due italiani, ossia Nanni Moretti (con il suo Habemus Papam) e Paolo Sorrentino (con This Must Be The Place). Fuori concorso, oltre ai già confermati Kung Fu Panda 2 e Pirati dei Caraibi: Oltre i Confini del Mare, da menzionare c’è l’ultimo film di Jodie Foster, The Beaver, con Mel Gibson alle prese con un ruolo apparentemente delicato.
Dopo il salto troverete l’attesa line-up per intero. Da notare che in tale lista non figura Midnight in Paris, ultimo lavoro di Woody Allen, che aprirà la manifestazione giorno 11 Maggio.
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Direttamente da IoSpio, freepress settimanale di Gossip, vi estraggo qualche dichiarazione rilasciata da Cristiano Malgioglio riguardo al cinema.
Qualche tempo fa hai detto di aver scritto una lettera a Pedro Almodovar. Ti ha risposto?
Certo che mi ha risposto. E ci siamo anche visti in tre occasioni. Abbiamo parlato molto di cinema e spero che mi chiami presto. Altrimenti potrò fare solo le parti del nonno.
E sul ruolo che potresti interpretare ti ha detto niente?
No, mi ha detto solo che è pazzo del mio ciuffo, ma non gli darò mai la ricetta di come lo faccio.
Con chi ti piacerebbe recitare?
Con un regista italiano che mi facesse fare una parte drammatica. Muccino e Sorrentino sono i miei preferiti.
Ci dici un film che non ti è piaciuto?
Manuale d’Amore 3. Sono entrato per vedere Monica Bellucci che è bellissima, ma De Niro mi ha molto deluso. Veronesi, comunque, resta un regista pazzesco.
…. Che parte fareste fare a Malgioglio in un film di Almodovar? Scatenatevi nei commenti!
Lungo ed interessante articolo quello apparso oggi sul quotidiano LaRepubblica, con il 18° film di Pedro Almodovar assoluto protagonista. La piel que habito, che molto probabilmente diventerà La pelle in cui Vivo per il mercato italiano, è uno dei film dati per ‘certi’ all’ormai imminente Festival di Cannes. Il celebre regista spagnolo è in sala di montaggio da mesi, ma sulla Croisette, dove in passato ha vinto il Prix de la mise en scène per Tutto su mia madre e il Prix du scénario (sceneggiatura) per Volver, dovrebbe esserci.
Pedro ha definito il film “il lavoro più duro e difficile che abbia mai fatto, il mio debutto nell’orrore. Non ci sono urla e massacri, la violenza è psicologica. E’ un miscuglio di noir, horror, fantascienza, ma non rispetta nessuna regola di genere”. Tratto da un romanzo del francese Thierry Jonquet, Tarantola, La piel que habito, girato in 10 settimane e costato 10 milioni di euro, uscirà nei cinema italiani a novembre, con distribuzione Warner.
Protagonista assoluto della pellicola Antonio Banderas, ex attore feticcio di Almodovar, tornato ad incrociare il set con il suo mentore 22 anni dopo Legami. Banderas andrà a vestire i panni di Legard, chirurgo plastico di successo e all’avanguardia nella ricerca cellulare, ma anche esecutore di una morbosa vendetta sull’uomo che ha violentato la figlia sedicenne, rendendola pazza incurabile. Ad interpretare la moglie del chirurgo, tenuta prigioniera nella villa di famiglia, troviamo Elena Anaya. Anche se inizialmente Almodovar aveva ancora una volta pensato alla sua nuova musa, ovvero Penelope Cruz. Ma è lo stesso Pedro a spiegare i motivi del clamoroso cambio attoriale: ”per come si è sviluppata la storia non la vedevo più in questo ruolo“.
Il sito di cinema iberico El Septimo Arte ha pubblicato i cinque inquietanti poster che vedete qui sotto. Sono le nuove locandine di The Skin That I Inhabit - La piel que habito di Pedro Almodovar, realizzate dall’illustratore Mo Caro ed apparse on-line ad una sola settimana di distanza dal primo “anatomico” teaser poster dal gusto un po’ retrò.
La pellicola, ispirata ad un romanzo di Theirry Jonque del 2005 dal titolo Tarantula, porterà in sala la sete di vendetta di un chirurgo plastico nei confronti dell’uomo che ha stuprato sua figlia. Un padre perverso che, mentre si adopera per portare a termine la propria “giustizia privata”, tiene segregata in casa la moglie, approfittandone con giochi sessuali violenti e malati. Un uomo odioso, che ha il volto di Antonio Banderas, tornato a collaborare con il grande regista dopo 22 anni. Almodovar ha definito la sua nuova sceneggiatura “una storia di terrore, ma senza grida né spavento”. Banderas, da parte sua, nel corso di una lunga intervista ha dichiarato “credo che il film finirà con il generare polemiche e controversie, perchè va a toccare temi delicati e molto attuali. Però alla fine si parlerà anche questa volta dei temi ricorrenti della sua filmografia: della passione, delle relazioni interpersonali, di esseri umani messi in situazioni limite….e la pellicola avrà, in ogni caso, la forte personalità di Pedro Almodovar“.
La 18a fatica del grande regista spagnolo, debutterà in concorso al Festival di Cannes il prossimo maggio, per poi approdare nelle sale cinematografiche spagnole il 2 settembre. Accanto a Banderas, nel cast troviamo Elena Anaya, Blanca Suarez, Roberto Álamo, Jan Cornet. Qui le prime foto ufficiali. Ora non ci resta che attendere il trailer…
La piel que habito di Pedro Almodóvar - 5 nuove inquietanti locandine
A poche settimane dall’annuncio dei film in Concorso sulla Croisette ecco arrivare il primo poster ufficiale per The Skin That I Inhabit - La piel que habito di Pedro Almodovar. Una locandina ‘anatomica’, particolarmente riuscita, curiosa ed accattivante, da vedere ad una maggiore risoluzione dopo il saltino.
18° film del leggendario regista spagnolo, il film, ispirato ad un romanzo di Theirry Jonque del 2005 dal titolo Tarantula, porterà in sala la sete di vendetta di un chirurgo plastico nei confronti dell’uomo che ha stuprato sua figlia. Un padre perverso che, mentre si adopera per portare a termine la propria “giustizia privata”, tiene segregata in casa la moglie, approfittandone con giochi sessuali violenti e malati. Un uomo odioso, che avrà il volto di Antonio Banderas, che torna così ad incrociare Almodovar a 22 anni da Legami, loro ultima collaborazione.
Proprio Banderas, mesi fa, è intervenuto sulla pellicola (costata 13 milioni di dollari) definendola “una storia di terrore, ma senza grida né spavento”. Al fianco dell’attore spagnolo Elena Anaya, la straordinaria Marisa Paredes e Blanca Suárez.
Continua a leggere: Primo poster per The Skin That I Inhabit - La piel que habito di Pedro Almodovar

Mentre il regista spagnolo, Pedro Almodovar, è alle prese con il suo ultimo film, The Skin That I Inhabit (La piel que habito), cominciano a rimbalzare le prime voci riguardo il suo prossimo progetto. Quella più insistente recita l’interessamento da parte del regista per un biopic sulla celebre Mina, di cui bene o male tutti conosciamo i burrascosi trascorsi. La sceneggiatura pare sia tratta dalla biografia scritta da Paolo Limiti, che prende proprio il titolo di Mina.
Nonostante sia ancora presto per dare una conferma inequivocabile, quelle che abbiamo appena riportato paiono non essere le uniche indiscrezioni trapelate. Mentre Almodovar si sta dando da fare per avere tutto pronto in vista della presentazione di The Skin That I Inhabit al Festival di Cannes, fioccano già i primi nomi. Su tutti, spicca quello di Marisa Paredes, alla quale toccherebbe il ruolo di protagonista nel film incentrato sul personaggio della famosissima cantante italiana.

In Italia uscirà il 18 novembre del 2011 La piel que habito, diventato per i cinema americani The Skin That I Inhabit, ritorno in sala di Pedro Almodovar. 18° film del leggendario regista spagnolo, il film, ispirato ad un romanzo di Theirry Jonque del 2005 dal titolo Tarantula, porterà in sala la sete di vendetta di un chirurgo plastico nei confronti dell’uomo che ha stuprato sua figlia. Un padre perverso che, mentre si adopera per portare a termine la propria “giustizia privata”, tiene segregata in casa la moglie, approfittandone con giochi sessuali violenti e malati. Un uomo odioso, che avrà il volto di Antonio Banderas, che torna così ad incrociare Almodovar a 22 anni da Legami, loro ultima collaborazione.
Oggi, a quasi un anno dall’uscita nelle sale nostrane, ecco arrivare le prime foto ufficiali, proprio con Banderas protagonista, mesi fa intervenuto sulla pellicola (costata 13 milioni di dollari) definendola “una storia di terrore, ma senza grida né spavento”. Al fianco dell’attore spagnolo Elena Anaya, la straordinaria Marisa Paredes e Blanca Suárez.

Terminate da poco le riprese del drammatico La Piel que Habito, 18esimo lungometraggio firmato da Pedro almodovar, Antonio Banderas è pronto per tornare per la terza volta dietro la macchina da presa. Il suo prossimo film da regista (dopo Crazy in Alabama del 1999 e Summer Rain del 2006) sarà Solo, un thriller psicologico con risvolti fantascientifici, incentrato sul personaggio di un colonnello spagnolo che soffre di traumi post-bellici. Oltre a dirigere la pellicola, da una sceneggiatura originale di Erik Jendresen, Banderas vestirà i panni del protagonista.
“Purtroppo, per raggiungere grandi mercati internazionali, si deve girare in inglese,” ha detto Banderas al Festival iberico di Valladolid Festival lo scorso sabato, dove ha ritirato un Premio alla Carriera Golden Spike. Il cast di Solo sarà comunque composto da interpreti spagnoli. Il budget stimato ammonta a circa 10 milioni di Euro che verranno messi a disposizione dalla casa di produzione fondata dallo stesso Banderas: la Green Moon, con sede a Malaga.
Fonte: Variety

61 anni fa, a Calzada de Calatrava, nasceva quello che si può forse considerare il più grande regista spagnolo di tutti i tempi. Pedro Almodovar. 17 film, 2 Premi Oscar, 5 Premi Goya, 3 Bafta, 2 David di Donatello, due volte vincitore al Festival di Cannes, una al Festival di Berlino, 4 César, 4 European Film Awards e un Premio Osella a Venezia. Una carriera costellata di capolavori, spesso irriverenti, spesso toccanti, quasi sempre mai banali ma incredibilmente originali. Provare a stilare una Top5 dei suoi migliori film è difficile, se non impossibile. Noi di Cineblog ci abbiamo provato, chiedendo a voi di fare altrettanto. Auguri Pedro.
- Parla con lei (2001): il film della conferma dopo il boom di Tutto su Mia Madre. Memorabile il ‘corto’ inventato dal regista per la scena dello stupro. Oscar per la Sceneggiatura. Fenomenale.
- Tutto su Mia Madre (1999): il film della consacrazione definitiva a livello internazionale. Pedro matura e il mondo ne rimane estasiato. Oscar come Miglior film Straniero.
- Donne sull’orlo di una crisi di nervi (1988): in assoluto una delle migliori commedie degli anni 80.
- La legge del desiderio (1987): 5 anni dopo l’esordio cinematografico con Labirinto di passioni, sempre del regista spagnolo, arriva la consacrazione di Antonio Banderas. Teddy Award a Berlino.
- Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio (1980): il film d’esordio, quello che racchiude tutte le tematiche più care ad Almodovar. Irresistibile.