Mentre qualcuno si chiede se le notizie recenti sull’attualità politica abbiamo trasformato in realtà quello che veniva raccontato dal film Il Caimano di Nanni Moretti, un altro film (decisamente meno recente) sembra essere profetico rispetto alla realtà che, volenti o nolenti, stiamo vivendo.
Si tratta del film Gli Onorevoli, film di Sergio Corbucci del 1963 (quasi cinquanta anni fa!) con il grande Totò e Gino Cervi, Franca Valeri, Peppino De Filippo e Aroldo Tieri. Quando si dice che i classici non finiscono mai di raccontarci il giorno d’oggi.
Quali sono i comici italiani più amati? La risposta viene da un’indagine del giornale online quinews che ha intervistato un campione di 1.000 individui con diverse età (under 18, over 20, 30, 40, 50, 60 e 70) sesso e collocazione geografica (Nord, Centro, Sud e Isole). Ecco i risultati:
1. Totò: 50,5%
2. Alberto Sordi: 21,5%
3. Massimo Troisi: 10%
4. Roberto Benigni: 5%
5. Aldo Fabrizi: 4%
6. Nino Manfredi e Peppino De Filippo: 3%
7. Walter Chiari, Carlo Verdone e Franco Franchi: 1%
Che ne dite? Siete d’accordo? Avreste aggiunto o tolto qualcuno?
Signori si nasce (1960) di Mario Mattoli. Con Totò, Delia Scala, Peppino De Filippo, Carlo Croccolo, Liana Orfei, Luigi Pavese.
Oggi 26 dicembre su Rai 3 alle ore 15:15
Signori si nasce… ed io lo nacqui, modestamente! E’ il barone Zazà degli Ulivi (Totò) a parlare, discendente da nobile famiglia ma dedito alla bella vita e quindi senza il becco di un quattrino. Questo piccolo particolare non gli impedisce di continuare a sperperare, sfruttando le famigerate cambiali. Finché un creditore minaccia di esporre la sua morosità al regio tribunale. E Zazà si vede costretto a rivolgersi al fratello Pio (Peppino De Filippo).
Pio, uomo molto religioso, che ha fatto fruttare i soldi ereditati in una sartoria ecclesiastica, non vede di buon occhio il fratello, per la sua vita senza regole, e quindi gli rifiuta il prestito necessario ad appianare i debiti. Il genio Zazà, però, non si da certo per vinto così facilmente, ed inscena una farsa per ingannare il credulone Pio, facendosi aiutare dal suo fido maggiordomo (il grande Carlo “bellezza mia” Croccolo) e da una ballerina di belle speranze (Delia Scala) ma con un manesco fidanzato.
La banda degli onesti (1956) di Camillo Mastrocinque. Con Totò, Peppino De Filippo, Nando Bruno, Giacomo Furia.
Domani martedì 9 settembre su Rai 1 alle ore 9:50
Il film riproposto domani mattina su Rai1 è un altro grande esempio della perfetta macchina comica formata dalla coppia Totò-Peppino, nonché, curiosamente, uno dei pochi senza il nome dei due attori nel titolo. La banda degli onesti non sarà famoso come altri celebrati film del principe della risata, ma è comunque una commedia molto divertente, ben scritta e con momenti davvero esilaranti.
Totò interpreta il ruolo di Antonio Bonocore, custode di un palazzo che un giorno, in circostanze “fortunose” (la morte di un inquilino), viene in possesso di una valigia che contiene i cliché per la stampa di banconote da dieci mila lire, oltre ad una buona quantità di carta filigranata. Ed ha, dopo qualche ripensamento, la classica idea geniale che potrebbe cambiare la sua vita, facendo uscire la sua famiglia da uno stato di continua indigenza.
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Totò, Peppino e… la malafemmina (1956) di Camillo Mastrocinque. Con Totò, Peppino De Filippo, Dorian Gray, Teddy Reno, Mario Castellani.
Domani lunedì 8 settembre su Rai 1 alle ore 9:50
Nell’immaginario comune quello proposto nella mattinata di domani è “il” film di Totò, quello che chiunque, interrogato a proposito della chilometrica produzione del comico napoletano, ricorderà come esempio principe, punta dell’iceberg, “capolavoro”. A torto o a ragione, questo è tutto da verificare, ma non c’è dubbio alcuno che Totò, Peppino e la malafemmina sia un gran film. Divertente e intelligente come solo le migliori commedie della tradizione filmica italiana.
Totò e Peppino interpretano qui i fratelli Caponi, passati alla storia della cultura partenopea fino a divenire oggetto di culto e merce da marketing regionale. I fratelli Caponi vivono in un paesello dell’entroterra campano, lontano dagli squilli della civiltà tecnologica, in un piccolo mondo antico fatto di lavoro e pochi divertimenti. Almeno questo vale per Peppino, il “secondogenio” della coppia. Totò, il “primogenio”, come spesso altre volte nella sua carriera, interpreta uno scanzonato scansafatiche che approfitta della credulità del fratello per rubargli soldi e fare “la bella vita”.
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Continua la grande sfida riservata agli attori comici più divertenti della storia del cinema. Sarà un lungo percorso, ma ciò ci permetterà di eleggere il più grande di tutti. Per il calendario della manifestazione vi rimando al post introduttivo.
I partecipanti di questo primo girone di comici sono: Aldo Fabrizi, Totò, Vittorio De Sica, Bob Hope, Gianni e Pinotto, Fernandel, Jacques Tati, Peppino De Filippo, Walter Chiari. Di questo secondo girone se ne qualificano quattro.
Per partecipare alla sfida vi rimando al gioco che opporrà tutti i partecipanti come in un virtuale campionato di comici. Ma ora non vi resta che votare i migliori comici degli anni 50! clicca su gioca!
Totò, Peppino e i fuorilegge (1956) di Camillo Mastrocinque, con Totò, Peppino de Filippo, Titina de Filippo, Memmo Carotenuto, Franco Interlenghi.
Domani Lunedì 1 settembre su Rai 1 alle ore 9:50
Nei palinsesti della Rai l’estate è sempre stato il momento perfetto del riciclo e delle riscoperte. Riciclo di film e spettacoli di cui francamente non si sentiva la mancanza e riscoperta delle tante piccole gemme di cui la storia del cinema nostrano è cosparso. E’ il caso del film riproposto nella mattinata di lunedì da Rai1, quel Totò Peppino e i fuorilegge che costituisce uno dei vertici comici dell’immensa produzione del mai troppo celebrato principe della risata.
Totò recita il ruolo della simpatica canaglia, amante della bella vita ma succube della moglie possidente (Titina de Filippo) che ne controlla ogni piccola spesa rendendosi ai suoi occhi irrimediabilmente avara ed antipatica. Una sorta di riproposizione in chiave femminile del barone Antonio Peletti, grande figura d’avaro costruita dall’attore partenopeo in 47 morto che parla. Grande amico di Totò è il barbiere Peppino, un “missionario” della barba che a più riprese diventa vittima degli scherzi e dell’ironia del cliente-amico, che non riesce a decidersi se il poveretto deve rivolgersi a lui con il tu o con il voi.
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