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Tutti gli articoli con tag Per un pugno di dollari

The Spaghetti Western Orchestra a Milano: biglietti omaggio e sconti per i lettori di Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

the big western orchestra

Oggi Cineblog è orgoglioso di segnalarvi uno spettacolo unico nel suo genere, The Spaghetti Western Orchestra che arriva a Milano al Teatro Ciak dal 28 ottobre all’8 novembre. Di cosa si tratta? Cinque musicisti interpretano i capolavori di Ennio Morricone come Il Buono il Brutto il Cattivo, C’era una volta il West, Per un pugno di dollari, Giù la testa.

In scena 100 strumenti diversi, alcuni decisamente strani: mele, scatole di cornflakes, lattine di birra, guanti di gomma, inalatori per l’asma, porte cigolanti, attaccapanni, stivali e chi più ne ha più ne metta… vedete il video dopo il salto per credere. Entusiasmante vero?

E non è tutto. Il Teatro Ciak ha riservato un regalo ai lettori di Cineblog. Seguiteci.
- 10 biglietti omaggio (5 per due persone) per la serata del 28 ottobre. Per aggiudicarseli basta commentare per primi (i primi cinque!) il post e lasciare il vostro nome (i primi 5 di voi possono portare una persona). Se siete tra i primi cinque, per ritirare i biglietti basta andare direttamente in teatro la sera stessa a partire dalle ore 20.00 (e presentarsi a nome Cineblog) con questa pagina stampata.

La promozione continua. Leggete dopo il salto.

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Festival di Roma 2009: Il Leone in garage splende di buio

pubblicato da Italo Moscati

sergio leone omaggio festival di romaIl giorno prima di “su lo schermo”, al Festival di Roma 2009 si è aperta una mostra dedicata a Sergio Leone. C’erano tutte le autorità. Fischiavano le pallottole delle colt. Poi le autorità sono salite nelle auto blu e si sono sentiti nitriti di soddisfazione dei cavalli, anzi dei muli (come sapete il destriero di Per un pugno di dollari è appunto un bel mulo di gamba corta e di occhi pieni di malia).

Sono entrato nella mostra e ho scoperto che il promesso Spazio Espositivo dall’invito era un garage. Evviva, mi sono detto. Niente auto. L’ho detto a due Giuliani, Montaldo (Leone gli produsse “Il giocattolo” e non si fece mai vivo sul set, cosa graditissima, meglio lavorare da soli) e Gemma (amico del Leone con il quale progettava film come attore ma riuscirono soltanto ad andare in vacanza a Parigi); entrambi erano d’accordo ed erano come me colpiti da un particolarone non indifferente.

Quale? Il buio profondo della gran sala del garage. Un buio pesto, da pestarsi. Un buio da noir. E invece Leone è il re del western, anche nel paese degli hamburger, macchè spaghetti. Il western è il regno del sole secco e della polvere bagnata dal sudore dei killers e delle loro vittime, egualitarismo perfetto. Qui niente dardi dal cielo niente sudore, ma abiti da mezzasera, mocassini, lifting come d’obbligo in occasioni come questa, nella Roma per fortuna non Cafonal, o almeno non troppo Cafonal.

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Cult de sac. I 10 film più visti in assoluto nella storia della Tv italiana

pubblicato da Fabio della Sala

Sylvester Stallone Rambo

Gli ascolti della Tv generalista si sa sono crollati negli ultimi anni, quelli dei film in Tv ancora di più. Ancora a metà degli anni 90, la Tv generalista era il maggior veicolo per il consumo di cinema casalingo.

Classifica redatta secondo i dati Auditel dal 1986 in poi:

10. Rambo, (1982, USA) (Canale 5 ) 13.172.000
9. Agente 007, Licenza d’Uccidere, (1962, GB) (Rai 1 ) 13.194.000
8. Bambi, (1942, USA) (Rai 1 ) 13.431.000

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Sergio Leone Quando il cinema era grande: presentazione del libro a Roma

pubblicato da Carla Cigognini

sergio leone italo moscati libroAlla Biblioteca nazionale centrale di Roma, Via Castro Pretorio 105, il 5 febbraio 2008, ore 17 , verrà presentato da Fulvia Caprara, dall’attore Giuliano Gemma e da Baba Richerme l’ultimo libro di Italo Moscati, pubblicato da Lindau, “Sergio Leone- Quando il cinema era grande”.

Dopo i libri su Anna Magnani, Vittorio De Sica, Sophia Loren, Pier Paolo Pasolini e “Gioco perverso”, Moscati continua il suo romanzo sugli anni più vivaci e ricchi di storie del cinema italiano, attraverso uno dei suoi registi più creativi e originali, che continua a riservare sorprese, Leone.

Adesso il cinema non è più grande. Specie il cinema italiano. Eppure lo è stato e lo è ancora, se si va a cercarlo. Era un cinema che parlava di rabbia, rivoluzione, vita, passione e destino. Un cinema che rideva e piangeva con il pubblico. Un cinema che non aveva peli sulla lingua e bollava il potere. Un cinema che fustigava la politica e i conformismi ideologici. Un cinema che reinventava la storia e scopriva il presente, lavorava per il futuro.

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Dal B-Movie al Cult Movie. I film che con un pugno di dollari conquistarono il botteghino

pubblicato da Michele Nuzzi



Vi siete mai chiesti come film di dubbio valore, nati per essere b-movie, prodotti con un pugno di dollari… siano riusciti a diventare dei casi cinematografici?

Film che hanno sfruttato l’onda dell’ensusiasmo delle prime visioni, film che hanno ottimizzato la promozione, film che hanno esasperato la promozione diventando dei veri e propri fenomeni mediatici… Insomma film che per un pugno di dollari fecero davvero qualche dollaro in più!… e non è solo un gioco di cine-parole!

Quali sono stati i trucchi per il successo? Sono solo casi mediatici o sono comunque opere degne di memoria, veri e propri cult movie? Questa è ovviamente solo la prima parte del post, che conto di completare solo con il vostro prezioso aiuto… queste informazioni non sono così semplici da trovare.

Elenchiamone alcuni.

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Cineblog Consiglia: Per un pugno di dollari

pubblicato da Agata A.

Per un pugno di dollari (Italia/1964)
Un film di Sergio Leone.
Con Clint Eastwood, Gian Maria Volonté, Marianne Koch

Stasera 15 novembre alle 21:00 su Rai3

Un pistolero arriva su un mulo in un paese polveroso, San Miguel, che sembra disabitato. Un poncho, un cappello e una sigaretta: Clint Eastwood entra in scena. Osserva qualcosa di molto strano: un bambino vorrebbe andare da sua madre, ma questo non è possibile, la donna, bellissima, sembra essere prigioniera.

Il paese ha qualcosa di funesto, il becchino costruisce le bare, sapendo che presto saranno utilizzate; c’è una guerra senza quartiere tra due famiglie più potenti . Il pistolero sembra allearsi con una delle famiglie, ma non è poi così chiaro il suo gioco: «i BaxTer da una parte, i Rojo dall’altra, e io nel mezzo» dice.

Apprende che Ramon Rojo, il più malvagio, non è in paese. L’uomo inoltre, interpretato da uno strepitoso Gian Maria Volontè, ha rapito Marisol, la mamma del bimbo che si è visto all’inizio del film, e ne ha fatto la sua donna.

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Venezia 64: secondo giorno di Gabriele

pubblicato da Gabriele C.

C’è chi penserà ormai che Takeshi Kitano è un regista morto, che ha già detto e ha già dato tutto. Nonostante questo, Kitano continua ad essere fortemente applaudito, giustamente, anche quando un film come Kantoku banzai! riceve aspre critiche. In realtà, per chi ha molto gradito Getting any? e chi è disposto a subirsi un’altra autocelebrazione alla Takeshis’, questa nuova pellicola del maestro giapponese risulterà comunque abbastanza divertente. Certo, bisogna accettare la pura anarchia e il caso che regna sovrano, ma un paio di autocitazioni (Kikujiro e Zatoichi) e alcuni momenti paradossali e al limite del geniale (le parodie horror e wuxia) lo rendono sufficiente per un appassionato. Gli altri salutino con la manina: anche perché è lo stesso Kitano che dice che questo è in assoluto il suo film più autodegradante.

Nella giornata di ieri hanno fatto la loro prima apparizione due film in concorso: Sleuth di Kenneth Branagh e Michael Clayton di Tony Gilroy (ma la stampa si è già vista anche De Palma). Il primo è, imho, uno dei migliori Branagh, semplicemente adorabile. Il remake de Gli Insospettabili, un vero cult, è un film che prende spunto da quello per prendere vie differenti, e non solo in campo estetico, dove il “regista del Bardo” si scatena con una fotografia raffinatissima, capace di esaltare un gioco di luci fosforescenti e la bellissima casa iper-tecnologica che ospita la coppia di attori, due grandiosi Michael Caine e Jude Law, quest’ultimo nel ruolo che fu del primo nell’originale (e ricordiamo che fu anche Alfie!). Diviso in tre parti (le prime due decisamente simili al capostipite), la bellissima sceneggiatura, ironica e “teatrale” senza dar fastidio, prende una certa piega proprio nell’ultima parte… ma qui non vi svelerò nulla. Comunque consigliatissimo, un gioco davvero elegante e diretto come si deve, con inquadrature splendide. Caine è una garanzia, e Law non è mai stato così sexy.

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