In occasione dell’uscita al cinema del film drammatico I Bambini della sua vita, Cineblog è felice di proporvi una chiacchierata con il regista Peter Marcias che, gentilmente, ci ha concesso un po’ del suo tempo.
1. Chi è Peter Marcias? Raccontati ai lettori di Cineblog
Ho 33 anni e sono nato ad Oristano, ma vivo a Roma da tanti anni. Da super appassionato di cinema sono passato dietro la macchina da presa con grande orgoglio realizzando in questi anni tanti lavori tra corti, documentari, spot e tre lungometraggi. Qualcuno riuscito altri meno, ma felice di averli realizzati.
2. Come definiresti il film I bambini della sua vita?
È una favola drammatica che racconta la ricerca della verità da parte di Alice, ormai ragazza (interpretata magnificamente da Carla Buttarazzi) sul suo passato abbastanza “oscuro”. L’aiuterà nell’impresa Julien, un ex architetto francese in carcere. Un film sull’incomunicabilità e la ricerca d’amore da parte del prossimo che ti “dona” chiavi di lettura per vivere il presente.
3. Da 1 a 10 che voto gli daresti?
Con grande presunzione 10! E’ un film a cui tengo molto perché è girato nella mia terra, la Sardegna. Partendo dalla sceneggiatura di Marco Porru, la scenografia di Osvaldo Desideri e le luci del giovane direttore della fotografia Alberto Lopez Palacios mi sono immerso nella mia Cagliari con grande amore. Quasi mi sono perso tra i vicoli.
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I bambini della sua vita è il secondo film diretto da Peter Marcias (dopo Un attimo sospesi del 2008) ed uscirà nelle nostre sale dal 22 aprile. Ecco la trama: Alice (Carla Buttarazzi) ha ventidue anni e vive nella casa che ha ereditato dalla nonna. Un giorno si reca in carcere e parla con un uomo della storia di Silvia (Caterina Gramaglia), una ragazza tossicodipendente che entrava e usciva dalla vita di sua figlia. Nel film anche nonna Rosaria (Piera Degli Esposti) e Julien (Julien Alluguette), un amico di Silvia…
Sceneggiatura originale di Marco Porru. La pellicola ha rappresentato l’Italia al 12° Festival Europeo del Cinema 2011 vincendo il Premio della Miglior attrice non protagonista assegnato a Piera Degli Esposti. Qui sopra il trailer. Nel cast anche Giulia Bellu, Fiorenza Tessari, Andrea De Santis, Gianluca Merolli, Nino Frassica, Barbara Exgnotis, Vincenzo Scuruchi.
Peter Marcias firma il film drammatico I bambini della sua vita, in uscita il 22 aprile 2011 con Piera Degli Esposti, Caterina Gramaglia, Julien Alluguette, Carla Buttarazzi, Giulia Bellu, Fiorenza Tessari, Andrea De Santis, Gianluca Merolli, Nino Frassica, Barbara Exgnotis, Vincenzo Scuruchi. Ecco la trama ufficiale:
Alice (Carla Buttarazzi) ha ventidue anni e vive da poco tempo nella casa che ha ereditato da sua nonna nel quartiere Castello di Cagliari. È persa e inquieta, investita da un vortice di ricordi sfocati della sua infanzia. Un giorno si reca in carcere a trovare un uomo col quale rievocherà le vicissitudini di Silvia (Caterina Gramaglia), una ragazza tossicodipendente che entrava e usciva dalla vita di sua figlia. Rosaria (Piera Degli Esposti), una nonna forte che ha rinunciato ad aiutare la propria figlia per crescere sua nipote. E infine di un amico di Silvia, il francese Julien (Julien Alluguette), con la sua vita scandita da lettere e poesie, che nutriva per Alice un affetto quasi paterno. Ma Alice non è andata da Julien solo per fare un bilancio sulla sua famiglia, vuole sapere se lui è suo padre. Troverà inaspettatamente la forza di tornare alla sua vita e di sorridere, non dopo quella risposta, ma grazie a un ragazzo che come lei è legato al passato di Julien
Il regista Peter Marcias ha dichiarato:
“I bambini della sua vita” racconta la storia di Alice ormai adulta che ricerca la verità dopo tredici anni di buio. In una Cagliari insolita e moderna un giovane francese, una ragazza madre e una donna matura accompagneranno Alice attraverso un mondo che non conosceva. Ma è anche un film nato dalla voglia di tornare nella città dove sono cresciuto, Cagliari, capoluogo sardo. In compagnia dello scenografo Osvaldo Desideri, ho percorso un lungo “viaggio” nei vicoli della città ed ho scoperto tante realtà emozionanti. Una pellicola che abbraccia tante tematiche che riassumo con una parola, amore. Disperata ricerca di amore da parte di tutti, a causa dell’incomunicabilità che persiste nella nostra epoca, un discorso che avevo già affrontato con la mia opera prima, tre anni fa. Un salto nella ricerca di temi legati alla famiglia e l’impossibilità di essere felici senza un prossimo che ti ascolta e ti suggerisce “chiavi” di lettura per vivere i difficili giorni nostri.
Nella galleria alcune foto di scena e il poster ufficiale. Il film è stato sostenuto da: Sardegna Film Commission, Regione Autonoma della Sardegna (Agenzia Regionale per il Lavoro), Comune di Cagliari, Provincia di Cagliari, Agenzia Regionale Sardegna Promozione e Cineteca Sarda. Piera Degli Esposti ha vinto il premio Officine LAB Migliore Attrice Non Protagonista alla 12esima edizione del Festival
del Cinema Europeo di Lecce.
I bambini della sua vita: trama, poster e foto del film di Peter Marcias







Questa che vedete qui sopra è la sigla della terza edizione del Queer Lion, premio collaterale del Festival di Venezia che premierà il miglior film a tematica omosessuale tra quelli visti in tutte le sezioni. Due anni fa vinse The Speed of Life di Ed Radtke, con menzione speciale per Sleuth di Kenneth Branagh, mentre l’anno scorso vinse Un altro pianeta di Stefano Tummolini.
La giuria del 3. Queer Lion è composta dai Presidenti di Giuria Gustav Hofer e Luca Ragazzi, autori del meraviglioso Improvvisamente l’inverno scorso, e da Mark Smith (classe 1980, vice direttore della rivista mensile “Time Out Amsterdam” e collaboratore per “Style.com” e per “Dazed & Confused”), Peter Marcias (regista e sceneggiatore sardo, autore di numerosi spot, documentari e cortometraggi), Roberto Schinardi (giornalista, critico cinematografico e televisivo, collabora con il manifesto, Ciak, Ciak in Mostra, Torino Magazine, Pride ed il portale Gay.it).
Si segnalano anche quattro film di interesse queer anche nella retrospettiva Questi fantasmi 2: cinema italiano ritrovato: La nave delle donne maledette di Raffaello Matarazzo, nella versione francese non censurata e con accenni di scene lesbiche per l’epoca abbastanza espliciti; Morte di un amico di Franco Rossi, con Pasolini collaboratore in fase di sceneggiatura; Nudi per vivere di Elio Montesti (ovvero lo pseudonimo di Elio Petri, Giuliano Montaldo, Giulio Questi), in una Parigi by night dove non mancano i locali omosessuali; Il tramontana di Adriano Barbano, ambientato in un collegio maschile, tra cameratismo e qualche sguardo di troppo da parte dei frati.
Sono 14 i film ufficialmente in gara, ma la giuria potrà prendere in considerazione anche altre pellicole di tutte le sezioni (ad esempio: è strano non vedere il film di Yonfan, sempre vicino alle tematiche LGBT). Per leggere l’elenco, cliccate su continua.
Continua a leggere: Venezia 66 - Queer Lion: i film candidati della terza edizione
Uscirà il 5 Dicembre nelle sale il film drammatico Un attimo sospesi di Peter Marcias con Paolo Bonacelli, Ana Caterina Morariu, Nino Frassica, Farida, Fiorenza Tessari, Rosario Lisma, Roberto Nobile, Carla Buttarazzi, Joseph Kpoghomou.
Dopo aver ottenuti buoni riscontri in giro per il mondo, ed un’ondata di applausi al Festival di San Paolo nella competizione per nuovi filmmakers, torna in Italia un film che si presenta interessante fin dalla trama. La storia ci vuole dare uno spaccato dell’esistenza di cinque persone che si trovano a fare i conti con la propria vita e il proprio passato in un momento in cui il corso stesso dell’umanità potrebbe cambiare radicalmente. Sospesi tra attentati sanguinosi e minacce concrete di una nuova guerra su larga scala dovranno confrontarsi con un mondo che pure vorrebbero tenere fuori dalla loro tormentata vita.
Solitudini metropolitane studiate nel rapporto con una contemporaneità scissa, frammentata ed incerta che crea tensioni esterne e soprattutto interne all’animo. Un film profondo che potrebbe davvero rappresentare una buona alternativa per coloro che ne hanno abbastanza del “solito” cinema italiano. Sempre che riesca a trovare una distribuzione degna.