La cosa bella dei cinefili con la passione per il montaggio è che non sai mai quale trovata potrebbero estrarre dal cappello al volta prossima, in questo caso la curiosità è stimolata tanto quanto l’appetito per un montaggio che raccoglie alcuni dei migliori sandwich mai visti al cinema. Riconoscere i film da cui sono tratti è facile, in puro stile “cerimonia degli Oscar” sono menzionati tutti, da Philadelphia a La storia infinita!
Ebbene sì, c’è qualcuno che ha avuto il buon tempo di appuntarsi, ricercare, tagliare e montare queste scene, ma sono certo che molti tra voi ne vorrebbe aggiungere qualcuna.
Da Lords of Dogtown a The Air I Breathe, da Alpha Dog a Into the Wild, fino a Milk ed il nuovissimo Taking Woodstock di Ang Lee; a soli 24 anni Emile Hirsh ha già confermato - senza lasciare adito a dubbi di sorta - di essere uno dei migliori interpreti della sua generazione. Siamo quindi molto felici di leggere che potremo presto vederlo indossare i panni del principe Amleto in un nuovo adattamento della tragedia shakespeariana.
Ciò che fa nascere qualche timore e storcere il naso agli estimatori del Bardo, è la scelta di ambientare la vicenda negli Stati Uniti dei nostri giorni, cosa che rischia seriamente di banalizzare e snaturare l’opera di Shakespeare. La regia della pellicola, prodotta da Dan Jinks e Bruce Cohen, è stata affidata a Catherine Hardwicke; mentre Ron Nyswaner, autore di Philadelphia e Il velo dipinto, sta lavorando alla sceneggiatura.
Il personaggio del dolce principe di Danimarca è stato portato sullo schermo un centinaio di volte - dal 1900 ad oggi - e conta innumerevoli rappresentazioni teatrali. La più recente è attualmente in scena al Donmar Theatre di Londra e vede uno straordinario Jude Law inpersonare Amleto con una carica emotiva che va al di là di ogni aspettativa. Lo spettacolo resterà in scena fino alla fine di agosto: chi avesse la possibilità di trascorrere qualche giorno di ferie nella capitale Britannica, non perda l’occasione di vederlo!
Fonte: Empire
Scusi, dov’è il West? (The Frisco Kid - commedia, USA 1979) Regia di Robert Aldrich, con Gene Wilder, Harrison Ford, Ramon Bieri, Val Bisoglio.
Questo pomeriggio su La7 alle ore 18.05
Un giovane rabbino polacco, ordinato da poco, arriva a in nave a Philadelphia, con pochi soldi in tasca, una valigia e i rotoli della Torah. Dovrà raggiungere San Francisco, dove la piccola comunità ebraica locale è priva di guida spirituale. Dopo essere stato malmenato e derubato di tutto da un gruppo di balordi, il rabbino inizia il suo avventuroso viaggio in un paese sconosciuto, con l’aiuto di un fuorilegge dal cuore d’oro, dovendosela vedere con la legge, i nativi americani e una banda di killer.
Gene Wilder e Harrison Ford, rispettivamente nei panni dell’inesperto rabbino e del cowboy, formano una coppia irresistibile in questa semplice commedia western che può vantarsi di essere, con Mezzogiorno e mezzo di fuoco, uno dei rarissimi esempi di parodie riuscite del genere western.
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Dopo l’uscita della pellicola di Gus Van Sant sulla vita di Harvey Milk, primo gay dichiarato della storia della politica americana divenuto un’icona del movimento ed ucciso nel 1978, L’Indipendent ha pubblicato sul suo sito la classifica dei dieci migliori film sull’omosessualità di sempre.
I primi tre posti della classifica sono stati riservati ad I segreti di Brokeback Mountain di Ang Lee, tratto dal romanzo di Annie Proulx, Querelle de Brest - l’ultimo film diretto da Rainer Werner Fassbinder -, e Maurice di James Ivory, tratto dal romanzo di Edward Morgan Forster.
Al quarto posto c’è Il vizietto, un film diretto da Edouard Molinaro con due strepitosi Michel Serrault e Ugo Tognazzi, che fanno la parte di una coppia di omosessuali che gestisce da anni “La cage aux folles” - La gabbia delle matte -, un locale che da il titolo alla versione francese del film. E’ seguito da Philadelphia di Jonathan Demme, con Tom Hanks e Denzel Washington, e La Mala Educacion di Pedro Almodovar.
Nelle ultime posizioni della top ten ci sono Celine e Julie vanno in barca di Jacques Rivette, una singolare rilettura della favola di Alice nel Paese delle Meraviglie; Ai cessi in taxi, film girato nel 1980 dall’attore-regista tedesco Frank Ripploh, il classico Morte a Venezia di Luchino Visconti - con le musiche di Gustav Mahler - e Fire, film indiano di Deepa Mehta del 1997.

Jonathan Demme è stato uno degli allievi di Roger Corman. Prima di diventare un autore, e prima dei successi planetari de Il silenzio degli innocenti e Philadelphia, il regista ha diretto un vero cult dell’exploitation in pieno stile anni ‘70, ovvero Femmine in gabbia (Caged Heat). Tra l’altro si tratta proprio del suo film d’esordio.
Tarantino lo deve sicuramente conoscere a memoria, per vari ovvi motivi: ma basti anche solo la presenza tra le attrici di Juanita Brown, che aveva recitato in Foxy Brown (con Pam Grier, e non a caso “ispiratore” di Jackie Brown). Nel cast spicca la sempre grande Barbara Steele nel ruolo della sadica e frustrata direttrice, che non risparmia nulla alle prigioniere.
Perché recuperare Femmine in gabbia? Oltre che per l’aurea di cult, oltre che per il nome del regista, anche per il divertimento. Perché senza mezzi termini, Caged Heat è un film spericolato, e non privo di una sua decisa idea politica, non di certo a favore del potere americano dell’epoca. Gustatevi il trailer originale dopo il salto.