
Dopo aver incassato ben 15.864.000 euro, Antonio Albanese tornerà a vestire i panni di Cetto LaQualunque per il più scontato dei sequel, Qualunquemente 2. Vinto il Premio Riccione 2011, in occasione delle Giornate del Cinema, Domenico Procacci, patron della Fandango, ha infatti annunciato:
“Continuiamo a lavorare con Giulio e Antonio sul capire se e come le avventure di Cetto possano andare avanti”. “Stiamo ragionando con Albanese, il regista e Rai Cinema di dare un seguito alle avventure di Cetto LaQualunque”.
Luigi Lonigro, in rappresentanza dei due brand, ha infine affermato: “Aspettiamo Cetto 2!”. Qui da noi recensito, Qualunquemente ci regalerà un sequel. Non è ancora ufficiale, ma praticamente quasi certo.

E sono 7. Settimo fine settimana a tinte tricolore per il botteghino nostrano, mai così ‘italiano’ da anni. E’ infatti dal lontanissimo 10 dicembre del 2010 che un film non italiano non vola in testa alla Top10. A riuscirci in quell’occasione fu Rapunzel, per poi cedere il passo a Natale in Sudafrica, La Banda dei Babbi Natale, Qualunquemente e ora Femmine contro Maschi, ennesimo successo di una stagione ormai trionfale. 3.904.927,74 gli euro incassati dalla pellicola in 72 ore di programmazione, come indovinato dal 21% di voi al FantaBoxOffice. 595.457 gli spettatori paganti, per un ’secondo capitolo’ riuscito a fare meglio del predecessore, fermatosi 100 giorni fa a quota 3.027.000 euro. A stappare lo champagne è Medusa, riuscita nell’impresa di sbancare il botteghino ancora una volta. A stupire, d’altronde, c’è anche Immaturi. Terzo weekend da urlo per la commedia di Paolo Genovese, arrivata agli 11.351.663,77 euro, con 1.927.654 ticket staccati, senza dimenticare ovviamente Che Bella Giornata, ormai a fine corsa e arrivato alla strabiliante cifra di 42.778.912,81 euro, con 6.699.748 italiani corsi in sala a vedere Checco Zalone. Numeri da spavento.
Calo inevitabile ma totale più che soddisfacente anche per Qualunquemente. 13.915.743,28 gli euro incassati dal film della 01, con 2.162.415 ticket venduti, per l’ennesimo film nostrano che riuscirà ad abbattere il tetto dei 15 milioni di euro in questa strabiliante stagione. Sarà il quinto titolo a riuscire nell’impresa, tra l’altro ancora alla portata di Immaturi. 7 tra i 10 film più visti da agosto ad oggi sono italiani. Chi supera i 2 milioni di euro di incasso è Il discorso del Re, ancora lontano dal successo raggiunto in molti altri paesi ma straordinario nella tenuta, tanto da perdere praticamente nulla rispetto al fine settimana passato, con Parto col Folle e Vallanzasca che superano i 2 milioni e mezzo di euro. Esordio discreto per I Fantastici Viaggi di Gulliver, riuscito a portarsi a casa un milioncino di euro, con Hereafter a un passo dai 7 milioni e mezzo di euro e The Green Hornet disastroso con 700,000 euro incassati fino ad oggi. Incasso misero per Biutiful di Inarritu, arrivato ai 98.946 euro con poco meno di 70 schermi a disposizione, mentre è andata meglio ad Another Year di Mike Leigh, con 177.877 euro raccolti.
Fine settimana variegato il prossimo, con Burlesque, Sanctum 3D, Rabbit Hole, Il truffacuori e Gianni alle Donne alla caccia del primato, aspettando la fine del mese e Manuale d’amore 3, altro successo made in Italy praticamente annunciato.

Prosegue inarrestabile il boom del cinema italiano, con un testa a testa emozionante e avvincente, finito sul filo di lana. A giocarselo Immaturi di Paolo Genovese ed Antonio Albanese con il suo Qualunquemente, alla fine di un niente davanti al collega. Il film della 01 continua infatti la sua marcia, arrivando agli 11.356.272,38 euro incassati in 10 giorni di programmazione, grazie ai 3.735.320 euro raccolti nelle ultime 72 ore. 1.750.969 gli italiani corsi in sala a vedere la pellicola, a questo punto sicura di abbattere il tetto dei 15 milioni di euro. La vera sorpresa del fine settimana è stata però Immaturi. Dopo l’ottimo weekend d’esordio il film Medusa si è ripetuto, con un secondo fine settimana straordinario, superiore al precedente in termini di incassi (3.549.505 euro contro i 3 milioni e 300,000 euro di 7 giorni fa), tanto da agguantare gli 8 milioni e mezzo di euro incassati in 10 giorni di programmazione e la più alta media per sala, pari a 6.839 euro. Numeri impensabili alla vigilia, per una commedia che si pensava finisse stritolata da Albanese e Zalone, riuscendo invece a conquistare il pubblico. Probabile anche in questo caso, considerando l’incredibile tenuta, il tetto dei 15 milioni di euro. Calo inevitabile ma incassi continui per Che Bella Giornata con Checco Zalone. Uscito da quasi un mese, grazie ai due milioni di euro raccolti nel weekend il film arriva ai 41.689.738,60 euro, ovvero a meno 6 dal record dei record di La vita è Bella, film italiano più visto di tutti i tempi, inflazione esclusa. 6.494.267 gli italiani corsi in sala a vedere la pellicola, entrata di diritto nella storia del cinema nostrano.
Certificato il terzetto delle meraviglie, prosegue il momento d’oro della commedia con Parto col Folle. Esordio interessante per il film della Warner., riuscito ad incassare 1.468.181,24 euro in 72 ore, staccando 213.586 ticket. Uscito a giugno del 2009, Una notte da Leoni non andò oltre i 640,000 euro d’incasso al suo esordio, per poi chiudere sotto i 3 milioni. Chi è uscito con le ossa rotte dal boom del cinema italiano è Michele Placido, affondato con il suo Vallanzasca. Appena 2 i milioni di euro raccolti dal film, deludente anche in questo secondo fine settimana di programmazione. Romanzo Criminale nel 2005 arrivò ai 4.879.000 euro. Vallanzasca difficilmente supererà i 3 milioni e mezzo. Candidato a 12 Premi Oscar c’era attesa nei confronti de Il Discorso del Re, finalmente uscito anche nei cinema nostrani. 953.086,05 gli euro incassati dal film della Eagle, con 147.191 ticket staccati. Ottima la media per sala, per una pellicola che potrebbe continuare a macinare incassi per un altro mese, ovvero fino alla notte delle notti. Meno di 5 i milioni di euro incassati da Vi Presento i Nostri, mentre Hereafter supera i 7, confermando l’amore degli italiani nei confronti di Clint Eastwood. Purtroppo deludente l’esordio di The Green Hornet, poco conosciuto nel nostro paese con la serie originale e riuscito ad incassare 409.293 euro nei suoi primi 3 giorni di programmazione. Un flop clamoroso, così come ha ‘bucato’ Febbre da Fieno, film italico made in Disney, semplicemente disastroso con i suoi 63.507 euro, mentre non è andato oltre i 52.864 euro Vento di Primavera.
Weekend intenso il prossimo, con lo sbarco di Biutiful, I fantastici viaggi di Gulliver e soprattutto lui, Fausto Brizzi, con Femmine contro Maschi. Che il trionfo del cinema italiano debba continuare?

Sorpasso doveva essere e sorpasso è stato. Dopo 3 settimane da record Checco Zalone ha lasciato lo scettro del botteghino nazionale ad un altro comico, Antonio Albanese, primo con il suo Qualunquemente. Weekend straordinario per il film della 01, in partenza per il Festival di Berlino e riuscito ad incassare la bellezza di 5.395.840,16 euro in appena 72 ore di programmazione, come indovinato dal 42% di voi al Fantaboxoffice. 797.430 gli italiani corsi in sala a vedere Albanese (10.000 euro a copia, la miglior partenza mai ottenuta nei 10 anni di attività per 01) , per un film che punta con forza ai 10milioni di euro, sognando il tetto dei 15. Perso il primato, Zalone continua comunque a macinare incassi strabilianti. Addirittura 38 (38.656.790 per la precisione) i milioni di euro incassati da Che Bella Giornata, riuscito a partorire un 3° weekend da 4 milioni di euro, per un tetto dei 40 milioni di euro ormai sempre più ad un passo. Il record reale d’incassi de La Vita è Bella di Roberto Benigni, che questa sera riceverà un Tapiro d’Oro in realtà farlocco da Striscia la Notizia, è neanche a 10 milioni di euro di distanza. Zalone può farcela.
A completare il terzetto magnifico del cinema italiano ecco arrivare Immaturi, ennesimo successo di stagione per Medusa. Inaspettato e sorprendente l’incasso ottenuto dal film di Genovese, riuscito ad incassare 3.346.621,03 euro in 72 ore. 536.442 gli spettatori paganti, per 3 titoli italiani riusciti nell’impresa di incassare oltre 12 milioni di euro in appena 3 giorni. A memoria erano decenni che non accadeva nulla di simile. La stagione che stiamo vivendo è probabilmente irripetibile, e certifica un cambiamento di gusti nello spettatore medio, clamorosamente più attratto dalla commedia nostrana che dai blockbuster americani. Penalizzato da un trio tanto forte, Vallanzasca ha fortemente deluso. Un brutto colpo per il film di Michele Placido, prodotto e distribuito dalla Fox, incapace di andare oltre i 986.324,26 euro d’incasso, come indovinato dal 20% di voi al FantaBoxOffice, con 153.383 spettatori paganti. Visto a Venezia 5 mesi fa, e inizialmente posizionato nei cinema per Natale, il film ha decisamente scelto il weekend sbagliato per uscire in sala, finendo stritolato dal trionfo della commedia. A ‘perdere’ sono state anche le polemiche politiche, che tutto hanno fatto tranne che bene. Cade così il concetto dell’importante è che se ne parli. Non è così, non è mai stato così.
Calo vistoso per Vi presento i Nostri, arrivato ad un passo dai 4 milioni di euro, e ben lontano dai risultati ottenuti dal predecessore, mentre Hereafter arriva ai 6 milioni e mezzo di euro, Animals United esordisce con 620.299 euro, L’Orso Toghi 3D sfiora il milione e mezzo, La Versione di Barney si avvicina ai 2 e Skyline al milione e mezzo. Weekend interessante il prossimo, visto l’arrivo di The green hornet 3D, Febbre da fieno, Yattaman - Il film, Il discorso del Re e soprattutto Parto col Folle, chiamato ad attaccare l’incredibile armata italica. Todd Phillips riuscirà nell’impresa?

Uscito venerdì in oltre 600 cinema (2.746.599,34 euro incassati in 48 ore, 407.247 spettatori) e accompagnato da un’involontaria ‘campagna di lancio’, tra RubyGate e Puttanopoli, Qualunquemente può finalmente essere giudicato e commentato. L’avete visto in sala? E se sì, vi è piaciuto? Vi ha convinto il passaggio di Cetto La Qualunque dalla televisione al grande schermo? Credete che la comicità di Albanese, unica nel panorama nazionale, per quanto surreale e grottesca, debba ritagliarsi uno spazio maggiore in sala? Giulio Manfredonia è riuscito a non cadere nel tranello degli sketch tv allungati a dismisura fino ad arrivare a toccare i 100 minuti di un lungometraggio? Cosa non vi ha soddisfatto, cosa vi aspettavate di vedere e cosa non avete visto? E infine, è davvero la realtà che ha superato la fantasia o più semplicemente è stato Albanese a non approfittarne, osando troppo poco? Ricordandovi la nostra recensione in anteprima, voi voti e commenti.

Unica vera uscita forte del weekend, No Strings Attached è subito volato in testa al box office americano nella giornata di ieri, incassando 7.3 miloni di dollari. Secondo gli esperti dovrebbero essere 20 i milioni di dollari raccolti a fine weekend dalla commedia della Paramount, con una Natalie Portman in Top10 con ben due film, considerando l’incessante ‘martellamento’ al botteghino da parte di Black Swan, 6° e pronto a superare gli 80 milioni di dollari con la giornata di domani. Scivola così in 2° posizione The Green Hornet, riuscito ad incassare appena 5.2 milioni di dollari nella giornata di ieri, seguito dal deludente The Dilemma, 3 milioni di dollari, e dal sempre più lanciato The King’s Speech, arrivato addirittura alla 4° posizione, con 2 milioni di dollari incassati nelle ultime 24 ore.
Musica differente al botteghino italiano, con un Antonio Albanese partito fortissimo con il suo Qualunquemente. 684.000 euro per il film della 01, con Checco Zalone costretto per la prima volta a cedere il passo, avendo incassato 491.000 euro. A completare il podio un terzo titolo italiano, ovvero Immaturi, più che soddisfacente con i suoi 437.000 euro, mentre a sorpresa delude Vallanzasca di Michele Placido, con appena 141.000 euro incassati nella giornata di ieri. L’inspiegabile sovraffollamento di titoli nostrani ha trovato molto probabilmente il suo sconfitto.

Esce oggi nelle sale italiane Qualunquemente (qui la recensione), l’attesissimo esordio cinematografico per il politico calabrese Cetto La Qualunque, partorito dalla mente di Antonio Albanese. Dopo una vacanza (o latitanza) di quattro anni in Brasile, Cetto torna nell’amata Marina di Sopra con una seconda moglie e l’obiettivo di diventare sindaco del paese.
Ovviamente la politica per lui è un fatto di potere e di “pilu”. Insomma, non troppo diverso da quello che sentiamo in questi giorni dalla cronaca quotidiana. Ma quanto c’è dell’attualità nel personaggio di Cetto? Cineblog lo ha chiesto direttamente ad Antonio Albanese, a Milano per un comizio… ehm… per presentare il film:
Antonio Albanese: Ci tengo a sottolineare che il personaggio di Cetto è nato almeno otto anni fa. Diciamo che per il film è un gran colpo di c… di fortuna che esca in questi giorni, quanta pubblicità gratuita! E in seconda battuta penso che Qualunquemente non debba essere visto come un film anti-berlusconiano. Noi ci siamo focalizzati sulla realtà della politica locale, che a volte è anche peggio di quella nazionale. I politici poi spesso sono frutto di quello che è la società, non solo viceversa…
Quindi pensi che realtà sia peggiore della finzione?
Il film lo vedi da primo momento, è un fumetto: racconta una storia paradossale che curiosamente si intreccia con la realtà degli ultimi anni, lo dimostra la cronaca. Noi però avevamo la necessità di rendere il suo carattere in modo che il pubblico ridesse di lui, senza amarlo ma anche senza odiarlo. C’è un paradosso quando una storia di fantasia improvvisamente diventa uguale alla realtà.




Continua a leggere: Qualunquemente - Cineblog incontra Antonio Albanese
“Schegge” da Venezia. Tre dei film in uscita da oggi nelle sale sono passati in anteprima lo scorso settembre al Lido, ed ora sono pronti a farsi vedere per essere giudicati dal pubblico. Iniziamo da La donna che canta, una delle sorprese del festival, presentata nelle Giornate degli Autori e poi vincitore del Mouse d’Argento come miglior film non nel concorso ufficiale. Rappresenta il Canada agli Oscar, è entrato nella shortlist dei primi 9 ed è uno dei seri favoriti alla vittoria. Si continua con il regista delle polemiche, ovvero Michele Placido, che realizza un gangster movie dignitosissimo ma di cui a tutti sembra più interessare il contorno (ovvero le polemiche): ma il suo Vallanzasca è forse il suo film più riuscito, ed è un piacere constatarlo dopo il film precedente (tutt’altro che esaltante…). Terza opera “veneziana” è The Shock Labyrinth: Extreme 3D, l’ultimo horror di Shimizu che a malincuore non posso commentare per aver iniziato la sua visione al Lido senza portarla a termine: per problemi di ritardi e sovrapposizione con altri film ho dovuto abbandonare la visione del film a venti minuti dalla fine, con tanto di rabbia, e giustamente non c’è una nostra recensione in anteprima e non dirò cosa penso di quel che ho visto. Perché un film per essere ben giudicato va visto, e anche tutto: vero, oh voi che continuate a parlare di Placido da una vita e dei suoi film avete visto forse solo i trailer?
Di seguito trovate le trame di tutti i film, i trailer italiani e le nostre recensioni.
Animals United 3D: in tutto il mondo gli uomini distruggono il loro ambiente naturale. Obbligati a fuggire da un ecosistema ormai invivibile, gli animali decidono di mettersi in marcia verso New York per ribellarsi contro la guida autodistruttiva del genere umano, in quella che potremmo definire un’ironica e provocatoria dichiarazione di pace. La mangusta Billy, il leone vegetariano Socrate, l’elefantessa Angie, la giraffa Gisella, l’orso polare Sushi, lo scimpanzé Toto, il bufalo Grugno sono solo alcuni dei protagonisti di questa incredibile avventura che unirà gli animali dei cinque continenti nella lotta per la costruzione di un mondo in cui tutte le creature possano convivere. Film d’animazione diretto da Reinhard Klooss e Holger Tappe, liberamente ispirato al libro La Conferenza degli Animali di Erich Kästner. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano. In 3D.
La donna che canta: siamo in Medio Oriente. Una donna lascia ai sue figli, una donna e un uomo, due lettere. Sono destinate al padre e ad un fratello che non hanno mai conosciuto. Nel viaggio che seguirà i due conosceranno verità che la madre aveva sempre tenuto nascoste, e scopriranno un passato che ha le radici piantate nel cuore della guerra e della violenza… Arriva in sala l’acclamato film di Denis Villeneuve; con Allen Altman, Bader Alami, Yousef Shweihat e Karim Babin. Presentato a Venezia 2010 nelle Giornate degli Autori, dove ha vinto il Mouse d’Argento. Miglior film canadese a Toronto e presente nella shortlist dei 9 film candidati all’Oscar come Miglior film straniero. Qui il trailer italiano.

600 copie il primo, poco più di 300 il secondo. Dopo il boom di Checco Zalone prosegue il momento d’oro del cinema italiano, con un weekend che vedrà arrivare due pezzi da novanta come Qualunquemente e Vallanzesca, senza dimenticare lo sbarco di Immaturi. Ma Albanese e Placido, trascinati anche da una campagna mediatica non indifferente, quanto riusciranno ad incassare in questo primo weekend di programmazione? Aspettando il ‘Vi è piaciuto?’ domenicale, a voi pronostici e considerazioni, con il sottoscritto che ovviamente si sbilancia, prevedendo… 5 milioni di euro per Albanese, 2 e mezzo per Placido!
Qualunquemente (Italia, 2011) di Giulio Manfredonia. Con Antonio Albanese, Sergio Rubini, Lorenza Indovina, Nicola Rignanese, Davide Giordano, Mario Cordova, Luigi Maria Burruano, Alfonso Postiglione, Veronica Da Silva, Salvatore Cantalupo, Asia Ndiaye, Antonio Gerardi, Massimo Cagnina, Maurizio Comito, Manfredi S. Perrotta, Liliana Vitale, Massimo De Lorenzo, Antonio Fulfaro, Sebastiano Vinci.
Torna alla ribalta l’indiscussa verve comica di Antonio Albanese, che stavolta, però, si mette al servizio di un’attualità più cruda e autentica di quelle viste, per esempio, in film come Uomo d’acqua dolce e La fame e la sete. Anche qui, come nel caso di Alex Drastico, Albanese trae spunto da un personaggio già noto in virtù delle sue apparizioni sul piccolo schermo. Stiamo parlando di Cetto La Qualunque, eterno candidato e colorito agitatore di folle.
Nei 90 e passa minuti di pellicola, abbiamo modo non solo di evincere un profilo più completo di La Qualunque, bensì anche del contesto in cui il nostro protagonista opera. Invero, è proprio il luogo in cui si svolgono le vicende ad assumere un ruolo primario lungo il dipanarsi della trama. Perché, se è vero che i vari attori di questa enorme messa in scena non possano affatto dirsi esenti da colpe, è altrettanto corretto evidenziare come certe dinamiche sembrino eccessivamente assimilate dal territorio. Certi vizi e malcostumi, insomma, sembrano appartenere al contesto quanto un albero o una spiaggia appartengono ad uno scorcio del paesaggio locale.