
In concorso a Venezia, Rachel Getting Married, recensito ieri dal nostro Gabriele, segna il ritorno di un grande regista che da troppi anni non riesce più realizzare un vero successo, che sia commerciale o di critica, Jonathan Demme. Premio Oscar per Il silenzio degli Innocenti, e regista dell’acclamato Philadelphia, Demme torna al cinema 4 anni dopo The Manchurian Candidate, capace d’incassare 100 milioni di dollari worldwide dopo esserne costati 90.
Demme, con Rachel Getting Married torna ai film a basso costo, con una Anne Hathaway trasformata in una sorprendente bad girl, affiancata dalla Debra Winger di Voglia di Tenerezza. La pellicola, che potrebbe vedere proprio la Hathaway premiata a Venezia, ci regala oggi la sua primissima locandina.
Aspettando news sull’uscita in sala., cliccate su continua per darle un’occhiata.

Venezia 65:
Rachel getting married, di Jonathan Demme
Jonathan Demme è ad oggi uno dei più grandi registi americani contemporanei. Non sto esagerando, e anzi sono convinto che sia parecchio sottovalutato, tra chi crede che sia solo un pallone gonfiato e chi pensa che abbia azzeccato davvero solo un paio di film.
Ultimamente ci ha regalato alcuni gran bei documentari, tra cui lo splendido The Agronomist e Jimmy Carter Man from Plains visto lo scorso anno proprio a Venezia in Orizzonti, e un sottovalutato ma grandissimo remake, ossia The Manchurian Candidate. E questo dopo una bellissima carriera iniziata con l’exploitation del divertente cult Femmine in gabbia, passato attraverso un capolavoro del calibro de Il silenzio degli innocenti.
Rachel getting married è il suo ultimo film; “venduto” come commedia, non si tratta di un film alla Qualcosa di travolgente o Una vedova allegra… ma non troppo, ma di un dramma familiare con punte di graffiante ironia. Kym, un’ex-modella che si sta disintossicando in un rehab, torna a casa nel fine settimana per partecipare al matrimonio della sorella Rachel: ovviamente sarà l’occasione per incontri, scontri, chiarimenti e per rispolverare i fantasmi del passato.
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Comincio a pensare che quest’edizione del Festival sia un po’ maschilista. Continuano ad arrivare belle donne (per la gioia di tutti i maschietti), ma di bei fanciulli se ne vedono ben pochi.
Alla proiezione ufficiale di The Sky Crawlers, questa sera in Sala Grande, erano presenti il regista Mamoru Oshii e i doppiatori dei due protagonisti del film: Rinko Kikuchi e Ryo Kase (lei candidata all’Oscar per la sua splendida performance in Babel, lui protagonista di Lettere da Iwo Jima). E’ stato presentato questa sera anche Rachel getting married con Anne Hathaway diretta da Jonathan Demme.
Sono approdati al Lido anche Angnès Varda, regista di Les Plages d’Agnès; Anthony Mackie (ecco, un bel figliuolo!), protagonista di The Hurt Locker di Kathryn Bigelow; e Mimmo Calopresti, regista de La fabbrica dei Tedeschi. Di passaggio Tinto Brass, che ieri sera al Circuito Off ha presentato un suo nuovo cortometraggio erotico; e Valeria Marini. Trovate tutto, come sempre, dopo il saltino.
Cartoline da Venezia 65: Rinko Kikuchi dagli Oscar ai Leoni
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E’ iniziata con una leggera pioggerella la mattinata di questa settima giornata alla 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. Il mal tempo però è durato poco, ed è subito tornato a splendere il sole sul Lido (con un tasso di umidità insostenibile!)
Sono sbarcati Jonathan Demme ed Anne Hathaway, in laguna per presentare Rachel getting married. Il sorriso di Anne ha conquistato tutti, anche se la fanciulla non si è dimostrata particolarmente disponibile a farsi fotografare. La più sfuggente resta comunque Natalie Portman, anche oggi in fuga dai flash e dalle telecamere.
Presenti anche Lina Wetmuller, la bellissima Maria Grazia Cucinotta e quel volpone di Tinto Brass.
Cartoline da Venezia 65: il sorriso di Anne Hataway
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Una ragazza, che ha trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita entrando e uscendo da vari centri di riabilitazione, fa ritorno a casa per il matrimonio di sua sorella. E’ questa la trama di Rachel getting married, commedia drammatica scritta da Jenny Lumet e diretta da Jonathan Demme, con Anne Hathaway, Rosemarie DeWitt, Mather Zickel e Debra Winger.
La pellicola verrà presentata fra una decina di giorni nella sezione in concorso della 65esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia e, subito dopo, al Toronto Film Festival. Dopo l’interruzione potete trovare una vera e propria cascata di immagini del film. Il trailer, invece, ve lo abbiamo mostrato qui.
Venezia 65: la fotogallery di Rachel getting married
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E’ uno dei film in concorso più attesi di Venezia 65, annunciato lo scorso martedì ma nell’aria da mesi. Rachel Getting Married segna due ritorni per il grande Jonathan Demme: al film di fiction e alla commedia.
Dopo l’impegno politico di due documentari come l’ottimo The Agronomist e il bel Jimmy Carter Man from Plains (visto l’altr’anno a Venezia nella sezione Orizzonti) e il discusso ma valido remake The Manchurian Candidate, Demme narra nel suo nuovo film la storia di Kym, una ex-modella che per 10 anni è uscita e rientrata in rehab che raggiunge la famiglia in occasione del matrimonio della sorella Rachel. Non sarà un matrimonio facile…
Il tappeto rosso del Lido si srotolerà per la protagonista Anne Hathaway, già due anni fa a Venezia fuori concorso con Il Diavolo veste Prada quando era ancora poco conosciuta al grande pubblico. Presumiamo che Rachel Getting Married non sarà la solita commediuccia americana, a cominciare dallo stile che Demme ha adottato. Giudicate voi guardando il trailer dopo il salto oppure qui in alta definizione.
Continua a leggere: Venezia 65: il trailer di Rachel Getting Married
Finalmente sappiamo quali sono i film che vedremo alla 65a Mostra del Cinema di Venezia. L’altr’anno esordii dicendo che il programma di Venezia 64, sulla carta, lasciava un po’ d’amaro in bocca per alcuni nomi che non comprendeva. Col senno di poi mi sono dovuto ricredere: fu una grandissima edizione.
A caldo però quest’anno direi la stessa cosa, sempre pensando a quei nomi che alla fine non sono nel cartellone di quest’anno. Forse si dà troppo peso alle mancanze e troppo poco ai nomi presenti (che non mancano e sono di qualità). Per esempio manca il Milk di Van Sant, e la sua assenza si sentiva nell’aria già da un po’ di giorni. Manca lo strombazzato W. di Stone: ma la sua presenza era per il sottoscritto improbabile sin da subito. Manca Genova di Winterbottom, e manca l’Australia luhrmanniano.
Queste le mancanze più “sentite”, perché nell’aria da tempo o comunque accreditabili da molte fonti. Ma se abbiamo perso quei nomi, ci sono alcune conferme. E sorprese. Per l’America sono confermati l’esordio dello sceneggiatore Arriaga, i nuovi Demme, Bigelow, Aronofsky. Bella la selezione orientale, con il “prezzemolo” Kitano, e due grandi maestri dell’animazione quali Miyazaki e -sorpresa!- Mamoru Oshii. Quattro e non tre i film italiani: Corsicato, Avati, Özpetek e Bechis.
Dopo il salto tutti i titoli dei film in concorso di Venezia 65.