Afghanistan: la corrispondente di guerra Elsa Casanova viene presa in ostaggio dai talebani, assieme all’amico ed interprete Amin, dopo aver filmato la testimonianza a volto scoperto di una giovane donna vittima di abusi. Per evitare la sua imminente esecuzione da parte del leader Ahmed Zaief, viene inviata un’unità delle forze speciali per liberarla. Ha inizio un’incessante inseguimento tra i rapitori che non hanno alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire la loro preda e un gruppo di soldati che rischiano la vita per raggiungere il loro unico scopo: portarla a casa viva, superando il confine fra il Pakistan e l’Afghanistan. Una donna forte, indipendente e un gruppo di uomini d’onore messi insieme e costretti ad affrontare situazioni di grande pericolo, legati indissolubilmente in modo emotivo, violento e intimo…
Di storie di questo genere ne sono state raccontate tante, sia sugli schermi cinematografici che - purtroppo - sulle pagine di cronaca e nei servizi dei telegiornali. Special Forces – Liberate l’ostaggio è una storia di grande attualità e allo stesso tempo, come ha affermato il regista stesso, è una storia vecchia come il mondo. Ci sono sei valorosi cavalieri che salvano la principessa catturata dal Principe cattivo e che, per riuscire nella loro missione, devono attraversare la foresta del male mettendo in pericolo la loro vita.
Rispetto ad altri film dello stesso filone Special Forces, opera d’esordio nella fiction del documentarista Stéphane Rybojad, ha il pregio di non ridurre tutto ad uno spettacolare film d’azione dove, fra un’esplosione e l’altra, il soldato buono vince sul talebano cattivo…magari con un sorriso sornione sulle labbra ed una battuta di spirito. Oltre ad essere un buon prodotto, molto ben confezionato, offre uno sguardo inusuale alla dimensione umana dei protagonisti, alternado sequenze adrenaliniche ad altre più introspettive e profonde.
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Scritto e diretto da Stéphane Rybojad, arriverà il prossimo maggio nelle sale italiane Special Forces - Liberate l’ostaggio, con Diane Kruger, Djimon Hounsou, Benoît Magimel, Denis Ménochet, Raphaël Personnaz, Alain Figlarz, Mehdi Nebbou, Marius, Raz Degan e Tchéky Karyo. Oggi guardiamo insieme le foto ufficiali del film.
Afghanistan: la corrispondente di guerra Elsa Casanova viene presa in ostaggio dai talebani. Per evitare la sua imminente esecuzione, viene inviata un’unità delle forze speciali per liberarla. In alcuni dei paesaggi più mozzafiato del mondo ma ancora pieni di ostilità, si dà inizio a una ricerca incessante tra i rapitori che non hanno alcuna intenzione di lasciarsi sfuggire la loro preda e un gruppo di soldati che rischiano la vita per raggiungere il loro unico scopo: portarla a casa viva. Una donna forte, indipendente e un gruppo di uomini d’onore messi insieme e costretti ad affrontare situazioni di grande pericolo, legati indissolubilmente in modo emotivo, violento e intimo…
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E anche Barbarossa viene messo sotto la lente dei critici della carta stampata e del web. Leggete con noi quello che dicono sul film di Renzo Martinelli, qui invece quello che pensiamo noi:
Luciana Vecchioli - L’altro: A parte alcune falsità storiche già rivelate dagli esperti (vedere articolo di Franco Cardini sul quotidiano Il Tempo), il film è un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi. Concetti e parole d’ordine da sempre sbandierati dal Carroccio, che suonano fuori luogo. Al di là delle legittime convinzioni politiche di ognuno, stupisce che un regista del calibro e della capacità di Martinelli, autore di pellicole come Vajont, abbia potuto realizzare un prodotto cinematografico così scadente, non al livello dei precedenti. Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili. Sembra una pellicola propagandistica, neanche riuscita tanto bene.
Alberto Castellano - Il Mattino: Alzi la mano chi sentendo parlare di Federico Barbarossa, di Alberto da Giussano, del giuramento di Pontida non è subito andato con la memoria a quei noiosi, nozionistici ripassi scolastici e non ha pensato che è materia ideale per un film fiume televisivo. È proprio da qui che è partito Renzo Martinelli, abile artigiano a suo agio con le megaproduzioni storiche, per questo «Barbarossa» costato 30 milioni con il coinvolgimento produttivo e distributivo della Rai e sponsorizzato dalla Lega che lo ha adottato quasi come un manifesto culturale, politico e ideologico delle origini della Padania e della propria vocazione autonomistica. (…) E porta i segni della destinazione per il piccolo schermo (una versione più lunga) nei dialoghi, negli interni, in certi passaggi narrativi. Profezie, stragi, battaglie spettacolari, la distruzione di Milano del 1162 e una brava Kasia Smutniak che s’impone tra gli irrilevanti Rutger Hauer e Raz Degan.
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Barbarossa (Italia, 2008) di Renzo Martinelli; con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel, Antonio Cupo, Angela Molina, F. Murray Abraham, Gian Marco Tavani.
“Io ho visto un film che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Pontida, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino al bollente telefono di Saccà. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia. È tempo… di morire“.
Omaggiando Rutger Hauer, mitico replicante di Blade Runner e qui incredibile Barbarossa, si può commentare ciò che è la nuova discussa fatica di Renzo Martinelli, costata 30 milioni di euro, quasi del tutto sborsati da Mamma Rai, ovvero anche da noi contribuenti, e realizzato con il folle sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In 24 anni di cinema non avevo mai vista nulla di simile. Mai nessun “film” era arrivato così vicino al senso del ridicolo. Mai nessun film era arrivato così vicino ad infangare il senso stesso di “settima arte”. Fino all’arrivo di questo Barbarossa, autentico mix propagandistico e parodistico a metà tra Braveheart, Fantaghirò, Giovanna d’Arco e Robin Hood - Un eroe in Calzamaglia…
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Arriverà nelle sale il prossimo 9 ottobre il discusso kolossal di Renzo Martinelli. Barbarossa, costato ben 30 milioni di euro, con migliaia di comparse sul set ed un cast composto da Rutger Hauer, F. Murray Abraham, Raz Degan, Kasia Smutniak ed Antonio Cupo.
Vi siete già scatenati commentando l’anteprima di 8 minuti ed il trailer. Oggi vi offriamo una valanga di foto del film. Che ne dite?
Barbarossa - fotogallery del discusso kolossal di Renzo Martinelli
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E’ davvero ormai in direttura d’arrivo Barbarossa, discusso kolossal da 30 milioni di euro di Renzo Martinelli. Dopo aver visto in anteprima 8 minuti, il film ci regala oggi il primo trailer, da vedere e commentare insieme a noi. Sul set migliaia di comparse e 3 attori di peso decisamente differenti, del calibro di mitico Rutger Hauer, F. Murray Abraham e Raz Degan. Quando arriverà in sala? Il prossimo 9 ottobre.
30 milioni di euro spesi per la sua realizzazione, le lacrime di Bossi e un mare di polemiche, che ad oltre un mese dalla sua uscita in sala già iniziano a montare. Parliamo dell’atteso e discusso Barbarossa, ritorno in sala di Renzo Martinelli, regista abituato tanto ai kolossal quanto ai flop. Sul set migliaia di comparse e 3 attori di peso decisamente differenti, del calibro di mitico Rutger Hauer, F. Murray Abraham e Raz Degan.
Oggi, aspettando l’uscita in sala, datata 9 ottobre, possiamo vedere 8 minuti di film in anteprima. Gli stessi 8 minuti che hanno fatto piangere dalla gioia Umberto Bossi a Pontida. A voi la visione, a voi i commenti.

In Italia c’è un regista che da 10 anni ormai realizza dei veri e proprio ‘kolossal’. Pellicole che possono contare su budget pazzeschi ed impensabili per il cinema nostrano. L’uomo in questione è Renzo Martinelli, regista lombardo pronto a tornare in sala, il prossimo 9 ottobre, con il discusso Barbarossa, film ‘padano’ da 30 milioni di euro che ha già fatto piangere dall’emozione Umberto Bossi.
30 milioni di euro, una cifra pazzesca per l’industria cinematografica nazionale, con centinaia di comparse e il solito immancabile cast internazionale (tipico per Martinelli) che anche in questo caso potrà godere di nomi illustri come il mitico Rutger Hauer (Io ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi… ricordate?), F. Murray Abraham e Raz Degan (ok, a lui togliete “l’illustre”).
Ma chi è Renzo Martinelli? E come riesce a portate avanti produzioni simili, mai ripagate dagli incassi al box office? Come può un regista abbonato ai flop continuare a sfornare film con budget ultramilionari? Domande che attendono risposte. Nel frattempo, cliccate su continua per avere una panoramica più vasta sulla filmografia (e sul rapporto che essa ha con il botteghino) di Renzo Martinelli.
Continua a leggere: Con Barbarossa torna Renzo Martinelli, il regista dei 'kolossali' flop
Questo Albakiara ha già fatto discutere parecchio qui sul Cineblog. Sia i fans di Vasco Rossi sia ’semplici’ commentatori che dopo aver visto il trailer hanno detto la loro…
Voi cosa ne pensate? Oggi vi mostriamo un po’ di foto tratte dal film. La pellicola sarà nelle sale dal 24 ottobre.
Nel cast Raz Degan, Alessandro Haber, Davide Rossi, Kelly Potts, Ivano Marescotti, Laura Gigante, Dario Bandiera, Dario Bandiera. Dirige Stefano Salvati.

Eccolo, dopo il salto, il trailer di Albakiara, il film scritto e diretto da Stefano Salvati ed ispirato alla canzone di Vasco Rossi.
Come ormai sapete Chiara (l’Albakiara del film) non è la ragazza descritta dal cantautore nella sue liriche e… la pellicola ci vuole mostrare “la generazione K dei diciottenni di oggi”. (Ma io tristemente vi chiedo: è veramente questa?)
Nel cast: Raz Degan (Ispettore Castri), Alessandro Haber (Zio Baldo), Kelly Potts (Kelly Jason), Ivano Marescotti (Commissario Guidotti), Dario Bandiera (Andrea), Davide Rossi (Nico), Vito (Tony), Laura Gigante (Chiara), Aura Rolenzetti (Valentina). Nei cinema dal 24 ottobre.