
Reign of Assassins (Fuori concorso) di Su Chao-Pin e John Woo
428 d.C.; il corpo diviso a metà di un mistico buddista fa brama a troppe persone. Se le due parti del corpo venissero riunite infatti queste darebbero un potere assoluto nell’ambito del kung-fu. Un’assassina, un tempo tra le più forti della sua squadra, tenta di riportare il corpo nella sua dimora, mentre tenta anche di rifarsi una vita cambiando addirittura il suo volto…
Mettiamo subito le cose in chiaro: questo non è un film di John Woo, e di John Woo in Reign of Assassins non c’è proprio nulla. E’ bene sottolineralo, ed è bene sottolineare che il regista premiato con il Leone d’Oro alla carriera ha dichiarato di essere stato soltanto il supervisore alla regia del lavoro. Muller infine conferma che il film è stato ultimato all’ultimo secondo per poter essere presentato al Lido, e che forse qua e là ha ancora bisogno di essere limato. Abbiamo quindi visto a tutti gli effetti un work in progress.
Reign of Assassins alla fin fine è un wuxia come tanti altri, ma è anche un film dove spesso e volentieri si vuole mettere l’accento sull’aspetto buffo delle situazioni e dei personaggi. Ed è un aspetto che tuttavia non convince fino in fondo. Così come non convincono troppo neanche i combattimenti, con alcuni effetti speciali che immaginiamo saranno migliorati e limati ancora…
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Al Festival di Cannes c’è sempre qualcuno pronto a fare congetture su quali saranno i film per la Mostra del Cinema di Venezia. Certo, i rumor restano sempre rumor. Ad esempio, ricordate che proprio sulla Croisette iniziò a circolare la voce che il film d’apertura di Venezia 66 sarebbe stato o Invictus di Clint Eastwood (all’epoca ancora The Human Factor) o addirittura The Tree of Life di Terrence Malick? Alla fine la spuntò Baaria, con l’”aggravante” che forse The Tree of Life sarà al Lido quest’anno. E ripetiamo forse.
Ma Screen Daily si è messa al lavoro ed ha stilato la propria personale lista di film papabili per Venezia 67. Noi un mesetto fa abbiamo stilato la nostra, e quindi andiamo a rimpolparla con i titoli a cui non avevamo pensato e che rubiamo di peso al giornale inglese. Non vi ripeteremo quindi di nuovo i titoli già noti da settimane (oltre a Malick anche Sofia Coppola, Eastwood, Aronofsky, Corbijn, Schnabel e tutti i nomi che potete trovare nel nostro articolo).
Non ci avevamo pensato, ma Danny Boyle ha in post-produzione il suo 127 Hours sull’alpinista Aron Ralston, mentre l’ungherese Benedek Fliegaus sta finendo il suo Womb. Maryam Keshavarz potrebbe portare Circumstance, mentre dall’Inghilterra arriverebbe David Mackenzie con The Last Word, interpretato da Ewan McGregor ed Eva Green. Ancora Inghilterra con Nigel Cole e il suo Made In Dagenham.