Renzo Martinelli ci riprova. 3 anni dopo il flop storico di Barbarossa, costato oltre 30 milioni di euro e riuscito ad incassarne appena 835.000, il regista di Porzus, Piazza delle Cinque Lune, Vajont e Il mercante di pietre, torna al cinema con un film nuovamente impegnato, e storicamente ‘importante’. Perché sarà Martinelli a portare il sala la strage di Ustica. Ad annunciare il progetto, che si intitolerà The Missing Paper, lo stesso regista, tra le altre cose co-sceneggiatore in compagnia di Valerio Massimo Manfredi, durante il Calabria Film Commission che sosterrà l’opera.
Prodotto da Rai Cinema e distribuito da 01, il film potrà contare su un cast internazionale composto da Mark Strong, Alicja Bachleda e l’immancabile F. Murray Abraham, da anni attore feticcio di Martinelli.
“Ci siamo studiati le carte per anni per scrivere la sceneggiatura e alle tre ipotesi dell’inchiesta, bomba, missile o cedimento strutturale, ne affiancheremo una quarta. Si tratta di una vicenda che ha coinvolto anche questa Regione suo malgrado”.
Queste le parole del regista, per un titolo che verrà girato quasi interamente in Calabria. Sconoscito, al momento, il budget a disposizione.
Fonte foto: TMnews

Il Secolo è lo stesso, il XII°. Il budget a disposizione quasi, 30 milioni di euro per il Barbarossa di Renzo Martinelli, 40 milioni di euro per I Pilastri della Terra prodotti da Tony e Ridley Scott. Entrambi nati come prodotti televisivi, il primo è poi approdato anche in sala, ottenendo risultati sconfortanti (835.000 euro), mentre il secondo è stato venduto praticamente in tutto il mondo, con Sky Italia che dal 1° ottobre lo sta trasmettendo, attraverso quattro puntate da 2 ore l’una.
Barbarossa e I Pilastri della Terra sono la dimostrazione vivente di come un certo tipo di cinema si possa fare anche fuori dagli States, grazie anche a budget imponenti, tranne che in Italia. Tanto ridicolo, pasticciato, finto, kitsch e quasi surreale il film di Martinelli, tanto è affascinante, coinvolgente, minuziosamente ricostruito e scenograficamente impressionante la pellicola tratta dal best seller di Ken Follett, nata e pensata per la tv ma incredibilmente cinematografica. Vero è che le storie raccontate sono differenti, con il I Pilastri della Terra trascinato dalle quasi 20 milioni di copie vendute in tutto il mondo dal romanzo da cui è tratto, ma qui si parla unicamente di potenzialità e di possibilità, teoricamente uguali ma qualitativamente distanti anni luce.
Donald Sutherland da una parte e Rutger Hauer dall’altra, per richiamare l’Hollywood che conta, con lunghi duelli, storie d’amore e litri di sangue per entrambi. Sergio Mimica-Gezzan (Heroes, Saving Grace, Into the West di Steven Spielberg) stupisce dietro la macchina da presa, riuscita nell’impresa di portare in vita un romanzo (di oltre 1000 pagine), che i fan da quasi 20 anni attendevano di vedere al cinema, o in sala. Ciò che non è riuscito a Renzo Martinelli (qui tutti i difetti del suo Barbarossa), e con un budget addirittura inferiore (considerando le ore di girato), è ampiamente riuscito al regista croato, per un’Industria, televisiva e cinematografica, tristemente a confronto, tanto da farci sprofondare al vero Medioevo, se paragonata a quella degli altri paesi.

4.675.339,45 euro incassati in 96 ore, come indovinato dal 43% di voi al FantaBoxOffice, e 597.877 italiani corsi in sala a vederlo. Parte bene l’avventura di Up al botteghino italiano! Lanciato in oltre 700 copie, il nuovo capolavoro Pixar ha quasi doppiato il suo predecessore, Wall-E, capace lo scorso anno di partire con 2.630.000 euro in tasca, per poi chiudere a quota 8.713.000. Dovremo attenderci altri numeri da Up? Assolutamente sì. Sia per il 3D, con rincaro dei ticket annessi, sia per il lancio della Disney Italia, che quest’anno si è letteralmente scatenata con Up, dopo aver quasi snobbato del tutto l’anno scorso l’amato robottino…
Chi continua a non mollare la presa è Quentin Tarantino con Bastardi senza Gloria. Il film, diventato il più grande successo in Italia del regista, sfiora ormai i 7 milioni di euro, con il tetto dei 10 a portata di mano. Un tetto a cui è ormai prossimo anche Baaria, che aggancia i 9 milioni di euro, con Fame che si conferma un’enorme delusione anche qui da noi, avvicinandosi appena al milione e mezzo di euro. Deludente anche l’ingresso in chart di Halloween 2 di Rob Zombie, con 400,000 euro incassati, rispetto al milione e 200,000 euro raccolto 2 anni fa al primo weekend dal primo capitolo della saga. Non esaltante, anche considerate le non molte copie a disposizione, il risultato per Lo Spazio Bianco, visto a Venezia, con 296,000 euro incassati, con Basta che Funzioni ad un passo ormai dai 4 milioni e mezzo di euro, ed Orphan, altra uscita horror inedita, costretto ad accontentarsi di 340,000 euro.
Da segnalare infine il quasi abbandono dalla top10 di Barbarossa di Renzo Martinelli. Con quanto in tasca? 702,000 euro. E’ costato 30 milioni di euro. Ma attenzione al prossimo weekend, visto che arriveranno Parnassus, Julie & Julia, Bruno, Oggi Sposi, La battaglia dei 3 regni e Lebanon! Chi batterà Up?

E anche Barbarossa viene messo sotto la lente dei critici della carta stampata e del web. Leggete con noi quello che dicono sul film di Renzo Martinelli, qui invece quello che pensiamo noi:
Luciana Vecchioli - L’altro: A parte alcune falsità storiche già rivelate dagli esperti (vedere articolo di Franco Cardini sul quotidiano Il Tempo), il film è un noioso polpettone in costume infarcito da una lunga serie di slogan tanto cari alla Lega di oggi. Concetti e parole d’ordine da sempre sbandierati dal Carroccio, che suonano fuori luogo. Al di là delle legittime convinzioni politiche di ognuno, stupisce che un regista del calibro e della capacità di Martinelli, autore di pellicole come Vajont, abbia potuto realizzare un prodotto cinematografico così scadente, non al livello dei precedenti. Sceneggiatura sfilacciata, dialoghi eccessivamente enfatizzati, sequenze dei combattimenti poco credibili. Sembra una pellicola propagandistica, neanche riuscita tanto bene.
Alberto Castellano - Il Mattino: Alzi la mano chi sentendo parlare di Federico Barbarossa, di Alberto da Giussano, del giuramento di Pontida non è subito andato con la memoria a quei noiosi, nozionistici ripassi scolastici e non ha pensato che è materia ideale per un film fiume televisivo. È proprio da qui che è partito Renzo Martinelli, abile artigiano a suo agio con le megaproduzioni storiche, per questo «Barbarossa» costato 30 milioni con il coinvolgimento produttivo e distributivo della Rai e sponsorizzato dalla Lega che lo ha adottato quasi come un manifesto culturale, politico e ideologico delle origini della Padania e della propria vocazione autonomistica. (…) E porta i segni della destinazione per il piccolo schermo (una versione più lunga) nei dialoghi, negli interni, in certi passaggi narrativi. Profezie, stragi, battaglie spettacolari, la distruzione di Milano del 1162 e una brava Kasia Smutniak che s’impone tra gli irrilevanti Rutger Hauer e Raz Degan.
Continua a leggere: Barbarossa di Renzo Martinelli: i commenti della critica

27.068 intrepidi. Tanti sono gli italiani corsi in sala a vedere l’ultima discussa e discutibile fatica di Renzo Martinelli, Barbarossa. Il film, costato 30 milioni di dollari, in 2 giorni di programmazione ha incassato 177.216,98 euro. Spiccioli, per un titolo che ancor prima di uscire in sala puzzava di flop. Ma ora che avete avuto anche voi la possibilità di vederlo, cosa ne pensate? Vi è piaciuto? Vi ha sconvolto? Vi ha stupito? E soprattutto, l’avreste davvero considerato come possibile candidato italiano per gli Oscar, come aveva suggerito il leghista Roberto Castelli? Ricordandovi la nostra recensione in anteprima, a voi la parola… Barbarossa è ora nelle vostre mani.

Non è stato facile trovarla, ma ecco l’immagine che conferma la presenza di Bossi sul set di Barbarossa, il nuovo film di Renzo Martinelli, che esce oggi nelle sale italiane ma ha già suscitato infinite diatribe, sia di natura artistica che politica. Ma in questo momento non ci interessano.
Nessuna vena polemica in questo post, vogliamo solo togliere la curiosità ai tanti che hanno chiesto curiosi se le voci proprio a proposito del cameo del Senatur Umberto Bossi fossero fondate. Eccone quindi la conferma. Durante la proiezione in anteprima è stato impossibile riconoscerlo, ma da questa foto non si scappa. Bossi c’è!
Vi ricordo che potete leggere la recensione del film, dopo il continua trovate il fotogramma ingrandita.
Continua a leggere: Barbarossa - Il fotogramma del cameo di Bossi

Cecile Cassel, sorella di Vincent, è la moglie di Barbarossa nel film omonimo di Renzo Martinelli (qui la tanto discussa recensione). L’attrice però ha deciso di non promuovere la pellicola e confessa alla rivista Max:
“Dei fantasmi politici dietro Barbarossa non sapevo nulla e se avessi saputo prima come stavano le cose non avrei accettato la parte. (…) Quando mi hanno spiegato chi erano i padrini del progetto ho detto che non avrei risposto a nessuna domanda sugli aspetti politici del film”.
LiberoNews le appioppa simpaticamente della “Attricetta Snob” e ci fa sapere la versione del regista:
“In realtà, stando alle dichiarazioni del regista Martinelli, le ragioni del suo malumore nei confronti del film sarebbero altre. Cécile, durante la lavorazione, non si sarebbe affiatata molto col resto della troupe, si sarebbe a più riprese lamentata di situazioni di privilegio delle quali godevano altri attori (Rutger Hauer, in primis). Comunque, lamentandosi, Cécile si sta già guadagnando le prime pagine dei giornali. Cosa che in Francia, finora, non le era riuscito molte volte, e quasi mai per ragioni artistiche. In Patria, pur avendo recitato in una trentina tra film e telefilm non ha mai avuto un ruolo di protagonista…”
Insomma, questo Barbarossa non è ancora uscito nelle sale e le polemiche sul suo conto non sono ancora finite!

283. Questo il numero di sale che da oggi proietteranno il discusso Barbarossa di Renzo Martinelli. Da oggi, dopo mesi e mesi di polemiche, il film si presenta all’esame del botteghino. Dopo essere costato 30 milioni di euro, quanto incasserà secondo voi la pellicola in questo primo weekend di programmazione? A voi i pronostici, a domenica per il Vi è Piaciuto e a lunedì per i risultati. Ovviamente anche il sottoscritto si sbilancia e dice… 420,000 euro.
Barbarossa (Italia, 2008) di Renzo Martinelli; con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel, Antonio Cupo, Angela Molina, F. Murray Abraham, Gian Marco Tavani.
“Io ho visto un film che voi umani non potreste immaginarvi. Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Pontida, e ho visto i raggi B balenare nel buio vicino al bollente telefono di Saccà. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo… come lacrime nella pioggia. È tempo… di morire“.
Omaggiando Rutger Hauer, mitico replicante di Blade Runner e qui incredibile Barbarossa, si può commentare ciò che è la nuova discussa fatica di Renzo Martinelli, costata 30 milioni di euro, quasi del tutto sborsati da Mamma Rai, ovvero anche da noi contribuenti, e realizzato con il folle sostegno del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. In 24 anni di cinema non avevo mai vista nulla di simile. Mai nessun “film” era arrivato così vicino al senso del ridicolo. Mai nessun film era arrivato così vicino ad infangare il senso stesso di “settima arte”. Fino all’arrivo di questo Barbarossa, autentico mix propagandistico e parodistico a metà tra Braveheart, Fantaghirò, Giovanna d’Arco e Robin Hood - Un eroe in Calzamaglia…
Continua a leggere: Barbarossa - di Renzo Martinelli: Recensione in Anteprima
Presentato giorni fa in pompa magna al Castello Sforzesco dinanzi al Capo del Consiglio Silvio Berlusconi, Giulio Tremonti, Umberto Bossi, Roberto Calderoli, Ignazio La Russa, il Sindaco di Milano Letizia Moratti e Roberto Formigoni, Barbarossa invaderà la penisola tra meno di 48 ore. Aspettando la nostra recensione in anteprima, che sarà on line domani a mezzogiorno in punto, il film ripiomba nelle polemiche.
Perchè? Perchè la pellicola, fortemente voluta dalla Lega di Umberto Bossi, costata 30 milioni di euro e quasi totalmente finanziata dalla Rai, è stata interamente girata in… Romania! Non al Nord Italia, in modo da aiutare i lavoratori precari del cinema, magari anche leghisti, ma in Romania per l’appunto, sfruttando i lavoratori e circa 12,000 comparse, molti dei quali extracomunitari.
Un film leghista, su un gladiatore padano, che deve tutto o quasi ai tanto odiati rom rumeni? Ebbene sì. Produce la Rai, anche con i nostri soldi, creando così occupazione per i lavoratori stranieri ma anche disoccupazione per i lavoratori italiani, e senza un ritorno di entrate tributarie e contributive in Italia, a danno quindi del lavoratore e del cittadino. Quando si dice il cinema dei paradossi…