Ci sono almeno due o tre film che varrebbe la pena vedere in questo fine settimana. I primi due almeno per i nomi dei loro autori: Ang Lee e François Ozon. Il primo, direttamente da Cannes, con Motel Woodstock ci narra con toni da commedia la nascita del più rivoluzionario concerto di sempre; il secondo, direttamente da Berlino, ci narra in Ricky - Una storia d’amore e libertà con toni meravigliati la storia speciale di un bimbo nato… con due ali! Il terzo film a cui varrebbe dare una possibilità è La doppia ora, opera d’esordio di Giuseppe Capotondi a metà tra noir e thriller psicologico; visto a Venezia, dove è sceso in campo per ultimo tra i film italiani, ha scatenato il dibattito, tra pareri molto favorevoli e pareri molto contrari. Per noi non è comunque privo di interesse.
Il resto è privo di grande interesse: di un remake di un bel film come Saranno Famosi non sappiamo bene cosa farcene, e su Barbarossa abbiamo ancora perplessità. Di seguito trovate comunque tutte le recensioni dei film in uscita da questo venerdì e anche tutti i trailer in italiano.
Barbarossa: XII° Secolo; le terre del Nord Italia sono governate da un imperatore tedesco, Federico Hohenstaufen, detto Barbarossa. Il suo sogno è quello di conquistare le terre del Centro e del Sud, così da far rivivere l’impero che fu di Carlo Magno. Peccato che nelle terre del Nord ci sia un giovane milanese di nome Alberto da Giussano, che, dopo vari soprusi e la distruzione di Milano, riuscirà ad unire quelle stesse terre in una Lega Lombarda e a dar vita ad una Compagnia della Morte… Torna in sala Renzo Martinelli con uno dei film italiani più costosi di sempre. Polemiche infinite. Con Rutger Hauer, Raz Degan, Kasia Smutniak, Hristo Shopov, Cécile Cassel, Antonio Cupo, Angela Molina e F. Murray Abraham. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.
La doppia ora: Sonia viene da Lubiana e fa la cameriera in un hotel. Guido è un ex poliziotto e lavora come custode in una villa fuori città. Si incontrano per caso in uno speed date. Poche parole, un’istintiva attrazione. In pochi giorni imparano a conoscersi. Sono sul punto di innamorarsi… quando Guido muore. Improvvisamente, durante una rapina nella villa che dovrebbe custodire. Sonia si ritrova da sola a elaborare un lutto di cui non riesce a trovare il senso. E di cui alcuni addirittura la ritengono responsabile. Ma un giorno Sonia è convinta di rivedere Guido… Opera prima di Giuseppe Capotondi, a metà tra noir e thriller psicologico; con Kseniya Rappoport e Filippo Timi. In concorso a Venezia 66, dove la Rappoport è stata premiata con la Coppa Volpi. Qui la nostra recensione e qui il trailer italiano.
Ricky, una storia di amore e libertà (Ricky) Regia di François Ozon, con Alexandra Lamy, Sergi Lopez, Mélusine Mayance, Arthur Peyret, André Wilms, Jean-Claude Bolle-Reddat, Julien Haurant, Eric Forterre
Katie è una donna sola che divide la sua vita tra la Lisa e il suo lavoro in fabbrica. La sua quotidianeità cambia all’improvviso quando incontra Paco, un collega con cui inizia una relazione piena di passione. Dal loro amore nasce un bimbo, Ricky, che però possiede una caratteristica strana, incredibile e forse miracolosa. Due piccole ali spuntano infatti sulla sua schiena e crescono di giorno in giorno. Lo shock iniziale è grande, ma presto Katie capisce che per salvaguardare il suo bambino è necessario nascondere al mondo il suo segreto. La storia di Ricky però finisce presto in pasto ai mass media che lo trasformano in un fenomeno da baraccone o in un angelo caduto dal cielo. Katie dovrà compiere una vero e proprio atto d’amore per donare la libertà al piccolo.
L’ultimo film di François Ozon uscito in Italia aveva come titolo Angel - La vita, il romanzo. Sebbene il film raccontasse la storia di una ragazza di origini proletarie, orfana di padre, che sogna una vita diversa e ha grandi ambizioni, il titolo richiama profeticamente la figura mistica dell’angelo. Sarà forse un caso ma Ricky è proprio questo, la storia di un angelo nato per sbaglio, o meglio di un bambino creduto un vero angelo o spacciato per tale a causa di una curiosa mutazione genetica che gli ha donato un paio di ali sulla schiena.
Ozon non è certo un oggetto ben definito del panorama cinematografico europeo. Alla sua decima regia però riesce una volta in più a spiazzare il suo pubblico con una commedia agrodolce ispirata dal racconto adattamento del racconto Lèger comme l’air, della scrittrice britannica Rose Tremain inserita nell’antologia di racconti The Darkness of Wallis Simpson. Un film in bilico tra i fratelli Dardenne e le produzioni di Walt Disney, come lo ha definito lo stesso François Ozon. Un film realizzato grazie a una coproduzione italo-francese, anche se girato interamente a Parigi, che si avvale degli effetti speciali della BUF, che hanno realizzato in precedenza Il favoloso mondo di Amelie, Matrix, Spiderman 3 e Il cavaliere oscuro, ma non ci si aspettati dal film di Ozon qualcosa anche di lontanamente simile ai film appena citati.
Continua a leggere: Ricky, una storia di amore e libertà - La recensione in anteprima
Arriverà il 9 ottobre prossimo, grazie alla Teodora Film, l’atteso Ricky – Una storia d’amore, nuovo film del talentuoso ed amato François Ozon. Dai produttori de Il favoloso mondo di Amélie, e realizzato con gli straordinari effetti visivi della BUF (Matrix Reloaded, Matrix Revolutions, Spider-Man 3, Il Cavaliere Oscuro), il film è stato presentato in concorso al Festival di Berlino 2009.
Divisa tra la figlia Lisa e il lavoro in fabbrica, la vita di Katie (Alexandra Lamy) cambia all’improvviso quando conosce Paco (Sergi Lopez), un collega con cui inizia una relazione piena di passione. Il frutto del loro amore, Ricky, è un bambino con un dono inaspettato: due piccole ali, che crescono giorno dopo giorno. Dopo lo sconcerto iniziale, Katie prova a nascondere al mondo questo segreto prezioso, ma le cose si complicano quando la storia finisce in mano ai media: sarà il momento di dimostrare il proprio amore regalando al figlio la libertà.
Finalmente potremo vederlo anche noi, a partire dal prossimo 9 ottobre!