
A pochi giorni dalla prima immagine ufficiale, spunta on-line anche il primo teaser trailer di Ironclad, pellicola medievale con James Purefoy, Paul Giamatti, Robert Carlyle, Brian Cox e Bob Hoskins che sembra voler sfidare il Robin Hood di Ridley Scott.
La trama di Ironclad racconta di un valoroso cavaliere Templare (Purefoy) circondato da un manipolo di fidati guerrieri impegnati a difendere il Castello di Rochester dal perfido Re Giovanni (Giamatti) che ha preso il posto del fratello, Riccardo Cuor di Leone, impegnato nelle famose crociate.
Dopo il salto trovate il trailer del film, attualmente in produzione, che sembra optare per un taglio “ruvido” piuttosto realistico.
Non si vive di solo Robin Hood! Ecco la primissima immagine di Ironclad con James Purefoy (nella foto), Paul Giamatti, Robert Carlyle, Brian Cox e Bob Hoskins. Il film è descritto come un action thriller ambientato nel medioevo inglese. Tra spadoni, armature, torture e congiure.
La trama racconta di un valoroso cavaliere Templare (Purefoy) circondato da un manipolo di fidati guerrieri (i suoi “Magnifici 7″) impegnati a difendere il Castello di Rochester dal perfido Re Giovanni (Giamatti) che ha preso il posto del fratello, Riccardo Cuor di Leone, impegnato nelle famose crociate.
Il film, che non ha ancora una data d’uscita precisa, sembra avere tutte le carte in regola tranne una: regia e sceneggiatura sono affidate infatti ad un certo Jonathan English, che ha al suo attivo solo un paio di inguardabili b-movie. Restiamo quindi in attesa di un primo teaser trailer chiarificatore.

E’ uscito il 19 dicembre in Inghilterra Stone of Destiny, nuovo film con Charlie Cox, protagonista del sottovalutato Stardust. Scritto e diretto da Charles Martin Smith, e basato sul romanzo di Ian Hamilton, il film ci regala oggi 3 locandine e l’interessante trailer, che troverete dopo il saltino. Al fianco di Cox, attore in rampa di lancio in Uk, troviamo Kate Mara, Billy Boyd ed il mitico Robert Carlyle.
La pellicola andrà a raccontare la storia di di quattro studenti di Glasgow che, nel 1951, riuscirono nell’impresa di avere la meglio sulle autorità britanniche nel loro tentativo di riportare la Pietra di Scone, simbolo dell’orgoglio scozzese, nella sua terra d’origine …
Aspettando news sull’eventuale uscita italiana, cliccate pure su continua per dare un’occhiata al trailer del film e diteci… che ve ne pare?
Continua a leggere: Tre locandine ed il trailer per Stone of Destiny, nuovo film con Charlie Cox

Keira Knightley è attesa sul red carpet della terza edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, in programma dal 22 al 31 ottobre per presenziare alla proiezione di The Duchess, di Saul Dibb; anche la vicenda violenta dei terroristi nella Germania anni ‘70 in La Banda Baader Meinhof di Uli Edel, con Bruno Ganz e Alexandra Maria Lara, sarà fra i titoli presentati nella sezione Anteprima, nell’ambito della Selezione Ufficiale.
Nella selezione di Cinema 2008, quest’anno si vedranno, tra gli altri, 8 (Huit), in anteprima mondiale, un film che è anche un grande progetto di sensibilizzazione sulla sfida (sottoscritta da 191 paesi) che le Nazioni Unite hanno lanciato perché si dimezzi la povertà nel mondo. Il film è diviso in otto segmenti, firmati rispettivamente da Jane Campion, Gael García Bernal, Jan Kounen, Mira Nair, Gaspar Noé, Abderrahmane Sissako, Gus Van Sant e Wim Wenders; e Un barrage contre le Pacifique, film franco-cambogiano di Rithy Panh, tratto dal romanzo di Marguerite Duras di cui Isabelle Huppert è protagonista.
Nell’ambito de L’Altro Cinema saranno presentati, in anteprima mondiale, due film che raccontano la vita di due grandi musicisti: Bob Marley e Fabrizio De Andrè. Bob Marley: Exodus 77, di Anthony Wall e Effedià – sulla mia cattiva strada, di Teresa Marchesi, prodotto dalla Fondazione De Andrè. All’interno di questa stessa sezione, alcuni importanti esponenti del cinema italiano e internazionale incontreranno il pubblico e la stampa: Al Pacino, che riceverà il Marc’Aurelio d’Oro attribuito all’Actors Studio, e che sarà protagonista di una retrospettiva con tre film da lui stesso indicati, Riccardo III - un uomo, un re e due inediti, Chinese Coffee e Babbleonia; Michael Cimino, che presenterà un collage delle più belle scene di ballo del cinema mondiale, riunite in un montaggio realizzato appositamente per il Festival di Roma; Toni Servillo e Carlo Verdone, entrambi sceglieranno alcune scene che ama dei film dell’altro per commentarle insieme; David Cronenberg, che al Palazzo delle Esposizioni presenterà in anteprima mondiale la mostra multimediale Chromosomes, che raccoglie 50 immagini scelte e rielaborate da lui stesso partendo dai fotogrammi dei suoi film più noti.
Continua a leggere: Festa del Cinema di Roma: i primi titoli della terza edizione
Full Monty - Squattrinati organizzati (The Full Monty - commedia, GB 1997) Regia di Peter Cattaneo, con Robert Carlyle, Tom Wilkinson, Mark Addy, Steve Huison, Paul Berber, Hugo Speer.
Questa sera ore 23.45 - Canale 5
Gaz e Dave sono due disoccupati di Sheffield che si ingegnano per trovare degli espedienti che permettano loro tirare avanti. Ma quando Gaz rischia di perdere la possibilità di vedere il figlio, perché è in arretrato con le spese di mantenimento della ex moglie, deve inventarsi qualcosa di più redditizio. Trova ispirazione in un gruppo di spogliarellisti professionisti che si esibiscono in città, e partorisce l’idea di dar vita ad uno spettacolo di spogliarello integrale, coinvolgendo altri disoccupati.
Vincitore del premio Oscar per la colonna sonora, il film è stato fra i maggiori successi della stagione cinematografica 1997-98 e uno dei più grandi del decennio: costato 3,5 milioni di dollari, i suoi ricavi totali, DVD e VHS compresi, ammontano a più di 500 milioni di dollari. Dalla pellicola è stato tratto un omonimo musical teatrale, andato per la prima volta in scena a Broadway nel 2000 e candidato a ben 9 Tony Awards. Pur rimanendo fedele alla trama del film, il musical è ambientato a Buffalo, nello stato di New York. La versione italiana è stata portata in scena con successo qualche anno fa da Gigi Proietti; Giampiero Ingrassia (s)vestiva i panni del protagonista.
28 settimane dopo (28 Weeks Later, Gran Bretagna / Spagna, 2007) di Juan Carlos Fresnadillo; con Robert Carlyle, Rose Byrne, Jeremy Renner, Amanda Walker, Mackintosh Muggleton, Imogen Poots, Shahid Ahmed, Harlod Perrineau.
Che bello vedere che l’horror è ancora un genere che sa regalare qualcosa. Che bello vedere film come 28 settimane dopo, che magari non dicono nulla di nuovo e devono molto ai capostipiti del loro filone, ma ribadiscono concetti e idee che solo l’horror, come genere cinematografico, può ribadire. Il secondo film del regista di Intacto rimette in pace col genere, che ultimamente arranca un po’. E toh, sorpresa delle sorprese (per chi non ha mai visto un horror in vita sua, evidentemente) arriva da un sequel! Come a ribadire una cosa fondamentale: con l’horror, un film originale o un sequel possono essere entrambi più che interessanti, e nella storia del genere ci sono decine e decine di esempi.
Tra l’altro, ecco chi ci riporta l’horror politico in sala, come sempre meno se ne vede in giro ormai: questo 28 settimane dopo e Hostel 2. Sarà un caso? Il film di Juan Carlos Fresnadillo riconferma l’idea che, se sfruttato a dovere, il filone post-apocalittico e distopico dei morti viventi (ma attenzione, non chiamateli così altrimenti i fan si arrabbiano, giustamente: questi uomini cattivissimi che corrono sono vivissimi, solo un po’ infetti) è ancora oggi uno dei più interessanti sotto-generi dell’orrore cinematografico. Romero aveva genialmente dato il via, oggi Boyle e Fresnadillo ripropongono. Del regista del primo episodio c’è l’impronta, e non solo nel prologo che ha girato in prima persona; dello spagnolo c’è la buona capacità in campo registico e un bel lavoro per quanto riguarda la tensione e la paura.
Continua a leggere: 28 settimane dopo: ecco perchè l'horror è fondamentale
Full Monty: regia di Peter Cattaneo con Robert Carlyle, Tom Wilkinson, Mark Addy, Steve Huison, Paul Berber, Hugo Speer. GB 1997.
Cinque operai inglesi disoccupati, decidono di organizzare uno spettacolo di spogliarello per guadagnare un po’ di soldi. Fra varie disavventure, esilaranti casting e prove estemporanee in casa del loro capo-reparto, arriveranno alla prima del loro show ma…
Full Monty è sicuramente una delle commedie più divertenti fra quelle che, negli anni novanta, decisero di raccontare storie ambientate sullo sfondo della crisi economica inglese: la chiusura delle industrie legateall’estrazione e alla lavorazione del carbone, la disoccupazione. L’era della“Lady di Ferro”, evocata in maniera molto più esplicita nel quasi contemporaneo “Grazie signora Thatcher”.
Non solo l’idea di base è vincente (il corpo operaio che si oppone a quello ipervitaminico degli spogliarellisti professionisti in tour nelRegno Unito), ma è raccontata con brio, con idee intelligenti e mai volgari, e soprattutto con una partecipazione emotiva alle vicende dei protagonisti non così usuale. I sei showman, infatti, non solo riusciranno, con l’organizzazione dello spettacolo, a ritrovare un’intesa trasversale fra operai e “padroni” (ma padroni di seconda categoria, caporeparto ugualmente investiti dalla crisi) ma anche a trovare uno sfogo alle tristezze quotidiane: esemplare e davvero esilarante la scena che mostra i protagonisti in fila allo sportello di disoccupazione, che per ingannare l’attesa ripassano passi e melodie del loro futuro show.
Full Monty è, con le debite differenze, quella che era la commedia italiana degli anni d’oro del nostro cinema, con film come “I soliti ignoti” ed altri. Strano che, con questa importante eredità culturale alle spalle, non riusciamo più a produrre film così divertenti su temi scomodi, se non nella noiosa trasposizione delle “edificanti” fiction televisive.
Da vedere con una birra in mano, e in compagnia.
Stasera giovedì 28 giugno ore 23:30 su Canale 5.