
Dopo il flop storico di Milo su Marte, costato 150 milioni di dollari ma riuscito ad incassarne appena 38,992,758 in tutto il mondo, in casa Disney gli hanno dato una pacca sulla spalla, accompagnandolo alla porta. Partnership finita. Addio e tante care cose. Perché la ImageMovers Digital di Robert Zemeckis aveva appena partorito uno dei flop più roboanti degli ultimi anni, da cui sembrava impossibile riprendersi.
Fino alla svolta di oggi. Perché il celebre regista, Premio Oscar per Forrest Gump, ha siglato un accordo di due anni con la Universal. Zemeckis potrà quindi continuare a sviluppare film in live action, oltre alle solite pellicole in motion capture che in questi ultimi 10 anni l’hanno letteralmente conquistato (Polar Express, Beowulf, A Christmas Carol).
Aspettando Flight, atteso ritorno al live action del regista, potrebbe quindi tornare d’attualità Yellow Submarine, progetto cancellato dalla Disney dopo il disastro di Milo su Marte.
Fonte: Variety

Sabato sera, ti porterò indietro nel futuro!
Questa è una delle frasi più celebri del grande Ritorno al futuro, primo film della trilogia firmata da Robert Zemeckis che ha reso un vero e proprio genere cinematografico quello dei “viaggi nel tempo”. Zemeckis, dopo una parentesi di delirio tecnologico legato all’animazione in 3d (con risultati altalenanti) sarebbe infatti pronto a dirigere un nuovo film sugli spostamenti spazio-temporali dal titolo (provvisorio) di Replay.
Il film sarebbe incentrato su di un giornalista radiofonico sulla quarantina che stroncato da un infarto nel 1988 si risveglia improvvisamente nel 1963, nel suo corpo di diciottenne ma con 25 anni di esperienze di vita vissuta intatta nella sua memoria. Trascorsi nuovamente gli anni della sua vita morirà nuovamente nel 1988 per ritornare nuovamente al punto di partenza, ma ogni volta farà scelte differenti costruendosi una vita differente ogni volta.
Insomma un progetto che sembra una via di mezzo tra Slinding Doors e Ricomincio da capo, ma con un Zemeckis al comando non si può certo pensare che di tratti di una fotocopia di qualcosa di già visto! Infatti non si tratterà di una commedia, ma piuttosto di un thriller dove il protagonista dovrà trovare il modo per sfuggire alla sua stessa morte.
Fonte | Deadline
Il flop per certi versi storico di Milo su Marte ha forse messo definitivamente una pietra sopra la motion capture di Robert Zemeckis. Come ricordavamo qui, il regista, Premio Oscar per Forrest Gump, ha passato l’intero decennio passato a perfezionare una tecnica che, nel suo caso, non ha mai fatto presa sul pubblico. Ebbene Zemeckis sembra ad un passo dall’atteso ritorno al live action con Flight. Titolo Paramount, il film nella trama ricorda molto Cast Away.
Tratta da una sceneggiatura originale di John Gatins, la pellicola narra la storia di un pilota di aerei che, a causa di un’avaria, è costretto ad un atterraggio d’emergenza, che lo trasforma in un eroe. Peccato che le indagini sull’incidente portino alla luce una verità diversa da quella inizialmente raccontata…
Dovesse accettare la regia, Zemeckis potrebbe a breve tornare sul set, facendo slittare tutti i suoi progetti più o meno annunciati negli ultimi anni. Chi potrebbe essere il protagonista del film? Si vocifera Denzel Washington. Attendendo ulteriori news, godiamoci pure lo splendido disastro aereo di Cast Away, ultimo film di Zemeckis in live action.
Fonte: HollywoodReporter

“La motion capture è la tecnica del futuro”.
E’ il 2006 quando Andy Serkis si lascia andare a questa fantasiosa previsione. Diventato celebre per aver prestato voce, corpo, volto e lineamenti al Gollum del Signore degli Anelli, Serkis sottolinea le potenzialità della tecnica che 10 anni fa ha letteralmente stregato Robert Zemeckis. La motion capture, o performance capture, o più semplicemente mocap, vede da subito il celebre regista Premio Oscar per Forrest Gump tra i più strenui sostenitori. Una tecnica di animazione digitale che permette di rendere realistici i movimenti di personaggi virtuali attraverso l’elaborazione dei movimenti di persone o animali catturati tramite sensori posizionati in corrispondenza delle articolazioni o delle fasce muscolari. Gollum e King Kong di Peter Jackson, ma anche Davy Jones della Maledizione del forziere fantasma, Zoë Saldaña in Avatar e Silver Surfer nei Fantastici 4 devono la loro ‘presenza’ sullo schermo proprio alla motion capture.
Zemeckis, come detto, è il regista che investe più tempo, soldi e credibilità nello sviluppo della tecnica che in molti ad Hollywood, inizialmente, considerano il possibile futuro del cinema. Nel 2004 il primo esempio, con Polar Express. Costato la bellezza di 165 milioni di dollari, il film ne incassa 306 worldwide. Tramite dei sensori elettronici posti sul corpo di Tom Hanks vengono “catturate” dal computer le sue movenze ed espressioni. La sua immagine viene poi digitalizzata e plasmata, arrivando ad un effetto particolarmente realistico, per quanto posticcio. Grazie proprio a questa innovativa tecnica, Tom Hanks ha la possibilità di ricoprire ben tre ruoli all’interno della pellicola. Se critica e pubblico sembrano apprezzare, ma non a tal punto da rendere il film un successo indiscutibile, Zemeckis procede nella sua convinzione, partorendo nel 2007 Beowulf. Il progetto è ancor più ambizioso, il cast è ricchissimo, con ‘volti’ dal peso di Angelina Jolie, Anthony Hopkins e John Malkovich. Costato 150 milioni di dollari, gli incassi del film crollano rispetto all’esperimento precedente, scendendo a 196 milioni di dollari. Se la tecnica sembra aver fatto dei leggeri passi in avanti, il risultato continua a stonare, e a convincere poco.
Ma Zemeckis non cede, tornando in sala nel 2009 con A Christmas Carol. A trasformarsi in quest’occasione è Jim Carrey. Affiancato dal 3D, il film mette in mostra una motion capture ancora più ‘precisa’ e meno fastidiosa, affinata rispetto agli esordi di Polar Express ma ancora particolarmente ‘finta’, emotivamente fredda e soprattutto maledettamente videoludica. Costato uno sproposito, ovvero 200 milioni di dollari, il film ne incassa ’solo’ 325. L’ossessione per il regista di Ritorno al Futuro non perde però colpi, portandolo al fallimento. E’ notizia di questi giorni il flop per certi versi storico di Milo su Marte, film realizzato dalla sua ImageMovers Digital, fallita dopo gli spropositati costi di produzione, arrivati ai 150 milioni di dollari (200 con annesso marketing). Un flop che ha portato alla recente rottura di Zemeckis con la Disney, probabilmente stanca del suo irrealizzabile e traumatico ’sogno’, tanto da troncare il progetto Yellow Submarine, ‘kolossal’ beatlesiano da girare ovviamente con la tanto contestata tecnica. Da oltre 10 anni (Cast Away, 2000) lontano da set ‘normali’, ovvero con attori privi di sensori elettronici, Zemeckis sembra ormai sempre più sull’orlo del precipizio. Proseguire il suo insensato e costosissimo progetto (che a breve vedrà coinvolto anche Spielberg con il rischioso Tintin), magari con il tanto chiacchierato sequel di Chi ha incastrato Roger Rabbit?, o tornare finalmente lucido e ammettere la ’sconfitta’? Perché la motion capture in stile Zemeckis conviene forse lasciarla ad un altro mondo, che con il cinema non ha mai avuto particolare fortuna. Quello dei videogiochi.
Ritorno al futuro è una delle saghe cinematografiche più amate da voi (e da noi) spettatori. Oggi vi regaliamo 20 foto scattate dal set del primo film (del 1985) da una guardia di sicurezza che ha lavorato agli Universal Studios. Il set è stato costruito per le riprese ambientate nel 1955 e poi ricostruito per quelle dell’85.
Ritorno al Futuro: 20 foto dal set del film cult di Robert Zemeckis








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Dopo averlo visto in inglese pochi giorni fa, ecco arrivare tempestivamente la versione italiana. Novità in arrivo da Mars Needs Moms, diventato per i cinema nostrani Milo su Marte, film targato Disney Pictures e realizzato dalla ImageMovers Digital di Robert Zemeckis. In arrivo nei cinema statunitensi l’11 marzo del 2011, e in quelli italiani il 1° giugno del 2011, la pellicola riporta il regista di Chi ha incastrato Rogger Rabbit? nell’amato mondo della motion capture, diventata ormai una sua ossessione da circa un decennio.
Tratto dall’omonimo romanzo di Berkeley Breathed, e diretto da Simon Wells, regista del Principe d’Egitto, Milo su Marte, che vedrà Seth Green, Dan Fogler, Elisabeth Harnois, Mindy Sterling e Joan Cusack prestare volto e voce, ruota attorno a Milo, adolescente indisciplinato che, fatto una marachella e finito in punizione, inveisce contro la madre. Tutto finito qui? Non per gli alieni, che la rapiscono, costringendo il ragazzo ad un incredibile viaggio per salvarla e riportarla a casa con se’.
Ma ora date pure un’occhiata al trailer italiano del film e diteci… che ve ne pare?
Robert Zemeckis ha colpito ancora. Questa volta tralasciando la regia ma abbracciando il mondo della produzione, con l’ormai sua amatissima motion capture. Parliamo di Mars Needs Moms, film targato Disney Pictures che ci regala oggi il primo trailer, da vedere e commentare insieme a noi. In arrivo nei cinema americani il prossimo 11 marzo del 2011, Mars Needs Moms non è altro che l’ultimo film realizzato dalla ImageMovers Digital di Robert Zemeckis, da anni ormai stregato dalla tecnica della motion capture, pellicola dopo pellicola da lui perfezionata, ma ancora mai del tutto esplosa.
Tratto dall’omonimo romanzo di Berkeley Breathed, e diretto da Simon Wells, regista del Principe d’Egitto, Mars Needs Moms, che vedrà Seth Green, Dan Fogler, Elisabeth Harnois, Mindy Sterling e Joan Cusack prestare volto e voce, ruota attorno a Milo, adolescente indisciplinato che, fatto una marachella e finito in punizione, inveisce contro la madre. Tutto finito qui? Non per gli alieni, che la rapiscono, costringendo il ragazzo ad un incredibile viaggio per salvarla e riportarla a casa con se’.
Riuscirà prima o poi Zemeckis a far veramente esplodere la costosissima tecnica del motion capture? Sono ormai 10 anni che il regista non realizza film con attori e ‘in carne ed ossa’, avendo dato vita nel 2004 a Polar Express (305 milioni di dollari worldwide), nel 2007 a Beowulf (196 milioni di dollari wordlwide), e nel 2009 a A Christmas Carol (325 milioni di dollari worldwide). Ora, anche se solo in cabina di produzione, ecco arrivare Mars Needs Moms. Ma solo al sottoscritto questa benedetta motion capture continua a non convincere, e soprattutto a non entusiasmare?

Per il momento possiamo stare tranquilli. Robert Zemeckis ha rifiutato la proposta fattagli dalla Warner Bros. che lo avrebbe voluto a dirigere il remake de Il Mago di Oz, sulla base dello script originale già utilizzato per il classico del 1939.
Zemeckis continuerà a concentrasi sulla lavorazione del suo film in motion-capture 3D basato sull’album/film dei Beatles, Yellow Submarine. Recentemente il regista è stato anche ingaggiato per portare sullo schermo una storia di viaggi nel tempo, Timeless, sua prima pellicola in live-action dopo anni.
Resta da vedere se a questo punto la Warner Bros. rinuncerà al proprio folle proposito di rifare Il Mago di Oz o se si ostinerà alla ricerca di un altro regista… Intanto Sam Raimi ha accettato di dirigere il prequel Oz: The Great and Powerful (letteralmente Oz: il Grande e il Potente).
Fonte: The Wrap

La febbre da remake non conosce ormai soste. Aspettando Oz: The Great And Powerful di Sam Raimi, in casa Warner starebbero seriamente pensando a rispolverare uno dei classici cinematografici di tutti i tempi, ovvero Il Mago di Oz. Perché rifare il capolavoro del 1937 nessuno lo sa, con Robert Zemeckis che sarebbe in cima alla lista dei desideri registici della major. Impegnato in The Yellow Submarine fino al prossimo anno, il regista a fine produzione potrebbe decidere di saltare sulla barca dell’Oz ufficiale ed originale, magari in 3D, e perché no, portandosi dietro ancora una volta la sua amatissima motion capture. Attendendo news voi che ne dite di questo primo rumor?
Update 18 novembre: sembra proprio che alla fine la risposta sia no. Leggete qui.
Oggi è un giorno speciale per i fans di Ritorno al Futuro. Il film verrà proiettato al cinema, solo per stasera, per festeggiare i suoi 25 anni e da oggi esce la trilogia in Blu-Ray. Ma non è tutto. Mentre il cast incontra in America la stampa e i fans, l’Italia come si prepara all’evento? Ecco una breve lista di eventi da segnare sull’agenda.
- Dal 25 al 31 ottobre a Torino, presso la Feltrinelli in piazza CLN, potete vedere un’esposizione speciale dedicata al film con tre vetrine in cui sarà possibile ammirare alcuni degli oggetti originali utilizzati nella pellicola, fra cui la tuta anti-radiazioni indossata da Michael J. Fox nel primo film della saga.
- Un’analoga esposizione, con altri pezzi unici del museo, la trovate presso le sale cinema dell’UGC a Moncalieri presso il centro 45° parallelo, per info andate sul sito del cinema) . Oggi, 27 ottobre, verrà esposta davanti al multisala una DeLorean DMC-12.
(Gli oggetti sono stati concessi in prestito dal Back to the Future Museum).
Ritorno al Futuro: così si festeggia in Italia i 25 anni di un cult





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