Presentato in apertura al Film Festival di Roma, The Lady di Luc Besson uscirà il 23 marzo nei cinema italiani con distribuzione Good Films. Basato sulla storia vera dell’eroica Aung San Suu Kyi, Premio Nobel per la Pace 1991, il film è stato da noi già recensito. Oggi, oltre alla locandina italiana ufficiale, ecco arrivare una ricca intervista al registra francese, che troverete dopo il saltino, diffusa dalla stessa casa di distribuzione.
In occasione dell’uscita del film patrocinato da Amnesty International sezione Italiana, la Good Films promuove la campagna Send a message per sensibilizzare l’opinione pubblica italiana a sostegno di Aung San Suu Kyi, leader del movimento democratico in Myanmar che da oltre 20 anni combatte contro le limitazioni alle libertà civili e politiche imposte dal regime militare. La signora Aung, The Lady come è conosciuta in tutto il mondo, è inoltre candidata in Birmania alle prossime elezioni politiche suppletive del 1° aprile. Ad interpretarla sul grande schermo una straordinaria Michelle Yeoh.
La pellicola di Besson racconta la straordinaria storia di Aung San Suu Kyi e di suo marito, Michael Aris. Si tratta anche del racconto epico della pacifica lotta della donna al centro del movimento democratico birmano. Nonostante la distanza, le lunghe separazioni e un regime pericoloso e ostile, il loro amore resiste fino alla fine. Una storia di devozione e di comprensione umana sullo sfondo dei disordini politici che continuano tutt’oggi.
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The Lady, drammatico biopic di Aung San Suu Kyi, pacifista birmana premiata con il Nobel nel 1991, approderà nelle sale cinematografiche a stelle e strisce il prossimo 13 aprile (in molti Paesi d’Europa e in Asia è già stato distribuito) ma non ha ancora una data di debutto italiana.
Diretto da Luc Besson, il biopic è stato presentato al Festival Internazionale del Film di Roma, dove lo abbiamo visto e recensito in anteprima per voi. Nel film, Aung San Suu Kyi ha il volto di Michelle Yeoh, mentre David Thewlis indossa i panni di suo marito, Michael Aris.
Oggi vi offriamo una nuova locandina di The Lady, tre clip tratte dalla pellicola (vi aspettano dopo il salto) ed un nuovo trailer (qui sopra) da guardare e commentare insieme. Buona visione!
The Lady - Nuovo trailer, tre clip e una locandina per il film drammatico di Luc Besson
Diretto e sceneggiato (con Andrea Purgatori) da Giuliano Montaldo, L’Industriale è stato presentato Fuori Concorso al Festival di Roma ed approderà sugli schermi il prossimo 13 gennaio. Del film, interpretato da Pierfrancesco Favino, Carolina Crescentini, Eduard Gabia, Elena Di Cioccio, Elisabetta Piccolomini, Andrea Tidona, Mauro Pirovano, Gianni Bissaca, Roberto Alpi e Francesco Scianna, abbiamo già visto una gallery di foto ufficiali.
Nicola ha quarant’anni, è proprietario di una fabbrica, ereditata dal padre, sull’orlo del fallimento. Nicola è strangolato dai debiti e dalle banche, nella Torino che vive la grande crisi economica che soffoca tutto il paese. Ma è orgoglioso, tenace. Ha deciso di risolvere i suoi problemi senza farsi scrupoli, esattamente come le finanziarie che lo vorrebbero al tappeto. Laura, sua moglie, è sempre più distante. La sta perdendo, se ne è accorto, ma non fa nulla per colmare la distanza che ormai li separa. Assediato dagli operai che lo pressano per conoscere il loro destino, in attesa di concludere una joint venture con una compagnia tedesca, Nicola avverte che qualcosa sta turbando l’unica certezza che gli è rimasta: il matrimonio. Ma invece di aprirsi con Laura comincia a sospettare di lei. E a seguirla di nascosto. Tutto precipita. I tedeschi rifiutano l’accordo e Laura annuncia che ha intenzione di separarsi. Nicola annaspa e tira fuori il peggio di sé. Poi la ruota della vita di Nicola gira. Tutto sembra tornare a posto: l’azienda, il matrimonio, il successo sociale. Ma Nicola ha più di un segreto da nascondere…
Visto e da noi recensito al Festival Internazionale del Film di Roma, Hysteria sbarcherà nei cinema nostrani il prossimo 13 gennaio del 2012. Ben accolta nella Capitale, la pellicola si mostra quest’oggi attraverso il trailer in italiano. Diretto da Tanya Wexler, da noi intervistata durante il Festival, il film ha come protagonisti Maggie Gyllenhaal, Hugh Dancy, Jonathan Pryce e Rupert Everett
Cosa è Hysteria? Una divertente commedia romantica basata su un fatto storico: l’invenzione del primo vibratore elettromeccanico! In un’epoca di invenzioni, un uomo si propose di trovare una cura per i mali delle donne … e per caso elettrificò per sempre le nostre vite amorose.
Visto, da noi recensito e apprezzato al Festival di Roma, My Week with Marilyn non ha ancora una data di uscita per il mercato italiano. Nell’attesa, ecco arrivare le prime due clip inedite per il film diretto da Simon Curtis, e con una Michelle Williams splendida protagonista nei panni della Monroe. Al suo fianco Eddie Redmayne, Kenneth Branagh, Judi Dench, Emma Watson, Julia Ormond, Dominic Cooper, Derek Jacobi, Toby Jones, Dougray Scott, Phillip Jackson, Zoe Wanamaker e Richard Clifford.
All’inizio dell’estate del 1956, il 23enne Colin Clark, appena uscito da Oxford e determinato a farsi strada nel mondo del cinema, lavorò come assistente sul set di ‘Il principe e la ballerina’. Il film che vide insieme sullo schermo Sir Laurence Olivier e Marilyn Monroe, che era anche in luna di miele con il suo nuovo marito, il drammaturgo Aurthur Miller. Quasi 40 anni dopo, il suo diario The Prince, the Showgirl and Me è stato dato alle stampe. Alla cronologia del racconto mancava una settimana, che fu pubblicata separatamente anni dopo nel libro My Week with Marilyn. Questa è la storia di quella settimana. Quando Arthur Miller lasciò l’Inghilterra, Colin ebbe la possibilità di introdurre Marilyn ad alcuni dei piaceri della vita inglese; una settimana idilliaca trascorsa al fianco di una Monroe disperata, desiderosa di liberarsi dai parassiti e di fuggire dalle pressioni del lavoro.
Dopo il saltino, ovviamente, la seconda scena inedita.

Uscito a mani vuote dal Festival di Roma, con conseguenti evitabili polemiche da parte di Pupi Avati, Il cuore grande delle ragazze (331.635,28 euro raccolti in 48 ore) può finalmente essere commentato anche da tutti voi. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Credete che Cesare Cremonini abbia superato la prova ‘attoriale’? E Micaela Ramazzotti, mai così forzatamente romana? Pupi Avati ha fatto bene a lamentarsi per i mancati premi al Festival capitolino? Pregi e difetti maggiori della pellicola? Ricordandovi la nostra recensione in anteprima, a voi voti e commenti.
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Pupi Avati e i Festival. Quando si dice un rapporto complicato. Dopo essere giustamente tornato a casa a mani vuote dall’ultimo Festival Internazionale del Film di Roma 2011, che non ha premiato il suo mediocre Il cuore grande delle ragazze, il regista bolognese ha nuovamente fatto fuoco e fiamme contro i tanto criticati giurati. Se solo 12 mesi fa Avati si scagliò contro Venezia, colpevole di aver detto no al suo Una sconfinata giovinezza, questa volta al centro del mirino c’è finita la manifestazione romana. Questo il suo amaro commento, rilasciato al Corriere della Sera di sabato:
“Io ne ho tratto beneficio ma se fossi un regista italiano ci penserei quarantadue volte prima di andare a un festival, mi chiederei: cosa ci vado a fare?”. “Non conoscevo questo festival, è un’esperienza che ho vissuto benissimo. Il mio film, ‘Il cuore grande delle ragazze’ è stato accolto bene dal pubblico”. “Il metro di giudizio ormai è un classico, è così prevedibile. Ci sono delle giurie fatte apposta per vivere in una sorta di piccolo snobismo provinciale. E’ la rovina dei festival che rischiano di diventare totalmente irrilevanti, al contrario di chi li ritiene uno strumento di comunicazione. Andrebbe premiato il cinema di qualità che guarda anche il pubblico”. “Non puoi essere popolare e avere un orientamento finale da teatro off degli anni 70”.
Cinema di qualità che guarda anche al pubblico? Esatto Pupi. E difatti ha strameritatamente trionfato Un Cuento Chino. Ma farsi un bagno di umiltà, ogni tanto, è proprio così complicato?

Uscito a mani vuote dal Festival Internazionale del Film di Roma, La Kryptonite nella Borsa è sbarcato in poco meno di 150 copie circa 48 ore fa. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Vi ha soddisfatto l’esordio in sala di Ivan Cotroneo, fino ad oggi apprezzato sceneggiatore? Credete che sia questa la strada che il cinema nostrano dovrebbe intraprendere, con commedie non per forza di cose stupide e volgari? Il ricco e variegato cast vi ha convinto? E la regia di Cotroneo? Pregi e difetti maggiori? Senza dimenticarvi la nostra recensione in anteprima, lasciatevi pure andare a voti ed opinioni.

Presentato al Festival di Berlino e visto al recente Festival del Cinema di Roma, Pina 3D di Wim Wenders è finalmente uscito anche nei cinema italiani. L’avete visto? E se sì, vi è piaciuto? Credete che il regista tedesco sia riuscito nell’impresa di rendere ‘fruibile’ anche al cinema l’arte di Pina Bausch? La terza dimensione ha effettivamente dato forza e spessore alle coreografie dell’icona tedesca o l’avete trovata assolutamente inutile? Pregi e difetti del film? Pina 3D può ambire alla nomination all’Oscar come Miglior Film Straniero? E se sì, credete che debba/possa vincere? A voi voti e commenti.

123.000 spettatori, contro i 118.000 dell’anno passato, 472.000 euro d’incasso con la vendita dei ticket, il 95% dell’occupazione delle sale, il 79% dei votanti per il premio del pubblico, 8.510 accreditati, 192 scuole di Roma e Provincia coinvolte, 15.717 alunni, tra gli 8 e i 17 anni, 110 film proiettati nelle selezioni ufficiali, 42 nazionalità dei film, 510 proiezioni totali, 12 incontri, 17 schermi, 820 accreditati per il mercato del cinema, 140 patner e sponsor, 453 addetti ai lavori, 173 collaboratori, stagisti e volontari, 22 interpreti, 60 hostess, 72 addetti alla sicurezza, 16 facchini, 25 addetti alle pulizie, 71 autisti, 14 vigili del fuoco, 2.704 giornalisti accreditati, 2.901 articoli pubblicati dalla stampa nazionale, 927 servizi tv e radio, un tappeto rosso.
Il Festival Internazionale del Film di Roma 2011 ha chiuso i battenti, con il trionfo dell’argentino Un Cuento Chino. I numeri snocciolati in testa al post sono i numeri che perfettamente rappresentano questa manifestazione, sempre più fondamentale come ‘mercato del cinema’, autentica ‘festa’ per il pubblico romano, che per poco più di una settimana ha letteralmente affollato l’Auditorium ideato da Renzo Piano, sempre meno ‘considerata’ dalla stampa estera, e sempre più ricca di proiezioni e pellicole, spesso tranquillamente evitabili.
Al suo sesto anno di vita il Festival capitolino conferma pregi e difetti del passato, dimostrando di rinnovarsi con eccessiva e preoccupante lentezza. Scovate le pecche, bisognerebbe lavorare per limarle, per non dire cancellarle. Qui vengono aihnoi mantenute inalterate, confermando la spiacevole sensazione di una manifestazione dalle potenzialità enormi, ma ancora non del tutto sfruttate. La macchina c’è, gli ingranaggi e la benzina anche, ma troppo spesso si fatica ad essemblare il tutto. Troppe sezioni, troppi film, per un programma sbilanciato ed ingestibile in alcune giornate, per poi essere povero e al rallentatore in altre.
Se la crisi economica, e i tagli ai finanzamenti, si son fatti sentire, con un red carpet mai così povero di autentici ‘divi’ come quest’anno, il Festival si è confermato uno straordinario appuntamento culturale e mondano per l’intera città di Roma, che l’ha ormai fatto suo, sposandolo e promuovendolo. Tralasciando le beghe politiche con Venezia, che è altro e rimarrà sempre altro, il Festival di Roma deve tornare alle sue antiche e recenti origini. Trasformandosi in ‘Festa’, perché di ‘Festa’ si parla. Semplificare il programma con un’unica sezione che unisca ‘Concorso’ e ‘Fuori Concorso’ sarebbe cosa buona e giusta, così come provare con ancor più forza a raccogliere il ‘meglio’ dei tanti altri Festival sparsi in giro per il mondo. Dal Sundance al Tribeca, passando per Toronto, buttando a mare l’obbligo non scritto di presentare solo e soltanto anteprime mondiali, ormai in ‘esclusiva’ a pochi e rinomati Festival, ovvero Venezia e Cannes. Altri pianeti, altre Storie, altre aspettative. Semplicemente altro.
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