Fabio mi manda una mail con un allegato zeppo di foto vintage. Sono talmente interessanti che decido di dedicarci/vi un post con galleria. Riuscite a collegare il nome alla foto? Nella galleria ci sono:
Marlon Brando, Jodie Foster, Kirk e Michael Douglas, Jeremy Irons e Meryl Streep, Barbra Streisand, Elizabeth Taylor, Marilyn Monroe con JFK, Marilyn Monroe che incontra la regina Elisabetta II nel 1956, Sophia Loren a Disneyland, Audrey Hepburn e Anthony Perkins, Charlie Chaplin e Marlene Dietrich, Liza Minnelli e la madre Judy Garland, Angelina Jolie con i genitori, il cast di Guerre Stellari, Johnny Depp e Kate Moss, Johnny Depp e Winona Ryder, Jane Fonda, Sean Connery, Dennis Hopper, Tony Curtis e Jack Lemmon, Francis Ford Coppola con Akira Kurosawa, Francis Ford Coppola da solo, Elvis Presley e Sophia Loren, Alain Delon e Romy Schneider, Audrey Hepburn, Tim Roth, Clark Gable, Don Johnson e Melanie Griffith, Sean Penn, Elvis e il padre, Bruce Lee, Charles Bukowski e Mickey Rourke, Woody Allen e Diane Keaton, Steve Martin, Charlie Chaplin e Paulette Goddard, Sean Connery e Brigitte Bardot, Brigitte Bardot e Jane Birkin, Brigitte Bardot da sola e due ritratti di Marilyn Monroe.
Quale foto preferite?
Ricordate lo splendido film Le vite degli altri, dove il bravissimo Ulrich Mühe passava il suo tempo ad ascoltare e spiare per conto della Stasi, la polizia del Ministero per la Sicurezza di Stato nella ex Germania dell’Est?
La storia raccontata dal film è purtroppo molto vicina a quella che è stata la realtà. Il giornale tedesco Bild ha pubblicato la notizia che anche l’attrice Romy Schneider, meglio nota come la principessa Sissi, è stata spiata dalla Stasi.
Secondo quanto riportato da Bild, la Schneider era sospettata dall’intelligence tedesca di fornire sostegno economico ad un movimento d’opposizione, il comitato per la protezione della libertà e del socialismo che si batteva per la liberazione dei prigionieri politici. Nel dossier che riporta il suo nome, recentemente uscito dal segreto di stato, che fu aperto nel 1976 e chiuso il 7 giugno 1982, solo pochi giorni dopo la sua morte, si legge che la Schneider avrebbe anche reclutato alcuni sostenitori.