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Tutti gli articoli con tag Ronny Yu

Blood The Last Vampire, la prima immagine

pubblicato da infamous

Ricordate che qualche mese fa annunciavamo la produzione di un live action tratto dall’anime Blood, The last vampire? Le riprese adesso dovrebbero essere finite e con l’inizio della post produzione salta fuori anche la prima immagine promozionale, che trovate qui a fianco.

Già da questa immagine sembra strano e inusuale, alla regia c’è Ronny Yu (fearless) e di questo ce ne rallegriamo, non c’è da sperare di vederlo presto e che mantenga almeno in parte il fascino e il mistero dell’anime originale.

Ancora non è uscito nessun trailer od altra immagine, c’è solo da aspettare a questo punto.

Fonte: Twitchfilm.net

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Fearless, recensione

pubblicato da infamous

Fearless (Huo Yuan Jia, Cina, Hong Kong, USA, 2006) Regia Ronny Yu; con Jet Li, Shido Nakamura, Betty Sun, Nathan Jones, Masato Harada, Brandon Rhea, Collin Chou

Jet Li interpreta un eroe del kung fu moderno, il mitico Huo Yuanjia che a inizio 900, in una Cina ormai piegata sotto il dominio coloniale, combatteva contro i lottatori occidentali per tenere alto l’onore e l’orgoglio dei cinesi.
Questo film, che non è assolutamente fedele alla vita di Huo Yuanjia, ne conserva tuttavia l’orgoglio nazionale e lo spirito di patriottismo (non ha caso Pechino figura tra i produttori): il film infatti inizia con una sequenza di tre velocissimi combattimenti dove Jet Li sconfigge la Boxe, la scherma e la lancia occidentale per poi aprire una lunga digressione (tutta la parte centrale del film) dove si spiega chi è Huo Yuanjia e perchè è arrivato a combattere in quel torneo, per poi tornare sul finale allo scontro decisivo, quello contro il lottatore giapponese, anatema di ogni eroe di kung fu e simbolo perenne dell’oppressione nipponica sull’ex impero celeste.

Quello che più mi ha colpito (in positivo) è la classicità di questo film, sebbene la tecnica e le tecnologie messe in gioco siano più che discrete (si fa un uso diffuso del digitale sia per le scenografie e gli ambienti, e qui è accettabile, sia per rendere più spettacolari e incredibili le coreografie, e qui già è meno accettabile) e facciano impallidire gli effetti di La città proibita, dalla struttura narrativa del film fino ad arrivare alle singole scene e ai singoli gesti è un continuo rimando all’epoca d’oro del kungfu movie (gongfu pian) ed è davvero una gioia per gli occhi di ogni aficionado vedere riproposti e rielaborati i mille e mille stereotipi del genere, senza che mai si venga a diventare citazionisti (in modo pesante) o totalmente asserviti al modello originale: e’ un film estremamente contemporaneo e globale (si vedono i soldi dagli USA) e allo stesso tempo mantiene solidi e tenaci legami identitari con le radici culturali e di genere: riesce nell’impresa di poter piacere sia al fanatico di cinema di kung fu (quale io sono) sia a chi magari vuole *solo* un buon film d’azione.

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