E oggi ci buttiamo a capofitto nei film horror del 2011 proponendovi la classifica dei poster più belli dell’anno. Alcune pellicole non sono ancora uscite da noi ma la lista vi potrà solleticare l’appetito. Vi ricordo che è stata stilata dal sito Horror-Movies:
• The Thing (La Cosa): un concetto chiaro come il suo omaggio all’originale
Hobo with a shotgun: un poster degno dei Grindhouse classici
• Red State: simbolismi cristiani nella semplicità della locandina
• Final Destination 5: poster che punta sul 3d
• Don’t be afraid of the dark (Non aver paura del buio): un grande poster minimalista
• Bereavement: si respira male allo stato puro
• The Cabin in the Woods: il manifesta punta sull’intrigo
• The Divide: rende chiaro il dramma senza l’uso di parole
• Dream House: una locandina inquietante che punta il messaggio sul male che si cela dietro una porta
• 51: un oscuro messaggio extraterrestre
• Paranormal Activity 3: un poster minimalista che rende l’idea della saga
• Insidious: minimalista, linee semplici, messaggio chiaro
• The Human Centipede 2: il vincitore indiscusso della lista, con ben due poster. La locandina con il nudo femminile ha offeso diversa gente, il secondo mostra il millepiedi umano
• The Gate: poster retrò
• Shark Night 3d: b-movie allo stato puro, mostri e colori vivaci!
• Scream 4: la maschera di GhostFace trasformata in coltello
• Cappuccetto Rosso Sangue (Red Riding Hood): il poster rende chiara l’atmosfera del film (anche se poi la pellicola è brutta)
• The Woman: La lettera W e il viso della donna al centro della scena
E dopo averli visti tutti diteci: quale preferite?
Una Pasqua animata. Come negli States anche in Italia il dominio di Rio continua, per la gioia della Fox, riuscita a scovare un’altra gallina dalle uova d’oro, dopo il boom de l’Era Glaciale. Sono poco meno di 4 i milioni di euro incassati sul suolo nazionale dal cartoon Blue Sky, riuscito a battere ancora una volta Nanni Moretti, rimasto in seconda posizione con Habemus Papam. Weekend ottimo per il film della 01, calato di circa 200,000 euro, tanto da aver già agguantato i 3 milioni di euro. Il totale de Il Caimano, che cinque anni fa riuscì a superare i 7 milioni di euro, è probabilmente alla portata, vista la tenuta della pellicola. Tra le entry a vincere la sfida è Medusa, con Faccio un salto all’Avana. Lanciato in oltre 300 copie, la commedia con Pannofino e Brignano protagonisti ha incassato 975.220,04 euro in 72 ore, staccando 173.666 ticket. Non un boom, ma neanche il flop previsto da molti.
Ad uscire sconfitta Hollywood, con le altre due new entry alquanto deludenti. 684.488,09 euro, e 99.848 spettatori, per Cappuccetto Rosso Sangue della Warner, appena 354.646,53 euro, e 52.133 paganti, per World Invasion della Sony. Sono invece due milioni e mezzo gli euro incassati da The next three days, con Scream 4 malamente crollato anche in Italia, e arrivato al milione di euro totale. Un disastro. Ossa rotte anche per C’è chi dice No della Universal, ormai pronto ad abbandonare la Top1o con ’solo’ 1 milione e mezzo di euro in tasca, per non parlare di Se sei così ti dico sì, uscito frantumato da questi 10 giorni di programmazione, con meno di mezzo milione di euro incassati. Che Belen Rodriguez pensi ad altro, e non al cinema.
Fine aprile scoppiettante in arrivo, grazie al mercoledì di Thor e al venerdì di Source Code. Chi riuscirà a battere Rio?

Talmente vicini da dover attendere i dati ufficiali per decretare il vincitore ufficiale. Secondo le stime d’incasso in arrivo dagli States, è ancora Rio a guardare tutti dall’alto del box office. Quasi 27 i milioni di dollari incassati nelle ultime 72 ore dal cartoon della Blue Sky, calato di un -31.7% sugli incassi, costato circa 90 milioni di dollari e già arrivato agli 81 casalinghi, che diventano addirittura 286 con il resto dei mercati esteri. Ormai sicuro di cadere il tetto dei 100 milioni, per un film che dovrebbe tranquillamente abbattere il muro dei 350/400 milioni di dollari worldwide, dando probabilmente vita ad un nuovo ipotetico franchise animato. Si deve così ‘accontentare’ del 2° posto Tyler Perry con il suo Madea’s Big Happy Family, come indovinato dal 52% di voi al FantaBoxOffice. Poco meno di 26 i milioni di dollari incassati dal film della Lionsgate, con una stratosferica media per sala di 11,254 dollari. E’ la più alta della Top10. Perry si conferma così amatissimo dalla comunità afroamericana, che da anni, e più volte l’anno, corre in sala per vedere le avventure di ‘Medea’, praticamente mai uscita dal suolo nazionale. Due prime posizioni talmente vicine da poterci regalare anche delle piccole sorprese, visto e considerato che solitamente tra previsioni e dati reali c’è al massimo un milioncino di dollari di scarto, quando domani saranno ‘ufficiali’.Terza piazza per Francis Lawrence e il suo Come l’Acqua per gli Elefanti. Costato 38 milioni di dollari, il film della Fox se n’è portati a casa 17 e mezzo, con una soddisfacente media per sala di 6,212 dollari. Se supportato dal passaparola, potrebbe anche avvicinarsi ai 50 milioni.
Chi è arrivato paradossalmente ’spompato’ alla Pasqua è invece Hop. 100 e spiccioli i milioni di dollari incassati fino ad oggi dal coniglietto pasquale della Illumination Entertainment/Universal (147 worldwide), lontanissimo dai boom fatti segnare da Alvin Superstar. Anche se uscito in sala 4 settimane fa, sono addirittura aumentate le copie a disposizione per quest’ultimo weekend, +8%, arrivando ai 3,616 schermi. Un’enormità, che ha in parte pagato, con un +16.3% sugli incassi e una media per sala sicuramente non esaltante, pari a 3,446. E’ inutile nascondere che ci si attendeva molto di più da questo titolo, costato circa 65 milioni di dollari, ricca e dispendiosa campagna di lancio esclusa. Pesantissimo e decisamente ‘inatteso’, invece, il crollo a cui è andato incontro Scream 4. -61.7% per il film della Weinstein / Dimension, arrivato ai 31 milioni di dollari, dopo esserne costati 40, con la seconda peggior media per sala della chart, pari a 2,159 dollari. Siamo lontanissimi dai numeri fatti segnare dai tre capitoli precedenti, tanto da rimettere in dubbio il senso di una nuova trilogia. Con i mercati esteri il film farà sicuramente cassa (per ora siamo ai 50 milioni worldwide), ma a tal punto da regalarci un capitolo 5? Chi esordisce direttamente in sesta posizione è African Cats. 6 e mezzo i milioni di dollari incassati dal documentario della Disneynature, con una media per sala di 5,246 dollari.
A chiudere la Top10 Soul Surfer, arrivato ai 28 milioni di dollari, Insidious, calato appena del 20.2% e semplicemente straordinario con i suoi 44 milioni di dollari, dopo esser costato poco meno di due milioni, Hanna, arrivato ai 32 milioni, e Source Code, più che soddisfatto con i suoi 45 milioni di dollari, dopo esserne costati 32. Da segnalare infine l’esordio di POM Wonderful Presents: The Greatest Movie Ever Sold, ritorno in sala di Morgan Spurlock, riuscito ad incassare 135,000 con 18 schermi a disposizione. Un po’ troppo poco per sperare in una maggiore distribuzione .Weekend ricco il prossimo, grazie all’arrivo di Dylan Dog, in uscita ‘ridotta’, con appena 1000 copie a disposizione, Prom della Disney, neanche uscito ma già in ‘odore’ di sequel, il cartoon della Weinstein Company Hoodwinked 2, e soprattutto lui… Fast Five! Riusciranno Vin Diesel&Co a far meglio dei 71 milioni di dollari incassati nel 2009 da Fast and Furious?

Secondo molti ‘esperti’ avrebbe dovuto abdicare dinanzi a Tyler Perry, e invece no, Rio tiene. E guadagna rispetto al fine settimana passato. + 12% sugli incassi e poco meno di 12 milioni di dollari incassati nella giornata di ieri per il cartoon della Blue Sky Studio/Fox, riuscito a battere di un nulla Madea’s Big Happy Family della Lionsgate, incapace di andare oltre gli 11 milioni. Riuscirà Perry a mettere la freccia e superare il cartoon 3D? Terza piazza per la seconda new entry di peso, ovvero Come l’Acqua per gli Elefanti. Circa 7 i milioni di dollari incassati in 24 ore per la pellicola della Fox 2000/Fox, lanciata in 2,817 copie, ovvero 100 in meno rispetto al ‘cine-afro-panettone’ targato Perry. Chi invece crolla, forse inaspettatamente, è Scream 4, costretto a dover gestire un pesantissimo meno -62% sugli incassi di venerdì scorso, giorno d’uscita, incassando circa 2.3 milioni di dollari.
Rio primo negli States, Rio primo anche in Italia, dove la musica non cambia. Come successo in America, anche al botteghino nostrano il cartoon dell Fox ha guadagnato qualcosa rispetto al venerdì scorso, con 229.000 euro incassati, seguito dall’ottimo Nanni Moretti, che tiene benissimo con il suo Habemus Papam, riuscito ad incassare 205.000 euro in 24 ore. Dati inferiori per Cappuccetto Rosso Sangue, 145.000 euro raccolti, e Faccio un Salto all’Avana, 140,000 euro. A domani sera e a lunedì mattina per i dati definitivi dei due box office.
Avete visto Scream 4? Vi è piaciuto? Avete letto la nostra recensione? Senza fare troppi spoiler, avrete notato quanto il film sia divertentemente citazionista e autocitazionista. Tra i tanti film nominati c’è anche L’occhio che uccide (Peeping Tom), capolavoro thriller-horror del 1960 diretto da Michael Powell. L’avete visto? Recuperatelo subito!
Partiamo dal titolo. Peeping è l’equivalente del “guardone” e il termine Peeping Tom risale alla leggenda di Lady Godiva. Ricordate? Lady Godiva era la moglie del conte Leofrico di Coventry (Inghilterra). Secondo la leggenda, cavalcò nuda (coperta dai lunghi capelli) per le vie del paese per far togliere delle tasse imposte da suo marito al popolo. Le persone del paese vennero avvisate con un proclama di tenere chiuse porte e finestre mentre la donna passava ma il sarto Peeping Tom disubbidì, guardò la nobildonna e divenne cieco.
Con il film l’espressione Peeping Tom assume anche un connotato horror poiché il protagonista Mark Lewis (Carl Boehm) usa la sua macchina da presa per enfatizzare il suo voyeurismo, spingendolo fino ad uccidere. Mark osa anche oltre: filma gli omicidi costringendo le vittime a guardare, attraverso uno specchio, la propria paura nel momento della morte.
Alla sua uscita Peeping Tom venne molto criticato dalla stampa perché troppo violento e così diverso dai film precedenti del regista. A confronto di Scarpette rosse e Narciso Nero fu un vero choc per tutti vedere una pellicola del genere approdare in sala. Ma presto L’occhio che uccide divenne un cult movie. E lo è ancora.
Oggi Cineblog vi regala foto e locandine, trailer originale (qui in alto) e un video (in italiano, dopo il salto). Buon Voyeurismo a tutti!
L’occhio che uccide: foto, video, trailer del cult Peeping Tom di Michael Powell








Continua a leggere: L'occhio che uccide: foto, video, trailer del cult Peeping Tom di Michael Powell

Una domenica di sole in quasi tutta l’Italia, e un botteghino ancora una volta non particolarmente ricco. Primo posto scontato per Rio (700 copie) al box office nazionale. 1.234.502,35 gli euro incassati grazie alle sale 3D, ai quali bisogna aggiungere i 439.786,45 in 2D, per un cartoon che non arriva ad abbattere la soglia dei 2 milioni di euro, come indovinato dal 36% di voi al FantaBoxOffice. Battuto quindi Nanni Moretti con il suo Habemus Papam (465 copie), riuscito comunque ad incassare 1.298.523,98 euro, come indovinato dal 47% di voi al Fantaboxoffice. 203.369 gli italiani corsi in sala a vedere il titolo 01, per un titolo che dovrà ora affidarsi alla forza del passaparola. Tra le new entry è splendido e inatteso il risultato ottenuto da Limitless. 943.778,58 euro per il film della Eagle (250 ocpie), riuscito a distruggere un agguerrito concorrente come Scream 4 (220 copie), incapace di andare oltre i 548.891,18 euro, come indovinato dal 22% di voi al FantaBoxOffice. 79.087 ticket staccati per l’horror di Craven, da cui ci si attendevano tutt’altri risultati. Ad uscire con le ossa rotte, ma era assolutamente prevedibile, Se sei così ti dico Sì, ritorno in sala di Belen Rodriguez. Solo 261.536,64 gli euro incassati dal film Medusa, lanciato addirittura in 330 copie. Siamo sotto ai mille euro a copia. Un disastro.
Tra le vecchie conoscenze arriva ai 2 milioni di euro The next three days, con Nessuno mi può Giudicare salito ai 7 milioni e mezzo, e Drive Angry deludente anche qui da noi, con 700,000 euro incassati in 10 giorni di programmazione. Fine settimana ‘lungo’ il prossimo, grazie allo sbarco di Winnie The Pooh, il 20 aprile, a quello di Justin Bieber - Never Say Never, il 21 aprile, e alla sfornata del 22, con World Invasion: Battle Los Angeles e Cappuccetto Rosso Sangue pronti a scontrarsi. Chi riuscirà a battere Rio?

Vittoria doveva essere, vittoria è stata. Netta, ed inequivocabile. Primato inattaccabile per Rio al box office Usa. Uscito in 3,826 copie, 2.591 delle quali in 3D, il cartoon della Fox secondo le prime proiezioni d’incasso avrebbe raccolto circa 40 milioni di dollari in 72 ore sul suolo americano. Un totale che, se sommato agli 80 milioni di dollari incassati fuori dagli Stati Uniti d’America, porta l’incasso worldwide a quota 120 milioni, dopo esserne costati 90. Di 10,455 dollari la media per sala, per un film che dovrebbe facilmente abbattere il tetto dei 100 milioni di dollari casalinghi. Chi deve quindi accontentarsi di una seconda piazza è Scream 4. Poco meno di 20 i milioni di dollari incassati dall’horror di Craven, con una media per sala di 5,833 dollari, ovvero come indovinato dal 30% di voi al Fantaboxoffice. Alla vigilia alcuni esperti statunitensi pronosticarono addirittura un esordio da 40 milioni, ovvero da storia del box office per il genere horror. La realtà è stata ben diversa, con un quarto capitolo incapace di bissare gli incassi di Scream 2 e 3, con 33 milioni di dollari per il primo e 35 per il secondo. Rispetto all’ultimo flop di Craven, My Soul To Take (14 milioni a fine corsa, 6 all’esordio) stiamo comunque parlando di dati più che soddisfacenti.
Scivola così in terza posizione Hop della Universal, arrivato agli 83 milioni di dollari casalinghi, dopo esserne costati ’solo’ 63, seguito dal sorprendente Soul Surfer, calato del 30% sugli incassi e arrivato ad un totale di 20 milioni di dollari, dopo esserne costati 18. 5° posizione e calo del 41% per Hanna, arrivato ai 23 milioni, dopo esserne costati 30, con il deludente Arthur già sesto, e con ’solo’ 22 milioni di dollari in tasca, dopo esserne costati 40. Chi continua a sorprendere è l’horror Insidious, calato di appena un -26.8% sugli incassi e arrivato ai 36 milioni di dollari, dopo esser costato poco meno di 2 milioni, seguito da The Conspirator. Historical Drama della Roadside Attractions, diretto da Robert Redford, il film, costato ben 25 milioni di dollari, ne ha raccolti poco meno di 4, con solo 707 copie a disposizione e 5,550 dollari per sala. E’ sua la terza media della Top10, dopo Rio e Scream 4.
Decima posizione, crollo pesantissimo e flop certificato per Your Highness, costato 50 milioni di dollari ma arrivato appena ai 16, con Rango e Sucker Punch ormai arrivati a fine corsa, rispettivamente 17° e 18° con 118 milioni e 36 milioni di dollari in saccoccia. Da sottolineare infine l’esordio de La Doppia Ora di Giuseppe Capotondi, uscito in appena 2 copie e riuscito ad incassare poco più di 30,000 dollari, con una media per sala di 15,400 dollari. Apparentemente ‘leggero’ il prossimo weekend, visto l’arrivo di African Cats, documentario ‘leonino’ della Buena Vista, il ritorno di Tyler Perry con Madea’s Big Happy Family e soprattutto lo sbarco in quasi 3000 copie di Come l’acqua per gli Elefanti. Riuscirà Robert Pattinson a battere Rio?

15 anni dopo il primo capitolo, Scream 4 è finalmente diventato realtà (con 352.492,62 euro raccolti in 48 ore). Vi ha convinto l’atteso e temuto ritorno in sala di Sidney e Ghostface? Credete che una nuova trilogia sia fattibile dopo questo quarto ‘episodio’? Wes Craven è finalmente riuscito a tornare agli antichi fasti di un tempo? E infine, dovendo stilare una ‘classifica’ dei quattro Scream visti fino ad oggi in sala, dove posizionereste quest’ultimo capitolo? Ricordandovi la nostra recensione, a voi voti e commenti.

Se in Italia è stato battuto di un soffio da Habemus Papam di Nanni Moretti, Rio 3D negli States è partito subito in quarta, incassando circa 10 milioni di dollari nelle prime 24 ore di programmazione. Sconfitto di un niente Scream 4, poco sotto i 9 milioni di dollari, con Insidious a sorpresa in terza posizione. Un esordio soddisfacente per il cartoon della Fox, anche se non pazzesco, per un weekend da 40 milioni di dollari. Ne è costati 90, senza considerare l’enorme campagna di lancio. E’ uscito in 3,826 copie, 2,591 di queste in 3D, con circa 64 milioni di dollari già incassati fuori dagli Usa.
Altra storia con l’horror di Wes Craven, indirizzato verso un fine settimana da circa 22 milioni di dollari, ovvero nettamente al di sotto delle previsioni della vigilia. Si era parlato di 40 milioni, gli ultimi due capitoli avevano aperto sempre sopra i 30 milioni. I ridotti costi di produzione, che dovrebbero aggirarsi attorno ai 30/40 milioni di dollari, permetteranno comunque alla Weinstein / Dimension di fare cassa. A domani sera, per i dati completi.
Scream 4 (Scream 4, USA, 2011) di Wes Craven; con Neve Campbell, David Arquette, Courteney Cox, Emma Roberts, Hayden Panettiere, Anthony Anderson, Alison Brie, Adam Brody, Rory Culkin, Marielle Jaffe, Marley Shelton.
Sidney è divenuta autrice di un manuale di auto-aiuto, e come ultima tappa del tour promozionale del libro torna proprio a Woodsboro. Lì riallaccia i contatti con lo sceriffo Dewey e sua moglie Gale, e anche con la giovane cugina Jill e la zia Kate. Ma, con il ritorno di Sidney a casa, tornano anche gli omicidi di Ghostface, che pare prendere di mira il liceo frequentato da Jill…
La prima cosa che viene in mente dopo la visione dell’ultima fatica di Wes Craven è questa: che Scream sta a Nightmare come Scream 4 sta a Nightmare - Nuovo incubo. Il regista riprende in entrambi i casi le sue creature più celebri, le sue storie e si diverte a giocare con le loro regole in un frullato di meta-cinema. Le differenze però sono tante e fanno la differenza.
Non è da sottovalutare che Craven abbia diretto tutti gli episodi della saga di Ghostface, mentre si sia presto allontanato dal franchise di Freddy Krueger, ma è soprattutto la dimensione di Nightmare che aiutava il suo autore a sbizzarrirsi con personaggi, attori veri, realtà e finzione. Una dimensione ben diversa da quella degli Scream: che per loro natura sono film già meta-cinematografici.