Logo Blogo

Tutti gli articoli con tag Sean Penn

This Must Be The Place di Paolo Sorrentino: full trailer in italiano

pubblicato da dr. apocalypse

Finalmente il trailer in italiano. Manca ormai poco all’attesa uscita nei cinema nostrani di This Must Be The Place, nuovo film di Paolo Sorrentino che si mostra quest’oggi attraverso il primo trailer nella nostra lingua.

Presentato a Cannes, qui da noi recensito e pronto ad uscire negli Usa con il ‘marchio’ Weinstein, This Must Be The Place, scritto dallo stesso Sorrentino e da Umberto Contarello, e prodotto da Nicola Guiliano della Indigo Film ed Andrea Occhipinti di Lucky Red, con un budget di 28 milioni di dollari, racconterà la storia di un ricco ed annoiato divo del rock ormai ritiratosi dalle scene, che decide di spezzare la noia andando alla ricerca dell’uomo che ordinò l’esecuzione di suo padre, in un campo di concentramento, durante la seconda guerra mondiale.

Ad interpretare il rocker Sean Penn, affiancato da Frances McDormand e la giovane Eve Hewson, figlia diciannovenne di Bono degli U2. Quando l’uscita in sala? Il prossimo 14 ottobre. E ora, a voi il trailer.

....
condividi 4 Commenti

28 curiosità che forse non sapevate su Naomi Watts

pubblicato da Carla Cigognini

/naomi_watts_2

Oggi Cineblog manda tanti auguri a Naomi Ellen Watts, nata in Inghilterra il 28 settembre del 1968. E ora scopriamo qualche curiosità su di lei.

1. La madre, Myfannwy Glennys Edwards, era una designer e un’antiquaria. Il padre, Peter Watts, era manager e tecnico del suono, e ha lavorato anche con i Pink Floyd. I suoi genitori divorziarono quando Naomi aveva quattro anni. Suo padre morì quando ne aveva 7.
2. Il primo film di Naomi è For Love Alone (1986) e lei aveva 18 anni.
3. Lavora come modella e poi nella redazione di un giornale di moda.
4. Nel 1991 recita in Flirting con Thandie Newton e Nicole Kidman.
5. Le due si erano conosciute prima del film, quando si sono presentate ad un provino per uno spot e hanno preso il taxi insieme. Da quel momento Naomi e Nicole sono diventate grandi amiche.

6. Ha una relazione con l’attore Liev Schreiber da cui ha due figli: Alexander Pete, detto “Sasha” (nato il 25 luglio 2007), e Samuel Kai (nato il 13 dicembre 2008).
7. Barbara De Bortoli l’ha doppiata nella maggior parte dei film.
8. E’ alta 165 centimetri
9. Quando aveva 14 anni ha deciso di trasferirsi in Australia.
10. E’ vegetariana.

Continua a leggere: 28 curiosità che forse non sapevate su Naomi Watts

Ryan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters Squad

pubblicato da Simona

Ryan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters Squad

Ryan Gosling ed Emma Stone sono stati avvistati a Los Angeles sul set di The Gangster Squad, diretto dal regista di Zombieland, Ruben Fleischer. Il film, tratto dal libro Tales of the Gangster Squad (che raccoglie una serie di articoli pubblicati da Paul Lieberman sul Los Angeles Times), adattato per lo schermo da Will Beall, dovrebbe debuttare negli Usa nel 2013.

Nel film, Gosling è Jerry Wooters, il braccio destro del sergente John O’Mara (interpretato da Josh Brolin). I due poliziotti guidano una piccola squadra impegnata nella caccia al boss mafioso Mickey Cohen (Sean Penn), nella Los Angeles del 1949. Emma Stone veste invece i panni di Grace Faraday, la ragazza di Cohen che fa perdere la testa a Wooters. Nel cast figurano anche Robert Patrick, Michael Peña, Giovanni Ribisi ed Anthony Mackie.

Ryan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters Squad

Ryan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters SquadRyan Gosling ed Emma Stone fotografati sul set di The Gangsters Squad

Fonte: PacificCoastNews.com via Zimbio

....
condividi 0 Commenti

This Must Be The Place: il trailer sottotitolato in italiano

pubblicato da Carla Cigognini

E dopo aver visto il trailer di This Must Be The Place in originale sottotitolato in francese, ora tocca ai sottotitoli in italiano. Non so voi, ma vedendo il trailer del film di Paolo Sorrentino penso che potrebbe essere un fottuto capolavoro. Vi trascrivo la trama ufficiale:

Cheyenne, ebreo, cinquantenne, ex rock star di musica goth, rossetto rosso e cerone bianco, conduce una vita più che benestante a Dublino. Trafitto da una noia che tende, talora, ad interpretare come leggera depressione. La sua è una vita da pensionato prima di aver raggiunto l’età della pensione. La morte del padre, con il quale aveva da tempo interrotto i rapporti, lo riporta a New York. Qui, attraverso la lettura di alcuni diari, mette a fuoco la vita del padre negli ultimi trent’anni. Anni dedicati a cercare ossessivamente un criminale nazista rifugiatosi negli Stati Uniti. Accompagnato da un’inesorabile lentezza e da nessuna dote da investigatore, Cheyenne decide, contro ogni logica, di proseguire le ricerche del padre e, dunque, di mettersi alla ricerca, attraverso gli Stati Uniti, di un novantenne tedesco probabilmente morto di vecchiaia.

Cheyenne naturalmente è interpretato da Sean Penn (qui mi puzza di un altro Oscar dopo Milk), nel cast anche Frances McDormand, Tom Archdeacon, Shea Whigham, Seth Adkins. Dal 14 ottobre 2011 al cinema, distribuito da Medusa. Godetevi il trailer.

E se ve li siete persi:
- Intervista a Sean Penn su Max
- Recensione in anteprima da Cannes 2001 (con un magnifico 9 di voto)

Sean Penn su Max spara a zero su Oliver Stone

pubblicato da dr. apocalypse

Sean Penn su Max spara a sero su Oliver StoneUn’intervista che farà sicuramente discutere, visti i toni utilizzati. E’ uno Sean Penn a 360° quello che si è raccontato a Max, in edicola a partire da oggi, giovedì 1° settembre. L’attore Premio Oscar ha infatti sparato a zero contro Oliver Stone, regista pluri-premiato, che lui ha così descritto:

“Non fosse uno stronzo, Oliver Stone farebbe film ancora più belli e l’avrei già incontrato”.

Ma non è finita qui, perché Penn ha continuato a parlare del mondo dorato di Hollywood, soffermandosi su un suo collega ultimamente in crisi di ‘ruoli’, ovvero Nicolas Cage:

“E’ uno dei migliori attori in circolazione, non fosse che s’è venduto al Dio denaro…Noi siamo responsabili dei film che facciamo: le nostre scelte hanno un valore… altrimenti, che senso ha?”.

E una parola buona? Sean l’ha concessa soltanto a lui, la leggenda Clint Eastwood:

“Clint Eastwood è una delle poche leggende di Hollywood che non mi ha mai deluso”.

Immancabile, ovviamente, una parola su ‘This must be the place’, l’ultima fatica di Paolo Sorrentino:

“Ho studiato Il Divo…Penso che abbia tutti i toni di un film politico, sociale, di ribellione contro l’immobilismo governativo. Lo stesso immobilismo che ha paralizzato e continua a paralizzare gli Stati Uniti dall’era maledetta dei presidenti Bush”.

Ma vedremo Penn di nuovo dietro la macchina da presa? Questa la sua risposta:

“il mio primo amore… se venissi pagato altrettanto bene che come attore, farei il regista”.

E il Dio denaro a cui si sarebbe venduto Cage, in questo caso, torna prepotentemente a bussare alla porta di Penn, attore, e non regista, solo per una questione di soldi.

Sean Penn insoddisfatto del montaggio di The Tree Of Life

pubblicato da dr. apocalypse

Sean Penn insoddisfatto del montaggio di The Tree Of Life

Trionfatore a Cannes e in assoluto tra i film favoriti ai prossimi Oscar, The Tree Of Life di Terrence Malick ha suscitato non poche discussioni, sia tra la critica (qui la nostra recensione e qui le nostre ‘analisi’) che tra il pubblico. Costato 30 milioni di dollari, e riuscito ad incassarne 40 in tutto il mondo, 12 dei quali negli Usa, il film Fox Searchlight torna quest’oggi a far parlare di se’ grazie a delle piccate dichiarazioni rilasciate da Sean Penn, co-protagonista da Oscar apparso decisamente ’sprecato’, se paragonato al suo enorme talento. D’altronde il montaggio adoperato da Malick ha tagliato ore ed ore di pellicola, tanto che nei mesi scorsi si è parlato di una versione homevideo da 6 ore, finendo per ‘limitare’ la presenza in sala dell’attore, che si è così sfogato sulle pagine del Le Figaro .

“Non ho affatto trovato sullo schermo l’emozione dello script, che è in assoluto il più bello che io abbia mai letto. Una narrazione più chiara e più convenzionale avrebbe aiutato il film senza, a mio parere, diminuire la sua bellezza e il suo impatto. Francamente, sto ancora cercando di capire quello che ho fatto e quello che avrei dovuto aggiungere in quel contesto! Per di più è lo stesso Terry a non essere mai riuscito a spiegarmelo in modo chiaro. È un film che consiglio a condizione che venga visto una sola volta, senza preconcetti. Sta a ciascuno cercare di trovare una connessione personale, emotiva o spirituale, con la pellicola. Coloro che ci riescono lasciano la sala molto commossi”.

Dichiarazioni stizzite, da parte di Sean, probabilmente infastidito dalla poca presenza del suo personaggio sullo schermo, letteralmente oscurato dall’inattesa e straordinaria bravura di Brad Pitt. In realtà nulla di nuovo per il regista, famoso per la maniacalità con cui in fase di montaggio taglia quasi completamente intere parti. Come dimenticare il ‘povero’ Adrien Brody, inizialmente protagonista de La Sottile Linea Rossa, per poi essere drasticamente ridimensionato? Per non parlare di Mickey Rourke, Bill Pullman, Viggo Mortensen, Gary Oldman e Martin Sheen, addirittura completamente tagliati in post-produzione.

Ora, dando per scontato che Malick mai e poi mai risponderà pubblicamente a Penn, voi che ne dite. L’attore ha ragione, o molto più semplicemente non ha ancora accettato i pesanti tagli a cui è dovuto andare incontro?

....
condividi 9 Commenti

This Must Be The Place di Paolo Sorrentino: finalmente il trailer

pubblicato da dr. apocalypse

Applauditissimo al Festival di Cannes ma uscito a mani vuote dal Concorso, This Must Be The Place di Paolo Sorrentino punta con forza agli Oscar 2011. Atteso in Italia il 14 ottobre, il film, che in Francia uscirà il 24 agosto, ci regala oggi il primo trailer, ovviamente in lingua inglese.

This Must Be The Place, scritto dallo stesso Sorrentino e da Umberto Contarello, e prodotto da Nicola Guiliano della Indigo Film ed Andrea Occhipinti di Lucky Red, con un budget di 28 milioni di dollari, racconterà la storia di un ricco ed annoiato divo del rock ormai ritiratosi dalle scene, che decide di spezzare la noia andando alla ricerca dell’uomo che ordinò l’esecuzione di suo padre, in un campo di concentramento, durante la seconda guerra mondiale. Ad interpretare il rocker Sean Penn, affiancato da Frances McDormand e la giovane Eve Hewson, figlia diciannovenne di Bono degli U2.

Qui la nostra recensione in anteprima da Cannes, a voi il trailer.

This Must be the Place - Sean Penn nel poster del nuovo film di Paolo Sorrentino

pubblicato da Simona

This Must be the Place - Sean Penn nel primo poster del nuovo film di Paolo SorrentinoThis must be the Place, il nuovo film di Paolo Sorrentino presentato in concorso e molto apprezzato a Cannes lo scorso mese - e da noi già recensito in anteprima - ci regala oggi una nuova locandina (ma noi ve ne offriamo anche una seconda, rilasciata nel periodo del Festival) dedicate allo straordinario protagonista della pellicola: uno Sean Penn, quasi irriconoscibile nei panni di Cheyenne.

Il film, scritto dallo stesso Sorrentino e da Umberto Contarello; e prodotto da Nicola Guiliano della Indigo Film ed Andrea Occhipinti di Lucky Red, racconta la storia di un ricco ed annoiato divo del rock ormai ritiratosi dalle scene, che decide di spezzare la noia andando alla ricerca dell’uomo che ordinò l’esecuzione di suo padre, in un campo di concentramento, durante la seconda guerra mondiale. Al fianco di Penn, Frances McDormand e la giovane Eve Hewson, figlia diciannovenne di Bono degli U2.

Se non l’avete ancora letta, trovate qui un’interessante e ricca intervista a Paolo Sorrentino, e qui una clip ufficiale del film. Salvo rinvii, This Must be the Place dovrebbe approdare nei cinema della Penisola il prossimo 20 ottobre.

This Must be the Place - Sean Penn nel poster del nuovo film di Paolo Sorrentino

This Must be the Place - Sean Penn nel primo poster del nuovo film di Paolo SorrentinoThis Must be the Place - Sean Penn nel primo poster del nuovo film di Paolo Sorrentino

....
condividi 1 Commenti

The Tree of Life: le recensioni della carta stampata

pubblicato da Carla Cigognini

The_Tree_of_life_andrea_lupo

The Tree of Life di Terrence Malick ha vinto il Festival di Cannes 2011, Cineblog lo ha amato (ecco la nostra recensione), voi l’avete giudicato così e i critici della carta stampata come lo hanno accolto? Ecco qualche stralcio per discutere con voi. Il disegno qui sopra è opera del nostro vignettista Andrea Lupo.

Paolo Mereghetti - Il corriere della sera: (…) qui si ha l’impressione che il regista si sia fatto guidare dall’intuito, dalla visionarietà, dall’ambizione, senza chiedersi fino a dove la sua scommessa fosse intellegibile. Così, dopo essersi fatti affascinare da immagini straordinarie, dopo aver seguito la scoperta delle durezze della vita attraverso gli occhi di un adolescente e aver capito che il sogno americano (inculcato dal padre Brad Pitt e messo in opera dal figlio Sean Penn) rischia di farci perdere il senso profondo della realtà, restiamo comunque con qualche dubbio, come di fronte a un’opera di cui si ammira l’ambizione ma che finisce anche per esserne un po’ soffocata.

Giacomo Visco Comandini - Il Riformista: (…) Il merito di Malick è di condurre lo spettatore in un viaggio extracinematografico, utilizzando però armi convenzionali del cinema: un montaggio di suoni, immagini, musica. Il regista texano vola alto, anzi altissimo per sollevare il suo sguardo sull’universo. Realizza un requiem sulla morte e sulla vita (…) La forza di Tree of Life è allo stesso tempo il suo difetto ovvero quello di concedere allo spettatore una sola possibilità: o abbracciare o abbandonarsi completamente a questo viaggio oppure rinunciare a tutto e tornare a casa. (…) il nuovo Malick è un film da un colpo solo: prendere o lasciare.

Continua a leggere: The Tree of Life: le recensioni della carta stampata

....
condividi 8 Commenti

La semplicità della complessità - Appunti più o meno ordinati su The Tree of Life di Terrence Malick

pubblicato da Gabriele C.

La semplicità della complessità - Appunti più o meno ordinati su The Tree of Life

Il post è PIENO ZEPPO DI SPOILER. Non leggete se non avete visto The Tree of Life.

Continuo a pensare una cosa che ho scritto fin da quando sono usciti i primi tweet di commento dopo la proiezione stampa di The Tree of Life: è un film che fa paura. Nel senso che mette in soggezione e fa un po’ paura criticare, ovvero analizzare, (ri)pensare, scriverne, e forse fa paura “schierarsi” (uno dei mali della critica, oggi). Ho visto ieri il nuovo film di Terrence Malick e vorrei dire la mia, anche se ne sono un po’ intimorito in prima persona, e infatti questi sono “appunti”, pensieri critici personali che spero possano stimolare un dibattito sul film.

Mi è capitato di leggere che The Tree of Life è un film sotto forma di poesia. Lo ha detto anche Brad Pitt in conferenza stampa a Cannes. Sarà, ma credo che bisognerebbe partire da altro per approcciarsi al film: ed è il fatto non secondario che Malick ha studiato filosofia, si è laureato e per un periodo l’ha anche insegnata. Lo si ripete spesso quando esce un suo film, e mi sembra un buon punto di partenza anche in questo ultimo caso.

Terrence Malick è quindi uno studioso di filosofia, e per un’analisi approfondita su The Tree of Life credo bisognerebbe avere qualche conoscenza (che personalmente non ho, mea culpa) sulla teodicea. Ce lo dice subito la didascalia iniziale, con i versetti di Dio a Giacobbe: “Quando io ponevo le fondamenta del mondo, tu dov’eri?“. Ripercorriamo velocemente la storia di Giobbe e accantoniamolo per un po’ (ma se avete visto A Serious Man non occorre il ripasso), tanto tornerà dalla finestra.

Continua a leggere: La semplicità della complessità - Appunti più o meno ordinati su The Tree of Life di Terrence Malick