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Tutti gli articoli con tag Sergio Leone

Cloni e Citazioni: Giù la testa vs. Per un pugno di dollari

pubblicato da Carla Cigognini

Per_un_pugno_di_dollari_GIù_LA_TESTA

Il nostro lettore Gabrasca ci scrive:

“Salve, per la vostra rubrica Cloni e Citazioni ho trovato le locandine americane di Per un pugno di dollari e Giù la testa molto simili”.

La somiglianza è impressionante ma forse è voluta, essendo due film di Sergio Leone. Che dite? Se anche voi volete segnalarci qualche citazione (o clone) scriveteci a segnalazioni@cineblog.it

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Il buono, il matto, il cattivo di Kim Jee-woon: trailer e poster italiano

pubblicato da dr. apocalypse

Don’t Let Me Be Misunderstood dei Santa Esmeralda a fare da colonna sonora, per un folle trailer finalmente in italiano. News in casa Il buono, il matto, il cattivo, ritorno in sala di Kim Jee-woon. Il film, girato nel 2008, uscirà il prossimo 18 novembre grazie alla Tucker Film. Ricco il cast, composto da Byung-hun Lee, Kang-ho Song, Woo-sung Jung, Dal-su Oh, Cheong-a Lee, per un titolo che omaggia esplicitamente il nostro Sergio Leone, tanto da risultare imperdibile.

Manciuria, anni ‘30. Chang-yi (Lee Byung-heon), un killer dandy che ha perennemente stampato in faccia un sogghigno ironico, viene assoldato per recuperare una mappa in mano a un banchiere giapponese. Intanto, a sua insaputa, l’infallibile cacciatore di taglie Do-won (Jung Woosung) viene incaricato della stessa missione dall’esercito indipendentista coreano. La mappa però, dopo un’esplosiva rapina ad un treno, è finita nelle mani di un ladro, Tae-gu (Song Kang-ho), convinto che essa conduca ai favolosi tesori della dinastia Qing. Comincia una lotta serrata tra i tre, disposti a tutto per non restare fuori dal gioco!

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Quentin Tarantino alla corte di Franco Nero per L'Angelo, il Bruto e il Saggio

pubblicato da Antonio Maria Abate


Dato che sta già vestendo i panni di regista in un western (Django Unchained), pare che Quentin Tarantino passerà dall’altra parte della telecamera nel prossimo film di Franco Nero (anch’esso appartenente al genere western), ossia L’angelo, il Bruto e il Saggio. Si tratta di un omaggio alla filmografia di Sergio Leone e non solo, come evidenzia lo stesso Nero ai microfoni di Box Office Magazine:

Ho detto: “Quentin, faremo un western. Sarà un omaggio a Sergio Leone e John Huston, il regista che mi ha scoperto. Saresti così gentile da concedermi un cameo?”, e lui ha risposto: “Oh grandioso… quindi posso portare con me pure Robert Rodriguez ed altri amici per recitare una parte?”. Al che ho detto: “Certo! Sarebbe fantastico!”

Resta da capire, a questo punto, a quali altri amici si riferisca Tarantino. Intanto pare assodato che farà quantomeno coppia con l’amico Rodriguez.

Leningrado di Giuseppe Tornatore sarà un kolossal: Avi Lerner conferma i 100 milioni di dollari di budget

pubblicato da dr. apocalypse

Leningrado di Giuseppe Tornatore sarà un kolossal: Avi Lerner conferma i 100 milioni di dollari di budget

Un kolossal. Il sogno di una vita ormai ad un passo. Leningrado di Giuseppe Tornatore dopo anni di rinvii è ad un passo dal via. Secondo quanto detto a Cannes da Avi Lerner, produttore, il film dovrebbe dare il via alle riprese a dicembre del 2012. Tra poco più di un anno, con un protagonista di fama mondiale, ancora da ufficializzare, e soprattutto un budget sorprendente. 100 milioni di dollari. Lerner torna così a sottolineare l’incredibile cifra, tanto da iniziare a dargli concretezza e consistenza. Se fino a pochi mesi fa ci sembrava una ’sparata’, oggi, dopo l’annuncio a Cannes, la cifra inizia a diventare sempre più credibile.

Tanto avrà infatti a disposizione Tornatore per il suo Leningrado, che porterà in sala il celebre e sanguinoso attacco nazista alla città russa. Un assedio passato alla storia, durato dall’8 settembre 1941 al 18 gennaio 1943. 1.000.000 di civili morti, 1 324.074 militari morti e dispersi, per una storia che per anni fece sognare anche Sergio Leone. Ma il progetto non fu mai attuato a causa della sua morte, avvenuta nel 1989. Michail Gorbačëv aveva già garantito al regista la disponibilità di una parte dell’Armata Rossa come comparse e per supporto tecnico-organizzativo. Ma Leone morì, lasciando quel sogno ad un altro italiano, Giuseppe Tornatore, ormai ad un passo dalla sua realizzazione.

Speciale Unità d'Italia: i film italiani preferiti da Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

Speciale Unità d'Italia: i film italiani preferiti da Cineblog

Per festeggiare i 150 anni dell’unità di Italia, qualche giorno fa, ho chiesto ai ragazzi della redazione di Cineblog di dirmi il loro film Italiano preferito con una breve motivazione. Uno solo. E’ stato difficile (uno solo?) ma ecco il risultato:

Cleaned ha scelto: I Soliti Ignoti (1958) di Mario Monicelli
Un classico con cui i “soliti idioti” attuali non possono competere. L’irresistibile film di Monicelli diverte senza usare volgarità, sfruttando la stessa “semplicità” che si respirava nel paese a quei tempi.

Gabriele ha scelto: Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975) di Pier Paolo Pasolini
Dopo la “trilogia della vita”, la mazzata più grande che un intellettuale del calibro di Pasolini potesse offrirci: il film sulla morte, in ogni senso. Testamento lucidissimo e terrificante di un’Italia che era e che sarebbe stata.

Apocalypse ha scelto: Roma città aperta (1945) di Roberto Rossellini
Perché autentico manifesto del genere che ha reso il cinema italiano per anni il più apprezzato, applaudito e premiato in giro per il mondo. Perché figlio di una terribile guerra da poco finita. Perché interpretato da due inimitabili leggende come Anna Magnani e Aldo Fabrizi. Perché ancora oggi, dopo 65 anni, straordinariamente amato, anche dalle nuove generazioni.

Rosario ha scelto: Amici Miei (1975) di Mario Monicelli
L’unico, l’originale. Simbolo di una Commedia all’italiana (quella con la C maiuscola) ormai purtroppo dimenticata e rimpiazzata da cinepanettoni e poco altro. Nel giorno dedicato ai nostri 150 anni è impossibile non ricordare il capolavoro di Monicelli datato 1975, in barba a qualsiasi remake.

Antonio ha scelto: Ladri di Biciclette (1948) di Vittorio De Sica
Un solo film per un solo popolo… che ardua impresa! Non so se Ladri di Biciclette possa o debba considerarsi “rappresentativo” del nostro cinema - ammesso che un solo film basti. Tuttavia a me piace pensare che lo spaccato riportato in questa pellicola tracci, allora come adesso, alcune delle parecchie sfaccettature essenziali di chi risiede nella nostra Penisola. Da quando lo vidi per la prima volta, non riesco a fare a meno di pensare a noi italiani anche come “ladri di biciclette”, per l’appunto.

Carlo ha scelto: Il Gattopardo (1963) di Luchino Visconti
Un affresco senza tempo che attraverso il racconto dei fatti che 150 anni fa hanno contribuito all’unità d’Italia, fornisce una fotografia attualissima delle contraddizioni che sono connaturate all’essere più intimo della nostra nazione. Un crescendo maestoso che culmina nella scena di ballo, tra le sequenze più belle mai viste al cinema.

Carla ha scelto: Il Buono Il Brutto Il Cattivo (1966) di Sergio Leone
Perché Leone ha creato i spaghetti western all’Italiana quando l’Italia era ancora nel pieno boom cinematografico. Perché la sua regia è ancora oggi copiatissima ma inimitabile. Perché il trio Clint Eastwood - Lee Van Cleef - Eli Wallach è assolutamente perfetto. Vogliamo anche metterci che Clint qui era un figo pazzesco? Mettiamocelo. Dite niente…

Le scelte sono state fatte senza essersi messi d’accordo, ognuno ha scelto senza sapere i film degli altri. Avete notato che non ci sono film recenti? A parte questa “disgressione” (molto amara) ci dite il vostro film italiano preferito? Uno solo! E non diteci che il cinema italiano fa schifo perché non è (sempre) vero!

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Esercizi di stile: una scena in 11 stili

pubblicato da carloprevosti

Nel suo celebre libro Esercizi di stile, Raymond Quenau proponeva molte versioni di uno stesso testo in base a delle semplicissime regole che si è imposto volontariamente. La storia in pratica era sempre la stessa, ma il modo con cui veniva raccontata variava di pagina in pagina.

Lo stesso gioco è quello che hanno tentato questi due simpatici filmmaker che hanno messo in scena undici volte lo stesso brevissimo sketch con altrettanti stili di differenti registi. Il risultato è esilarante!

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The Good, The Bad, The Weird - Il trailer internazionale

pubblicato da carloprevosti

The Good, the bad and the weirdThe Good, The Bad, The Weird, ovvero Il Buono, il Cattivo e lo Strano, ovviamente il riferimento al capolavoro di Sergio Leone non è certo casuale. Solo che questa volta siamo nel 1930, nel deserto della Manciura, dove la legge del più forte è quella che regola i rapporti tra i diversi clan.

Tre uomini coreani si incontrano casualmente su un treno. Il Buono, Do—won è un cacciatore di taglie sulle tracce di alcuni criminali. Il Cattivo, Chang—yi è il leader di una banda di malviventi. Lo Strano, Tae—goo è un rapinatore di treni che ha nove vite come i gatti. I tre uomini iniziano a contendersi una misteriosa mappa che però interessa anche all’esercito giapponese a a un pericoloso clan di banditi asiatici.

Il film di Kim Jee-Woon risale al 2008, ma solo ora riesce a trovare una distribuzione negli Usa, lo vedremo anche da noi? Intanto ecco il trailer internazionale.

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Codice: Genesi - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

Codice GenesiCodice: Genesi (The Book of Eli) regia di Albert e Allen Hughes, con Denzel Washington, Gary Oldman, Mila Kunis, Malcom Mc Dowell

In un tempo imprecisato di un futuro non troppo lontano, sono trascorsi circa trenta anni da un conflitto che ha trasformato la terra in un arido deserto dove si lotta per sopravvivere e la legge non esiste più. Sotto un solo che brucia gli occhi di chi lo guarda un uomo attraversa l’America camminando su ciò che resta delle strade e per i campi ormai improduttivi e inariditi. A ogni angolo bande di motoclisti armati fanno valere la loro violenza, uccidendo e depredando chiunque abbia il coraggio di avvicinarsi. L’acqua e gli oggetti più comuni sono diventati preziosi oggetti di scambio. L’uomo che cammina si chiama Eli, è un solitario, coraggioso e abile guerriero ma è alla ricerca di un luogo all’ovest dove poter trovare la pace. Eli però conserva un grande potere che qualcuno potrebbe usare con intenti malvagi ma è pronto a tutto pur di conservarlo per un utilizzo corretto. Carnagie, il boss di un piccolo paese lungo il suo viaggio, lo desidera ardentemente e farà di tutto pur di conquistarlo.

Il cinema post-apocalittico è un campo minato in cui è difficile non mettere un piede in fallo. Sebbene passi per essere un filone caro al cinema più recente esso rientra perfettamente dei canoni dei generi classici con le sue regole e le sue derivazioni. Non è certo un mistero che il questo cinema attinga a piene mani dal western e dalla fantascienza, per tanto non è certo impensabile che un film ambientato trent’anni dopo la caduta della civiltà (per lo meno come la concepiamo oggi) sia denso di riferimenti e di messaggi socio-politici.

I fratelli Hughes non fanno certo caso a parte e come tradizione vuole citano a destra e manca tutto il cinema che è li ha portati a questo punto. Si pesca da Mad Max a l’Uomo del giorno dopo, da The Day After ai film di Sergio Leone (le cui musiche sono fischiettate non una, bensì due volte, giusto se qualcuno non avesse colto il riferimento) e qui rischiamo fortemente il deja vu, ma inaspettatamente come un vento dall’ovest di alza un’aria che profuma del Fahrenheit 451 di François Truffaut e tutto prende una piega diversa. Sebbene vedremo più avanti che qualcuno ha poi calpestato una delle temute mine di cui il deserto apocalittico è disseminato.

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The Spaghetti Western Orchestra a Milano: biglietti omaggio e sconti per i lettori di Cineblog

pubblicato da Carla Cigognini

the big western orchestra

Oggi Cineblog è orgoglioso di segnalarvi uno spettacolo unico nel suo genere, The Spaghetti Western Orchestra che arriva a Milano al Teatro Ciak dal 28 ottobre all’8 novembre. Di cosa si tratta? Cinque musicisti interpretano i capolavori di Ennio Morricone come Il Buono il Brutto il Cattivo, C’era una volta il West, Per un pugno di dollari, Giù la testa.

In scena 100 strumenti diversi, alcuni decisamente strani: mele, scatole di cornflakes, lattine di birra, guanti di gomma, inalatori per l’asma, porte cigolanti, attaccapanni, stivali e chi più ne ha più ne metta… vedete il video dopo il salto per credere. Entusiasmante vero?

E non è tutto. Il Teatro Ciak ha riservato un regalo ai lettori di Cineblog. Seguiteci.
- 10 biglietti omaggio (5 per due persone) per la serata del 28 ottobre. Per aggiudicarseli basta commentare per primi (i primi cinque!) il post e lasciare il vostro nome (i primi 5 di voi possono portare una persona). Se siete tra i primi cinque, per ritirare i biglietti basta andare direttamente in teatro la sera stessa a partire dalle ore 20.00 (e presentarsi a nome Cineblog) con questa pagina stampata.

La promozione continua. Leggete dopo il salto.

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La battaglia dei tre regni - La recensione in anteprima

pubblicato da carloprevosti

La battaglia dei tre regni, John WooLa battaglia dei tre regni di John Woo con Tony Leung, Chiu Wai, Takeshi Kaneshiro, Zhao Wei, Shido Nakamura, Chang Chen, Zhang Fengyi, Hu Jun, Lin Chiling, You Yong, Tong Dawei, Song Jia, Wang Qingxiang, Hou Yong, Jiang Tong.

Anno 208, la storia della Cina sta vivendo i giorni del declino della dinastia Han. L’imperatore non è che un giovane inesperto soggiogato dall’ambizioso primo ministro Cao Cao che lo convince a dichiarare guerra ai regni meridionali, quello di Shu e quello di Wu. Un esercito impressionante inizia una lunga marcia sotto la guida dello stesso Cao Cao. I due regni del sud, tradizionalmente rivali capiscono che l’unica speranza per contrastare l’attacco è un’alleanza che troverà il suo quartier generale presso le Scogliere Rosse dove sono chiamati a raccolta i soldati dei due eserciti. Le truppe di Cao Cao inizieranno un assedio di logoramento che sembra avere un’unica possibile conclusione, ma dalla Battaglia delle Scogliere Rosse dipende la storia della Cina a venire. Ma la saggezza può diventare più importante delle armi…

1800 anni fa in Cina si combatteva un’unica battaglia di proporzioni mai viste dalla quale sono dipesi gran parte dei rapporti socio-economici dei secoli a venire. John Woo, a cui evidentemente giova l’aria della patria, dipinge un epico affresco (costato 80 milioni di dollari, la più grande produzione mai realizzata in lingua cinese) ispirandosi a Le cronache dei tre regni un resoconto storico dei fatti scritto oltre settecento anni fa.

Dopo Ang Lee (La tigre e il dragone) e Zhang Yimou (Hero, La foresta dei pugnali volanti), Chen Kaige, anche John Woo compie un passo indietro e ritorna in patria per occuparsi della tradizione cinese. Questa volta però non ci sono i classici elementi del wuxpian, come i combattimenti volanti di cappa e spada, e Woo calca la mano sul genere storico offrendo un ritratto epico di una battaglia che è valsa un’intera una guerra. Dimenticate quindi il Woo hollywood style (che ci ha regalato quel gioiello di Face/Off, ma anche tante delusioni), dategli un budget di ottanta milioni di dollari e una colomba (elemento immancabile nei suoi film) e vi porterà a casa un capolavoro da brividi.

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