
Da 71 a 9 opere in lizza per l’Oscar 2013 come Miglior film straniero. Una lista a suo modo “prevedibile”, ma nella quale si trova per forza qualche sorpresa. Ed un’amarezza tutta italiana: Cesare Deve Morire dei fratelli Taviani, Orso d’Oro a Berlino, non ce l’ha fatta. Anche per quest’anno niente Italia.
Ma noi siamo cinefili, e delle nazionalità e dei patriottismi ci interessa relativamente (anche se chi scrive è ancora convinto che la scelta dei Taviani fosse quella più giusta). Sei titoli scelti da un comitato di Los Angeles, più tre film scelti dall’Academy’s Foreign Language Film Award Executive Committee: si è così arrivati alle nove pellicole in gara. Eccole:
Austria: Amour - Michael Haneke
Canada: War Witch - Kim Nguyen
Cile: No - Pablo Larraín
Danimarca: A Royal Affair - Nikolaj Arcel
Francia: Quasi Amici - Olivier Nakache e Eric Toledano
Islanda: The Deep - Baltasar Kormákur
Norvegia: Kon-Tiki - Joachim Rønning e Espen Sandberg
Romania: Oltre le colline - Cristian Mungiu
Svizzera: Sister - Ursula Meier
Dopo il salto un’analisi della shortlist e la previsione di Cineblog sui “magnifici 5″
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Dark. È l’aggettivo (ormai inflazionato) che Tim Burton si è portato sempre appresso, nella stragrande maggioranza delle recensioni della critica e nella stragrande maggioranza dei discorsi fra fan. Il cerchio si chiude, quindi, visto che la parola si ritrova adesso all’interno del titolo del suo ultimo film, Dark Shadows, che ha già diviso la critica. Un altro film “dark” però potrebbe essere anche Chronicle, uno dei “casi” cinematografici dell’anno, in cui tre giovani ragazzi devono fare i conti con le zone d’”ombra” dei loro nuovi poteri sorprendenti…
L’Enfant d’en haut di Ursula Meier approderà sugli schermi italiani il prossimo 11 maggio con il titolo Sister. Abbiamo già avuto modo dare insieme una scorsa al trailer ufficiale ed alla trama. Oggi vi offriamo una sinossi un po’ più articolata, la locandina italiana del film, tre foto ufficiali ed il teaser che potete vedere qui sopra.
La pellicola, vincitrice allo scorso Festival di Berlino dell’Orso d’Argento Speciale, vede protagonista la bella Léa Seydoux, vista di recente in Midnight in Paris e Mission Impossible 4.
Sister è un film “verticale”, che oscilla tra due dimensioni spaziali: in alto c’è la stazione sciistica, dominio di ricchi turisti che vengono a divertirsi sulla neve, in basso ci sono i grigi quartieri industriali della pianura. La funivia, che sale e scende incessantemente, è l’unico collegamento tra questi due mondi. […] Il film racconta la storia di un bambino, Simon, che vuole raggiungere quel mondo in alto, che cerca un’elevazione insieme fisica, sociale e economica. L’ambiente in cui vive, quello della pianura, è fatto di desolazione, nebbia e fango, mentre in alto sembra trovar posto un giardino delle delizie: sole, neve immacolata, denaro. Simon si sente importante lassù ed è come se fosse su un palcoscenico: interpreta un ruolo da protagonista e inventa una nuova vita per sé e la sua famiglia immaginaria, indossando un costume di scena. Di sotto, invece, è solo una comparsa, ma lo accetta senza lamentarsi, intuendo che è l’unico modo per restare accanto a Louise. Per tutta la durata del film, Simon è diviso tra i due mondi e il suo saliscendi con la funivia è il ritmo pulsante del film stesso. Mentre lui aspira al mondo in alto, però, Louise è attirata dal basso. Delusa dalla vita e arrabbiata con il mondo, invece di lottare contro le avversità ha deciso di chiamarsi fuori, vivendo giorno per giorno.
In uscita nelle nostre sale giorno 11 Maggio, Sister approda finalmente anche dalle nostre parti. Pellicola che è valsa alla regista, Ursula Meier, l’Orso d’Argento Speciale all’ultimo Festival di Berlino, si mostra oggi su queste pagine con il trailer italiano e la sinossi.
Simon e Louise, fratello e sorella, vivono in un una vallata svizzera dove sorge un lussuoso resort invernale. Quando la ragazza prende una cotta per un ragazzo inglese arrivato per la stagione invernale, Simon si sente trascurato ed il rapporto con la sorella subisce uno strappo.
Per Mike Leigh, presidente di Giuria in occasione della Berlinale di quest’anno, trattasi di “una riflessione poetica e appassionante sulla relazione tra due persone, splendidamente raccontata e ambientata con grande immaginazione nel panorama inusuale di una stazione sciistica”. Sister, peraltro, rappresenta per certi aspetti anche la consacrazione di Léa Seydoux, dopo i ruoli da non protagonista recentemente interpretati in Midnight in Paris e Mission Impossible 4.